CONSULTA DEI BENI COMUNI: ATTORI E PROTAGONISTI ATTIVANDO NUOVI PROCESSI DI AUTOGOVERNO

L’emergenza Covid ha palesato con implacabile violenza la virulenza di scelte scellerate che a livello globale hanno teso a penalizzare i principi di giustizia sociale e di tutela dei diritti fondamentali. Dalla sanità alla giustizia, dalla scuola agli enti locali, la politica di tagli ha contribuito a costruire mattone dopo mattone insormontabili barriere all’interno delle quali siamo oramai tutti inevitabilmente ristretti.

Su più fronti, si è lavorato in maniera capillare al fine di arginare e reprimere l’idea di azione. La cattiva e faziosa informazione ha spinto strumentalmente verso forme d’individualismo e di egoismo e contestualmente ha contribuito a diffondere un disarmante senso d’impotenza che ha relegato molti nel ruolo di meri spettatori.

Adesso è giunto il tempo di ritornare a essere attori e protagonisti attivando nuovi processi di democratizzazione, capaci di redistribuire verso il basso i poteri decisionali. Per fare ciò è necessario ridare centralità alla convivenza e alla socialità, agli affetti, iniziando a imporsi come parte attiva nei progetti di cura e rigenerazione dei beni comuni della propria città e programmando percorsi che ruotano intorno all’idea di comunità, di decisione assembleare, di autogoverno. I beni comuni sono gli spazi in disuso, le piazze, i beni culturali e quei simboli cittadini troppo spesso trascurati per diverse priorità delle agende politiche.

I beni comuni sono l’acqua, i servizi pubblici di base, l’ambiente, la salute, i servizi. Beni comuni sono le città e tutti quei quartieri che attraverso la cooperazione quotidiana e costante fra chi li vive non saranno mai ghettizzati. Beni comuni sono tutti quei contesti materiali e immateriali in cui, o attraverso cui, si sprigionano la forza e la passione della cittadinanza attiva. Beni comuni sono beni di tutti, beni comuni sono l’opposto della proprietà.

Di tutto questo, si discuterà martedì 30 giugno insieme alla Consulta Beni Comuni di Rende, al Sindaco, ai rappresentanti dell’amministrazione Rendese e a tutte le associazioni e singoli cittadini interessati a cooperare al primo progetto pilota partito da pochi giorni con il riconoscimento del campo di calcio di Villaggio Europa come primo bene comune. Sarà questa la sede in cui le prime associazioni aderenti offriranno al pubblico, a partire dalle 17.30, una dimostrazione delle tante attività che si potranno svolgere in questo spazio e nell’aree limitrofe.

Dal softball al cacio, dalla pallavolo ai giochi da tavolo e ai giochi popolari l’idea è quella di partire dal gioco per progettare un percorso comune in cui la condivisione, l’abbattimento di ogni barriera sociale, sessista, culturale, razziale ed economica saranno le uniche regole.

Consulta dei Beni Comuni – Rende (CS)

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