Cosenza aperta e solidale

Villaggio globale, web 2.0, Globalizzazione, Terrore, Guerra e Crisi. Queste le parole che tentano di descrivere la realta’ frammentata e contraddittoria di un mondo che diventa sempre piu’ piccolo ed interconnesso.

Mentre i media soffiano sul fuoco della paura e dell’ignoranza dividendo le persone tra buoni e cattivi, tra italiani e stranieri, da una piccola piazza al centro di Cosenza parte un altro messaggio: il mondo si dovrebbe suddividere piuttosto tra poveri e ricchi, tra sfruttati e sfruttatori.

Ci chiediamo: perche’ la polizia presidia una piazza dove ci sono solo alcune persone che manifestano con qualche tenda ed un gazebo il loro disagio? Perche’ si denunciano, si multano ed addirittura si caricano i cittadini che per esprimere la loro solidarieta’ provano simbolicamente a rimontare alcune delle tende smontate con la forza?

In tutta onesta’ non possiamo che denunciare la cattiva gestione della vicenda da parte delle istituzioni statali e delle forze dell’ordine.

In piazza non si svolgeva una manifestazione violenta. In piazza c’erano i movimenti e semplici cittadini, i volontari delle associazioni e di altre realta’ sociali riuniti per far emergere, in questo caso, le contraddizioni del sistema di accoglienza con i suoi tratti delinquenziali e speculativi oltre che il disagio vissuto da alcuni migranti che e’ uguale a quello di tanti concittadini residenti nei quartieri della citta’. Tutti riuniti contro un sistema che sfrutta ed emargina le masse popolari a vantaggio esclusivo di quella minoranza (l’1%) che nel mondo e’ rappresentata dalla classe politica, finanziaria ed industriale.

Non sono i poveri che generano la poverta’ ma gli speculatori in doppiopetto che con un click hanno la possibilita’ di spostare virtualmente masse enormi di capitali da un prodotto finanziario ad un altro, da una borsa ad un’altra decretando la richezza di qualcuno e l’impoverimento di tanti altri. Per questo motivo suggeriamo alle forze dell’ordine che l’unica piazza da sorvegliare e sgomberare e’ Piazza Affari a Milano. Ma sappiamo gia’ che questo suggerimento non verra’ raccolto.

Per questo motivo, ancora una volta, ci appelliamo ai cosentini affinche’ non si lascino irretire dai facili slogan coniati dalle menti xenofobe e razziste di qualche dirigente politico in cerca di voti o dalle semplificazioni dei media al soldo delle classi sfruttatrici. Il problema non sono qualche migliaia di migranti in fuga dalle guerre coloniali dell’impero neoliberale. Non c’e’ differenza di colore, razza e nazionalita’ tra gli emarginati. Non ci salveremo attraverso una guerra tra poveri ma solo attraverso il ribaltamento di questo sistema che genera emergenze per governare, mostri per terrorizzare, bisogno per ricattare, clientele per controllare.

In questi giorni, in continuita’ con la storia della nostra citta’, siamo scesi in piazza tutti insieme per riprenderci i nostri spazi, le nostre piazze, i nostri quartieri e per lottare per i diritti di tutti e di tutte senza distinzioni!”

Prendocasa Cosenza, Casa dei Diritti Sociali, Ass. San Pancrazio, Coop Strade di casa, Emergency Cosenza, Coop. Otra Vez, Il Filo di Sophia, Ass. La Kasbah, Auser territoriale Cosenza, Ambulatorio medico senza confini Auser, Cosenza in Comune, USB Cosenza, Rifondazione Comunista, Flc CGIL

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: