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L’UOMO DA SEI MILIONI DI DOLLARI

L’“uomo nuovo”, la “nuova creazione” dell’umano, il transumanismo, incomincia a muovere i suoi temuti passi. Lo fa partendo da una start-up privata che vuole creare, dopo l’automobile, l’uomo ibrido. Purtroppo, non ci troviamo di fronte al remake della serie tv statunitense L’uomo da sei milioni di dollari, meglio conosciuta come l’Uomo bionico, che negli anni ’80 veniva proposta nei palinsesti delle reti del biscione.

Siamo di nuovo di fronte ad uno di quei pochi uomini che detengono ormai la quasi totalità della ricchezza mondiale e che sondano nuovi confini di business: comunicazione, viaggi sulla Luna, Intelligenza Artificiale, mobilità elettrica. La start-up Neuralink di Elon Musk (fondata nel 2016) è uscita con un comunicato stampa in cui afferma di aver ottenuto dalla Food and Drug Administration l’autorizzazione ad avviare i test per impiantare il suo chip sperimentale in un vero cervello umano.

Ma come aggirare le normali inquietudini e barriere delle persone a farsi installare un chip nel cervello? Lo faranno in maniera forzosa come alcuni complottisti immagino? Useranno la via del 5G irrorata di scie chimiche e potenziata dai vaccini? No, semplicemente faremo a gara per averlo come già si fanno file chilometriche fuori dagli Apple store per acquistare l’ultimo iphone!

Le chiavi che aprono tutto sono sempre state e rimarranno due, salute e vanità: Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male» [Gn 3,4-5].

Infatti sulla home page della start-up Neuralink appare subito e ben in vista la mission della company: Create a generalized brain interface to restore autonomy to those with unmet medical needs today and unlock human potential tomorrow (trad.: Creare un’interfaccia cerebrale generalizzata per restituire l’autonomia alle persone con esigenze mediche insoddisfatte oggi e sbloccare il potenziale umano domani).

La promessa antica dell’immortalità e della sapienza fino all’auto-divinizzazione: sarete come Dio. Ed il serpente non dovette obbligare Eva e quindi Adamo ma i due ci cascarono più che volontariamente. Non dovette irrorarli di scie chimiche e neanche bombardarli con il 5G ma elaborò un’efficace strategia di marketing per vendere il famoso frutto della conoscenza del bene e del male: la mela (in inglese Apple!).

Se installeremo il chip nel nostro cranio potremo tenere sotto controllo immediato i nostri dati biochimici (pressione, glicemia, battito, zuccheri, grassi, radicali liberi), stabilizzare il nostro umore, potremo ridare la vista ai ciechi e l’udito ai sordi, far camminare i paralitici e addirittura potremmo potenziare le capacità intellettive dell’uomo. Pensate che calcoli potremo mai fare con un chip innestato nel nostro cervello. Magari si potrà fare una telefonata solo pensando alla persona amata. Si potrà persino acquistare direttamente ed immediatamente quel prodotto che sta stuzzicando la nostra fantasia. Guardiamo il prodotto in vetrina o sullo schermo di un Pc, lo ordiniamo, paghiamo con la moneta digitale: fatto! Ora possiamo stamparlo con la nostra stampante 3D casalinga o aspettare il robottino di Amazon che ci busserà a casa. Potete immaginare allora che fila ci sarà fuori dalle sale operatorie della Neuralink store?

Tornando seri, l’azienda ha sviluppato un dispositivo che viene inserito chirurgicamente nel cervello da un robot e che è in grado di decodificare l’attività cerebrale e collegarla ai computer. Fino ad ora, l’azienda ha condotto ricerche solo sugli animali.

Se da una parte le applicazioni mediche sono formidabili, e non solo di questo dispositivo esistendone già altri che stanno sperimentando in vari laboratori del mondo, pensiamo a quali ulteriori ripercussioni sulla privacy. Già oggi le piattaforme conoscono praticamente tutto sui nostri gusti commerciali, estetici, politico-religiosi. Domani avranno degli immensi archivi anche dei nostri pensieri tradotti in onde cerebrali! Stati d’animo, parametri biologici, medici, chimici: Neuralink è una società privata con attività a Fremont, in California, e un vasto campus in costruzione fuori Austin. La società ha più di 400 dipendenti e ha raccolto almeno 363 milioni di dollari, secondo il fornitore di dati PitchBook. Già aziende come Blackrock Neurotech e Synchron hanno impiantato dispositivi nelle persone per test clinici e almeno 42 persone in tutto il mondo hanno avuto impianti cervello-computer. Tali dispositivi hanno consentito imprese che un tempo appartenevano al regno della fantascienza: un uomo paralizzato che batte il pugno con il presidente Barack Obama con una mano robotica; un paziente affetto da SLA che digita pensando ai tasti premuti; un paziente tetraplegico che riesce a camminare con passo lento ma naturale. Mentre la maggior parte delle aziende che cercano di commercializzare gli impianti cerebrali si concentrano su coloro che hanno esigenze mediche, Neuralink ha ambizioni ancora più grandi: creare un dispositivo che non solo ripristini la funzione umana, ma la migliori. “Vogliamo superare le prestazioni umane abili con la nostra tecnologia”, ha twittato Neuralink ad aprile. […] “Musk ha bisogno di abbandonare la sua ossessione per l’inserimento di un dispositivo nelle nostre teste”, ha dichiarato venerdì in una dichiarazione Ryan Merkley, direttore della difesa della ricerca presso il Comitato dei medici. “Se avesse a cuore la salute dei pazienti, investirebbe in un’interfaccia cervello-computer non invasiva” (fonte: https://www.washingtonpost.com).

Questo è uno dei nodi dunque. Non v’è dubbio che le tecnologie informatiche stanno invadendo lo spazio medico facilitando le operazioni e velocizzando le guarigioni. Si comprende la necessità di sperimentare opzioni per chi nasce privo della vista o dell’udito o per permettere ai paraplegici di ritrovare la capacità di alzarsi e camminare. Ma perché spingersi verso un impianto definitivo nel cervello massificato? In caso di utilizzo meramente diagnostico perché non pensare ad apparati esterni alla persona? I motivi etici che fanno rimanere in guardia tanti specialisti così come il cittadino medio sono ovviamente tanti. Come sempre bisognerà valutare se i benefici andranno così oltre gli inconvenienti e le paure da permettere la rottura degli indugi. Questo perché una società privata deve fare soldi e come può farli individuando come target solo ciechi e paraplegici? Avranno tutti loro la possibilità di pagarsi questo dispositivo e il relativo impianto? Se invece le masse saranno indotte a acquisire “un’app” capace di aumentare le prestazioni della loro misera umanità, quanti non saranno vinti dall’aprire un mutuo pur di affacciarsi a questo nuovo e meraviglioso mondo dell’uomo bionico? 

Mentre noi ci arrovelliamo su tali quesiti, il frenetico programma di Musk lo porta a destreggiarsi tra gli impegni con ciascuna delle sue società contemporaneamente. Viaggia per il paese con un jet privato, visitando le sue fabbriche Tesla e i siti di lancio di SpaceX nel mentre tiene discorsi per Twitter e visita il quartier generale della Bay Area, a volte tutto nella stessa settimana (fonte: https://www.washingtonpost.com).

Non disturbatelo, poverino, sta lavorando per noi e per la nostra salvezza! Amen!

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