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	<title>MALANOVA</title>
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	<description>Solo cattive notizie per il Mondo di Sopra</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Oct 2026 16:44:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>MALANOVA</title>
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		<title>Di chi è l&#8217;occhio che ci spia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 16:44:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
		<category><![CDATA[COMPLOTTARDO]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di satelliti e altre frontiere dello spazio! Di chi è lo spazio? La priorità dell&#8217;informazione ai nostri tempi è oramai assodata. Attraverso i media si costruisce la realtà, tra fake news e troll sui social, la quantità di informazioni è divenuta immane tanto da garantire in realtà solo la disinformazione da stordimento. Se tutto è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-2 wp-block-paragraph"><em>di satelliti e altre frontiere dello spazio!</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Di chi è lo spazio? La priorità dell&#8217;informazione ai nostri tempi è oramai assodata. Attraverso i media si costruisce la realtà, tra fake news e troll sui social, la quantità di informazioni è divenuta immane tanto da garantire in realtà solo la disinformazione da stordimento. Se tutto è vero e anche il contrario di tutto è vero e dimostrabile, nulla è più veramente vero. L&#8217;opinione pubblica, che non approfondisce più, si limita a fare il tifo per quella o quell&#8217;altra posizione che rimane più simpatica o più vicina alle proprie convinzioni. &#8220;Ha stato Putin&#8221;! Gridano alcuni. &#8220;E&#8217; l&#8217;occidente guerrafondaio e satanico!&#8221;, controbattono gli altri. I russi hanno spianato un ospedale, afferma con precisione la stampa occidentale; è stata la contraerea ucraina, rispondono in oriente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per garantirsi la vittoria anche informativa, in questa nuova guerra mondiale ibrida, assistiamo alla corsa per la colonizzazione dello spazio con i satelliti e della terra con i data center utili all&#8217;intelligenza artificiale sempre più autonoma.  Si lanciano satelliti artificiali, alcuni utili per la rete Internet ma capaci alla bisogna di ricoprire anche un ruolo militare, e qulli specificatamente militari, scientifici, meteorologici e per la navigazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad ottobre 2026 si parla di circa 15.000 satelliti operativi di cui 11.000 sarebbero privati e gestiti da un&#8217;unica azienda: Starlink di Elon Musk. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La tabella seguente usa conteggi recenti di satelliti operativi o presenti nei cataloghi orbitali. Le cifre possono variare quotidianamente e non sono tutte perfettamente omogenee.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><th class="has-text-align-left" data-align="left">Rete</th><th>Proprietario/operatore</th><th class="has-text-align-left" data-align="left">Satelliti circa</th><th class="has-text-align-left" data-align="left">Copertura e stato</th></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Starlink</td><td>SpaceX, USA</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">11.000</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">Servizio globale molto esteso</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">OneWeb</td><td>Eutelsat, gruppo con sede in Francia e registrazione societaria britannica per la rete</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">650</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">Copertura globale, servizio soprattutto professionale e istituzionale</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Amazon Leo</td><td>Amazon, USA</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">390</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">Rete in costruzione; servizio in espansione</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Qianfan</td><td>SpaceSail, Cina</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">250 circa</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">Costellazione in sviluppo</td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Guowang</td><td>China SatNet, Cina</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">220 circa</td><td class="has-text-align-left" data-align="left">Costellazione in sviluppo</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1001" height="449" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-12.png" alt="" class="wp-image-11312" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-12.png 1001w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-12-300x135.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-12-768x344.png 768w" sizes="(max-width: 1001px) 100vw, 1001px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il divario è enorme: Starlink ha circa 17 volte i satelliti di OneWeb e più di dieci volte quelli delle due reti cinesi messe insieme, considerando questi valori arrotondati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><th>Paese o categoria</th><th>Satelliti attivi riportati</th><th>Quota indicativa</th></tr><tr><td>Stati Uniti</td><td>12.925</td><td>76%</td></tr><tr><td>Cina</td><td>1.548</td><td>9%</td></tr><tr><td>Regno Unito</td><td>698</td><td>4%</td></tr><tr><td>Russia</td><td>385</td><td>2%</td></tr><tr><td>Giappone</td><td>154</td><td>1%</td></tr><tr><td>Altri Paesi e organizzazioni</td><td>—</td><td>8%</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Come leggere questi dati</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Stati Uniti: la quota è dominata da SpaceX e Starlink. Quindi il governo statunitense non possiede direttamente tutti questi satelliti, anzi la maggior parte sono si una società privata a cui il governo deve riferirsi per comprarne i servigi. E&#8217; noto il ruolo della rete di Musk nel conflitto ucraino.</li>



<li>Cina: combina satelliti di telecomunicazione, navigazione, osservazione terrestre, ricerca e difesa. Le reti Guowang e Qianfan sono ancora in espansione.</li>



<li>Regno Unito: una parte significativa del conteggio è legata a OneWeb, che oggi fa parte del gruppo Eutelsat.</li>



<li>Russia: possiede reti di navigazione GLONASS, telecomunicazione e ricognizione, oltre a satelliti scientifici.</li>



<li>Europa: non è un singolo proprietario. Francia, Italia, Germania, Regno Unito e Unione europea hanno programmi distinti, e i satelliti dell&#8217;UE non sono necessariamente di proprietà nazionale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Starlink rappresenta, dunque, una concentrazione eccezionale di infrastruttura satellitare commerciale e militare nelle mani di un&#8217;unica impresa privata statunitense. I governi globali, a aprtire da quello statunitense, hanno autorizzato questo sconfinamento delle aziende in ambiti prima eslusivamente appannaggio degli stati ed oggi completamente capovolti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto potere si concentra nelle mani delle aziende private più potenti al mondo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quale tipo di sorveglianza è oggi già in atto nel mondo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni comunicazione, ogni atteggiamento, ogni acquisto, ogni gusto è sapientemente catalogato e schedato e immediatamente reperibile grazie all&#8217;enorme capacità computazionale degli immensi data center sempre più energivori, sempre più potenti. In questo caso, però, nessun dubbio sulla sostenibilità ambientale di questi mostri divoratori di watt e acqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Benvenuti nell&#8217;epoca che è già stato battezzata come capitalismo della sorveglianza!</p>



<p class="wp-block-paragraph">I Big Data sono i mattoncini di questo sistema e i Big Data sono estratti direttamente dalla nostra stessa vita quitidiana&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Milano-Rende: le tende dell&#8217;UDU alla Biblioteca degli Alberi ed un dibattito all&#8217;Unical, tra caro-affitti e carovita.</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/10/12/milano-le-tende-delludu-alla-biblioteca-degli-alberi-tra-caro-affitti-e-carovita-studiare-e-un-lussuoso-privilegio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 16:27:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA CITTÀ]]></category>
		<category><![CDATA[DISAGIO ABITATIVO]]></category>
		<category><![CDATA[INCHIESTA]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[SCUOLA E UNIVERSITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MILANO – Un prato trasformato in un&#8217;acampada simbolica, colorata e rivendicativa: siamo presso la Biblioteca degli Alberi (BAM), nel cuore finanziario e moderno di Milano. L&#8217;iniziativa, promossa dai ragazzi dell’Unione degli Universitari (UDU), fa ripartire con forza la protesta contro l&#8217;emergenza abitativa e l&#8217;aumento vertiginoso del costo della vita che soffoca gli studenti fuorisede e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2026/10/12/milano-le-tende-delludu-alla-biblioteca-degli-alberi-tra-caro-affitti-e-carovita-studiare-e-un-lussuoso-privilegio/">Milano-Rende: le tende dell&#8217;UDU alla Biblioteca degli Alberi ed un dibattito all&#8217;Unical, tra caro-affitti e carovita.</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" id="p-rc_5fd697310c208a0b-40"><strong>MILANO</strong> – Un prato trasformato in un&#8217;acampada simbolica, colorata e rivendicativa: siamo presso la Biblioteca degli Alberi (BAM), nel cuore finanziario e moderno di Milano. L&#8217;iniziativa, promossa dai ragazzi dell’Unione degli Universitari (UDU), fa ripartire con forza la protesta contro l&#8217;emergenza abitativa e l&#8217;aumento vertiginoso del costo della vita che soffoca gli studenti fuorisede e i giovani residenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="p-rc_5fd697310c208a0b-41">La scelta della location non è casuale.<sup></sup> Sotto l&#8217;ombra del Bosco Verticale e a pochi passi da piazza Gae Aulenti, la BAM è stata eletta a «simbolo della gentrificazione e dell’esclusione sociale» della Milano contemporanea.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="p-rc_5fd697310c208a0b-42">I dati diffusi dal sindacato studentesco delineano un quadro critico. Nel mercato privato milanese, una camera singola raggiunge ormai una media di <strong>700 euro al mese</strong>, a cui vanno aggiunte le spese per utenze, trasporti e beni di prima necessità. La situazione non migliora sul fronte del residenziale privato e delle formule di student housing, <strong><em>dove un singolo posto letto può arrivare a costare fino a 1.300 euro al mese.</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph" id="p-rc_5fd697310c208a0b-44">«<em>Non si tratta solo di affitti: sono aumentati i libri, i trasporti, le bollette e la spesa quotidiana.<sup></sup> Oggi uno studente si trova a dover scegliere se comprare l&#8217;olio al supermercato o il testo per preparare un esame</em>», spiegano i rappresentanti dell&#8217;UDU.<sup></sup></p>



<h4 class="wp-block-heading" id="p-rc_5fd697310c208a0b-45">Di fronte a una condizione che rischia di compromettere il diritto costituzionale allo studio, gli studenti hanno avanzato richieste economiche ben precise:</h4>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>A livello nazionale:</strong> uno stanziamento di <strong>2 miliardi di euro</strong> per garantire l&#8217;accesso gratuito all&#8217;istruzione universitaria.</li>



<li><strong>A livello regionale:</strong> almeno <strong>23 milioni di euro</strong> da parte della Regione Lombardia per assicurare la copertura finanziaria totale di tutte le borse di studio per gli studenti idonei, evitando la piaga degli &#8220;idonei non beneficiari&#8221;.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="572" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-10.png" alt="" class="wp-image-11305" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-10.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-10-300x168.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-10-768x429.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph" id="p-rc_5fd697310c208a0b-50">A fianco degli universitari si sono schierate CGIL Lombardia e CGIL Milano.<sup></sup> In una nota congiunta, le organizzazioni sindacali ribadiscono che «<em>casa e studio sono diritti fondamentali che richiedono risposte pubbliche immediate, incisive e durature</em>». Il sindacato evidenzia la necessità di incrementare la quota di edilizia residenziale universitaria pubblica per restituire vivibilità a Milano e a tutte le città universitarie della regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il governo Meloni e molte amministrazioni comunali di città universitarie hanno deciso una strada diversa da quella pubblica: finanziare l&#8217;edilizia privata attraverso l&#8217;edificazione o la ristrutturazione di palazzi destinati a studentati, 20mila euro a posto letto prelevate dalle tasse dei cittadini e che andranno a gonfiare il patrimonio immobiliare privato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giovedì 15 Ottobre se ne parlerà anche all&#8217;Università della Calabria dove Chiara Davoli, ricercatrice e co-autrice di “Abitare in affitto. Le nuove frontiere dell’estrattivismo immobiliare”, Giulio Citroni, docente DISPeS – Unical, Rossella Gallo, consigliera comunale M5S – Sinistra per Rende e<br>Simone Guglielmelli de La Base – Cosenza interverraano approfondendo il tema &#8220;STUDENTATI PRIVATI, CARO AFFITTI, DIRITTO ALLA CASA&#8221;. Modera la serata Gianmaria Milicchio, segretario provinciale di Rifondazione Comunista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dibattito sarà ospitato preso l&#8217;Aula P2.0 Occupata – Cubo 40C, Ponte Carrabile, Unical a testimonianza di una problematica che attanaglia lo stivale da nord a sud, con accenti e accidenti differenti ma che si snoda da una stessa domanda sostanziale di partenza: è ancora possibile vivere, studiare e costruire il proprio futuro in una città in cui il costo dell’abitare continua a crescere?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-7-819x1024.png" alt="" class="wp-image-11302" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-7-819x1024.png 819w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-7-240x300.png 240w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-7-768x960.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-7.png 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>
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		<title>Il giardino dietro il muro</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/10/09/il-giardino-dietro-il-muro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 08:07:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[NarrAzioni]]></category>
		<category><![CDATA[zapatismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Autore: Emiliano Hernandez Lobato «Questo è un racconto fatto da un umano per gli umani, ma con uno scopo chiaro: aprire il dialogo tra persone e nazioni che comprendono che la pace non si limita alla firma di accordi, ma implica ricostruzione e vicinanza all&#8217;altro. È un racconto che cerca di essere ascoltato dalle compagne, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Autore: Emiliano Hernandez Lobato</p>



<p class="has-text-color has-link-color wp-elements-5 wp-block-paragraph" style="color:#d25d0a"><em>«Questo è un racconto fatto da un umano per gli umani, ma con uno scopo chiaro: aprire il dialogo tra persone e nazioni che comprendono che la pace non si limita alla firma di accordi, ma implica ricostruzione e vicinanza all&#8217;altro. È un racconto che cerca di essere ascoltato dalle compagne, dai compagni e dai compañeroas dell&#8217;EZLN e di tutto il mondo; ma non da un mondo qualsiasi, bensì da un mondo in cui abbiano posto tutti i mondi. Messico Xalapa Ver. 11/08/2026»</em></p>



<p class="has-vivid-green-cyan-color has-text-color has-link-color wp-elements-6 wp-block-paragraph"><strong>Semillero Cibernético de Arte y Gráfica Digital. “Una realidad rebelde y en resistencia contra la Inteligencia (já) Artificial” Del 1 al 31 de agosto de 2026</strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;era una volta una città che aveva un giardino. Non era un giardino molto grande. Infatti, se si camminava da un&#8217;estremità all&#8217;altra, lo si poteva attraversare in meno di un&#8217;ora. Aveva una fontana al centro, alcuni vecchi alberi e una piccola scuola dove i bambini imparavano a leggere le storie di chi ci aveva vissuto prima di loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema era che il giardino era circondato da un muro. Nessuno ricordava esattamente chi avesse costruito il muro. I più anziani dicevano che era apparso dopo una guerra. Altri assicuravano che c&#8217;era sempre stato. E alcuni dicevano che il muro non apparteneva a nessuno, anche se tutti sapevano chi aveva le chiavi delle sue porte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da un lato del giardino vivevano gli abitanti della città. Dall&#8217;altro lato vivevano gli uomini delle torri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli uomini delle torri avevano paura. Dicevano che una volta persone armate erano entrate nelle loro case e avevano ucciso le loro famiglie. Per questo avevano alzato torri, messo soldati sui muri e chiuso alcune porte. — È per sicurezza — dicevano. E probabilmente lo era. Perché quando vedi la violenza entrare dalla porta di casa tua, inizi a diffidare persino di chi arriva a mani vuote.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma anche dentro il giardino c&#8217;era paura. Perché alcune porte rimanevano chiuse per giorni. Perché alcune persone non potevano uscire. Perché quando mancava l&#8217;acqua, bisognava aspettare. E perché ogni volta che gli uomini delle torri alzavano nuovi muri, dentro il giardino comparivano più persone disposte a abbatterli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra loro c&#8217;era un uomo di nome Nadir. Nadir aveva perso suo fratello durante una delle guerre. Da allora diceva che gli uomini delle torri capivano solo una cosa. La forza. E cominciò a radunare dei giovani. Alcuni volevano vendetta. Altri volevano riprendersi la casa. Altri semplicemente erano stanchi di aver paura. Nadir diceva loro che un giorno avrebbero abbattuto le torri. E molti gli credettero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c&#8217;era anche una bambina di nome Laila. Laila aveva nove anni e non capiva nulla di torri. Non sapeva chi avesse iniziato la prima guerra. Non sapeva quale trattato avessero firmato gli adulti né quale re avesse tracciato quel confine. L&#8217;unica cosa che sapeva era che la sua scuola era accanto al muro. E che, quando iniziavano i combattimenti, sua madre la prendeva per mano e le diceva: — Non guardare fuori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Laila guardava sempre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una mattina trovò qualcosa di strano. Tra le pietre del muro era cresciuta una piccola pianta. Era appena un gambo verde con due foglie. Laila cominciò ad annaffiarla tutti i giorni. Sua madre le chiese perché. — Perché se può crescere qui — rispose —, forse possiamo farlo anche noi. Sua madre sorrise. Ma non disse nulla. Perché c&#8217;erano cose che gli adulti avevano imparato a non dire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Passarono gli anni. Le guerre continuarono. Gli uomini delle torri costruirono nuove barriere. Nadir e i suoi uomini lanciarono attacchi. I soldati risposero. E ogni colpo faceva sembrare il muro più alto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finché un giorno arrivarono uomini da un paese lontano. Venivano vestiti in abito elegante e parlavano di pace. Portavano mappe. Portavano documenti. Portavano telecamere. E portavano una parola che ripetevano continuamente: — Accordo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli abitanti del giardino uscirono ad ascoltarli. Anche gli uomini delle torri. — Abbiamo una soluzione — disse uno degli stranieri —. Nessuno dovrà più morire. Tutti rimasero in silenzio. — Gli uomini armati consegneranno le armi. Gli uomini delle torri ascoltarono. — I soldati si ritireranno a poco a poco. Gli abitanti del giardino ascoltarono. — Si apriranno le porte. Alcuni cominciarono a sorridere. — E costruiremo una nuova amministrazione per il giardino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora qualcuno chiese: — Chi ricostruirà le case? Lo straniero guardò i suoi fogli. — Questo verrà dopo. Un&#8217;altra persona chiese: — Chi garantirà che non tornino ad attaccarci? Lo straniero guardò di nuovo i suoi fogli. — Anche questo verrà dopo. E infine uno dei più anziani chiese: — E cosa succederà al muro? Questa volta nessuno rispose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;accordo fu firmato. Per alcuni giorni non ci furono spari. I bambini tornarono a giocare per strada. I mercati cominciarono ad aprire. E per la prima volta dopo molti anni, alcune persone osarono pensare che forse quella parola tanto usata dai più anziani — pace — significasse davvero qualcosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Laila tornò a scuola. Ma trovò che metà delle aule erano distrutte. Allora chiese: — Quando le ricostruiranno? — Presto — le risposero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Passò una settimana. Poi un&#8217;altra. Poi un mese. La scuola era sempre uguale. Laila chiese di nuovo. — Presto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un pomeriggio si avvicinò al muro e trovò che la sua piccola pianta era morta. La terra era secca. Laila si sedette accanto a lei. E per la prima volta capì qualcosa che i più anziani non avevano ancora capito. Che smettere di sparare non era la stessa cosa che riparare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, gli uomini delle torri continuavano a guardare verso il giardino. Dicevano: — Non possiamo abbassare la guardia. Perché alcune armi esistevano ancora. Ed avevano ragione. Ma dentro il giardino altri rispondevano: — Non possiamo vivere reclusi per sempre. E avevano ragione anche loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora ricominciarono le discussioni. Gli uomini delle torri esigevano sicurezza prima di aprire le porte. Gli abitanti del giardino esigevano libertà prima di consegnare le armi. Gli uomini in abito elegante dicevano che entrambi dovevano fidarsi. E tutti si chiedevano la stessa cosa: — Chi deve fidarsi per primo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuno voleva essere il primo. Perché ciascuno ricordava cos&#8217;era successo l&#8217;ultima volta che si era fidato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una notte, Laila tornò al muro. Portava con sé una piccola bottiglia d&#8217;acqua. Aveva trovato un&#8217;altra pianta che cresceva tra le pietre. Era ancora più piccola della prima. Mentre la annaffiava, sentì una voce dietro di sé. Era un bambino che viveva dall&#8217;altro lato del muro. Laila non poteva vederlo. Poteva solo sentire la sua voce. — Che fai? — Annaffio una pianta. — Perché? Laila ci pensò un momento. — Perché qualcuno deve pur farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bambino rimase in silenzio. Poi chiese: — Anche tu hai paura? Laila guardò il muro. — Sì. Dall&#8217;altro lato arrivò una risposta: — Anch&#8217;io.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E per un momento nessuno disse nulla. Poi il bambino chiese: — Come ti chiami? — Laila. — Io sono Daniel.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Laila sorrise. Non sapeva chi fosse Daniel. Non sapeva cosa pensasse la sua famiglia. Non sapeva quale bandiera sventolasse sulla sua casa. Non sapeva se i suoi genitori fossero d&#8217;accordo con l&#8217;accordo di pace, con le torri, con gli uomini armati o con gli stranieri. Sapeva solo che Daniel aveva paura. E che ce l&#8217;aveva anche lei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giorno dopo tornarono a parlarsi. E poi il giorno dopo ancora. Non si videro mai. Il muro era sempre lì. Ma ora c&#8217;era qualcosa che attraversava le pietre. Una conversazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un giorno, gli uomini in abito elegante ritornarono. Portavano nuove mappe. Nuovi documenti. Nuove proposte. Parlarono per ore di sicurezza, confini, armi, governi e territori. Ma mentre discutevano, Laila e Daniel continuavano a parlare dietro il muro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finché uno dei negoziatori chiese: — Cosa possiamo fare perché questo non accada di nuovo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vecchio tra i più anziani che anni prima aveva chiesto del muro alzò la testa. Guardò gli uomini delle torri. Guardò gli abitanti del giardino. E infine indicò i due bambini che parlavano dai lati opposti delle pietre. — Forse dovreste iniziare chiedendo a loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti rimasero in silenzio. — Perché noi passiamo così tanto tempo a discutere su chi abbia diritto a questo giardino — continuò il vecchio — che abbiamo dimenticato di chiederci per chi vogliamo conservarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuno rispose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora uno degli uomini delle torri scese dal suo posto. Non aprì la porta. Non ancora. Si avvicinò soltanto al muro. Dall&#8217;altro lato, uno degli abitanti del giardino fece lo stesso. Per alcuni secondi rimasero lì, separati dalle stesse pietre che avevano diviso le loro famiglie per generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora accadde qualcosa di strano. Nessuno abbatté il muro. Nessuno sparò. Nessuno vinse. Semplicemente cominciarono a togliere, una ad una, le pietre che erano staccate. Non per distruggere il confine da un giorno all&#8217;altro. Non per dimenticare la paura. Non per fingere che la violenza non fosse mai esistita. Ma per fare una piccola apertura. Abbastanza grande da far passare l&#8217;acqua. E poi il cibo. E poi le medicine. E un giorno, forse, una persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Laila tornò ad annaffiare la sua pianta. Questa volta Daniel portò l&#8217;acqua dall&#8217;altro lato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti anni dopo, quando entrambi erano ormai anziani, qualcuno chiese a Laila quando fosse finita la guerra. Lei ci pensò per un lungo momento. — Non lo so — rispose. — In che senso non lo sai? Laila guardò il vecchio muro. C&#8217;erano ancora alcune pietre. — Credo che la guerra sia finita quando abbiamo smesso di chiederci chi dovesse vincere e abbiamo iniziato a chiederci come potessero vivere entrambi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;uomo chiese di nuovo: — E quando è caduto il muro? Laila sorrise. — Non è ancora caduto del tutto. Guardò verso il giardino. C&#8217;erano alberi nuovi. La scuola era stata ricostruita. La fontana aveva di nuovo l&#8217;acqua. E tra le pietre del vecchio muro crescevano molte piante. — Ma non è più lo stesso muro — disse —. Perché ora sappiamo che una parete può separare due luoghi, ma può anche diventare il luogo in cui due persone cominciano a parlarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E forse era quella la cosa più difficile da capire. Che la pace non inizia sempre quando cade un muro. A volte inizia molto prima. Quando qualcuno, da un lato, chiede: — Anche tu hai paura? E qualcuno, dall&#8217;altro lato, ha il coraggio di rispondere: — Sì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora, per la prima volta, smettono di essere due popoli che parlano di nemici. E diventano due persone che parlano tra loro. E una pianta, piccola e testarda, torna a crescere tra le pietre.</p>



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		<title>La nuova, antica, peste&#8230;</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/10/08/la-nuova-antica-peste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 08:43:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMPLOTTARDO]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[SINDEMIA]]></category>
		<category><![CDATA[geopo]]></category>
		<category><![CDATA[massmedia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo fantasma arriva dalla Russia ad impaurire le notti del popolo occidentalizzato. No, non è il comunismo ma&#8230;la peste! Come nei promessi sposi, come nelle narrazioni medioevali, ci si interroga sui bubboni e sulle relative vie per arginare la contaminazione. Nuove zone rosse? Nuove mascherine? Nuovi vaccini anti peste bubbonica? Intanto si suggerisce ai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un nuovo fantasma arriva dalla Russia ad impaurire le notti del popolo occidentalizzato. No, non è il comunismo ma&#8230;la peste! Come nei promessi sposi, come nelle narrazioni medioevali, ci si interroga sui bubboni e sulle relative vie per arginare la contaminazione. Nuove zone rosse? Nuove mascherine? Nuovi vaccini anti peste bubbonica? Intanto si suggerisce ai propri cittadini di lasciare la Russia siberiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, mentre si corre ai ripari, nessuno dice che la peste negli Stati Uniti <strong>non è mai scomparsa</strong>, anche se il quadro epidemiologico moderno è molto diverso da quello storico.  Il CDC, un&#8217;<strong>agenzia federale del governo degli Stati Uniti</strong>, (<a href="https://www.cdc.gov/plague/maps-statistics/index.html">https://www.cdc.gov/plague/maps-statistics/index.html</a>) indica che <em>Yersinia pestis</em> è presente negli USA dal 1900 e si è radicata soprattutto nell&#8217;ecosistema dei <strong>roditori selvatici e le pulci</strong> dell&#8217;Ovest. Dopo l&#8217;ultima epidemia urbana di Los Angeles del 1924–1925, la peste è diventata essenzialmente una malattia <strong>rurale e sporadica</strong>, ma presente. Le aree maggiormente interessate sono il New Mexico settentrionale, l&#8217;Arizona settentrionale e il Colorado meridionale, oltre ad alcune zone di California, Oregon e Nevada. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dal 2000 al 2023 </strong>si sono rilevati <strong>122 casi</strong> in USA. </h3>



<h3 class="wp-block-heading">Il CDC rileva una media di circa 7 casi l&#8217;anno e 15 decessi sui 122 casi in 13 anni.</h3>
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<p class="wp-block-paragraph">In un articolo del 1 ottobre 2026 si rammenta il caso di un decesso per peste del luglio 2025:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;A luglio, un giovane adulto di sesso maschile è stato valutato nel pronto soccorso della contea di Coconino, in Arizona, dopo 2 giorni di dolore addominale, dolore al petto e tosse secca [&#8230;]. I medici inizialmente sospettarono una malattia da hantavirus o una polmonite batterica. Il paziente fu ricoverato e sottoposto a terapia antibiotica empirica con piperacillina-tazobactam, vancomicina e azitromicina. Nonostante una terapia con ossigeno progressivamente più intensiva, la sua ipossiemia peggiorò e morì meno di 8 ore dopo il ricovero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giorno successivo, nelle emocolture del paziente è stata rilevata la crescita batterica. Il giorno seguente, la spettrometria di massa a tempo di volo con desorbimento/ionizzazione laser assistito da matrice (MALDI-TOF) della crescita batterica proveniente da tale emocoltura ha identificato <em>Yersinia pseudotuberculosis</em> e bacilli gram-negativi con colorazione bipolare. Entrambi i risultati, nel loro insieme, hanno sollevato il sospetto<strong> di peste polmonare e il dipartimento di sanità pubblica locale è stato immediatamente informato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due giorni dopo la morte del paziente, sono state identificate 46 persone potenzialmente esposte, e tutte hanno iniziato un ciclo di 7 giorni di profilassi post-esposizione (PEP) orale con ciprofloxacina. Le persone potenzialmente esposte includevano membri della famiglia, colleghi e personale ospedaliero; nessun contatto si è ammalato. Sei giorni dopo la morte del paziente, l&#8217;Arizona State Public Health Laboratory (ASPHL) ha rilevato <em>Y. pestis</em> dalle emocolture iniziali utilizzando il test di reazione a catena della polimerasi quantitativa (in tempo reale). Quattro giorni dopo (10 giorni dopo la morte del paziente), l&#8217;ASPHL ha isolato <em>Y. pestis</em> dalle colture di sangue e tessuto polmonare.&#8221; (<a href="https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/75/wr/mm7538a2.htm">https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/75/wr/mm7538a2.htm</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">In uno studio CDC pubblicato su <em>Emerging Infectious Diseases</em>, sono stati analizzati <strong>482 casi di peste negli USA dal 1970 al 2017</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>364 (76%)</strong> erano bubbonici;</li>



<li><strong>91 (19%)</strong> setticemici;</li>



<li>soltanto <strong>15 (3%)</strong> erano polmonari;</li>



<li>65 persone morirono (14%). (Campbell, S. B., Nelson, C. A., Hinckley, A. F., &amp; Kugeler, K. J. (2019). Animal Exposure and Human Plague, United States, 1970–2017. <em>Emerging Infectious Diseases</em>, <em>25</em>(12), 2270-2273. <a href="https://doi.org/10.3201/eid2512.191081.">https://doi.org/10.3201/eid2512.191081.</a>)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi i <strong>122 casi del 2000–2023</strong> non indicano specificatamente la frequenza della <strong>peste polmonare</strong> ma rilevano i casi di peste nel complesso, comprendenti prevalentemente la forma bubbonica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il meccanismo predominante negli USA è la <strong>trasmissione zoonotica</strong> (zoonosi), soprattutto attraverso pulci infette. Il contatto con animali infetti costituisce un&#8217;altra importante via di esposizione. Lo studio CDC del periodo 1970–2017 ha trovato un&#8217;esposizione animale plausibilmente associata all&#8217;infezione nel <strong>54% dei casi</strong>. (<a href="https://wwwnc.cdc.gov/eid/article/25/12/19-1081_article">https://wwwnc.cdc.gov/eid/article/25/12/19-1081_article</a>)</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente interessante è il ruolo degli animali domestici: tra i casi con esposizione animale sono stati documentati contatti con gatti, inclusi animali malati. Un precedente studio ha identificato <strong>23 casi umani associati a gatti</strong> tra il 1977 e il 1998, cinque dei quali mortali. Questo spiega perché occasionalmente un caso umano possa essere collegato a un <strong>gatto infetto che ha avuto contatti con roditori o pulci</strong> come il caso del decesso del luglio 2025 dove l&#8217;uomo aveva avuto contatti professionali con gatti malati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>peste polmonare primaria</strong> può essere trasmessa attraverso le secrezioni respiratorie di una persona infetta. È quindi biologicamente possibile una trasmissione interumana. Tuttavia, negli Stati Uniti moderni questa modalità è <strong>eccezionale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno studio che ha analizzato tutti i casi di peste polmonare primaria negli USA dal 1900 al 2009 ha mostrato che <strong>la maggior parte dei casi non trasmette l&#8217;infezione ad altre persone</strong>, anche in assenza di trattamento o profilassi; esiste però la possibilità di eventi di trasmissione particolarmente efficienti. <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21733272/">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21733272/</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo sempre di casi sporadici, mentre l&#8217;ultima epidemia urbana statunitense risale al 1924–25.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro che emerge dalle fonti è quello di una <strong>zoonosi endemica a bassissima incidenza</strong>, mantenuta nell&#8217;ambiente naturale dell&#8217;Ovest americano, con occasionali infezioni umane. Il CDC attualmente stima un amedia di circa <strong>5 casi umani all&#8217;anno</strong> negli ultimi decenni e oltre l&#8217;80% dei casi è bubbonico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La peste esiste ancora negli USA, non solo in Russia, ma i dati non descrivono una circolazione significativa della peste polmonare nella popolazione umana.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se una lezione dovremmo cogliere dalla pandemia del coronavirus di qualche anno fà, questo è proprio l&#8217;uso allarmastico dei media e il retroterra geopolitico di ogni aspetto della vita. Nella nuova &#8220;guerra mondiale a pezzi&#8221; per la conquista dell&#8217;egemonia globale delle elite occidentali e orientali nulla è lasciato al caso ma tutto sfruttato ibridamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro punto fondamentale è la sistematica demolizione del sistema sanitario pubblico e universitario per delgare tutta la nostra vita alle multinazionali del farmaco e della salute: loro scoprono il vaccino, loro fanno miliardi con i governi e con tanto di manleva sui contratti in caso di reazioni avverse e mortali, sempre loro, i privati, aprono cliniche  e pronto soccorsi, in convenzione e non, mentre gli ospedali declinano e muoiono!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Malanova vostra!</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="910" height="444" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-4.png" alt="" class="wp-image-11291" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-4.png 910w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-4-300x146.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/10/image-4-768x375.png 768w" sizes="auto, (max-width: 910px) 100vw, 910px" /><figcaption class="wp-element-caption">Distribution of plague cases, worldwide. Data from WHO.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studenti universitari e studentati. Il caso Rende (CS)</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/04/16/studenti-universitari-e-studentati-il-caso-rende-cs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:35:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA CITTÀ]]></category>
		<category><![CDATA[INCHIESTA]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.malanova.info/?p=11273</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Stefano Ammirato Un contributo al ragionamento su un tema cittadino. Il bando PNNR:I finanziamenti alla creazione di nuovi alloggi universitari deriva da una legge nazionale iperliberista, fatta dal governo italiano di destra, ma che avrebbe fatto anche uno di pseudo sinistra, che &#8220;ruba ai poveri per dare ai ricchi&#8221;. Un Robin Hood al contrario. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">di Stefano Ammirato</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Un contributo al ragionamento su un tema cittadino.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Il bando PNNR:</strong><br>I finanziamenti alla creazione di nuovi alloggi universitari deriva da una legge nazionale iperliberista, fatta dal governo italiano di destra, ma che avrebbe fatto anche uno di pseudo sinistra, che &#8220;ruba ai poveri per dare ai ricchi&#8221;. Un Robin Hood al contrario. Potremmo dire che è più descrittiva delle caratteristiche dello sceriffo di Nottingham che malversava i poveri per intascare privatamente le tasse dovute al governo. Il tutto nasce da quella che un tempo si chiamava “sussunzione delle lotte” e in particolar modo la mobilitazione del 2023 per il diritto allo studio e all’abitare che ha interessato soprattutto il nord ed il centro della nostra nazione. Gli studenti attrezzarono delle tendopoli davanti alle Università per protestare contro il caro affitti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>La risposta governativa fu la promessa della costruzione di 60mila nuovi alloggi, ma come?<br>Istituirono un Fondo non per aiutare le Università o gli Enti locali a creare un proprio centro residenziale, ma aiutando prevalentemente i privati a inaugurare un nuovo business estrattivo. Citando dal sito della Cassa Depositi e Prestiti che ne gestisce l&#8217;iter amministrativo:<br>&#8220;Il Fondo per gli alloggi destinati agli studenti, con una dotazione finanziaria di 599 milioni di euro, prevede l&#8217;erogazione di un contributo economico a fondo perduto, fino a circa 20.000 euro per ogni nuovo posto letto messo a disposizione&#8221;.<br>Quindi, sottolineo, il privato imprenditore ha un contributo a fondo perduto di 20.000 euro a posto costruito e messo a disposizione. Lo Stato, cioè le tasse dei cittadini, finanzia e il privato imprenditore incassa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h4 class="wp-block-heading">&#8220;Rubo ai poveri per dare ai ricchi&#8221;.</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Le richieste di ammissione al contributo riguardano strutture residenziali che prevedano almeno 18 nuovi posti letto e che siano situate in comuni sede di ateneo o aree limitrofe. Per giustificare il prestito da fondi pubblici ai privati, la legge ha inventato una postilla dal sapore sociale:<br>&#8220;I gestori delle strutture dovranno:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>&#8211; garantire canoni di locazione agli studenti di almeno il 15% inferiori rispetto ai valori medi di mercato;</p>



<p class="wp-block-paragraph">-riservare almeno il 30% dei posti letto, con canoni di locazione ulteriormente contenuti, agli studenti fuori sede capaci e meritevoli anche se privi di mezzi;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; assicurare per 12 anni la destinazione d’uso prevalente degli immobili utilizzati ad alloggio o residenza per studenti universitari&#8221;.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli interventi di messa a disposizione dei posti letto dovranno essere conclusi entro il 15 maggio 2027. La legge non guarda in faccia le realtà territoriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel nostro specifico ci troviamo a Rende (CS) dove sorge l&#8217;unico CAMPUS d&#8217;Italia e uno degli Atenei più grandi, e dicono le statistiche, più efficienti d&#8217;Italia. Il ranking ottimale della nostra Università della Calabria è da tanti decenni dovuto anche all&#8217;ottima offerta residenziale per gli studenti, specialmente quelli con redditi bassi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, si evince che molti studenti, compresi quelli stranieri, che non hanno una condizione reddituale rosea, sono già in gran parte o totalmente assorbiti dalle strutture ricettive pubbliche. Nel nostro Ateneo è prevista persino la mensa gratuita per i redditi più bassi.<br>Inoltre, vedi foto, c’è da considerare che negli ultimi anni le iscrizioni hanno avuto una positiva impennata ma il totale degli iscritti è in calo rispetto agli anni d&#8217;oro. Si prevede, certamente, un incremento con l&#8217;avvio a regime dei corsi di laurea che girano intorno a Medicina.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-12 wp-block-paragraph">Le statistiche ufficiali riportano che:</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-13 wp-block-paragraph">Nel 2020/2021 erano iscritti ai corsi di Laurea Unical: 24.404 studenti </p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-14 wp-block-paragraph">nel 2024/2025 risulterebbero iscritti: 23.469 studenti</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="796" height="495" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image.png" alt="" class="wp-image-11274" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image.png 796w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-300x187.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-768x478.png 768w" sizes="auto, (max-width: 796px) 100vw, 796px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Mille studenti in meno. Visti i numeri decrescenti attuali, la domanda seria da porsi è: dal 2020 ad oggi dove hanno vissuto tutti questi studenti?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La città ha provveduto a soddisfare la domanda decrescente di alloggi? Per rispondere dobbiamo tener conto che gran parte degli studenti sono di Cosenza, parte presso gli alloggi del Centro Residenziale dell&#8217;Unical altri in affitto in case di privati cittadini che magari pagano con le rette il mutuo per l’investimento fatto per trovare alloggio al proprio figlio laureando. Una stanza per il figlio, le altre tre per altri studenti paganti. Una forma di investimento familiare in cultura!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se dal 2020 al 2025 gli iscritti totali sono scesi, come mai si ritiene urgente e necessario costruire degli studentati privati cementificando la città e aumentando le aree &#8220;impermeabilizzate&#8221;?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti di questi studentati già sorti in tante città universitarie sono stati realizzati con fondi governativi (PNNR) e la proprietà degli immobili è rimasta e rimarrà al privato imprenditore. Perché non si è pensato per tempo ad una strategia pubblico-pubblico tra il Comune di Rende e l&#8217;Università della Calabria se si riteneva che il numero degli alloggi era insufficiente rispetto alla domanda? Il governo avrebbe finanziato la gran parte e la proprietà degli immobili sarebbe rimasta pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Magari a scadenza progettuale gli immobili sarebbero potuti divenire case popolari.<br>Tutto ciò dipende, ovviamente, dalla visione e dall&#8217;ideologia politica degli amministratori che, normalmente ligi al diktat iper-liberista, vedono con particolare astio l&#8217;azione pubblica e molto favorevolmente quella privata.<br>L’Unical &#8220;mette a disposizione dei propri studenti circa 2.500 posti alloggio. I posti alloggi sono dislocati in 10 quartieri dislocati in gran parte all’interno del campus ed in parte nella zona residenziale di Rende. In ogni quartiere residenziale sono previsti degli Spazi Comuni auto-gestiti da un comitato di studenti eletto dall’assemblea degli studenti alloggiati nel quartiere, liberamente fruibili per attività socio-ricreative, dotati di attrezzature multimediali, sportive e per il tempo libero&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="487" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-1.png" alt="" class="wp-image-11275" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-1.png 1000w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-1-300x146.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-1-768x374.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Uno dei &#8220;Quartieri&#8221; universitari ad Arcavacata di Rende (CS) a pochi metri dalle aule.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sottolineo nuovamente, infine, ciò che è l’obiettivo dichiarato dalla legge nazionale: in Italia mancano posti letto e alloggi a prezzi accessibili per gli studenti universitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non soltanto posti letto, ma accessibili. I nuovi alloggi resi disponibili negli ultimi due anni sono stati realizzati da investitori privati. Nonostante l’esistenza in diverse città universitarie dei nuovi studentati costruiti con fondi PNNR, ad oggi non risultano apprezzabili successi rispetto all’obiettivo del contenimento del costo degli affitti delle stanze agli studenti.<br>“A Milano, secondo le rilevazioni del dipartimento Research &amp; data intelligence del gruppo Gabetti, ogni studente deve sostenere un costo mensile per vitto e alloggio, ipotizzando la locazione di una stanza singola e l’iscrizione a un’università pubblica con Isee superiore a 30mila euro, anche superiore ai 1.600 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quel che è più grave è che «il canone medio delle camere singole in studentati privati , si legge nel report di Gabetti , risulta strutturalmente superiore rispetto a quello delle camere singole in appartamento».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le cose non vanno molto meglio di fronte ai prezzi calmierati imposti dal Pnrr, che obbliga i gestori a garantire tariffe di almeno il 15% inferiori ai valori medi di mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A guardare i prezzi, in ogni caso, si tratta di tariffe ancora molto lontane da soluzioni realmente accessibili”. (Avvenire 04/02/2026)<br>Si arriva, dunque, alla conclusione che la legge nazionale sugli studentati ad oggi, “statistiche alla mano”, non ha rappresentato e non rappresenta altro che un nuovo piano estrattivo di profitto dalle città: “rubo ai poveri per dare ai ricchi”. Sarà contento lo sceriffo di </p>



<p class="wp-block-paragraph">Notthingam.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="938" height="703" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-3.png" alt="" class="wp-image-11279" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-3.png 938w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-3-300x225.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/04/image-3-768x576.png 768w" sizes="auto, (max-width: 938px) 100vw, 938px" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-15 wp-block-paragraph">Un articolo precedente sullo stesso tema:</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-malanova wp-block-embed-malanova"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="sHTylrpzCb"><a href="https://www.malanova.info/2026/01/16/rende-cs-il-nuovo-assalto-alla-citta-e-gli-studentati-privati/">Rende (CS): Il nuovo assalto alla città e gli studentati privati.</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Rende (CS): Il nuovo assalto alla città e gli studentati privati.&#8221; &#8212; MALANOVA" src="https://www.malanova.info/2026/01/16/rende-cs-il-nuovo-assalto-alla-citta-e-gli-studentati-privati/embed/#?secret=Rw1gVZvqyX#?secret=sHTylrpzCb" data-secret="sHTylrpzCb" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>
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		<title>Operaismo e conricerca oggi</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/04/09/operaismo-e-conricerca-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:03:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INCHIESTA]]></category>
		<category><![CDATA[KRITIK]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[conricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un compendio ed un video recente. L&#8217;operaismo italiano è stato uno dei laboratori politici e teorici più vivaci del Novecento e la conricerca ne rappresenta la metodologia più innovativa. Non si è trattato solo di &#8220;fare ricerca&#8221;, ma di sovvertire il rapporto tradizionale tra intellettuale e classe operaia. Per fare conricerca bisogna sporcarsi le mani, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2026/04/09/operaismo-e-conricerca-oggi/">Operaismo e conricerca oggi</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Un compendio ed un video recente. L&#8217;operaismo italiano è stato uno dei laboratori politici e teorici più vivaci del Novecento e la <strong>conricerca</strong> ne rappresenta la metodologia più innovativa. Non si è trattato solo di &#8220;fare ricerca&#8221;, ma di sovvertire il rapporto tradizionale tra intellettuale e classe operaia.</em> <em>Per fare conricerca bisogna sporcarsi le mani, frequentare gli infrequentabili, capire la soggettività in sé e non quella che vorremmo che essa sia!</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">Che cos&#8217;è la Conricerca?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">In termini semplici, la conricerca è una <strong>metodologia di indagine militante</strong> che rifiuta la distinzione tra chi osserva (il sociologo o il leader politico) e chi è osservato (il lavoratore). Non abbiamo una ricerca con un soggetto e un oggetto specifici ma tutto tende a con-conoscersi. L&#8217;obiettivo del metododo, infatti,<strong> n</strong>on è produrre statistiche accademiche, ma produrre conoscenza funzionale alla lotta per la trasformazione dello &#8220;stato presente delle cose&#8221;. L&#8217;assunto pricipale è che solo chi vive la condizione di sfruttamento può veramente conoscerla e quindi analizzarla e, nel farlo insieme all&#8217;intellettuale militante, acquisire la consapevolezza necessaria per organizzare l&#8217;insubordinazione ed il cambiamento reale della propria condizione.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">Le Origini: Romano Alquati e i Quaderni Rossi</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene il termine affondi le radici nelle inchieste di Marx ed Engels (come l&#8217;<em>Inchiesta operaia</em> del 1880), la conricerca moderna nasce nei primi anni &#8217;60 attorno alla rivista <strong>Quaderni Rossi</strong>, fondata da <strong>Raniero Panzieri</strong>. Il vero &#8220;padre&#8221; della conricerca è, però, <strong>Romano Alquati</strong>. Le sue inchieste alla FIAT e alla Olivetti tra il 1960 e il 1961 segnarono una rottura totale con la sociologia del lavoro dell&#8217;epoca. Alquati non parlava con i delegati sindacali della vecchia guardia, ma con i giovani operai immigrati dal Sud (l&#8217;operaio massa). Attraverso questo metodo militante, scoprì che l&#8217;operaio non era un elemento passivo del capitale, ma un soggetto che resisteva quotidianamente attraverso il sabotaggio, il rallentamento dei ritmi e l&#8217;assenteismo. In una conferenza recente di Sergio Bologna, lo stesso ricorda come Alquati diceva di indagare non solo i motivi per cui l&#8217;operaio si ribella ma anche i motivi per cui non si ribella, non si muove. Sono, entrambe, due situazioni ugualmente interessanti per &#8220;cogliere le leggi all&#8217;interno di un movimento spontaneo&#8221;. Lo stesso Bologna ricorda come proprio così si riuscì spesso ad anticipare, prevedere, alcuni momenti di lotta che effettivamante scoppiarono.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">I pilastri della metodologia</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La conricerca si distingue per alcuni passaggi chiave che ne definiscono l&#8217;identità:</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Fase</strong></td><td><strong>Descrizione</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Inchiesta dal basso</strong></td><td>Raccolta di dati, interviste e osservazione partecipante direttamente sulle linee di montaggio in fabbrica.</td></tr><tr><td><strong>Restituzione</strong></td><td>I risultati dell&#8217;inchiesta vengono riportati agli operai stessi (tramite volantini o assemblee) per verificarne la validità.</td></tr><tr><td><strong>Formazione Politica</strong></td><td>Il processo di analisi diventa il momento in cui l&#8217;operaio riconosce il proprio ruolo nel ciclo produttivo e la propria forza contrattuale.</td></tr><tr><td><strong>Inversione dei Ruoli</strong></td><td>L&#8217;intellettuale impara dalla fabbrica; la teoria non cala dall&#8217;alto ma emerge dal conflitto.</td></tr></tbody></table></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">Evoluzione: Dall&#8217;Operaio Massa all&#8217;Operaio Sociale</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Con il passare dei decenni e il mutare del capitalismo, la conricerca si è per forza di cose adattata:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Anni &#8217;60 (Classe Operaia):</strong> Focus sulla fabbrica fordista e la catena di montaggio.</li>



<li><strong>Anni &#8217;70 (Autonomia):</strong> La conricerca esce dalle fabbriche e si sposta nel territorio (quartieri, università, ospedali). Si inizia a parlare di <strong>&#8220;operaio sociale&#8221;</strong>.</li>



<li><strong>Anni &#8217;90/2000 (Cognitariato):</strong> autori come Toni Negri, Sergio Bologna e più di recente gruppi come i <em>ChainWorkers</em>, la conricerca si applica al lavoro precario, cognitivo e digitale (i lavoratori della logistica, dei call center, i rider).</li>
</ol>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">Perché sarebbe ancora importante oggi?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi la conricerca potrebbe vivere una rinascita perché può offrire strumenti per mappare forme di sfruttamento altrimenti frammentate e invisibili.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La conricerca è il tentativo di superare la separazione tra scienza e politica, tra lavoro intellettuale e lavoro manuale, per fare della conoscenza un&#8217;arma.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">In un&#8217;epoca di algoritmi e &#8220;gig economy&#8221;, la necessità di un&#8217;inchiesta che parta dalla soggettività di chi lavora è più attuale che mai per comprendere se esiste e come si organizza oggi la resistenza nel mondo del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Lezioni dall’operaismo. Attualità e metodo di un pensiero critico - Sergio Bologna" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/CwYsR3PNwok?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">BIBLIOGRAFIA MINIMA</p>



<h5 class="wp-block-heading">1. I Classici (Le origini e i Quaderni Rossi)</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Questi testi rappresentano l&#8217;inizio storico della conricerca. Qui si definisce il metodo e si rompe con la sociologia accademica.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Romano Alquati, <em>Sulla Fiat e altri scritti</em></strong> (Feltrinelli, 1975 &#8211; riedito da DeriveApprodi): È il testo fondamentale. Raccoglie i report di Alquati sulla &#8220;scoperta&#8221; dell&#8217;operaio massa e la critica della razionalità capitalista. (<a href="https://operaismoinenglish.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/11/73113278-alquati-romano-sulla-fiat-e-altri-scritti-1975.pdf">Pdf</a>)</li>



<li><strong>Raniero Panzieri, <em>L&#8217;alternativa socialista. Scritti scelti 1944-1964</em></strong> (Einaudi): Fondamentale per capire la cornice filosofica entro cui nasce l&#8217;inchiesta operaia.</li>



<li><strong>Guido Borio, Francesca Pozzi, Gigi Roggero, <em>Futuro anteriore. Dai Quaderni Rossi ai movimenti del &#8217;77</em></strong> (DeriveApprodi, 2002): Un&#8217;opera monumentale che ricostruisce la storia politica e i metodi dell&#8217;operaismo attraverso interviste e documenti originali.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h5 class="wp-block-heading">2. Teoria e Metodologia</h5>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Marta Malo de Molina, <em>Nelle pieghe del reale. Conricerca e saperi militanti</em></strong> (DeriveApprodi, 2007).</li>



<li><strong>Gigi Roggero, <em>L&#8217;intelligenza delle lotte. Metodo e conricerca nello scontro capitale/lavoro</em></strong> (Ombre Corte, 2024)</li>



<li><strong>Steve Wright, <em>L&#8217;assalto al cielo. Per una storia dell&#8217;operaismo</em></strong> (Alegre, 2008): Anche se è un saggio storico, dedica ampio spazio all&#8217;analisi della conricerca come strumento distintivo del movimento italiano.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h5 class="wp-block-heading">3. Conricerca Contemporanea</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Per vedere come il metodo viene applicato oggi ai nuovi lavori (logistica, rider, precariato cognitivo):</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Emilio Quadrelli, <em>Andare ai resti</em></strong> (DeriveApprodi): Un esempio magistrale di inchiesta su strada e sui margini del lavoro e della marginalità sociale.</li>



<li><strong>Into the Black Box, <em>Capitalismo delle piattaforme e confini del lavoro</em></strong> (Meltemi, 2021): Un collettivo di ricerca che utilizza il metodo della conricerca per analizzare i giganti della logistica come Amazon.</li>



<li><strong>Collettivo di Fabbrica GKN, <em>Insorgiamo. Diario di una lotta</em></strong> (vari editori/documenti online): Anche se non è un manuale, la lotta della GKN di Firenze è l&#8217;esempio più vivido di &#8220;inchiesta operaia&#8221; e conricerca applicata alla resistenza industriale nel XXI secolo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Mrinank Sharma: &#8220;Perché ho lasciato Anthropic&#8221;</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/03/28/mrinank-sharma-perche-ho-lasciato-anthropic/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 22:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.malanova.info/?p=11266</guid>

					<description><![CDATA[<p>(lettera pubblicata il 9 febbraio 2026 su X e poi su Substack) Sharma ha guidato il Safeguards Research Team di Anthropic e ha lavorato su iniziative critiche per la sicurezza, tra cui la comprensione della sycophancy dell&#8217;IA, lo sviluppo di difese contro il bioterrorismo assistito dall&#8217;IA e la produzione di uno dei primi casi di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>(lettera pubblicata il 9 febbraio 2026 su X e poi su Substack)</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color has-midsmall-font-size wp-elements-17 wp-block-paragraph"><em>Sharma ha guidato il Safeguards Research Team di Anthropic e ha lavorato su iniziative critiche per la sicurezza, tra cui la comprensione della sycophancy dell&#8217;IA, lo sviluppo di difese contro il bioterrorismo assistito dall&#8217;IA e la produzione di uno dei primi casi di sicurezza per l&#8217;IA. La lettera, pur essendo volutamente priva di dettagli specifici, allude a tensioni interne sulla sicurezza dell&#8217;IA: Sharma sostiene che i dipendenti &#8220;affrontano costantemente pressioni per mettere da parte ciò che conta di più&#8221;. Il post su X ha raggiunto oltre un milione di visualizzazioni e ha acceso un ampio dibattito nel settore tecnologico.</em> Lo stesso autore apre la lettera con queste parole: &#8220;All&#8217;inizio di questa settimana ho lasciato Anthropic, condividendo la mia lettera di dimissioni su Twitter prima di recarmi al lavoro per il mio ultimo giorno. Non mi aspettavo che la mia lettera venisse condivisa così ampiamente, né che interessasse così tante persone. Non mi aspettavo di ricevere inviti a podcast e programmi televisivi. Volevo solo salutare con sincerità e affetto, prima di iniziare un periodo di tranquillità.&#8221;</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cari colleghi,</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho deciso di lasciare Anthropic. Il mio ultimo giorno sarà il 9 febbraio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie. Qui trovo tantissime cose che mi ispirano e mi hanno ispirato. Per citarne alcune: un sincero desiderio e una forte motivazione a impegnarsi in una situazione così difficile, aspirando a dare un contributo significativo e integerrimo; la volontà di prendere decisioni difficili e di difendere ciò che è giusto; una straordinaria brillantezza intellettuale e una grande determinazione e, naturalmente, la notevole gentilezza che pervade la nostra cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui ho raggiunto i miei obiettivi. Sono arrivato a San Francisco due anni fa, dopo aver conseguito il dottorato e con la voglia di contribuire alla sicurezza dell&#8217;IA. Mi ritengo fortunato di aver potuto dare il mio contributo: comprendere l&#8217;adulazione nei confronti dell&#8217;IA e le sue cause; sviluppare sistemi di difesa per ridurre i rischi di bioterrorismo assistito dall&#8217;IA; implementare concretamente tali sistemi e redigere uno dei primi studi di sicurezza sull&#8217;IA. Sono particolarmente orgoglioso dei miei recenti sforzi per aiutarci a concretizzare i nostri valori attraverso meccanismi di trasparenza interna e anche del mio progetto di tesi sulla comprensione di come gli assistenti virtuali basati sull&#8217;IA potrebbero renderci meno umani o distorcere la nostra umanità. Grazie per la vostra fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, mi è chiaro che è giunto il momento di andare avanti. Continuo a confrontarmi con la nostra situazione. Il mondo è in pericolo. E non solo a causa dell&#8217;intelligenza artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di tutta una serie di crisi interconnesse che si stanno manifestando proprio in questo momento. [1] Sembra che ci stiamo avvicinando a una soglia in cui la nostra saggezza deve crescere in egual misura alla nostra capacità di influenzare il mondo, altrimenti ne subiremo le conseguenze. Inoltre, durante il tempo trascorso qui, ho ripetutamente constatato quanto sia difficile lasciare che i nostri valori guidino veramente le nostre azioni. L&#8217;ho visto in me stesso, all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione, dove subiamo costantemente pressioni per mettere da parte ciò che conta di più, [2] e anche nella società in generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È tenendo questa situazione e ascoltando al meglio delle mie capacità che ciò che devo fare diventa chiaro. [3] Voglio contribuire in un modo che sia pienamente in linea con la mia integrità e che mi permetta di mettere in gioco maggiormente le mie peculiarità. Voglio esplorare le domande che sento veramente essenziali, le domande che David Whyte direbbe &#8220;non hanno il diritto di andarsene&#8221;, le domande che Rilke ci implora di &#8220;vivere&#8221;. Per me, questo significa andarmene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non so cosa succederà dopo. Penso con affetto alla famosa citazione Zen &#8221; <em>non sapere è la cosa più intima&#8221;. </em>La mia intenzione è quella di creare uno spazio per accantonare le strutture che mi hanno trattenuto in questi ultimi anni e vedere cosa potrebbe emergere in loro assenza. Mi sento chiamato a scrivere qualcosa che affronti e si impegni pienamente con il luogo in cui ci troviamo, e che ponga la verità poetica accanto alla verità scientifica come modalità di conoscenza ugualmente valide, entrambe [4], a mio avviso, in grado di offrire un contributo essenziale allo sviluppo di nuove tecnologie. Spero di intraprendere un percorso di studi in poesia e di dedicarmi alla pratica del parlare in pubblico con coraggio. Sono anche entusiasta di approfondire la mia pratica di facilitazione, coaching, costruzione di comunità e lavoro di gruppo. Vedremo cosa accadrà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie e arrivederci. Ho imparato moltissimo stando qui e vi auguro il meglio. Vi lascio con una delle mie poesie preferite, &#8220;<em>The Way It Is&#8221; </em>di William Stafford <em>.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Buona fortuna,<br><strong>Mrinank</strong></p>



<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Così com'è</strong><br><br>C'è un filo che segui. Va tra<br>Cose che cambiano. Ma non cambia.<br>Le persone si chiedono cosa tu stia perseguendo.<br>Devi spiegare il thread.<br>Ma è difficile da vedere per gli altri.<br>Finché lo tieni in mano, non puoi perderti.<br>Le tragedie accadono; le persone si fanno male.<br>o morire; e soffrire e invecchiare.<br>Nulla di ciò che fai può fermare lo scorrere del tempo.<br>Non mollare mai il filo.<br><br><em>William Stafford</em><br><br>__________________________<br>NOTE:</pre>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://substack.com/home/post/p-188007998#footnote-anchor-1-188007998">1</a> Alcuni la definiscono &#8220;policrisi&#8221;, sostenuta da una &#8220;metacrisi&#8221;. Probabilmente la mia risorsa preferita sull&#8217;argomento è &#8220;Primi principi e primi valori&#8221; di David J. Temple.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://substack.com/home/post/p-188007998#footnote-anchor-2-188007998">2</a> Ho trattato questo argomento in modo più dettagliato nei miei documenti <em>&#8220;Pianificare per mondi ambigui e ad alto rischio&#8221; </em>e <em>&#8220;Rafforzare la nostra missione di sicurezza attraverso la trasparenza e la responsabilità interne&#8221;. </em>Mi piacerebbe condividere questi documenti, ma sono vincolato da accordi di riservatezza interni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://substack.com/home/post/p-188007998#footnote-anchor-3-188007998">3</a> Sto pensando ora alla bellissima poesia di Mary Oliver, <em><a href="https://hellopoetry.com/poem/5249/the-journey/">&#8220;Il Viaggio&#8221;</a></em> , che è una delle mie preferite. Scrive: &#8220;Un giorno, finalmente hai capito cosa dovevi fare e hai iniziato&#8230;&#8221;. La trovo una poesia davvero bella e stimolante. Ricordo, infatti, di averla letta a Euan, Monte e Sam Bowman (miei ex colleghi) durante un ritiro dell&#8217;Alignment Science Team nell&#8217;agosto del 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://substack.com/home/post/p-188007998#footnote-anchor-4-188007998">4</a> Il linguaggio dei “modi di conoscere” è mutuato da Rob Burbea, un mio caro maestro di Dharma e fonte di grande ispirazione.</p>



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		<title>Nei documenti della CIA declassificati,  gli esperimenti per controllare il clima.</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/03/20/nei-documenti-della-cia-declassificati-gli-esperimenti-per-controllare-il-clima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 10:46:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMPLOTTARDO]]></category>
		<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[Geoingegneria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un rapporto di 18 pagine del 1965, pubblicato nel 2003, si esaminano le possibilità di &#8220;modificazione meteorologica&#8221;, una pratica che prevede l&#8217;utilizzo di aerei o missili per disperdere sostanze chimiche nell&#8217;atmosfera, con l&#8217;obiettivo di alterare le condizioni meteorologiche. Sebbene i documenti non menzionino sostanze specifiche, rivelano un forte interesse ad aumentare i finanziamenti per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In un rapporto di 18 pagine del 1965, pubblicato nel 2003, si esaminano le possibilità di &#8220;modificazione meteorologica&#8221;, una pratica che prevede l&#8217;utilizzo di aerei o missili per disperdere sostanze chimiche nell&#8217;atmosfera, con l&#8217;obiettivo di alterare le condizioni meteorologiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene i documenti non menzionino sostanze specifiche, rivelano un forte interesse ad aumentare i finanziamenti per tali programmi. Si dice infatti che i fondi sarebbero stati quadruplicati entro il 1967, anno in cui gli Stati Uniti iniziarono le operazioni in Vietnam. In questo scenario sarebbe stato utile per le forze di occupazione statunitensi provocare inondazioni e frane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso rapporto include una lettera dell&#8217;allora presidente Lyndon B. Johnson, che sembra sostenere attivamente i programmi specifici. Questa posizione non sorprende, dato che già nel 1962, quando era vicepresidente, aveva annunciato le ambizioni degli Stati Uniti in questo campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un discorso tenuto alla Southwest Texas State University, affermò, con la sua consueta schiettezza, che questa sperimentazione<em> &#8220;<strong><strong><strong>pone le basi per lo sviluppo di un satellite meteorologico che permetterà all&#8217;uomo di determinare lo strato nuvoloso del mondo e, in definitiva, di controllare il clima; e chi controlla il clima controllerà il mondo</strong></strong>”,</strong></em>&nbsp;sottolineando l&#8217;importanza strategica di questa tecnologia nel contesto del confronto con l&#8217;Unione Sovietica.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/03/LJ.mp4"></video></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Poco tempo dopo, in qualità di presidente, ha supervisionato due dei programmi di intervento meteorologico più noti: <strong>Project Stormfury</strong> e <strong>Project Popeye</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Progetto Stormfury si concentrava sull&#8217;indebolimento degli uragani. Gli scienziati provarono a raggingere il centro delle tempeste per disperdere ioduro d&#8217;argento, con l&#8217;obiettivo di alterarne la struttura e ridurne l&#8217;intensità. In una lettera del 1965, Johnson fa riferimento a un&#8217;operazione relativa all&#8217;uragano Betsy, che colpì il sud degli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, il programma più controverso fu il Progetto Popeye, attuato durante la guerra del Vietnam. L&#8217;obiettivo era quello di prolungare artificialmente la stagione dei monsoni per allagare le vie di rifornimento nemiche cruciali, come il Sentiero di Ho Chi Minh. Queste operazioni si basavano sulla semina delle nuvole con sostanze chimiche, tra cui lo ioduro di piombo, una sostanza nota per la sua tossicità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In breve, si trattò di un&#8217;operazione di <strong>guerra meteorologica</strong> condotta dagli Stati Uniti durante il conflitto in Vietnam (tra il 1967 e il 1972).</p>



<p class="wp-block-paragraph">I militari utilizzarono una tecnica chiamata <strong>cloud seeding</strong> (inseminazione delle nuvole):</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L&#8217;azione:</strong> Gli aerei dell&#8217;Air Force (WC-130 e RF-4C) lanciavano cartucce di <strong>ioduro d&#8217;argento</strong> o <strong>ioduro di piombo</strong> all&#8217;interno delle nuvole.</li>



<li><strong>L&#8217;effetto:</strong> Queste sostanze chimiche favorivano la condensazione dell&#8217;acqua, provocando piogge artificiali o intensificando quelle esistenti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto rimase segretissimo finché non venne rivelato nel 1971 dal giornalista Jack Anderson e successivamente discusso durante le audizioni al Senato nel 1974. Lo slogan dell&#8217;operazione, coniato dai piloti, era quasi ironico: <em>&#8220;Make mud, not war&#8221;</em> (Fate fango, non fate la guerra). La rivelazione del Progetto Popeye portò a una forte condanna internazionale, poiché manipolare l&#8217;ambiente per scopi bellici veniva considerato eticamente inaccettabile. Questo portò alla firma della <strong>Convenzione ENMOD</strong> (Environmental Modification Convention) nel 1977, un trattato internazionale che proibisce l&#8217;uso militare o comunque ostile delle tecniche di modifica ambientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto originale, che alleghiamo in nota con un link alla pagina della CIA, rileva che tali tecnologie erano considerate cruciali nella competizione con l&#8217;Unione Sovietica, poiché entrambe le superpotenze cercavano modi per ottenere un vantaggio strategico anche in questo campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il riemergere di questi documenti ha riacceso le teorie del complotto sulle cosiddette &#8220;scie chimiche&#8221;, ovvero le scie bianche lasciate dagli aerei nel cielo. Alcuni sostengono che si tratti del rilascio deliberato di sostanze pericolose, come alluminio, bario o persino mercurio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di recente, tra coloro che hanno espresso preoccupazione c&#8217;è Robert F. Kennedy Jr., ministro del governo Trump, il quale ha dichiarato di voler indagare su questi dati. Nel frattempo, ricercatori come Dane Wigington sostengono che vi siano prove di vasti programmi di irrorazione. Uno dei profili del programma MAGA è proprio quello di smascherare l&#8217;ideologia dei cambiamenti climatici che secondo la loro dottrina è pari ad una immensa fake nuws.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante le teorie opposte, è un dato di fatto che la modificazione del clima non sia un mito, bensì un campo scientifico esistente con applicazioni che continuano ancora oggi, principalmente per aumentare le precipitazioni nelle zone soggette a siccità o per ridurre l&#8217;intensità delle grandinate. La scienza che si occupa di questi studi si chiama <strong>Ingegneria Climatica</strong> (o Geoingegneria), ed è un campo di ricerca molto attivo, anche se estremamente dibattuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è più, quindi, materia da &#8220;teoria del complotto&#8221; o un esperimento segreto, ma una pratica scientifica applicata in oltre 50 paesi. La tecnica principale rimane l&#8217;<strong>inseminazione delle nuvole</strong> (<em>cloud seeding</em>), evoluta rispetto ai tempi del Progetto Popeye.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti paesi investono cifre considerevoli in questi programmi per scopi civili e non bellici:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Cina:</strong> Ha il programma di modificazione meteorologica più vasto al mondo. Lo usa per pulire lo smog prima di grandi eventi (come le Olimpiadi), combattere la siccità e proteggere i raccolti dalla grandine.</li>



<li><strong>Emirati Arabi Uniti:</strong> Investono massicciamente nel <em>cloud seeding</em> per aumentare le scarse riserve idriche nel deserto, utilizzando anche droni che rilasciano cariche elettriche nelle nuvole per stimolare la pioggia.</li>



<li><strong>Stati Uniti:</strong> In stati come lo Utah o il Wyoming, viene usato regolarmente per aumentare il manto nevoso sulle montagne, garantendo più acqua dolce durante il disgelo primaverile.</li>



<li><strong>Europa:</strong> In paesi come la Francia o la Spagna (e a volte anche in Italia del Nord), si usano &#8220;cannoni antigrandine&#8221; o piccoli aerei per proteggere i vigneti dalle grandinate distruttive.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Geoingegneria</strong> oggi punta a modificare il clima dell&#8217;intero pianeta per contrastare il riscaldamento globale. Secondo molti studi scientifici, però, questa pratica della modifica climatica non è totalmente sicura. Non si conoscono i rischi legati a tali modificazioni, alle conseguenze di queste sostanze chimiche diffuse in atmosfera e il legame con eventi climatici che possono sfuggire dall previsioni causando veri e propri cataclismi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">FONTI:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.cia.gov/readingroom/document/cia-rdp68r00530a000200110022-0">https://www.cia.gov/readingroom/document/cia-rdp68r00530a000200110022-0</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.cia.gov/readingroom/docs/cia-RDP68R00530A000200110020-2.pdf">https://www.cia.gov/readingroom/docs/cia-RDP68R00530A000200110020-2.pdf</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Traduzione in italiano del rapporto (<a href="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/03/traduzione_CIA_modifica_tempo_malanova.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">.pdf</a>)</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="614" height="786" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/03/image.png" alt="" class="wp-image-11259" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/03/image.png 614w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2026/03/image-234x300.png 234w" sizes="auto, (max-width: 614px) 100vw, 614px" /></figure>
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		<title>Peter Thiel a Roma: esegeta dell&#8217;Apocalisse, predicatore dell&#8217;Anticristo</title>
		<link>https://www.malanova.info/2026/03/19/peter-thiel-a-roma-esegeta-dellapocalisse-predicatore-dellanticristo/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 12:55:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Teologia politica di un tecnocrate: Peter Thiel Dal 15 al 18 marzo, Thiel ha riunito a Roma circa 165 ospiti selezionati da tutto il mondo per una serie di seminari riservati che mescolano tecnologia, filosofia politica e teologia. L&#8217;evento si è svolto con regole rigidissime: cellulari depositati all&#8217;ingresso, regola Chatham House sulle dichiarazioni e accordi [&#8230;]</p>
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<h3 class="wp-block-heading">Teologia politica di un tecnocrate: </h3>



<h3 class="wp-block-heading">Peter Thiel</h3>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 15 al 18 marzo, Thiel ha riunito a Roma circa 165 ospiti selezionati da tutto il mondo per una serie di seminari riservati che mescolano tecnologia, filosofia politica e teologia. L&#8217;evento si è svolto con regole rigidissime: cellulari depositati all&#8217;ingresso, regola Chatham House sulle dichiarazioni e accordi di riservatezza con penali fino a 10.000 euro. Le conferenze si sono tenute a Palazzo Taverna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima dell&#8217;evento era circolata la voce di un presunto ciclo di conferenze presso l&#8217;Angelicum, la Pontificia Università San Tommaso d&#8217;Aquino, ma l&#8217;Università aveva smentito categoricamente ogni coinvolgimento. Un sacerdote e teologo gesuita, presente alle lectio, ce ne offre una sintesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Padre Antonio Spadaro ritrae il miliardario americano definendolo non solo come uomo di tecnologia e di capitale, ma come esegeta dell&#8217;Apocalisse. Le lezioni spaziano dalla teologia alla geopolitica con un richiamo molto forte a Carl Schmitt e il suo concetto di secolarizzazione del discorso teo-politico. L&#8217;orizzonte religioso, nella visione del teo-tecnocrate, viene sostanzialmente svuotato del suo contenuto di fede: ciò che conta non è il ritorno di Cristo alla fine dei tempi, ma l&#8217;identificazione dell&#8217;Anticristo come forza politica concreta. Il Vangelo diventa così uno strumento di analisi geopolitica. I termini tecnici <em><strong>katechon</strong></em><strong> ed </strong><em><strong>eschaton</strong></em>, scritturistici e teologici,vengono utilizzati come chiavi di lettura del presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Spadaro, la conclusione pratica del messaggio teo-tecnocratico è brutale: qualsiasi tentativo di regolamentare l&#8217;intelligenza artificiale, di istituire organismi di governance globale o di frenare lo sviluppo tecnologico diventa, in questo contesto, una preparazione al regno dell&#8217;Anticristo.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Chi è Peter Thiel?</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Peter Thiel</strong> (nato nel 1967 in Germania, cresciuto negli USA) è un imprenditore, investitore e pensatore politico tra i più influenti della Silicon Valley. Già co-fondatore di PayPal (1998) insieme a Elon Musk e altri, poi fondatore di Palantir Technologies, società specializzata in analisi di big data per governi e aziende. Il suo pensiero politico si ispira ad idee libertarie di destra, apertamente contrario all&#8217;establishment progressista della Silicon Valley. Una sorta di Javier Milei tecnocratico con tanto di motosega. Ha sostenuto Donald Trump nel 2016 ed è dietro all&#8217;elezione di JD Vance. È noto per posizioni provocatorie e border line sul concetto di democrazia, finanzia ricerche sull&#8217;immortalità e sostiene il programma <em>Thiel Fellowship</em> che paga giovani talenti per abbandonare il college. In sintesi una delle menti più stravaganti — e controverse — dell&#8217;ecosistema tech globale con tendenze transumaniste.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi è l&#8217;Anticristo secondo Thiel?</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Seguento il filo del commento del Padre Antonio Spataro, Thiel utilizza con una certa disinvoltura, anche se non con la medesima precisione, alcuni termini tecnici della teologia e della teologia politica: &#8220;Il primo è il <strong>katechon</strong>, che significa letteralmente «colui che trattiene». Compare soltanto due volte nella Seconda Lettera di san Paolo ai Tessalonicesi (2, 6-7), dove l’apostolo descrive una forza misteriosa che ritarda la manifestazione di quella che chiama il «mistero dell’iniquità»: cioè l’irruzione piena del male nella storia. Nel corso dei secoli, i teologi hanno identificato questa forza frenante in modi diversi: l’Impero Romano, la Chiesa, lo Stato cristiano, l’autorità legittima in quanto tale. È un concetto che ha attraversato tutta la storia del pensiero politico cristiano, da Tertulliano ad Agostino, fino al giurista tedesco Carl Schmitt nel Novecento. Il secondo concetto è l’<strong>eschaton</strong>, che indica la realtà ultima, il compimento della storia nella sua dimensione religiosa: non semplicemente la «fine» come cessazione di tutto, ma il traguardo verso cui tutta la vicenda umana si orienta nella fede cristiana.&#8221; </em> [<a href="#1">1</a>]</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le forze che frenano l&#8217;esondare dell&#8217;anarchia malvagia sembrerebbero quelle tradizionali: l&#8217;impero romano sotto Costantino, la Chiesa tradizionale e la messa tridentina, il conservatorismo su base nazionale. Dall&#8217;altra parte ci sono i tempi ultimi dell&#8217;escatologia che fanno riferimento al progressismo ecclesiale e politico, a Madre Teresa e alla Teologia della liberazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Thiel pare ribaltare i riferimenti tradizionali. Tracciando una possibile carta d&#8217;identità dell&#8217;Anticristo così si è espresso: «Nel XVII e XVIII secolo, l&#8217;Anticristo sarebbe stato un Dottor Stranamore, uno stregone che faceva un tipo di scienza malvagia e folle. Nel XXI secolo, l&#8217;Anticristo è un luddista che vuole fermare tutta la scienza. È qualcuno come Greta o Eliezer».</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, Thiel usa il termine &#8220;Anticristo&#8221; in senso metaforico per creare una categoria politico-culturale in cui inserire tutte quelle realtà e personaggi, a suo avviso, che frenano il progresso, regolamentando il potere e ponendo limiti all&#8217;innovazione e all&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella sua visione, l&#8217;Anticristo prende le forme della regolamentazione tecnologica, delle leggi e dei limiti, della governance globale e della lotta al cambiamento climatico: forze che fingerebbero di dare sicurezza ma che in realtà toglierebbero libertà ai cittadini con l&#8217;invenzione di lacci e lacciuoli. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Thiel usa il termine “Anticristo” in modo inedito: non come figura antireligiosa, che si oppone al Messia, come sempre è avvenuto nella tradizione cristiana, ma come simbolo di un potere globale che frena il progresso, limita l’innovazione e impone un controllo, un limite. Insomma, l’Anticristo per lui rappresenta tutto ciò che impedisce alla tecnologia di far avanzare il mondo senza limiti: ovviamente quel mondo dei CEO multimiliardari delle aziende informatiche. Disse in un&#8217;intervista al New York Times:</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><em><strong>“Siamo stati sulla luna nel luglio 1969.</strong></em></p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><em><strong>Woodstock è cominciato tre settimane dopo.</strong></em></p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><em><strong>Col senno di poi, è lì che il progresso si è fermato — e che hanno vinto gli hippy.”</strong></em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Il <em>katechon</em>: la tecnologia come forza salvifica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se per Carl Schmitt il katechon — il &#8220;potere che frena&#8221; l&#8217;avvento dell&#8217;Anticristo — era rappresentato da un nuovo concetto di sovranità che decide nello stato di eccezione, concetto scaturente dalla scuola del realismo politico e della teologia politica, per Thiel quel ruolo è assunto dalla dittatura algoritmica e dall&#8217;accelerazione tecnologica. La barriera contro la fine dei tempi, nella sostanza del suo messaggio, non sono le istituzioni religiose, ma le aziende tecnologiche. La proposta politica del tecnoburocrate consisterebbe, in estrema sintesi, nell&#8217;abolire ogni freno e ostacolo all’accelerazione tecnologica promuovedo altresì la frammentazione geopolitica. Non un mondo globale ma diviso in piccole nazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;La conclusione: qualsiasi tentativo di regolamentare l’intelligenza artificiale, di istituire organismi di governo globale, di porre freni allo sviluppo tecnologico, diventa — in questa griglia — una preparazione al regno dell’Anticristo. La frase di san Paolo nella Prima Lettera ai Tessalonicesi (5, 3) — «quando diranno pace e sicurezza, allora una distruzione improvvisa piomberà su di loro» — diventa per Thiel la descrizione del programma politico dei suoi nemici: tutti coloro che chiedono un ordine sovranazionale e moderazione tecnologica. È un’operazione retorica di straordinaria efficacia, e di altrettanto straordinaria ambiguità&#8221;, sintetizza il nostro osservatore. [<a href="#1">1</a>]</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo paolino serve all&#8217;oratore per dimostarare come democrazia e pace siano solo parole che possono nascondere la più crudele delle schivitù. La retorica pacifista nasconderebbe dei grandi burattinai che ivitano i popoli a stare in pace per premettere loro di meglio governare: tranquillità al posto della libertà. Un ragionamento certamente efficace, ogni realtà può essere ribaltata nel suo opposto, ma, in effetti, lo stesso finisce per sostenere una precisa visione geopolitica: la sfiducia nei confronti delle istituzioni internazionali, il sospetto verso qualsiasi forma di governo al di sopra degli stati, la preferenza per un ordine mondiale fondato sulla rivalità tra grandi potenze. Non si tratta di una posizione teologicamente neutra ma politicamente orientata. Privilegia la competizione tra realtà storico-territoriali, competizione che alla fine risponde agli interessi di fatturato di Palantir, l&#8217;azienda di Thiel, che vende tecnologie di sorveglianza e di intelligence ai governi di mezzo pianeta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il quadro ideologico e politico</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In questo quadro si innesta la sua visione messianica: gli innovatori, come lui, hanno un diritto quasi metafisico al libero esperimento, mentre chi invoca cautele normative e predica la paura è un semplice predicatore di sventura e traditore dell&#8217;umanità. Solo poco tempo fà Dario Amodei, Ceo di Anthropic, prendeva le distanze dal <a href="https://www.malanova.info/2026/03/05/dichiarazione-di-dario-amodei-sui-colloqui-con-il-dipartimento-della-guerra/">Pentagono</a> che gli chiedeva di disabilitare <a href="https://www.malanova.info/2026/02/22/intelligenza-artificiale-alcune-analisi-sul-cambiamento-che-sta-gia-accadendo/">alcune &#8220;barriere&#8221; del suo sistema</a>. Serve una deregulation tecnologica, afferma Thiel. In effetti negli ultimi decenni l&#8217;influenza anticristica dei governi, della legislazione internazionale e degli allarmismi climatici ed ambientali hanno di fatto rallentato il progresso tecnologico: &#8220;Volevamo le auto volanti, ci hanno dato 140 caratteri&#8221;, è la battuta più sagace di Thiel, utilizzata per dire che al posto di una rivoluzione tecnologica capace di trasformare la vita materiale, al posto della risoluzione di malattie mortali e della vittoria definitiva sulla problematica energetica, abbiamo ottenuto solo i social media.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La critica di fondo di Spataro</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto centrale della contro-riflessione di Spadaro è che quella del nostro tecnocrate non è teologia, ma un uso strumentale del linguaggio religioso per legittimare un programma politico ed economico ben preciso: deregolamentare la tecnologia, smantellare le istituzioni di controllo globali e concentrare un potere sovranazionale nelle mani di pochi attori privati. La profezia diventa così marketing, e l&#8217;Apocalisse un argomento contro i propri avversari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa cosa che accade quotidianamente nella geopolitica trumpiana che mette l&#8217;interesse nazionale al centro e che delegittima ogni istituzione internazionale che possa porre freno a tale interesse. Non esiste alcun diritto internazionale, nessun organismo sovranazionale, ma un ritorno agli imperi e alle sfere di influenza. Ogni regione deve avere il suo &#8216;primate&#8217; e la sua autonomia territoriale ed economica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-19 wp-block-paragraph"><strong>NOTE:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" id="1">[1] <a href="http://p/peter-thiel-predicare-lanticristo?r=3cs1cw&amp;utm_campaign=post&amp;utm_medium=web&amp;fbclid=IwY2xjawQnqQlleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFEWGNxWnJZN1ZRRGs2ZkhSc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvc8FtZT4y9FavEaZCTTIkXgk0ZQKTtNs5_mU_U1D9GB8fCYQU4QhO4Fw8sc_aem_PH9_BK7nBFCXzVPxcbDRDg&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://antoniospadaro.substack.com/</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">[2] <a href="https://legrandcontinent.eu/it/2025/07/03/il-transumanesimo-secondo-peter-thiel-lai-marte-la-geopolitica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://legrandcontinent.eu/it/2025/07/03/il-transumanesimo-secondo-peter-thiel-lai-marte-la-geopolitica/</a></p>



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		<title>InvestCloud Italy chiude Marghera: 37 lavoratori licenziati per l&#8217;IA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:09:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caso suscita scalpore in Veneto e anticipa una trasformazione epocale nel mercato del lavoro tecnologico Il 9 marzo 2026, InvestCloud Italy, con sede a Marghera (Venezia), ha avviato le pratiche per il licenziamento collettivo di tutti i suoi 37 dipendenti per cessazione dell&#8217;attività nella sede veneziana, l&#8217;unica presente in Italia. La comunicazione formale è [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Il caso suscita scalpore in Veneto e anticipa una trasformazione epocale nel mercato del lavoro tecnologico</em></strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Il 9 marzo 2026, InvestCloud Italy, con sede a Marghera (Venezia), ha avviato le pratiche per il licenziamento collettivo di tutti i suoi 37 dipendenti per cessazione dell&#8217;attività nella sede veneziana, l&#8217;unica presente in Italia. La comunicazione formale è stata inviata a Federmeccanica, alle organizzazioni sindacali e a Confindustria Veneto Est, aprendo ufficialmente la procedura di riduzione del personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il gruppo americano, le soluzioni personalizzate, Paese per Paese, hanno fatto il loro tempo e le strutture nazionali saranno progressivamente eliminate. Al loro posto si punterà su pochi centri di eccellenza globali, con una strategia basata su una accelerazione degli investimenti in soluzioni basate sull&#8217;intelligenza artificiale e un rafforzamento dell&#8217;attenzione all&#8217;innovazione replicabile e scalabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lettera di licenziamento ha lasciato sgomenti i dipendenti, che si sono riuniti in assemblea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">InvestCloud non è un nome qualsiasi nel panorama finanziario mondiale. Fondata in California nel 2010 da John Wise e Michael A. Smith, l&#8217;azienda è crescita rapidamente da startup a player globale, trasformando il modo in cui le istituzioni finanziarie gestiscono la ricchezza. Il concetto originale, come in ogni saga afferente all&#8217;american dream, fu sviluppato in un garage californiano con la visione di costruire una piattaforma che permettesse a professionisti del business, anziché a costosi programmatori, di personalizzare i software.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel febbraio 2021, InvestCloud completò una ricapitalizzazione che rivalutò l&#8217;azienda a un miliardo di dollari. Come parte dell&#8217;operazione, Motive Partners e Clearlake Capital Group integrarono due società di portafoglio — Finantix e Tegra118 — in InvestCloud, creando una piattaforma globale SaaS per soluzioni di gestione patrimoniale. Questa integrazione espanse significativamente la piattaforma a oltre 4 trilioni di dollari in asset e portò il team a oltre 900 persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel 2023, InvestCloud supportava oltre 550 clienti con più di 6,4 trilioni di dollari in asset under management e oltre 32 milioni di conti cliente in 40 Paesi. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia della sede di Marghera affonda le radici in Finantix, un&#8217;azienda nata come eccellenza tecnologica nel settore del wealth management, che venne acquisita dal gruppo californiano nel 2021.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motivo di questa drastica decisione non è una crisi finanziaria, né un calo di performance della sede italiana. <em>&#8220;La InvestCloud Italy è tutt’altro che un’azienda decotta. Il bilancio 2024, l’ultimo pubblicato, <strong>le assegna un utile netto di 501.000 euro e un fatturato di 9.941.000</strong>, in vistosa crescita rispetto al 2023 (più 63%). Osservatori qualificati riconducono a ogni addetto ricavi procapite per oltre 248.000 euro, un ottimo indicatore di produttività</em>&#8220;. (<a href="https://www.repubblica.it/economia/2026/03/12/news/licenziamenti_ia_intelligenza_artificiale_investcloud-425215681/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Repubblica</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una scelta strategica di portata globale. Il gruppo ha spiegato che il modello organizzativo utilizzato finora, basato su team distribuiti in diversi Paesi e su soluzioni adattate ai mercati locali, non è più compatibile con la nuova direzione tecnologica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella lettera alle parti sociali, InvestCloud sostiene che il suo modello aziendale &#8220;storico&#8221; non è più coerente con l&#8217;obiettivo di costruire una piattaforma tecnologica integrata centrata su strumenti di intelligenza artificiale. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;L&#8217;innovazione è stata la nostra forza trainante fin dal primo giorno, perché l&#8217;era digitale moderna lo richiede. Il mondo della finanza e della tecnologia si muove alla velocità della luce e noi sviluppiamo le nostre piattaforme verso nuovi limiti, uno dopo l&#8217;altro: sapere cosa facciamo oggi ci mantiene, noi e i nostri clienti, all&#8217;avanguardia nel futuro&#8221;.</em> (<a href="https://investcloud.com/about-us/">dal sito web aziendale</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">InvestCloud punta ora a un &#8220;riallineamento strutturale&#8221; dell&#8217;organizzazione globale, con l&#8217;obiettivo di sviluppare una piattaforma tecnologica integrata sempre più centrata sulle soluzioni di IA. Eppure, solo a gennaio, Cheryl Nash, responsabile del business APL di InvestCloud, affermava che l&#8217;intelligenza artificiale &#8220;non sostituirà i consulenti, ma solo i consulenti che non la sfruttano potrebbero essere sostituiti&#8221;, e ancora &#8220;non ho mai visto un lavoro in cui non ci fosse bisogno di connessione umana. Ma i consulenti devono davvero iniziare a sfruttare ciò che c&#8217;è là fuori dal punto di vista dell&#8217;intelligenza artificiale&#8221;. (<a href="https://www.thinkadvisor.com/2026/01/02/why-ai-should-be-advisors-best-friend-in-2026/?utm_content=364535331&amp;utm_medium=social&amp;utm_source=linkedin&amp;hss_channel=lcp-1275545">ThinkAdvisor</a>) Il risultato odierno sono 37 licenziamenti senza alcun rimpiazzo: erano tutti riottosi all&#8217;utilizzo dell&#8217;IA?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La notizia ha immediatamente scosso il mondo sindacale veneziano e nazionale, non solo per i 37 posti di lavoro persi, ma per il significato simbolico e sistemico dell&#8217;evento. <strong>Fim Cisl Venezia</strong> è stata tra le prime voci a reagire con forza. Il segretario generale Matteo Masiero ha dichiarato che &#8220;il caso InvestCloud Italy dimostra in modo pratico come la transizione tecnologica impatti pesantemente nel lavoro e oggi sempre più anche nel settore metalmeccanico, travolgendo quell&#8217;idea di giustizia sociale, tutela occupazionale e impresa locale&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Masiero ha poi sottolineato un punto cruciale per il futuro: &#8220;quando si trattano beni immateriali e servizi, i vincoli di spazio e tempo vengono meno e con essi viene messo in discussione tutto l&#8217;impianto delle tutele contrattuali, dal costo del lavoro, al salario, alle protezioni sociali. Il fatto che queste condizioni portino a una mobilità del lavoro globale ci costringe a confrontarci con modelli molto differenti da quello che conosciamo.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche <strong>Cgil e Fiom veneziane</strong> sono intervenute. I segretari Daniele Giordano e Michele Valentini hanno dichiarato che non si è di fronte soltanto a una riorganizzazione aziendale ma a <strong>&#8220;un caso emblematico che dimostra come l&#8217;intelligenza artificiale non sia affatto neutra&#8221;</strong>, sottolineando il ritardo accumulato dall&#8217;Italia e dall&#8217;Unione europea, con il rischio di una crescente dipendenza da grandi gruppi esteri che &#8220;perseguono i propri interessi strategici e industriali, non certo quelli del lavoro, dell&#8217;occupazione e del sistema produttivo italiano&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda apre interrogativi profondi anche sul piano del diritto del lavoro. Secondo la giuslavorista Claudia Ogriseg, l&#8217;intelligenza artificiale rappresenta &#8220;uno tsunami da cui stiamo cercando di proteggerci con una diga costruita da castori e nemmeno finita&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il diritto del lavoro continua ad essere basato su modelli da prima rivoluzione industriale, fondati sull&#8217;equazione tra tempo di lavoro e retribuzione. Una formula sempre meno adeguata a descrivere un&#8217;economia in cui la produzione di valore si smaterializza e si delocalizza in tempo reale e investe tutta la vita. Non esiste più una cesura netta tra tempo di lavoro e tempo di vita. Anche quando ci si rilassa a scorrere i post dei social si poduce utile per le azinde proprietarie che in cambio non ci fanno pagare un abbanamento. La furia espansiva dell&#8217;IA travolge il diritto e scompagina i parlamenti che non riescono a trovare soluzioni per arginarla. E&#8217; semplicemente troppo veloce per chiunque. Persino gli stessi sviluppatori dei modelli IA sono usciti ultimamente con articoli pubblici per mostrare un certo spiazzamento rispetto alla rapidità di miglioramento e autonomizzazione dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte delle prospettive occupazionali, il segretario Zanocco di Fim Cisl Venezia ha offerto una lettura in parte rassicurante: trattandosi di un settore con &#8220;fame di competenze informatiche&#8221; e caratterizzato da turn over sempre elevati, i dipendenti potrebbero ritrovare occupazione senza grandi difficoltà. Tuttavia, questo scenario riguarda i profili con competenze molto specializzate, mentre resta aperta la questione delle figure intermedie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso InvestCloud si inserisce in un dibattito più ampio sulla trasformazione digitale e il suo impatto sull&#8217;occupazione. Nel breve periodo, la decisione rappresenta un duro colpo per il territorio di Marghera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che accade nell&#8217;Information and Communication Technology può essere una spia di allarme anche per altri settori: call center, prenotazioni alberghiere e molte altre attività rischiano di subire ricadute enormi, con un impatto che potrebbe spazzare via un&#8217;intera fascia di lavoratori — quella con competenze intermedie — lasciando al fattore umano solo le specializzazioni più elevate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia e l&#8217;Europa, secondo i sindacati, hanno bisogno di investimenti, ricerca, infrastrutture, formazione e soprattutto di un governo pubblico dei processi di trasformazione tecnologica. Senza questa assunzione di responsabilità, dicono, si continuerà a subire decisioni prese altrove, con il lavoro che paga il prezzo più alto. Nessuno riflette sul problema, estremamente complesso, dell&#8217;antico concetto della propretà dei mezzi di produzione. Come nell&#8217;antica rivoluzione industriale, anche oggi gli strumenti più avanzati sono nelle mani di pochissimi gruppi privati globlali. Sono questi oramai a divenire direttamente anche classe politica e quindi a manovrare il complesso statale-militare-finanziario. Dall&#8217;industria aerospaziale a quella militare, dalle piattaforme finanziarie a quelle social, dalla farmaceutica alla sanità in generale, dall&#8217;IoT all&#8217;intelligenza artificiale, tutto è nelle mani della finanza internazionale che si concentra a sua volta nelle mani di pochi e mastodontici gruppi. Resistono gli ultimi burattini ideologizzati e fintamente eletti come la Meloni in Italia o la Von der Lyen in Europa o il sempre citato Mario Draghi e le lotte residue intorno alla difesa dei posti di lavoro e della costituzione. Il PD ed il Movimento 5 stelle abbaiano rabbiosamente ad ogni decreto legislativo &#8220;neo-fascista&#8221;mentre erano docili come un gattino che fa le fusa quando fu il loro momento nella responsabilità di governo. Semplice gioco delle parti. Ma tutto ciò è già travolto dal corso impetuoso e caotico della storia e solo la guerra già iniziata riuscirà, in negativo, a risolvere i conti in sospeso tra le elité globali verso la nuova forma di ordine mondiale che guiderà il nuovo dipanarsi del tempo futuro tra le macerie e la ricostruzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>InvestCloud Italy a Marghera è, in questo senso, molto più di una storia locale. È una tra le prima pagine sfogliate del libretto delle istruzioni del futuro sistema economico globale che dovremmo sbrigarci a leggere e conoscere approfonditamente.</strong> Tutto il resto del chiacchiericcio antagonsta equivale al voler rattoppare con il nastro adesivo l&#8217;abnorme falla nella diga sistemica oramai aperta.</p>



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