TANDEM, TRICICLO E QUARTO INCOMODO

SUL RECENTE MOVIMENTO ELETTORALE REALE CHE ABOLISCE LO STATO DI COSE PRESENTE

La rivoluzione calabrese arancione è iniziata! Sono calati i colonizzatori del nord del sud a insegnarci l’onestà e la pulizia. Chiunque è imbarcabile. In effetti l’arancione Tansi, rappresentante fino a ieri la metà della coalizione, rivoluzionario nostrano, oggi sbotta, non ce la fa più. Con il comunista Mimmo Lucano proprio no! È un candidato imbarazzante, considerate le sue vicende giudiziarie, che metterebbe in difficoltà tanti benpensanti.

Ma passi pure per Mimmo Lucano, però il suggerimento del riacese – sostenuto da una buona fetta dell’antagonismo nostrano – di cooptare nel triangolo anche il quarto uomo a bordo campo, no. Il triangolo, non l’avevo considerato…figuriamoci il quadrilatero! E poi cosa possiamo farci? L’attrazione di Lucano verso il “quarto incomodo” è sempre stata forte e il grido “hasta siempre, presidente!” ancora riecheggia nei cieli di Riace.

Molti i commenti dei sinistri: “via gli ambigui!”. Fino ad ora l’ambiguo patentato, ex dirigente della protezione civile chiamato e voluto dallo stesso Oliverio che oggi non rappresenta più un tesoro di calabria, andava bene semplicemente perché portava in dote una buona affermazione nelle ultime regionali e la conquista della città di Crotone.

Al suo posto si è fatto prestissimo a riciclare un’altra ruota per il triciclo e soprattutto una nuova “vicepresidente del consiglio”, Anna Falcone. Figlia di una consigliera comunale di Cosenza e del sindaco socialista di Grimaldi, militò agli esordi nel Partito Socialista di cui fu responsabile nazionale delle Pari Opportunità. Passata, poi, all’esperienza di Rivoluzione Civile e successivamente a capopolA contro il referendum renziano. Tenta poi la “cosa rossa” al Brancaccio, cercando di mettere insieme contro il PD tutta la sinistra alla sua sinistra. Risultato? Tutti mendicarono un posticino accanto al PD e dalle ceneri di questa boutade nacque Potere al Popolo, ma senza popolo! E anche senza potere! Intanto si faccia il partito e il logo…poi il popolo arriverà! Anzi pardon, il logo era di proprietà di Rifondazione comunista e allora botte da orbi e lotte intestine a colpi di marche da bollo!

Ma la nostra non aderisce, resiste coerentemente e si candida con Liberi e Uguali in coalizione con lo stesso PD. Per i sinistri non si evidenziano a oggi profili di ambiguità nel curriculum di Anna, anzi è lo stesso De Magistris a dichiarare: “Ho chiesto con insistenza ad Anna Falcone, che conosco da anni, di scendere in campo e di mettersi in gioco insieme per un progetto grande. Dobbiamo prendere il volo.” E allora, se bisogna prendere il volo, quale miglior uccello se non la rondine? Anche se l’adagio popolare, se una rondine possa o meno fare primavera, lascia intravedere oscuri presagi.

Ricordiamo che era stato lo stesso De Magistris a richiedere con forza il tandem con Tansi che è stato il primo a essere visitato nella sua casa a Montalto Uffugo. Evviva Falcone, abbasso Tansi! Urlano oggi i “sinistri” nella piazza virtuale. La cittadella val bene qualche incoerenza dottrinale.

Ma quale teoria politica si annida dietro alla coalizione arancione se Tansi taccia Lucano di comunismo? E se Anna deciderà, alla fine, di passare con il centrosinistra a guida PD quando quest’ultimo si sveglierà dal torpore comatoso, diventerà anche lei ambigua? I capitoli della telenovela si moltiplicano, la trama si infittisce e, siamo certi, nuovi torbidi attori si affacceranno sulla scena.

Sia chiaro, non ci richiamiamo a nessuna purezza cultuale, noi malanovisti siamo marci e corrotti fino al midollo. Ci chiediamo però a cosa servirà eventualmente vincere la competizione in questa maniera. Chi guiderà la rivoluzione calabra? De Magistris? Anna Falcone? Mimmo Lucano con i suggerimenti di Oliverio e il sostegno dei sinistrati?

I nuovi bolscevichi sapranno, una volta espugnato il palazzo d’inverno, convincere le masse popolari a cambiare paradigma e affrancarsi dalle clientele, dai ricatti lavorativi e dalle scorciatoie burocratiche? Sapranno piegare le classi dirigenziali calabre, metterle in ginocchio sui ceci per fare ammenda di decenni di collusioni con poteri forti e deboli?

Senza una rinata coscienza popolare, senza la forza delle masse, non si danno rivoluzioni e neanche semplici cambiamenti. Magari buone amministrazioni (anche se le esperienze di Corigliano-Rossano e le poche altre sparse per la Calabria ci dicono tutt’altro a riguardo). Magari la messa in ordine dei bilanci (spesso con operazioni finanziarie fatte di lacrime e sangue). Magari qualche conquista spot come l’acqua pubblica (accontentandosi dell’istituzione di una Società per Azioni regionale) e seguendo l’esempio magistrale dei due mandati napoletani alla fine dei quali non si riscontra una continuità politica e di massa. Il movimento voluto da De Magistris, demA, pare sparito dai monitor campani, ha preso il volo come un qualsiasi oggetto non identificato. Ridotto a brandelli, dissoltosi come una meteora al contatto con l’atmosfera.

Eppure a Napoli, dopo il referendum, una qualche primavera dei movimenti era sorta…a noi resta la Primavera della Calabria, che pensiamo sia il lancio di un’essenza estiva disponibile nelle migliori profumerie.

Questo scenario sembra non avere alternative. Sappiamo che non esistono facili scorciatoie per chi non ha posti di lavoro da dare e appalti da concedere come quelli del centrodestra e del centrosinistra. La via che proponiamo di battere e che pensiamo sia l’unica possibile è quella del faticoso e quotidiano lavoro territoriale necessario per generare una nuova coscienza tra la popolazione calabra, un lavoro di risoggettivazione attraversando e indagando le ambivalenze della società. Meglio le contraddizioni popolari che quelle degli apparati burocratici dei partiti…pardon…delle liste elettorali che si dissolvono puntualmente appena terminata la partita delle elezioni. Cosa faranno De Magistris e la Falcone in caso di sconfitta? Resteranno e lotteranno insieme a noi o, come Tansi nel 2020, dopo il voto si ritireranno per problemi personali salvo poi rifare capolino tra qualche anno?

Ai posteri l’ardua sentenza! Noi qualche ideuzza in merito ce l’abbiamo.

MALANOVA VOSTRA!

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