EZLN SUPPORT TOUR CALABRIA. APPELLO

Un po’ di storia

Il 1°gennaio 1994, a svegliarci dai postumi della notte di capodanno, più di un triplo caffè, più di una doccia fredda, arrivò la notizia che in Chapas, una regione sperduta del Messico, un manipolo di indigeni male in arnese, ma estremamente determinati, avevano attaccato militarmente ed occupato alcuni paesi e città attorno a San Cristobal de Las Casas. San Cristobal compresa, dove le milizie guerrigliere erano guidate da una indigena, la Comandante Ramona.

Questo è stato il modo in cui si è presentato al mondo l’EZLN, Ejercito Zapatista de Liberaciòn Nacional, con le sue rivendicazioni di sovranità e autodeterminazione per le popolazioni originarie di quel territorio, di pretesa di rispetto della loro terra, della loro cultura, della loro visione di vita comunitaria ed ecologica, e con la proposta di costruzione di nuove forme di partecipazione politica e di alleanze transnazionali, all’altezza di un mondo ormai globalizzato.

Premessa

In questo mese di ottobre, in un mondo sconquassato dalla pandemia, gli zapatisti e le zapatiste inviano un nuovo messaggio al mondo annunciando la loro determinazione ad inviare nel 2021 una delegazione nei cinque continenti, a partire dall’Europa: una delegazione composta in maggioranza da donne, che arriverà in una sorta di viaggio di “scoperta” a ritroso rispetto a quello del conquistatore Cortès. E soprattutto con l’intenzione di riscoprire e rinsaldare i legami con le resistenze e le lotte, le specificità dei conflitti e con essi relazionarsi. Ci piace dirlo con un piccolo stralcio del loro messaggio:

Ribellioni e resistenze che ci dimostrano che, se quelli in alto rompono i ponti e chiudono i confini, non resta che navigare fiumi e mari per ritrovarsi. Che la cura, se c’è, è mondiale, e ha il colore della terra, del lavoro che vive e muore nelle strade e nei quartieri, nei mari e nei cieli, nelle montagne e nelle sue viscere. Che, come il mais originario, molti sono i suoi colori, le sue sfumature e suoni.

È ancora un progetto di massima, ma in una fase di elaborazione già avanzata. Le realtà italiane ed europee che da tempo intrattengono relazioni di solidarietà con il mondo zapatista si sono già attivate, effettuando una chiamata al variegato e nutrito mondo delle ribellioni e delle resistenze sparse sul territorio europeo ed italiano e stanno mettendo a punto delle coordinate per predisporre l’accoglienza e l’organizzazione del tour della delegazione, legandole alle specificità dei nostri territori ed ai conflitti in atto. L’accoglienza ed il confronto con zapatisti e zapatiste diviene così un’occasione per una mobilitazione ed opposizione collettiva e coordinata su battaglie che interessano e coinvolgono i diversi territori italiani: opposizione alle nuove forme di razzismo e nazionalismo, militarizzazione, repressione, chiusura delle frontiere, estrattivismo e grandi opere inutili e devastanti e per la giustizia climatica, il contrasto ad un lavoro e ad una vita sempre più precarizzata. Il tutto attraversato in maniera trasversale dalla lotta contro la mentalità patriarcale e per l’uguaglianza dei generi.

Proposta

Il CSOA Cartella, inserito dentro questo percorso fin dal suo inizio, e la Redazione di Malanova fanno un appello a quanti a livello regionale, organizzazioni o singoli, abbiano voglia di mettersi in gioco per garantire l’ospitalità e – almeno auspicabilmente – uno o più eventi, secondo le possibilità che avrà la delegazione zapatista di muoversi per tutta la realtà italiana. Siamo ancora alla fase delle proposte realistiche regionali, che troveranno un confronto in sede italiana, europea e con zapatisti. Abbiamo già delle idee, ma vorremmo discuterne con quanti siano disponibili insieme a noi a mettersi in gioco.

La partita è aperta anche se bisogna già organizzarsi per mettere in piedi un progetto credibile. Sull’onda delle tematiche già individuate a livello nazionale, pensavamo alla difesa del territorio e delle risorse naturali, al diritto alla sovranità alimentare ed alla costruzione di un’economia di sussistenza, declinato nelle mille forme delle resistenze e propositività: dai circuiti dei GAS e delle Fiere della Decrescita, alle lotte contro la grande produzione e distribuzione, contro la schiavizzazione del lavoro nei campi, contro la devastazione ambientale, contro l’avvelenamento della terra, delle acque e dell’aria nel ciclo di smaltimento di rifiuti legali e no, nell’attenzione alla salute delle comunità.

Chi ha voglia di salire su questo treno che è già in corsa, si affretti a mettersi in comunicazione con noi.

C.S.O.A. “A. Cartella”csoacartella@gmail.com

Redazione di MALANOVAredazione@malanova.info

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