Ultrà: Cosenza ancora una volta laboratorio repressivo. Lunedì tutti in Piazza dei Bruzi

“Anni 80” e Curva Sud criticano aspramente la scelta delle istituzioni di erigere barriere lungo tutto il perimetro dello stadio. Lunedì 12 alle ore 15:00 protesta in piazza dei Bruzi.

COMUNICATO CURVA SUD

Apprendiamo dalla carta stampata la tipologia dei lavori di adeguamento che interesserà lo stadio Marulla. Da anni si paventano lavori di ristrutturazione, ammodernamento degli spalti, sistemazione del Del Morgine e sistemazione dei servizi. Lavori mai iniziati, ma forse mai ideati. L’estate 2016 ha portato consiglio, il Marulla per renderlo più sicuro ci sarà bisogno di una rete metallica di 2.20 che divida gli spalti dal terreno di gioco, con conseguenza che la stessa capienza dell’impianto sportivo verrebbe ridotta dagli attuali 24.000 spettatori a 18.000, per via della realizzazione delle vie di fuga che prevede l’eliminazione dei primi due gradoni. Senza parlare della compromessa visibilità, per via della griglia metallica, dell’evento sportivo, già messa a dura prova dalla pista ciclabile presente tutt’intorno il terreno di gioco. Ci chiediamo: come mai non si è previsto di chiudere il fossato? Come mai solo adesso,dopo anni di richieste di adeguamento? Possibile che non ci sono altre soluzione per risolvere tale problematica? e come mai in tutti gli stadi vengono tolte le barriere e a Cosenza, come a Roma vengono erette? Questa storia non ci piace proprio. Il nostro stadio sembra già un carcere per via di leggi inutili contro il movimento ultras. Tornelli, telecamere, biglietti nominali, tessere del tifoso , e le assurde discrezionalità di prefettura e questura sono tutti provvedimenti che non fanno altro che allontanare la gente dallo stadio, sono stati imposti sulla pelle di tanti di noi ma questa storia delle barriere è l’ennesima assurdità. Sembra molto un accozzaglia tra inadempienze comunali e discrezionalità di prefettura e questura che vanno assolutamente in controtendenza con le disposizioni nazionali, Cosenza ancora una volta si dimostra laboratorio repressivo. NON INTENDIAMO TACERE SU QUESTO ENNESIMO TENTATIVO DI LIMITARE LA NOSTRA LIBERTA’. L’unico intervento irrimandabile, da parte dell’Amministrazione Comunale, DOVEVA essere quello di ELIMINARE le barriere architettoniche presenti in tutto lo stadio, che rendono inaccessibile i settori ai disabili. Invitiamo tutto coloro che sono cresciuti sui gradoni del Marulla a prendere posizione e scendere in piazza con noi LUNEDI 12 SETTEMBRE ALLE ORE 15.00 A PIAZZA DEI BRUZI per chiedere conto all’amministrazione comunale di queste scelte scellerate. CONTRO OGNI BARRIERA. LO STADIO E’ DI CHI LO VIVE.

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COMUNICATO “ANNI 80”

Stadi senza barriere? Sì, ma non a CosenzaSolo pochi giorni fa portavamo alla ribalta la scellerata idea degli organi preposti di Prefettura e Questura cosentina, con il colpevole consenso del Comune di Cosenza, di realizzare una rete divisoria tra spalti e campo da gioco dell’altezza di oltre 2 metri. Il tutto contro ogni buon senso e seguendo l’esatto opposto dell’andazzo verso cui si stanno dirigendo vari stadi italiani, seguendo la normativa UEFA per gli stadi senza barriere, adottata oramai in moltissime città dalla Serie A alla Serie D. La normativa prevede, testualmente: “interventi di carattere strutturale finalizzati all’abbattimento di tutte le barriere tra il pubblico ed il terreno di gioco nonché tra i settori” ed i separatori stessi tra campo e spalti dovranno essere di 1,10 metri di altezza, con la possibilità, si noti bene la possibilità, di essere innalzati fino a 2,20 metri in caso di partite considerate a rischio. Il Comune di Cosenza, invece, non avendo fondi necessari a montare tali tipi di paratie mobili, ha acconsentito al montaggio di una orripilante rete fissa di 2,20 metri, all’interno dell’attuale parapetto che delimita il fossato dello stadio San Vito-Marulla, creando di fatto una vera e propria gabbia e togliendo visibilità a gran parte della Tribuna A, nonché degli altri settori dello stadio. Questa ferrea volontà della Pubblica Sicurezza di costringere i tifosi cosentini in un serraglio, questa totale mancanza di fiducia nella maturità del pubblico bruzio, che costringerebbe a tali ed oscene misure coercitive, non appare giustificata in alcun modo dalla recente storia che non vede problemi all’interno del campo di gioco da anni ed anni ed oltretutto stride con quanto da più parti propugnato, ovvero di voler rendere più abitabile il vetusto San Vito-Marulla per riportare quella larga fetta di pubblico che oramai preferisce stare a casa e vedere la TV, piuttosto che sedere sui freddi ed angusti gradoni del nostro stadio. Infine tale scelta crea una pericolosissima inferriata interna al campo, che ricorda tristemente le balaustre colpevoli dei peggiori fatti di sangue avvenuti negli stadi mondiali, basti pensare all’Heysel o ad Hillsborough. Reiteriamo nella nostra vigorosa richiesta di bloccare l’installazione di tale rete divisoria, antiestetica, antidiluviana ed anacronistica e siamo pronti ad attuare ogni forma di protesta a noi possibile, fino alla più dolorosa ed estrema per chi vive questa vita: disertare i gradoni del San Vito-Marulla, perché più importante della mera partita di calcio vi è la nostra dignità, di persone, di tifosi, di ultras.

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