Lettera aperta ai Consiglieri Regionali: “Atru ca penZione, jativi trovate na fatica”

Dalla proposta di legge depositata presso la Segreteria dell’Assemblea del Consiglio Regionale in data 9/2/2017 possiamo cogliere quali siano le vere priorità di coloro i quali avete eletto. Pare, si legge nel documento, che “nella X legislatura per i consiglieri regionali eletti e gli assessori in carica non esiste alcun sistema contributivo previdenziale essendo stato abrogato il vecchio sistema di corresponsione dei vitalizi nella precedente legislatura”.

Traduciamo. I nostri poveri consiglieri che brillano per i meriti acquisiti nella gestione della nostra Regione che notoriamente ha un tasso di disoccupazione bassissimo, una sanità al top ed un “appeal” turistico rinomato,  rischiano di non avere un vitalizio al termine del mandato. S’hannu i ji a trovà na fatica!

Per questo motivo i vostri rappresentanti, di centro, di “sinistra” e di destra,

1

ansiosi di mettere una pezza a questa palese ingiustizia e tutelare gli interessi degli starti più poveri della cittadinanza calabra, hanno deciso di presentare una proposta di legge che prevede un aggravio per i cittadini contribuenti di 562.795,20 € annui.

2

Non contenti della cospicua pensioncina che scatta ai 65 anni di età per soli 5 anni di “lavoro” e di sudore hanno pensato bene di inserire anche un assegno di fine mandato per una spesa di soli 101.062,20 € annui che, ci confortano, partirà solo dalla XI legislatura. Ovviamente per la pensione e la liquidazione è prevista la reversibilità per i familiari.

3

Questa è la guerra che vogliamo documentare, la strage dei diritti del popolo del Mondo di Sotto  perpetrata a vantaggio dei pochi esponenti (è il caso di dire dei pochi eletti) del Mondo di Sopra. Gli abitanti del Mondo sottaneo infatti devono per legge lavorare duramente per 45 anni ed avere un’età che va dai 68 ai quasi 70 anni per sperare in una misera pensioncina. D’altronde si sa, c’è la crisi del sistema pensionistico.  Altra legge nel Mondo iperuranio dove la crisi non attanaglia le vite degli eletti e dove basta prendere qualche migliaio di voti e far finta di recarsi di tanto in tanto presso la cittadella regionale per risolvere il dilemma di una vecchiaia serena.

Malanova vostra!

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