OLTRE LA CORTINA DI FERRO

Pochi giorni fa si sono tenuti i referendum per annettere le terre Ucraine conquistate dall’esercito russo. L’ironia giuridico-istituzionale di Putin sceglie l’istituto popolare più democratico, il referendum, per ufficializzare una realtà concretizzatasi attraverso la guerra ovvero ‘operazione militare speciale’ che dir si voglia. Un plebiscito popolare, per il Cremlino, che evidenzierebbe la volontà dei popoli liberati dalla Russia, una semplice farsa per l’Occidente e per lo stesso Erdogan che nel frattempo bombarda in Siria i curdi nel silenzio della NATO. 

Quella che segue è una sintesi, quasi priva di commenti, del discorso di Putin sull’annessione dei territori ucraini – oggi russi – di Donetsk, Lugansk, Cherson e Zaporizhzhya. Una sintesi che tocca gli argomenti principali della visione putiniana del conflitto in corso. Diversi gli spunti storici che si riverberano nell’attualità del conflitto e i rimandi al futuro di un mondo che si dipingerebbe multipolare a dispetto della unipolarità occidentale. In corsivo abbiamo evidenziato le parti a nostro avviso più salienti e controverse del suo intervento (sono in pratica citazioni quasi letterali del discorso originale) che meriterebbero una particolare attenzione. Gli altri frammenti fanno sempre parte del discorso originale ma ulteriormente sintetizzate. Un documento che offriamo come approfondimento delle idee che circolano oltre la ‘cortina di ferro’, per provare ad avere una visione più ampia rispetto alla narrazione asfittica dei media occidentali. Un documento che rispecchia esclusivamente il pensiero dell’autore del discorso. Tra le antitesi più utilizzate: rapina-cooperazione, multipolare-unipolare, colonia-sovranità, autodeterminazione-eterodeterminazione e poi centri sovrani di sviluppo, valori, tradizione, civilizzazione.

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IL DISCORSO

Il diritto di autodeterminazione dei popoli

Putin parla del diritto di questi 4 milioni di Ucraini di autodeterminarsi secondo la stessa legalità internazionale delle Nazioni Unite. Un diritto inalienabile! Diritto di conservare la propria lingua, la propria cultura, le proprie tradizioni, messe in discussione da diversi atti legislativi dell’Ucraina del dopo golpe occidentale del 2014. Nel 1991, secondo Putin, senza chiedere la volontà del popolo le élite di allora hanno deciso di dissolvere l’Unione Sovietica. (In Ucraina in realtà fu celebrato nel dicembre 1991 un referendum in cui l’unica domanda scritta sulle schede era: “Approvi l’Atto di Dichiarazione di Indipendenza dell’Ucraina?”. Atto di Indipendenza già adottato dal Parlamento il 24 agosto 1991. I cittadini ucraini – si recarono alle urne quasi 32 milioni di persone – votarono per il 90% “Sì”, ndr).

Dal 2014 al 2022

La liquidazione dell’Unione Sovietica, per Putin, fu una sciagura poco meditata per la Russia. Dal 2014, comunque, si sancisce un’altra spaccatura che vede il governo, definito nazista, di Kiev armarsi e bombardare i territori russofoni che nel frattempo avevano rivendicato forme di autonomia (le cosiddette repubbliche autonominate del Donbass, ndr). Non solo bombe, come dicevamo, ma anche atti legislativi tendenti a cancellare secoli di cultura e tradizioni dei territori a sud-est dell’Ucraina. I referendum organizzati dal 23 al 27 settembre nei territori di Donetsk e Lugansk e nelle regioni di Cherson e Zaporizhzhya, (non riconosciuti dalla comunità internazionale, ndr) per il Cremlino rappresentano l’atto che trasforma i cittadini di questi territori per sempre in cittadini russi. Da oggi colpire questi territori significherà colpire direttamente la federazione russa.

Si aprirà di fatto un’altra fase, quella della ricostruzione delle infrastrutture danneggiate o abbattute dalla guerra. L’industria, le scuole, il welfare per far sentire la solidarietà di tutte le repubbliche russe ai fratelli ucraini della Novorossia.

Il ruolo geopolitico dell’America e della Russia

Si è posto un argine alla volontà occidentale che, dopo lo scioglimento dell’URSS, ha lavorato affinché anche questo pezzo di mondo obbedisse ai diktat statunitensi, diventasse un’ulteriore colonia a stelle e strisce. Ma la Russia ha resistito alla fame degli anni ’90, alla dissoluzione, è rinata, si è rafforzata ritrovando il suo posto da protagonista nel mondo. Bisogna abbattere la supremazia del dollaro per vincere l’egemonia commerciale occidentale. Alcuni stati decidono volontariamente di diventare vassalli dell’impero americano, altri vengono semplicemente comprati, costretti economicamente. Per non perdere questo potere egemone fomentano la guerra contro la Russia, economica o culturale che sia. In realtà non vogliono per la Russia quella libertà di cui si dicono portatori. Non vogliono una collaborazione paritetica ma solo degli schiavi senz’anima. Più che della libertà sono amanti della rapina. La cultura russa è vissuta come antagonista alla loro e quindi cercano di proibirla; non hanno bisogno della Russia ma la Russia serve a se stessa. È finito il tempo in cui l’occidente poteva fare quello che voleva monocraticamente. Hanno dichiarato unilateralmente l’inapplicabilità degli accordi sulla sicurezza strategica, sui missili a lunga e media gittata e sull’allargamento della NATO, accordi presi ai più alti livelli. Si applicano internazionalmente doppi o anche tripli standard. L’Occidente ha iniziato a mettere in dubbio la validità delle frontiere e adesso vuole essere anche giudice di chi ha diritto e chi no ad autodeterminarsi. Da soli si sono dati questo diritto di decisione e per questo non hanno accettato ciò che è accaduto in Crimea e non accetteranno gli ultimi referendum. La russofobia occidentale è sicuramente razzista; è razzismo considerare la propria cultura e la propria civiltà come la base utile per tutti il mondo e per tutti i popoli. Questo nonostante i crimini che hanno perpetrato nel mondo, il colonialismo medievale, il commercio degli schiavi, la rapina dell’India, dell’Africa e della Cina. Il nostro orgoglio sta nel fatto che proprio il nostro paese è stato a capo di tutti quei popoli che volevano alzare la testa contro il colonialismo in giro per il mondo. La Russia ha rallentato la rapina del mondo ed anche la nostra rapina, poi si è fortificata e ha dato vita ad una civiltà basata sui valori del cristianesimo, del giudaismo e dell’islam. Molti sono stati i tentativi storici dell’Occidente di conquistare la Russia. Nel 19° secolo e dopo il 1917 non ci sono riusciti ma nel XX° secolo hanno raggiunto il loro obiettivo di disarticolare l’Unione Sovietica. In quel tempo ci chiamavano amici, partner ma in realtà ci consideravano una colonia, sfruttandoci e rapinandoci di trilioni di dollari. Questa è la democrazia che viene portata dall’Occidente. Il mondo unipolare, nella sua sostanza, è un mondo illiberale. Le élite americane utilizzano queste tragedie per indebolire i loro antagonisti ma anche i loro stessi partner: l’identità di paesi come la Spagna, la Francia, l’Italia. I loro politici devono convincere i loro popoli a mangiare di meno, a vestirsi di meno a lavarsi di meno; e non si capisce il perché. Hanno chiesto un varco per il grano Ucraino affinché potesse arrivare nei paesi poveri ed invece la maggior parte dei carichi va a finire in Europa. Gli Stati Uniti lavorano per accaparrarsi il mercato Europeo ai danni della Russia. Sono arrivati a distruggere il Nord Stream, infrastruttura energetica paneuropea. I leaders europei lo capiscono ma invece di fare i propri interessi preferiscono rimanere asserviti. La dottrina militare della NATO è quella di distruggere ogni tentativo di costruzione di qualunque centro sovrano di sviluppo.

I loro metodi sono sempre gli stessi. La prima guerra mondiale ha permesso agli Stati Uniti di uscire dalla ‘Grande Depressione’. Hanno imposto il valore del dollaro come valuta di riserva mondiale e la crisi degli anni ’80 è stata superata grazie proprio alla distruzione dell’Unione Sovietica.

Un nuovo movimento anticoloniale e di liberazione

Siamo in tempi di rivoluzione. Centri di sviluppo stanno sorgendo nel mondo e riguardano la maggior parte della popolazione mondiale e sono pronti a dichiarare i propri interessi e anche a difenderli per acquisire una libertà vera, il diritto ad uno sviluppo autoctono in tutto il mondo compresa l’Europa e gli Stati Uniti. Sta sorgendo un nuovo movimento anticoloniale e di liberazione. La Russia lotta per un mondo più libero e giusto, per sé stessa e per gli altri popoli.

 I “valori” occidentali

L’occidente è passato alla negazione radicale di tutti i valori. Vogliamo che qui da noi in Russia invece di mamma e papà ci siano genitore 1 o 2 e poi 3 o 4 e chissà quanti altri? Vogliamo che nelle scuole fin dalle elementari venga insegnato che oltre agli uomini e alle donne esistano anche altri generi e che si possa anche cambiarlo questo genere? La negazione totale dell’uomo e dei valori tradizionali, pressioni sataniste veraci. Gesù Cristo diceva che riscroscerete i falsi profeti in tutti i paesi.

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