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ACQUA BENE COMUNE. IL 22 FEBBRAIO TUTTE E TUTTI A GENOVA – RIPORTIAMO LA STELLA DELL’ACQUA A BEPPE GRILLO!

È caduta una stella dal firmamento del movimento fondato da Beppe Grillo; acciaccata, malconcia e lasciata alla deriva delle logiche politiche, la prima delle cinque stelle, quella a difesa dell’acqua pubblica, verrà simbolicamente restituita sabato 22 febbraio alle ore 11 presso l’abitazione del comico genovese in quel di S. Ilario di Genova, a seguire conferenza stampa.

A consegnarla sarà una delegazione del Forum Nazionale dei movimenti per l’acqua a nome degli oltre 26 milioni di italiani che il 12 giugno 2011 sancirono con uno straordinario voto, il NO all’asservimento dell’acqua, risorsa di vita, alle logiche del mercato.

Un dichiarato Impegno costitutivo fin dalla nascita del M5S che intendeva raccoglierne il testimone in difesa del risultato referendario, ma che, alla luce dei fatti, è stato totalmente disatteso.

Anche l’impegno di fare propria la proposta di legge presentata dal Forum, l’unica che attuerebbe interamente la volontà popolare espressa nel 2011, più volte presentata in Parlamento, e che rappresenterebbe un modello innovativo, democratico, industriale e rispettoso dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori, giace in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, sommersa da centinaia di emendamenti e dalla chiara volontà politica delle forze di maggioranza (con una sempre più evidente responsabilità da parte del M5S che ne è il latore nella persona dell’on. Federica Daga) e di minoranza, di non approvarla.

Eppure il referendum è un istituto previsto dalla nostra Costituzione ed il suo esito va quindi applicato e non “interpretato”; poteva e può non piacere ma per nessuna ragione doveva essere tradito e disatteso soprattutto da chi si è autodefinito paladino e che per questo ha raccolto molti dei voti tra coloro che si schierarono per il SI alla consultazione referendaria.

Ci sono sentenze della Corte Costituzionale, successive al referendum, che affermano chiaramente come l’esito del giugno 2011 abbia sancito che l’acqua deve essere sottratta alle logiche del mercato ma ancora oggi ad oltre 8 anni non è stata ancora varata una legge in tal senso e per contro è un continuo susseguirsi di tentativi di affossarla oltre ad aumenti tariffari accompagnati da un decadimento della qualità del servizio, causa la drastica diminuzione degli investimenti.

Ad esempio l’associazione dei gestori dei servizi idrici, Utilitalia, ha diffuso cifre assurde e sostanzialmente false, dicendo che l’approvazione della nostra legge costerebbe tra i 22 e i 25 miliardi di euro mentre il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha invece prodotto uno studio, che nessuno ha avuto l’ardire di sconfessare, dove si evince che il costo reale e certo si aggira su una cifra dieci volte inferiore, 2/2,5 miliardi spalmati in diversi anni.

La ripubblicizzazione è solo questione di volontà politica e ribadiamo come questa porterebbe a diversi benefici in termini di tariffe più eque ed effettiva realizzazione degli investimenti.

Questioni non secondarie in un periodo di ulteriore approfondimento della crisi economica e sociale e di inasprimento degli effetti dei cambiamenti climatici sulla risorsa idrica. Inoltre deve essere chiaro che per “gestione dell’acqua” non intendiamo esclusivamente la gestione del servizio idrico integrato ma un livello di pianificazione ben più ampio che garantisca la tutela della risorsa idrica in tutte le fasi del ciclo e che fondi le sue radici sul concetto di bilancio idrico, ovvero il confronto tra l’acqua di cui dispongo e l’acqua di cui ho bisogno, al netto di quella necessaria alla sopravvivenza degli ecosistemi naturali, andando a coinvolgere tutti gli usi dell’acqua, non solo quello potabile. 

La giornata di sabato si completerà nel pomeriggio con un incontro pubblico con la popolazione, le forze politiche, le istituzioni, i movimenti, le associazioni, i sindacati ecc. presso il C.A.P. di Via Albertazzi a Genova dalle 15.30 alle 18.00.

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