DALL’ALTRA PARTE DEL GLOBO

Negli ultimi dieci anni, abbiamo aderito al marxismo-leninismo,
al pensiero di Mao Zedong, alla teoria di Deng Xiaoping,
all’importante pensiero delle Tre Rappresentanze
e alla prospettiva scientifica dello sviluppo,
abbiamo attuato in modo completo il pensiero
del socialismo con caratteristiche cinesi nella nuova era.
[…] Il mio Paese è un grande Paese in via di sviluppo,
ancora nella fase primaria del socialismo,
e sta attraversando ampi e profondi cambiamenti sociali.
(Xi Jinping)

In Cina si è aperto il XX congresso del Partito Comunista Cinese. Analizziamo la relazione[1] con cui Xi Jinping il 16 ottobre 2022 ha introdotto l’assemblea per capire cosa bolle in pentola nella parte orientale del mondo che, tra l’altro, ospita una fetta importante della popolazione mondiale. Il tema fondamentale della relazione è il cosiddetto “ringiovanimento” della Cina. L’antica civiltà cinese è sempre stata una protagonista della storia culturale e politica mondiale. La sua grandezza regionale è fuori discussione come l’importanza della sua millenaria cultura che vede un forte declino a causa della penetrazione occidentale, cominciata nel 1839 con la Guerra dell’Oppio e che inaugurò una fase storica nota come il “Secolo dell’Umiliazione”. Un periodo di completo declino della sovranità nazionale che potrebbe essere assimilato al declino russo dopo il fallimento dell’esperimento comunista. Altro periodo storici ma, forse, uguale sentimento di rivalsa verso l’antagonista occidentale che in Cina iniziò proprio nel 1949 con la fondazione della Repubblica popolare cinese (Rpc). Un ringiovanimento, dunque, che deve passare da un nuovo recupero del ruolo cinese sullo scacchiere internazionale.

Altro tema fondamentale è la “modernizzazione” di un paese fortemente rurale e che si è spinto negli ultimi decenni in una industrializzazione forzata, con tanto di iper-sfruttamento operaio e inquinamento ambientale, che ha reso la Cina la manifattura del mondo. Ai primissimi posti per PIL e fatturati oggi la Cina prova a rincorrere la leadership mondiale anche su altri fronti ad iniziare da quello ambientale.  Sappiamo quanto la ‘green economy’ che procede all’allarme del cambiamento climatico sia oggi, falsamente o meno, ai primi posti delle agende mondiali. Mentre l’Europa pare tornare alle vecchie fonti come il carbone, la Cina annuncia mega piani di transizione ecologica per la sua industria. Altri temi l’economia e l’importanza del Partito, la sua democratizzazione almeno sulla carta e la geopolitica.

Abbiamo sintetizzato in quattro temi forti, mantenendo l’originalità dei contenuti, il vasto intervento di Xi Jinping, sempre più saldamente al comando del PCC. Conoscere cosa accade sugli altri scenari globali può aiutarci ad avere una conoscenza maggiore di ciò che accada in terra d’Occidente.

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LA RELAZIONE

“Il tema del congresso è: tenere alta la grande bandiera del socialismo con caratteristiche cinesi, attuare pienamente il pensiero del socialismo con caratteristiche cinesi nella nuova era, portare avanti il grande spirito fondatore del Partito, essere sicuri di sé e migliorarsi, mantenere la rettitudine e l’innovazione, essere vigorosi e determinati, e unirsi e lottare per la costruzione completa di un moderno Paese socialista”.

ECONOMIA

I cinque anni precedenti hanno visto in Cina, nelle difficoltà dell’emergenza pandemica, un lavorio di riforma e modernizzazione istituzionali, dalla costituzione al Partito, per il miglioramento del sistema socialista con caratteristiche cinesi. Il lavoro di rafforzamento della leadership del Partito si era prefisso il compito di raggiungere l’obiettivo di una società ‘moderatamente prospera’. Sono stati raggiunti, secondo il segretario del PCC, gli obiettivi della lotta alla povertà assoluta, combattendo la più grande battaglia contro la povertà nella storia dell’umanità, “trasferendo più di 9,6 milioni di poveri in altri luoghi”, e dando un significativo contributo alla causa della riduzione della povertà globale.

“Il prodotto interno lordo (PIL) è cresciuto da 54.000 miliardi di yuan a 114.000 miliardi di yuan, con la produzione economica totale della Cina che rappresenta il 18,5% dell’economia mondiale, con un aumento di 7,2 punti percentuali e una stabile seconda posizione nel mondo; il PIL pro capite è aumentato da 39.800 yuan a 81.000 yuan. La produzione cerealicola totale è stata costantemente al primo posto nel mondo e la sicurezza alimentare ed energetica di oltre 1,4 miliardi di persone è stata efficacemente garantita. Il tasso di urbanizzazione è aumentato di 11,6 punti percentuali, raggiungendo il 64,7%. Le dimensioni dell’industria manifatturiera e le riserve di valuta estera sono costantemente al primo posto nel mondo. Abbiamo costruito la più grande rete ferroviaria ad alta velocità e la più grande rete autostradale del mondo e abbiamo ottenuto risultati significativi nella costruzione di aeroporti e porti, nella conservazione dell’acqua, nell’energia, nell’informazione e in altre infrastrutture. Abbiamo accelerato i nostri sforzi per promuovere l’autosufficienza scientifica e tecnologica e l’auto-miglioramento, con una spesa sociale per la ricerca e lo sviluppo che è aumentata da mille miliardi di yuan a duemilaottocento miliardi di yuan, posizionandosi al secondo posto nel mondo, e il numero totale di personale addetto alla ricerca e allo sviluppo che si è posizionato al primo posto nel mondo. La ricerca di base e l’innovazione originale sono state continuamente rafforzate, alcune tecnologie fondamentali hanno raggiunto risultati di rilievo, nuove industrie strategiche si sono sviluppate e sono cresciute, e sono stati raggiunti risultati significativi nei voli spaziali umani, nell’esplorazione della Luna e del fuoco, nell’esplorazione delle profondità marine e terrestri, nei supercomputer, nella navigazione satellitare, nell’informazione quantistica, nella tecnologia dell’energia nucleare, nella produzione di grandi aerei e nella biomedicina, ecc. […] Abbiamo adottato una strategia di apertura più proattiva, abbiamo costruito una rete globale di zone di libero scambio di alto livello, abbiamo accelerato la costruzione di zone di libero scambio pilota e dei porti di libero scambio di Hainan e abbiamo costruito l’iniziativa “One belt, one road” come prodotto pubblico internazionale popolare e piattaforma di cooperazione internazionale. La Cina è diventata uno dei principali partner commerciali di oltre 140 Paesi e regioni, si è classificata al primo posto nel mondo in termini di commercio totale di beni, ha attirato investimenti esteri e investimenti verso l’esterno e ha dato vita a un modello di apertura verso il mondo esterno su scala più ampia, in un campo più vasto e a un livello più profondo. […] L’aspettativa di vita pro capite è aumentata a 78,2 anni. Il reddito disponibile pro capite è passato da 16.500 a 35.100 RMB. Il numero di nuovi posti di lavoro creati nelle aree urbane è stato in media di oltre 13 milioni all’anno. Sono stati costruiti i più grandi sistemi di istruzione, previdenza sociale e assistenza sanitaria del mondo e si è compiuto un salto storico nel livello di istruzione universale; l’assicurazione pensionistica di base ha coperto 1,4 miliardi di persone e il tasso di copertura dell’assicurazione medica di base è rimasto stabile al 95% […] La politica sulla maternità è stata adeguata tempestivamente. Sono state riabilitate più di 43 milioni di unità abitative di baraccopoli e sono state ricostruite più di 34 milioni di case rurali fatiscenti, con un netto miglioramento delle condizioni abitative dei residenti urbani e rurali. Il numero di persone con accesso a Internet ha raggiunto il miliardo e trenta milioni. […] Il mio Paese è un grande Paese in via di sviluppo, ancora nella fase primaria del socialismo, e sta attraversando ampi e profondi cambiamenti sociali”, ha chiosato Xi Jinping. 

[…] “Per costruire un potente Paese socialista moderno a tutto tondo, l’assetto strategico generale prevede due fasi: dal 2020 al 2035 realizzare sostanzialmente la modernizzazione socialista; dal 2035 alla metà di questo secolo costruire il nostro Paese in un Paese prospero, forte e democratico. Un potente Paese socialista moderno con civiltà, armonia e bellezza”.

La politica cinese procede inevitabilmente con una forte programmazione. La storia dei piani quinquennali del comunismo reale persiste a queste latitudini a dispetto di una delega alle bizze del mercato. Per il 2035 la Cina prevede di concentrarsi sul progresso della sua forza economica, scientifica e tecnologica per raggiungere l’obiettivo della prosperità interna per tutti. La necessità è quella di realizzare un nuovo tipo di industrializzazione con un occhio all’ecologia e che passi dall’informatizzazione. Un nuovo modello di sviluppo, quindi, che tenga anche d’occhio i processi di urbanizzazione e la modernizzazione agricola. Non è possibile, secondo Xi Jinping, la costruzione di un solido e potente paese socialista senza una solida base materiale e tecnologica. Il nuovo concetto di sviluppo passa dalla riforma economica socialista di mercato per aderire all’apertura ad alto livello verso il mondo esterno. Costruire un sistema economico di mercato socialista di alto livello significa, seguendo il filo del discorso della relazione, migliorare il sistema economico socialista di base, consolidare e sviluppare l’economia pubblica, incoraggiando, sostenendo e guidando l’economia privata sfruttando il ruolo decisivo del mercato nell’allocazione delle risorse e valorizzare il ruolo del governo. Un mix molto forte tra Stato e Mercato il tutto guidato dalla forte centralizzazione politica. Questo mix è fortemente dosato per mezzo del sistema della distribuzione: distribuzione, re-distribuzione e terza distribuzione. Alla base il principio “più lavoro, più ricompensa”, incoraggiare il lavoro duro per diventare ricchi. Quest’ordine ‘meritocratico’ si innesta sulla promozione dell’uguaglianza delle opportunità ed il tutto vincolato dalle leggi fiscali che tendono ad aumentare il reddito delle persone a basso reddito ed espandere il gruppo a medio reddito. Nell’ambito di una maggiore liberalizzazione del mercato e del lavoro si tende a ingegnerizzare il sistema di tassazione al fine di tutelare la legittima ricchezza e prosperità proveniente dal lavoro ma contenendo l’eccesso di reddito e l’illegalità economica. Molto probabilmente tutto ciò passerà da una tassazione molto forte dei redditi alti per raggiungere l’obiettivo della prosperità diffusa.

 “Ci concentreremo anche sull’attuazione della guerra per l’eliminazione della povertà, sulla promozione vigorosa della costruzione della civiltà ecologica, sulla salvaguardia della sicurezza nazionale, sulla prevenzione e la risoluzione dei principali rischi, sul mantenimento della stabilità sociale, sulla promozione vigorosa della modernizzazione della difesa nazionale e delle forze armate, sulla realizzazione di una diplomazia di grande potenza a tutto tondo con caratteristiche cinesi e sull’avanzamento completo del nuovo grande progetto di costruzione del Partito”.

PARTITO – Sistema istituzionale cinese

Ampi cenni sono stati fatti dal Segretario sulla strategia intrapresa contro il Covid e sulla questione ‘risolta’ delle diatribe con Hong Kong e Macao. Forte continua ad essere la contrarietà contro le forze secessioniste e indipendentiste di Taiwan. Per la Cina non ci può essere alcuno spiraglio di rinuncia alla sovranità nazionale. Molti vulnus sono presenti nell’organizzazione del Partito macchiato dal burocratismo, dall’edonismo e dalla corruzione.

“Ci sono molti problemi all’interno del Partito in termini di comprensione vaga e azione debole per aderire alla leadership del Partito; […] il formalismo, il burocratismo, l’edonismo e la stravaganza sono stati ripetutamente proibiti in alcuni luoghi e dipartimenti; il pensiero privilegiato e i fenomeni di privilegio sono più gravi; alcuni problemi di corruzione sono allarmanti; le contraddizioni strutturali e istituzionali nell’economia sono notevoli. Alcune persone non sono abbastanza fiduciose nel sistema politico socialista con caratteristiche cinesi, e ci sono gravi problemi come la mancanza di rispetto della legge e l’applicazione lassista della stessa; di tanto in tanto sono emerse tendenze errate come il culto del denaro, l’edonismo, l’individualismo estremo e il nichilismo storico, ed è emerso una caotica regolamentazione di Internet”.

Per Xi Jinping, la caratteristica più essenziale del socialismo con caratteristiche cinesi è la leadership del Partito Comunista; un partito di ispirazione marxista che conta più di 96 milioni di membri. La coerenza della base e dei quadri del Partito con il comitato centrale, l’unione d’intenti e di ideologia sono fondamentali.

“Aderire alla governance scientifica, alla governance democratica e alla governance in conformità con la legge, attuare il centralismo democratico, innovare e migliorare i metodi di leadership, migliorare la capacità del partito di stabilire la direzione, pianificare la situazione generale, formulare politiche e promuovere le riforme, e mobilitare l’entusiasmo di tutte le parti”.

Al fianco della centralizzazione della leadership si è lavorato ad un percorso di sviluppo politico socialista attraverso la strutturazione e istituzionalizzazione completa della democrazia popolare, standardizzando e procedurizzando la democrazia socialista in tutti i suoi aspetti. Si sarebbe così realizzata ampiamente una democrazia consultiva socialista, reso più solida la proprietà del popolo e rafforzato la vitalità della democrazia di base. Negli anni precedenti al Congresso molti sforzi sono stati fatti dalla leadership per eliminare privilegi nascosti all’interno del Partito e delle forze armate per ribadire che “il potere conferito dal partito e dal popolo sia sempre utilizzato per cercare la felicità del popolo”.

Anche sul fronte ideologico viene ribadito il ruolo preminente del marxismo, la cui teoria ed i cui principi fondamentali devono essere cuciti e verificati sulla realtà concreta della Cina e della sua cultura tradizionale. Partendo dal materialismo dialettico e dal materialismo storico, procedendo dallo spirito scientifico è possibile rispondere correttamente alle principali questioni sollevate dall’epoca e dalla pratica ed essere in grado di continuare a mantenere il vigore e la vitalità del marxismo. La teoria del Moro di Treviri, dunque, rimane la guida del PCC, “non per memorizzare e ripetere le sue conclusioni specifiche e il suo orientamento lessicale, né tanto meno per prendere il marxismo come un dogma immutabile”. Le caratteristiche cinesi rimangono fondamentali per mantenere vivo il fuoco della tradizione comunista nell’immenso paese asiatico. Fondamentale in questo senso è il passaggio dedicato alla tradizione. La cultura tradizionale cinese è, volendo usare un’espressione wojtyliana, l’altro polmone con cui respira il partito comunista cinese. Lo stesso Xi usa un’espressione che pare ripresa dal libro della Genesi:

“Solo radicandosi nella storia e nella cultura del Paese e della nazione, l’albero della verità del marxismo può essere profondamente radicato” […] La cultura tradizionale ha una lunga storia, è ampia e profonda ed è la cristallizzazione della saggezza della civiltà cinese, che contiene il mondo come pubblico, il popolo come fondamento dello Stato, il governo con virtù, la riforma del vecchio e del nuovo, la meritocrazia, l’unità della natura e dell’uomo, l’auto-miglioramento, le grandi virtù, l’affidabilità e l’armonia. È un’importante manifestazione della cosmologia, della visione del mondo, della visione sociale e della visione morale accumulate dal popolo cinese nella sua produzione e vita millenaria ed è altamente coerente con la proposta del socialismo scientifico”.

Un mix di marxismo e confucianesimo pare sia la via principale per condurre alla moderna sinizzazione del marxismo.

“Dobbiamo sostenere la supremazia del popolo. La natura popolare è l’attributo essenziale del marxismo, la teoria del Partito è una teoria che viene dal popolo, per il popolo e a beneficio del popolo, e la pratica creativa del popolo è una fonte inesauribile di innovazione teorica. Tutte le teorie avulse dal popolo sono inutili e tutte le teorie che non portano benefici al popolo sono prive di vita. Dobbiamo rimanere fermi sulla posizione del popolo, cogliere le aspirazioni del popolo, rispettare la creazione del popolo e concentrare la saggezza del popolo per formare una teoria che il popolo ami, condivida e possieda, e renderla una potente arma ideologica per guidare il popolo a comprendere il mondo e a trasformare il mondo.”

Dalle nostre parti si direbbe una concezione di matrice saldamente populista del comunismo cinese. Una leadership ed un partito molto forti che non si perdano però in astratte teorizzazioni ma che restano capaci di interagire e farsi interpellare dal popolo. Il Partito come strumento del popolo stesso per realizzare le proprie aspirazioni.  

“Il nostro è un Paese socialista sotto la dittatura democratica del popolo guidata dalla classe operaia e basata sull’alleanza tra operai e contadini. Tutto il potere nel Paese appartiene al popolo.”

In questo senso, un altro punto centrale della relazione di Xi Jinping è la democratizzazione del sistema politico. Il Paese appartiene al popolo ed il popolo è padrone del paese. Come attuare questo in un sistema molto centralizzato e fermamente in pugno al comitato centrale del Partito? Ci sono progetti di espansione di una partecipazione politica ordinata del popolo che garantisca elezioni democratiche, consultazioni democratiche, processi decisionali democratici, gestione democratica e supervisione democratica in conformità con la legge. Bisogna “dare pieno spazio all’entusiasmo, all’iniziativa e alla creatività del popolo e consolidare e sviluppare una situazione politica dinamica, stabile e unita”. Fondamentale in questo senso è lo sviluppo di una democrazia consultiva, una prassi importante per praticare la democrazia popolare nell’intero processo, dal basso al comitato centrale. 

“Sviluppare attivamente la democrazia di base. La democrazia di base è un’importante manifestazione della democrazia popolare nell’intero processo. Migliorare il meccanismo di autogoverno delle masse popolari guidato dalle organizzazioni di partito di base, rafforzare la costruzione delle organizzazioni di base, migliorare il sistema e il sistema di lavoro della democrazia diretta di base e aumentare l’efficacia dell’autogestione, dell’autoservizio, dell’autoeducazione e dell’autocontrollo delle masse nelle comunità urbane e rurali.”

Un partito, dunque, fortemente centralizzato al vertice e che vorrebbe diventare fortemente decentrato e partecipativo alla base con un altro problema atavico: quello della corruzione:

“La corruzione è il più grande cancro che mette a repentaglio la vitalità e l’efficacia di lotta del partito, e la lotta alla corruzione è l’auto-rivoluzione di fondo. Fino a quando esisteranno il terreno e le condizioni create dal problema della corruzione, la lotta contro la corruzione non potrà fermarsi un attimo, e l’accusa dovrà essere sempre ribadita”.

ECOLOGIA

Nella relazione di Xi Jinping si parla anche di ecologia. Se la locomotiva manifatturiera cinese è stata una delle maggiori fonti di inquinamento globale, oggi la linea del partito si sposta sull’agenda green. Il PCC fa proprio il concetto dei beni comuni naturali, acqua, montagne, foreste e prova a sviluppare l’azione di una protezione ‘sistematica’ e ‘integrata’ dell’ambiente affrontando l’inquinamento in profondità. Forti sono stati gli investimenti nelle rinnovabili e in processi produttivi di nuova generazione e a più basso impatto di carbonio.

“Dopo il picco delle emissioni di carbonio, ci saranno cali stabili e moderati, l’ambiente ecologico migliorerà fondamentalmente e l’obiettivo di una Cina bella sarà fondamentalmente raggiunto”

Un concetto chiave è la modernizzazione. La Cina si sta modernizzando in maniera continua e con una certa velocità. Parliamo di una nazione di 1,4 miliardi di persone e per questo motivo il PCC non rifugge dalla riflessione sull’impatto che un tale percorso di progresso può avere in termini generali e mondiali. Innanzi tutto il concetto di modernizzazione in stile cinese contempla l’obiettivo per cui tutto il popolo è prospero. Un percorso certamente a lungo termine che deve andare a braccetto con l’equità e della giustizia sociale. Uno sviluppo disorganico, secondo Xi, non condurrebbe alla promozione della prosperità comune di tutto il popolo ma alla polarizzazione della ricchezza nelle mani di pochi. Questo, in effetti, è stato il processo occidentale del progresso. In pochi anni un avanzamento tecnico e della ricchezza che però è tale solo se si fa una media statistica e pro-capite del PIL. Di fatto, secondo autorevoli studi economici, gran parte di questa ricchezza è stabilmente nelle mani di pochi individui. Qui si ricorda il noto aforisma secondo cui se io mangio due polli e tu nemmeno uno, statisticamente ne abbiamo mangiato uno per uno.

L’armonia della modernizzazione del lato materiale e di quello spirituale del popolo è la parola chiave dell’intero processo di modernizzazione in stile cinese. “La povertà materiale non è socialismo, e nemmeno la povertà spirituale è socialismo”. In questo senso, l’altro aspetto della modernizzazione è il recupero del rapporto simbiotico tra uomo e natura. Anche in questo fa capolino il concetto di armonia. Non si può procedere a vele spiegate nel percorso di sviluppo senza tener conto dell’impatto ecologico.

“Aderiamo allo sviluppo sostenibile, alla politica di dare priorità alla conservazione, alla protezione e al ripristino naturale, proteggiamo l’ambiente naturale ed ecologico come i nostri occhi e seguiamo senza esitazione la strada dello sviluppo civile dello sviluppo produttivo, della vita agiata e della buona ecologia, in modo da realizzare la nazione cinese”

GEOPOLITICA

Xi Jinping , come già Putin nel discorso di annessione dei territori dell’Ucraina del sud-est, porta la Cina sul sostegno di relazioni globali fondate sul multipolarismo. Una ‘diplomazia dei grandi Paesi con caratteristiche cinesi’, promuovendo la costruzione di una comunità politica internazionale con un futuro condiviso per l’umanità, basata sui pilastri dell’equità e della giustizia internazionali, del ‘vero’ multilateralismo e contro tutti gli egemonismi e le politiche di potere. La politica internazionale del futuro non potrà più essere, secondo il segretario del PCC, schiava di qualsiasi tipo di unilateralismo, protezionismo e comportamento prepotente. Un avvertimento ed un chiaro riferimento al ruolo egemonico che gli Stati Uniti d’America vorrebbero ancora ricoprire con l’ausilio dei partner secondari della NATO. La Cina si sta muovendo da anni per costruire attivamente una rete di partnership globale basata su un nuovo tipo di relazioni internazionali multilaterali.

“La modernizzazione in stile cinese è una modernizzazione che prende la strada dello sviluppo pacifico. Il nostro Paese non segue il vecchio percorso di alcuni Paesi per raggiungere la modernizzazione attraverso la guerra, la colonizzazione, il saccheggio e altri mezzi. Questo vecchio percorso di crimini egoistici e sanguinosi ha portato grandi sofferenze alle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo. Noi ci schieriamo fermamente dalla parte giusta della storia e del progresso della civiltà umana, teniamo alta la bandiera della pace, dello sviluppo, della cooperazione e del win-win, cerchiamo il nostro sviluppo salvaguardando fermamente la pace e lo sviluppo mondiale e usiamo il nostro sviluppo per mantenere meglio la pace di e lo sviluppo”.

La leadership del Partito Comunista Cinese persegue un programma complesso che possa condurre a raggiungere la prosperità comune per tutti i popoli e promuovere la coesistenza armoniosa tra uomo e natura, promuovere la costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità e creare una nuova forma di civiltà umana. Un approccio Geopolitico che non guardi solo alla prosperità interna ma crei reti di cooperazione con gli altri stati a livello internazionale al fine di beneficare l’intero globo. Una globalizzazione cooperativa e non unidirezionale dove tutti vincono e nessuno soccombe a nuove forme di colonialismo.

Xi Jinping definisce veri e propri atti di bullismo e di sfruttamento dei deboli le azioni di chi non aderisce alla richiesta di cooperazione e di unificazione globale ma tenta di imporre i suoi interessi specifici sull’intera comunità internazionale.

“La Cina rispetta la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi, insiste sul fatto che tutti i Paesi sono uguali a prescindere dalle dimensioni, dalla forza, dalla ricchezza o dalla povertà, rispetta il percorso di sviluppo e il sistema sociale scelto autonomamente dai popoli di tutti i Paesi, e si oppone risolutamente a tutte le forme di egemonismo e di politica di potenza, alla mentalità della Guerra Fredda e all’ingerenza negli affari interni di altri Paesi, opponendosi ai doppi standard. La Cina persegue una politica di difesa nazionale di natura difensiva. Lo sviluppo della Cina è la crescita delle forze pacifiche del mondo. Indipendentemente dal suo sviluppo, la Cina non cercherà mai l’egemonia o l’espansione.”

Contro il protezionismo Trumpiano e comunque di marca occidentale, la Cina è una convinta sostenitrice della globalizzazione economica e promotrice della liberalizzazione e la facilitazione del commercio e degli investimenti. Cooperazione internazionale, regionale e multilaterale, coordinamento delle politiche macroeconomiche internazionali rappresentano il suo orientamento nello scenario globale.

“Si oppone alla ‘costruzione di muri e fortificazioni’, al ‘disaccoppiamento e alla rottura dei legami’ e si oppone alle sanzioni unilaterali e alle pressioni estreme. La Cina è disposta ad aumentare l’investimento di risorse nella cooperazione allo sviluppo globale, a dedicarsi alla riduzione del divario tra Nord e Sud e a sostenere e aiutare fermamente i Paesi in via di sviluppo ad accelerare il loro sviluppo”.

note: 

[1] la traduzione di riferimento è quella curata da Contropiano e consultabile al seguente link: https://contropiano.org/fattore-k/2022/10/17/rapporto-al-xx-congresso-nazionale-del-partito-comunista-cinese-0153450

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