Rompiamo il silenzio elettorale, report della giornata

Mentre ieri, sabato 4 giugno, i potenziali nuovi amministra-depredatori di Cosenza sedevano nelle proprie sedi elettorali per fare la conta dei voti, per capire quanto gli era costata questa prima fase di campagna elettorale, per contare quanto avevano dovuto sborsare per conservare i propri bacini di clientela, crearne di nuovi ed evitare che i vecchi si vendessero ad un diverso/migliore offerente;

mentre già i capoccioni del Pd e i F.lli Gentile disegnano nuove alleanze tattiche che possano garantirgli altre prospettive in caso le cose al primo turno non andassero come immaginavano (tutti e tre hanno più volte affermato di riuscire a vincere senza ricorrere al ballottagio, alla faccia del realismo politico);

mentre i manovali di Occhiuto, Paolini e Guccione continuano nel loro sporco gioco di compravendita, promesse, ricatti per accaparrarsi i voti degli indecisi, o per garantirsi quello degli inaffidabili;

mentre in ogni luogo di lavoro i lavoratori e le loro famiglie diventano merce di scambio, e persino nelle cliniche e negli ospedali stessa sorte tocca agli sprovveduti pazienti che hanno avuto la sola colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato;

Prendocasa ha preso la parola, rompendo il silenzio pre-voto, attraverso le pratiche militanti che lo contraddistinguono e non limitandosi a sterili prese di posizioni su tastiera (facile dietro una scrivania additarsi come rivoluzionario super-micidiale senza aver mai messo le mani nella merda delle contraddizioni sociali), scendendo per le strade di Cosenza, fianco a fianco con i cosentini autoctoni e migranti che compongono il comitato di lotta, per ribadire con forza la sua incompatibilità con gli attuali schemi politici e la sua irrappresentabilità. La giornata di mobilitazione ha avuto inizio nel primo pomeriggio col sanzionamento simbolico di 5 palazzi del centro città. Palazzi pubblici e privati che potrebbero soddisfare il bisogno di un tetto per centinaia di persone e che invece vengono lasciati appositamente vuoti, (magari oggetto di speculazioni finanziarie) piuttosto che essere fittate a prezzi calmierati o requisiti dal comune, col chiaro intento, da un lato, di mantenere alto il canone degli affitti ai palazzinari, e dall’altro garantire le rendite agli amici che sull’emegenza abitativa hanno costruito intere fortune economiche.

Mentre in questa campagna elettorale  i tre maggiori candidati hanno passato più tempo a scannarsi a vicenda, insultandosi e facendo a gara a presentarsi come l’uomo più onesto dell’altro, facendo finta di scordarsi di essere gli uomini citati dai pentiti nei verbali dei magistrati, o di essere gli inquisiti per rimborsopoli, e cercando di  annebbiare le menti dei votanti con le loro favolette sulla metropolitana, sul nuovo ospedale e sui nuovi appalti per opere di riammodrenamento urbano, Prendocasa ha simbolicamente occupato il cantiere per la costruzione del ponte di Calatrava. Un’opera, dal costo di qualche milioncino di euri, urbanisticamente inutile che è la dimostrazione evidente di come vengano sperperati i soldi per il solo interesse di favorare i partiti del cemento e per aprire la strada a nuovi speculazioni immobiliarie nella zona est di Cosenza.

Con le azioni di ieri abbiamo solo voluto fare i nostri auguri alla prossima amministrazione bruzia. Dimostrare che al di là della campagna elettorale e del consiglio eletto, esiste in maniera ben definita e strutturata sul territorio di Cosenza, una cosciente opposizione politica che si chiama Prendocasa e che da anni, senza alcun interesse economico o materiale si sostituisce alle amministrazioni nel garantire tutta una serie di diritti negati a sempre più ampie fasce sociali.

PD, Cinghiali, Padroni delle cliniche, Palazzinari, amici degli amici, sempre al nostro posto ci troverete.

Con Vittorio nel cuore

di seguito video e foto della giornata

 

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