PER UNA STORIA DELLA RIVOLUZIONE ZAPATISTA #1 (1993)

A partire da questa ricostruzione, ci poniamo l’obiettivo di ripercorrere la storia della rivoluzione zapatista partendo dall’archivio presente sul sito Enlace Zapatista. Idealmente tracceremo un contro-percorso dall’Europa al Chiapas alla ricerca di ciò che ispirò il “levantamiento” di diverse migliaia di persone. L’intento è puntare al cuore dell’elaborazione teorica e della prassi zapatista senza cadere in atteggiamenti mistificatori e di esaltazione propagandistica che spesso si riscontrano in alcuni settori della militanza e della solidarietà internazionale.

Nell’editoriale del primo numero dell’organo informativo zapatista, El Despertador Mexicano, uscito nel dicembre del 1993, si delineano i motivi che hanno spinto alla lotta:

Messicani: operai, contadini, studenti, professionisti onesti, chicanos, progressisti di altri paesi, abbiamo iniziato la lotta necessaria per soddisfare le richieste che lo Stato messicano non ha mai soddisfatto: lavoro, terra, alloggio, cibo, salute, istruzione, indipendenza, libertà, democrazia, giustizia e pace. Abbiamo camminato centinaia di anni chiedendo e credendo in promesse che non sono mai state mantenute, ci hanno sempre detto di essere pazienti e di saper aspettare tempi migliori. Ci hanno consigliato cautela, ci hanno promesso che il futuro sarebbe stato diverso. E abbiamo già visto che no, tutto è uguale o peggio di come vivevano i nostri nonni e i nostri genitori. La nostra gente continua a morire di fame e malattie curabili, impantanata nell’ignoranza, analfabetismo e nella mancanza di cultura. E abbiamo capito che se non lottiamo, i nostri figli vivranno di nuovo la stessa cosa. E non è giusto.

Questa condizione non più sopportabile spinse l’EZLN a organizzarsi per ribellarsi e la scelta fu quella di RICHIEDERE CIÒ CHE È NOSTRO IMPUGNANDO LE ARMI, proprio come hanno fatto i migliori figli del popolo messicano nel corso della loro storia.

Si parte da qui allora, dalla storia rivoluzionaria messicana che viene richiamata fin dal nome, stesso ispirandosi a Emiliano Zapata e alla sua storia di ribellione. Si parte da un’organizzazione armata che si prepara alla guerra contro l’esercito federale, contro i ricchi, contro lo stesso Stato; una guerra necessaria per tutti i poveri, sfruttati e miserabili del Messico. L’obiettivo principale è quello di liberare pezzi di territorio dalla morsa statale e imporre le Leggi Rivoluzionarie, con il sostegno dei popoli in lotta, per la costruzione, tassello dopo tassello, di una nuova Patria.

Nello stesso numero del Despertador Mexicano si dà conto dell’organizzazione e della disciplina militare attraverso il decalogo delle Istruzioni per i capi e gli ufficiali dell’EZLN;si pubblicano poi las Leyes Revolucionarias che saranno applicate e guideranno la lotta di liberazione.

Nei territori liberati vigerà, secondo il progetto rivoluzionario, la Legge delle imposte di guerra, non obbligatoria per i civili che vivono con le proprie risorse senza sfruttare alcuna forza lavoro e senza ottenere alcun beneficio dalle persone. Per i contadini poveri, i braccianti, i lavoratori, i dipendenti e i disoccupati, il rispetto di questa legge è volontario e non saranno in alcun modo moralmente o fisicamente obbligati a rispettarla.

Al contrario, diventa obbligatoria per tutti i civili che vivono dello sfruttamento della forza lavoro o che ottengono qualche beneficio dalle persone nelle loro attività. I piccoli, medi e grandi capitalisti delle campagne e della città potranno essere obbligati a rispettare questa legge senza eccezioni, oltre ad essere soggetti alle leggi rivoluzionarie che interessano il capitale agricolo, commerciale, finanziario e industriale.

Nello stesso tempo la legge stabilisce la non vigenza delle imposte dello Stato centrale e la cancellazione di tutti i debiti nei territori liberati, con il passaggio di tutte le proprietà pubbliche in mano al governo rivoluzionario zapatista che le utilizzerà insieme alle imposte di guerra per tutte le necessità della popolazione civile fatto salvo delle risorse destinate all’esercito.

La Legge dei diritti e degli obblighi dei popoli in lotta,invece, sancisce una netta separazione tra ambito civile e militare: in nessun caso questi ultimi possono decidere sulla distribuzione delle risorse o interferire sulle autorità civili liberamente elette. Tutti gli uomini e le donne della comunità sono inoltre invitate a organizzare l’autodifesa armata contro i nemici della rivoluzione e l’esercito federale nonché a difendersi da eventuali soprusi dello stesso esercito zapatista.

Ovviamente la rivoluzione zapatista non poteva non passare dalla redazione di una Legge agraria: La lotta dei contadini poveri in Messico continua a rivendicare la terra per coloro che la lavorano. Dopo Emiliano Zapata e contro la riforma dell’articolo 27 della Costituzione messicana, l’EZLN riprende la giusta lotta delle campagne messicane per la terra e la libertà. Per regolare la nuova distribuzione agraria che la rivoluzione porterà nelle terre messicane, viene emanata la seguente LEGGE AGRARIA RIVOLUZIONARIA.

Il principio è antico e si basa sulla confisca dei terreni ai latifondisti per consegnarli nelle mani deicontadini senza terra:

Le terre interessate da questa legge agraria saranno distribuite ai contadini senza terra e ai braccianti agricoli, che ne facciano richiesta, in PROPRIETÀ COLLETTIVA per la formazione di cooperative, società contadine o gruppi di produzione agricola e zootecnica. Le terre colpite devono essere lavorate collettivamente. […] Non saranno ammessi accaparramenti individuali di terre e mezzi di produzione.

Esproprio delle grandi aziende agricole, lavoro collettivo e mutuo soccorso aiuto tra le varie zone liberate sono i principali obiettivi dei tempi rivoluzionari; raggiungere velocemente una produzione sufficiente di riso, mais, fagioli e di tutti quei prodotti necessari per eliminare finalmente la fame atavica delle popolazioni in lotta.

Se la legge agraria è un pezzo quasi scontato della storia delle rivoluzioni in America Latina, meno scontata è la Legge rivoluzionaria delle donne che introduce la parità di genere fino a prevedere per le donne − totalmente discriminate nella società messicana − la possibilità di ricoprire posizioni di leadership nell’organizzazione e avere ranghi militari nelle forze armate rivoluzionarie. Talmente discriminate le donne, ancor di più le indigene, da rendere necessaria la seguente precisazione:

le donne hanno il diritto di decidere il numero di figli che possono avere e di cui occuparsi […] le donne hanno diritto all’istruzione […] Le donne hanno il diritto di scegliere il proprio partner e di non essere costrette a sposarsi con la forza.

La questione della casa trova riscontro nella Legge di riforma urbana varata per fornire alloggi dignitosi alle famiglie diseredate, permettendo loro di non pagare più l’affitto al proprietario fino a quando il governo rivoluzionario non trionferà e la legislazione non sarà emanata. La legge permette di costruirsi una nuova abitazione sui lotti di terreno liberati. Inoltre, edifici pubblici vuoti e grandi palazzi possono essere temporaneamente abitati da diverse famiglie che fanno divisioni interne. Per questo le autorità civili nomineranno comitati di quartiere che decideranno sulle domande che verranno presentate e garantiranno i diritti alla casa in base alle esigenze e alle risorse disponibili.

La Legge sul lavoro, composta da quattro articoli, propone come prima tappa un adeguamento salariale a livelli di dignità per i lavoratori delle imprese già esistenti (nazionali o straniere), il trasferimento ai lavoratori di quote azionarie della società in base agli anni di servizio e la garanzia di un’assistenza medica: Tutti i lavoratori nelle campagne e in città riceveranno assistenza medica gratuita in qualsiasi centro sanitario, ospedale o clinica, pubblico o privato. Le spese mediche saranno coperte dal datore di lavoro.

La Legge sull’Industria e sul Commercio si concentra su alcuni casi specifici che prevedono il passaggio della proprietà dalle aziende direttamente agli operai: Le industrie e le imprese che i padroni considerano improduttive e che cercano di chiudere per portarsi via i macchinari e le materie prime, passeranno agli operai nella loro amministrazione e le macchine diventeranno proprietà della nazione.

Un’attenzione particolare viene garantita ai diritti dei bambini, degli anziani e dei disabili tramite La Legge della sicurezza sociale: essa prevede che le pensioni dei pensionati siano pari al salario minimo stabilito dai prezzi locali e dalle commissioni salariali.

Infine, la Legge sulla giustizia dispone che tutti i prigionieri nelle carceri saranno rilasciati, tranne quelli colpevoli di omicidio, stupro e boss del traffico di droga. Questa prima tappa del nostro contro-percorso ci restituisce tutto il fermento di un periodo preparatorio all’insorgenza zapatista dell’anno successivo. Una fase pre-insurrezionale costruita certamente negli anni precedenti, ma la cui traiettoria maturerà e si svilupperà attraverso vie inedite e inaspettate in tutto lo svolgersi di questa singolare esperienza rivoluzionaria. [1 – CONTINUA]

Redazione di Malanova

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