Mov14luglio: Certe volte bisogna dar retta alla realtà

di Arturo LAVORATO

Movimento 14 Luglio

perché credo che il movimento 14 luglio debba costruire un’amministrazione comunale democratica e popolare.
Essere via vuol dire parlare senza fare. Per questo vi ringrazio in anticipo se vorrete tenere in conto quello che scrivo ora, ma non lo dò per scontato.
Le cose cambiano. Questa è la premessa. Essere coerenti non vuol dire agire in modo identico in situazioni molto differenti, non vuol dire restare immutabili dentro una realtà che cambia. Vuol dire mantenere fermi i principi a guida dell’agire.

I principi del movimento 14 luglio non li ripeterò. Chi se li vuole ricordare, può rileggerli nel nostro regolamento. Invece mi soffermerò “un secondo” sugli obiettivi. Ci sono obiettivi particolari e obiettivi generali, mettiamola così. A fronte di singole questioni, che possono risolversi e altre nuove emergere (il mare, l’acqua, i rifiuti…) c’è un obiettivo di fondo: realizzare un governo del nostro territorio comunale e della convivenza di chi ci abita in modo che tutte e tutti i/le paesan* possano avere voce, essere informati e poter valutare le azioni di governo, scegliere insieme in assemblea soluzioni ai problemi comuni e indicarle all’amministrazione comunale. Non è una collaborazione tra la cittadinanza attiva e la giunta che governa il Municipio. È la realizzazione di una gestione orizzontale, popolare, democratica, nel senso della democrazia diretta che si realizza in assemblea, del Comune. È la costruzione e l’imposizione, quando necessario, con la lotta, di un altro modo di governarsi.

Per questo obiettivo, quando siamo nati e per oltre due anni di vita abbiamo deciso che il movimento non doveva essere coinvolto nelle contese elettorali, perché il movimento non vuole essere partito – nel senso di un gruppo che chiede consensi per gestire la cosa pubblica a nome della collettività – ma generalità – cioè la collettività stessa che si autogoverna e usa gli amministratori come meri esecutori tecnici delle proprie decisioni (la qual cosa si realizza tanto più quanto più partecipate sono le assemblee, tanto meno quanto meno lo sono, ma tanto o poco sempre almeno parzialmente si realizza). Chiunque di qualunque credo od ideologia può farne parte finché rispetta i principi e il metodo stabiliti. Ora, secondo me, se fino alle scorse fallite elezioni per perseguire l’obiettivo il movimento doveva restare fuori dalle contese elettorali, ora purtroppo per lo stesso obiettivo deve ficcarcisi dentro.
2 cose fondamentali, infatti, sono cambiate da allora, o meglio nel frattempo.
1: la situazione storica di Nicotera
2: l’opinione e gli orientamenti di buona parte dei simpatizzanti ed aderenti al movimento.
2- Cominciando dalla seconda, anche se spesso non ufficializzata in assemblea, c’è una tendenza di molte e molti a pensare che è ora per il movimento di impegnarsi in prima persona nell’amministrazione istituzionale del municipio, avendo la credibilità, la maturità e le competenze necessarie a garantire un’amministrazione onesta, seria, e aperta all’ascolto della popolazione. Questa opinione va tenuta in conto e misurata.
La situazione generale, per andare al punto 1, è tale per cui mentre da una parte la partecipazione diretta al movimento si è ridotta a una trentina di militanti e alcune decine di simpatizzanti, per molti motivi, tra cui – senza tacere delle rotture – una stanchezza e una difficoltà personale di molti a mantenere sostenuto negli anni l’impegno… (restando comunque anche ora il movimento una realtà rara, in Calabria, di partecipazione civica); dall’altra il quadro istituzionale si va aggravando, in buona misura per responsabilità delle concrete gestioni commissariali che abbiamo avuto e della funzione commissariale in sé – che non va… – si va aggravando, scrivevo, in un pantano di blocco istituzionale ed ingovernabilità. Inutile enumerare i fattori, dal dissesto fino all’annullamento dell’ultima tornata elettorale.

Il risultato è che, invece di superare questa democrazia delle elezioni che ci sta stretta, siamo tornati indietro anche rispetto ad essa, e non c’è democrazia affatto. E’ GRAVE. A LUNGO ANDARE QUESTO QUADRO PRODUCE UNA CANCRENA MORALE DELLA COMUNITA’ CHE PUO’ PORTARE SOLO ALLA DEFINITIVA DISGREGAZIONE, MENTRE IL MALAFFARE CONTINUA AD ADATTARSI A TUTTE LE SITUAZIONI.
Di fronte a questo, anche se personalmente credo che il movimento avrebbe bisogno di più tempo, che il paese… avrebbe bisogno di più tempo,
penso che il 14 luglio si debba impegnare da oggi alla prossima tornata elettorale nella costruzione di un’amministrazione democratica e popolare.
Che non vuol dire una lista del 14 luglio. Ma vuol dire un’amministrazione possibile, costruita dal 14 luglio insieme a tutti i singoli e a tutte le realtà organizzate che vogliano partecipare, alla pari, alla realizzazione dell’impresa.
Significa fare una proposta aperta alla popolazione, alle associazioni, ai partiti… e riunirsi con chi vuole a partire dai paletti definiti nella proposta.
Aprire un cantiere che lavori attraverso assemblee continue e sperimentazioni alla costruzione comune di questa proposta elettorale.
Che è popolare perché si pone come obiettivo quello di eseguire le indicazioni della popolazione, che si esprimono attraverso deliberazioni assembleari o consultazioni referendarie su tutte le questioni (se lo fa uno stato come la svizzera, lo può fare anche un comune come Nicotera).

Che è democratica perché adotta il metodo dell’assemblea aperta come luogo in cui si assumono le scelte di fondo e si verifica l’operato dell’amministrazione.
Un’amministrazione che si impegni a realizzare in forma aperta tutti i consigli comunali.
Un’amministrazione i cui eletti si impegnino in forma scritta a sottoporsi ad un mandato revocabile dell’assemblea e a dimettersi in qualunque momento l’assemblea deliberasse la sopraggiunta inadeguatezza del singolo a svolere la delega.
Un’amministrazione che escluda davvero quanti hanno governato fino ad oggi, non dalle assemblee ma da qualunque incarico amministrativo o investitura elettorale.
Un’amministrazione che anche nella proposta elettorale escluda qualunque simbolo di partito.
Questo il progetto che secondo me i fatti chiedono al movimento. Partendo dal presupposto, rispetto all’ultima fallita tornata, che i risultati della lista capeggiata da Marasco, pur non consentendo a questa di essere eletta, configurano una legittimazione politica quali possibili futuri candidati, in virtù della quantità non irrilevante di consensi ricevuti.

Che tutto il metodo seguito nella preparazione della lista e nella conduzione elettorale, in special modo in riferimento alla vicenda di Alex Cocciolo (su cui ho già scritto le mie valutazioni e qui non tornerò), senza trascurare il fatto che il candidato a Sindaco era una delle colonne della precedente amministrazione Pagano nei suoi primi tempi di vita… tutto ciò porta ad esprimere distanza e incompatibilità di qualunque dialogo da parte del nostro progetto con quella lista, qualora essa si ripresentasse, anche in modo riformulato, alla prossima tornata.

Ciao a tutt*

Vi abbraccio una per una e uno per uno

Se mi avete letto grazie per la pazienza, sennò poco male.