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PDM COSENZA: LA PRECARIETÀ DELLA VITA DI FRONTE AL CONCORSONE PUBBLICO

il Padrone di Merda – Cosenza*

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo questa riflessione che è arrivata sulla posta della pagina:

“E’ solita la pubblicazione d’estate dei bandi per i concorsi pubblici che poi avranno seguito in autunno o inverno. La notizia che si riporta nel link di seguito sul concorso per la Regione Campania, ha riguardato già i bandi avvenuti negli anni passati, relativi a concorsi nazionali e regionali, e riguarderà i prossimi concorsi su tutto il territorio italiano. Questa notizia appunto mette in luce questo: la grande sproporzione tra partecipanti ai concorsi e i posti messi a disposizione. E’ inutile girarci intorno: c’è una richiesta di reddito – lavoro impressionante in Italia. Dietro questi numeri ci sta tutta la precarietà di chi decide di candidarsi: giovani diplomati e laureati che non lavorano, ma anche persone più mature che benché abbiano delle occupazioni evidentemente cercano maggiore stabilità. Ed ecco che le librerie di tutta Italia si affollano a settembre, o in altri mesi dell’anno, per acquistare i libri di preparazione per l’agognato posto pubblico. Sicuramente parliamo di posti di lavoro che hanno una loro specificità ed importanza, ma appaiono a tutti per quello che sono, posti di lavoro nella burocrazia italiana, per cui è difficile immaginare una passione travolgente nella partecipazione a questi concorsi; mentre invece è evidente l’esigenza di trovare un salario mensile. Il discorso è semplice: c’è una grande emergenza sociale in Italia, una grande ingiustizia sociale che questi numeri enormi di candidati per un ristretto numero di posti pubblici ben evidenziano. Ed allora, sapendo bene già in partenza che i posti accessibili saranno così pochi, e quindi in molti rimarranno nella situazione precedente al concorso, sarebbe bello a questo pensarsi tutti insieme come una forza collettiva, insomma discutere tra di noi candidati e non. Esistono tante forme di socialità tra di noi, forme di socialità che ci sono mancate quando eravamo nel periodo del lockdown durante l’emergenza sanitaria di qualche mese fa: dagli aperitivi alle serate del week end, dal calcetto alle vacanze. Ma bisogna pensare anche ad altre forme di aggregazione per affrontare le sfide della vita reale, che riguardano tutti noi. Inutile guardare il volo degli stormi di uccelli a fine estate per conoscere il prossimo futuro; e ben venga chi ha delle idee proprie, per cui individualmente deciderà di mettersi il proprio zaino in spalla ed affrontare nuove sfide, ma adesso sarebbe arrivata anche l’ora di farsi sentire tutti insieme, in forma collettiva! Quando i numeri della precarietà e della disoccupazione emergono in tutta la loro chiarezza nella sproporzione tra partecipanti ad un concorso pubblico e posti messi a disposizione, giochiamo a carte scoperte allora. La precarietà è presente nelle nostre vite ed i padroni di merda, che siano il capetto del call center o il presidente di Confindustria che annuncia guerra ai lavoratori, che siano i politici che annunciano tagli alle poltrone per risparmiare ma nessuno vuole tassare i ricchi per trovare davvero le risorse per sottrarci alla precarietà, hanno bisogno di qualcuno che risponda a muso duro, una bella risposta collettiva e dal basso!”

https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/posto-fisso-concorsone-Campania/

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