Via Panebianco: Comitato di Quartiere, anzi no!

Riceviamo e pubblichiamo ma commentiamo pure!

Caro consigliere comunale di maggioranza di Palazzo dei Bruzi Davide Bruno, i comitati di quartiere sono una cosa seria, strumenti di partecipazione autentica e dal basso che non possono sorgere “per volonta di”. Un comitato sorge
quando la popolazione di un territorio capisce che non può delegare a nessuno le sue sorti ma deve attivarsi per il bene del proprio Quartiere ricostruendo lentamente le relazioni umane perdute e superando l’egoismo e l’individualismo sfrenato a cui il sistema attuale ha educato tutti noi. Un comitato di quartiere non sorge per raccolgiere il consenso, non si fonda sulla delega che la cittadinanza fa ad “uno del quartiere” affinchè si faccia promotore delle istanze presso le istituzioni, Un Comitato di Quartiere è un laboratorio sociale, un percorso pedagogico che punti a far capire a tutti i cittadini che è importante prendersi cura degli spazi comuni, che si può fare anche senza candidarsi presso nessun partito anzi che è necessaria una forte Autonomia dall’Amministrazione, di qualsiasi colore essa sia. Si chiama Autogoverno o anche Democrazia Diretta. Ma per entrare compiutamente in questi due concetti non basta lo spazio di un articolo.
C’è la necessità assoluta dei Comitati di Quartiere ma che siano liberi perchè composti da liberi cittadini e cittadine. Questo è il nostro pensiero, visto che ci avete gentilmente inoltrato il comunicato era d’obbligo per noi darvi una risposta.

Cordiali Saluti
MALANOVA vostra!

 


Comunicato del Comitato di Quartiere di Via Panebianco

COSENZA – La bellezza di una città si assapora soprattutto là dove anche le periferie e le aree limitrofe abbiano la giusta riconoscenza e il giusto valore. Renzo Piano scriveva “Una città non è disegnata,semplicemente si fa da sola. Basta ascoltarla, perché la città è il riflesso di tante storie”. Nasce così l’idea del Comitato di Quartiere di Via Panebianco, che andrà ad abbracciare anche  la vicina Via Padre Giglio, per volontà del consigliere comunale di maggioranza di Palazzo dei Bruzi Davide Bruno. Un progetto concreto pensato per tutti i cittadini, per le famiglie, per i giovani, per gli anziani che vivono quotidianamente lontano dai riflettori del centro città e popolano molti dei quartieri di Cosenza da sempre dimenticati e dove degrado, abbandono e strutture fatiscenti regnano sovrani. “Puntare alla riqualificazione urbana, all’ammodernamento di edifici e di infrastrutture e dare voce alle innumerevoli istanze dei cittadini è diventata, oggi, più che mai, una priorità impellente”.Questi sono alcuni dei motivi che hanno spinto il consigliere Davide Bruno a dare vita al Comitato di Quartiere di Via Panebianco, “arteria strategica della nostra città, nodo cruciale di collegamento con la vicina Rende, quartiere ad alta densità abitativa all’interno del quale si avverte, oggi più che mai, la necessità assoluta di dare voce e spazio a istanze, bisogni e interessi della collettività. Un raccoglitore di idee e proposte da sottoporre all’attenzione dell’amministrazione comunale, un luogo dove chiunque possa farsi promotore di iniziative e progetti volti al  miglioramento dell’intera area di Via Panebianco, dal  potenziamento dei servizi, alla sicurezza dei cittadini, dallo svecchiamento di alcuni edifici, alla raccolta dei rifiuti, dall’illuminazione alla valorizzazione di tutte quelle aree oggi pressoché abbandonate, sporche e ad alto rischio per l’incolumità dei cittadini stessi. Il Comitato di Quartiere di Via Panebianco sarà la voce di tutti coloro i quali vorranno essere parte integrante di un nuovo modello di città che punti soprattutto a ridare linfa vitale a tutti quei quartieri  per troppo tempo lasciati in un una condizione di incuria e imbarbarimento. “E’ giunto il momento di cambiare rotta e pensare ad una società che sia punto di riferimento collettivo e non di nicchia, perché il benessere dei cittadini, delle famiglie, dei giovani, delle persone anziane e di coloro i quali vivono situazioni di forte difficoltà sia alla base di una istituzione concretamente civile. Non più voci inascoltate,ma cittadini pienamente attivi alla vita politica, sociale e culturale della città”.

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