MILANO – Un prato trasformato in un’acampada simbolica, colorata e rivendicativa: siamo presso la Biblioteca degli Alberi (BAM), nel cuore finanziario e moderno di Milano. L’iniziativa, promossa dai ragazzi dell’Unione degli Universitari (UDU), fa ripartire con forza la protesta contro l’emergenza abitativa e l’aumento vertiginoso del costo della vita che soffoca gli studenti fuorisede e i giovani residenti.
La scelta della location non è casuale. Sotto l’ombra del Bosco Verticale e a pochi passi da piazza Gae Aulenti, la BAM è stata eletta a «simbolo della gentrificazione e dell’esclusione sociale» della Milano contemporanea.
I dati diffusi dal sindacato studentesco delineano un quadro critico. Nel mercato privato milanese, una camera singola raggiunge ormai una media di 700 euro al mese, a cui vanno aggiunte le spese per utenze, trasporti e beni di prima necessità. La situazione non migliora sul fronte del residenziale privato e delle formule di student housing, dove un singolo posto letto può arrivare a costare fino a 1.300 euro al mese.
«Non si tratta solo di affitti: sono aumentati i libri, i trasporti, le bollette e la spesa quotidiana. Oggi uno studente si trova a dover scegliere se comprare l’olio al supermercato o il testo per preparare un esame», spiegano i rappresentanti dell’UDU.
Di fronte a una condizione che rischia di compromettere il diritto costituzionale allo studio, gli studenti hanno avanzato richieste economiche ben precise:
- A livello nazionale: uno stanziamento di 2 miliardi di euro per garantire l’accesso gratuito all’istruzione universitaria.
- A livello regionale: almeno 23 milioni di euro da parte della Regione Lombardia per assicurare la copertura finanziaria totale di tutte le borse di studio per gli studenti idonei, evitando la piaga degli “idonei non beneficiari”.

A fianco degli universitari si sono schierate CGIL Lombardia e CGIL Milano. In una nota congiunta, le organizzazioni sindacali ribadiscono che «casa e studio sono diritti fondamentali che richiedono risposte pubbliche immediate, incisive e durature». Il sindacato evidenzia la necessità di incrementare la quota di edilizia residenziale universitaria pubblica per restituire vivibilità a Milano e a tutte le città universitarie della regione.
Il governo Meloni e molte amministrazioni comunali di città universitarie hanno deciso una strada diversa da quella pubblica: finanziare l’edilizia privata attraverso l’edificazione o la ristrutturazione di palazzi destinati a studentati, 20mila euro a posto letto prelevate dalle tasse dei cittadini e che andranno a gonfiare il patrimonio immobiliare privato.
Giovedì 15 Ottobre se ne parlerà anche all’Università della Calabria dove Chiara Davoli, ricercatrice e co-autrice di “Abitare in affitto. Le nuove frontiere dell’estrattivismo immobiliare”, Giulio Citroni, docente DISPeS – Unical, Rossella Gallo, consigliera comunale M5S – Sinistra per Rende e
Simone Guglielmelli de La Base – Cosenza interverraano approfondendo il tema “STUDENTATI PRIVATI, CARO AFFITTI, DIRITTO ALLA CASA”. Modera la serata Gianmaria Milicchio, segretario provinciale di Rifondazione Comunista.
Il dibattito sarà ospitato preso l’Aula P2.0 Occupata – Cubo 40C, Ponte Carrabile, Unical a testimonianza di una problematica che attanaglia lo stivale da nord a sud, con accenti e accidenti differenti ma che si snoda da una stessa domanda sostanziale di partenza: è ancora possibile vivere, studiare e costruire il proprio futuro in una città in cui il costo dell’abitare continua a crescere?


