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	<title>DECIDIAMO NOI Archivi | MALANOVA</title>
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	<title>DECIDIAMO NOI Archivi | MALANOVA</title>
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		<title>OGGI È LA GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE. DIFFONDIAMO LA SOLIDARIETÀ EUROPEA PER UNA POLITICA DI SALUTE PUBBLICA E UNIVERSALE!</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/04/07/oggi-e-la-giornata-mondiale-della-salute-diffondiamo-la-solidarieta-europea-per-una-politica-di-salute-pubblica-e-universale/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2020 09:05:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le politiche di austerità adottate dai paesi europei e dall’Unione Europea (UE) in tutti questi anni stanno mettendo a dura prova i nostri sistemi sanitari e tutti servizi pubblici ciò nonostante il coraggio e la dedizione di cui fanno prova i medici e tutto il personale sanitario. Noi esigiamo che la lezione che deriva da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le politiche di austerità adottate dai paesi europei e dall’Unione Europea (UE) in tutti questi anni stanno mettendo a dura prova i nostri sistemi sanitari e tutti servizi pubblici ciò nonostante il coraggio e la dedizione di cui fanno prova i medici e tutto il personale sanitario. Noi esigiamo che la lezione che deriva da questa crisi siano tratte fin da ora. La salute non è un costo ma una risorsa e un investimento, la salute non è una merce.<br>L’Unione Europea può ancora superare questa crisi cambiando radicalmente il suo orientamento.</p>



<p>L’Unione Europea non può più dipendere dalle direttive della Commissione Europea e del Consiglio dei Ministri o ancora da quelle della Banca Centrale e del Fondo Monetario Internazionale che l’hanno ridotta ad essere un ente di controllo economico, imponendo misure di austerità a vantaggio della finanza e delle industrie internazionali.</p>



<p>L’Unione Europea deve diventare una realtà politica capace di organizzare la solidarietà sociale con dei servizi pubblici forti in grado di proteggere le popolazioni dai rischi per la salute e dalla povertà e di garantirne l’accesso e le opportunità a tutti i cittadini. Il Parlamento Europeo, in rappresentanza dei popoli, deve avere un ruolo preponderante.</p>



<p>Solo cosi l’Europa politica e sociale avrà un avvenire.<br>Facciamo appello alla solidarietà tra i popoli, alla coscienza del destino comune, all’abolizione delle frontiere, alla nostra umanità.</p>



<p>Per l’Europa esigiamo un servizio pubblico di salute solidale e universalistico, accessibile a tutti e a tutte, su tutto il territorio.</p>



<p>Il 7 aprile è la giornata mondiale per la salute:</p>



<p>Vi invitiamo a manifestare il vostro sostegno “diffondendo la solidarietà, non il virus” con un’azione “striscione bianco” il 7 aprile:<br><strong>1.</strong> Appendete il vostro messaggio su uno striscione o su un cartello in un posto visibile<br><strong>2.</strong> Fatevi la foto/video con i vostri messaggi<br><strong>3.</strong> Condivideteli sui social con l’hashtag <a href="https://www.facebook.com/hashtag/health4all?source=feed_text&amp;epa=HASHTAG&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARDYdHtizvDRPZdkXJ92_9j4sYk4NFKwclrg54VPwDAwuXc5X1uzU_yPqu_lq5km5pj5qcV0JbUuUDUYdns6DcI0WEGH97iSNsBpv02Xd-pZmTGtbpCeKSxtF019-YUbEUsLYXKv6WIjcTcu2Cu-Hq-1lXpYZPNh_yZicjF-iRfARsfjswHREPDR5EHAm0InRGuwtxt-Ss8VX7JQEMZMZilRq6JkKoAxu4DICSllfBaJHPrGhEGT507UNQBVk_fFp9zKiZ5Y4CxoAyf_xiVNcYmCuEbauocxB5qSbMdbm5DKqVpCresdUJ8pB0uXP1ZXtWHCocPSlDgBiorggPWcdvy2jKkS&amp;__tn__=%2ANK-R">#health4all</a> <a href="https://www.facebook.com/hashtag/salutepertutti?source=feed_text&amp;epa=HASHTAG&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARDYdHtizvDRPZdkXJ92_9j4sYk4NFKwclrg54VPwDAwuXc5X1uzU_yPqu_lq5km5pj5qcV0JbUuUDUYdns6DcI0WEGH97iSNsBpv02Xd-pZmTGtbpCeKSxtF019-YUbEUsLYXKv6WIjcTcu2Cu-Hq-1lXpYZPNh_yZicjF-iRfARsfjswHREPDR5EHAm0InRGuwtxt-Ss8VX7JQEMZMZilRq6JkKoAxu4DICSllfBaJHPrGhEGT507UNQBVk_fFp9zKiZ5Y4CxoAyf_xiVNcYmCuEbauocxB5qSbMdbm5DKqVpCresdUJ8pB0uXP1ZXtWHCocPSlDgBiorggPWcdvy2jKkS&amp;__tn__=%2ANK-R">#salutepertutti</a> indirizzateli anche ai vostri rappresentanti istituzionali<br><strong>4. </strong>Sulla carta interattiva <a rel="noreferrer noopener" href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fbit.ly%2FAgir4Health%3Ffbclid%3DIwAR1hgSihUEHBnOr9uXZpSZDoxzFSLMlTl-WAXpxSscBL07F1OZQhqcNvbYM&amp;h=AT0rEJfY5FafD2qZLxBor0BRlL1_mWRavwomqgtjPmdRxm_INHa3M1na3DblSeFkqpYr7DtXnEDfBeipkCiJvHls0kp07JXUiuxtU3d41s8PIOyok65YLJxa9Vko3GNcNhNC9UrdTFeCNiI8crNzcBzDriXr-6JWzmmmJHgXC7fEfMjPGuUgWAsFdCZXz1pWZI8rhX0kUEyp8rqOt4hTAWUHozhQvoiuXN0nXZlVU01kplg2h8Ucizug4-OYbR7s5OXvtcCulSXmI5SO1tBIgwZcvDNljMgj9OAYn2ZZd9yiZfie3RRqqcSN0lmHRpjBNU1f_OeCoHHiHiWNCq6_KwFzxeRuQ37cGVw0al2uQCyPYM5XyivsK9P-FVYNCFIkDdy-BiySfzdw0l3_a6a7Q9w4Z3O-VJ5Ga5A0zjMMxNe0XyEbfDMxqHTybhcVbgqFZ2G-tkQfaKYLhTgZgNX1WwTVMW7eIyyV17FV58-VE6VBGcf_q0DPMY309HgwYYd86XtlW6zFP6ctJF2e-VfW53-dv74sAVw7RfEaR_1Xm0j7s1VKY7WpN8nWAQZwdBZuUJtvNjszv-5Fd0AVA5AuDqYOLvecalWzJAGnREI_SLopJYaa6kjOsQA9I6KbVlS2BS51YDS9" target="_blank">bit.ly/Agir4Health</a><br>(Come fare? Seguire la linea della carta interattiva- scrivete l’indirizzo della vostra localizzazione-cliccate su “aggiungete sulla carta”- inserite una foto o un video)</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>CARIATI (CS). LE LAMPARE BJC: (ENNESIMO) APPELLO PER IL DIRITTO ALLA SANITÀ E PER LA RIAPERTURA DELL&#8217;OSPEDALE DI CARIATI</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/04/06/cariati-cs-le-lampare-bjc-ennesimo-appello-per-il-diritto-alla-sanita-e-per-la-riapertura-dellospedale-di-cariati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 17:52:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lanciamo un ennesimo appello a tutte le Istituzioni del Territorio, al Tavolo Permanente Dei Sindaci, ai Partiti di ogni area politica, Organizzazioni e Associazioni operanti su tutto il territorio della fascia jonica. Bisogna agire subito affinché si percorrano tutte le strade per riformare e riorganizzare tutta la rete Territoriale Sanitaria Pubblica Calabrese e, così, garantire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lanciamo un ennesimo appello a tutte le Istituzioni del Territorio, al Tavolo Permanente Dei Sindaci, ai Partiti di ogni area politica, Organizzazioni e Associazioni operanti su tutto il territorio della fascia jonica.</p>



<p>Bisogna agire subito affinché si percorrano tutte le strade per riformare e riorganizzare tutta la rete Territoriale Sanitaria Pubblica Calabrese e, così, garantire gli stessi standard dei cittadini del resto d&#8217;Italia.</p>



<p>Non vogliamo più essere considerati cittadini di serie B e vogliamo anche Noi una Sanità Pubblica degna di un Paese civile e democratico.</p>



<p>Inoltre, riprendiamo e facciamo nostro lo sfogo del Sindaco di Trebisacce Mundo rivolto principalmente alla Presidente Jole Santelli: &#8220;<em>Sono più settimane che sto chiedendo e sollecitando un incontro con la Regione per la riorganizzazione delle rete ospedaliera e attivazione dei servizi sanitari, non solo per fronteggiare l’emergenza COVID-19, ma anche per cercare di ripristinare la funzionalità degli ospedali e garantire anche le emergenze-urgenze ordinarie. Purtroppo i cittadini del territorio si ammalano e muoiono anche per altre patologie e non solo per il corona virus</em>”.</p>



<p>Il 28 marzo Filomena Greco, invece, con un comunicato asseriva: &#8220;<em>Superato questo gravissimo periodo di emergenza che sta mettendo purtroppo in ginocchio tutto il Paese insieme al resto del mondo dovremo sicuramente portare all’attenzione nazionale, delle istituzioni ma anche dell’opinione pubblica, l’assurdità intollerabile ed inaccettabile di quanto accaduto negli ultimi dieci anni con la chiusura, del tutto immotivata, dell’Ospedale Civile Vittorio Cosentino</em>”.</p>



<p>Ci chiediamo come tanti cittadini se non sia più opportuno OGGI fare tutti gli sforzi possibili per rilanciare la questione e non capiamo, a tal proposito, quale potrebbe essere il vantaggio per Cariati nell&#8217;aspettare la fine dell&#8217;emergenza Covid e quali siano i piani che si vorrebbero attuare</p>



<p>&#8220;superata&#8221; questa fase, specie se si ha reale contezza che, qui nella Sibaritide, siamo in emergenza sanitaria da dieci anni.</p>



<p>Se non si prova a smuovere la Regione oggi, nel momento in cui il Ministero Della Salute è in procinto di avviare la Fase 2, e a battere i pugni sui tavoli, a tessere rapporti nel caso, cosa ci sarà di meglio in questo presunto &#8211; &#8220;dopo l&#8217;emergenza&#8221; &#8211; da poter fare? Forse si pensa a qualche manifestazione di popolo?</p>



<p>Benissimo far sentire il popolo protagonista (&#8230;), ma lo si può fare anche senza tirarlo dalla giacchetta come parapetto per queste adunate che, dopo, chissà quando, non serviranno.</p>



<p>Oppure ci si potrebbe trovare di nuovo con il popolo in strada e con qualcuno che chiede poi scusa, questa volta alla Santelli, per qualche fischietto non tanto gradito ai vertici regionali?</p>



<p>Speriamo di no.</p>



<p>Non capendo cosa si vuole fare oltre all&#8217;attendere e non capendo cosa si ha in mente per un ipotetico dopo, chiediamo all’amministrazione comunale di Cariati, senza alcuna polemica e scongiurando, almeno per questa volta, i soliti attacchi di infimo livello sponsorizzati da chi dovrebbe dare l’esempio, cosa s&#8217;intende aspettare e con quali idee poi!</p>



<p>Ribadiamo che il tempo è prezioso e non va sprecato, nell’attesa di un miracolo, bisogna agire!</p>



<p>Vogliamo La Riapertura Dell&#8217;Ospedale di Cariati!</p>



<p><strong><em>Movimento Le Lampare BJC</em></strong> &#8211; <strong><em>Cariati (CS)</em></strong></p>
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		<item>
		<title>PER UN PATTO D&#8217;AZIONE. MOZIONE FINALE ASSEMBLEA 2 APRILE</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/04/06/per-un-patto-dazione-mozione-finale-assemblea-2-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 17:33:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[LAVORO E CAPITALE]]></category>
		<category><![CDATA[SINDEMIA]]></category>
		<category><![CDATA[DECIDIAMO NOI]]></category>
		<category><![CDATA[LAVORO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’assemblea virtuale nazionale di giovedì 2 aprile, partecipata da oltre 150 persone a nome di diecine di organizzazioni politiche, sindacali e sociali, si è confrontata in maniera ampia e articolata sui temi posti all’ordine del giorno con l&#8217;appello lanciato dal SI Cobas, e sulle implicazioni drammatiche dell’emergenza sanitaria ed economica connessa alla pandemia mondiale di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’assemblea virtuale nazionale di giovedì 2 aprile, partecipata da oltre <strong>150 persone a nome di diecine di organizzazioni politiche, sindacali e sociali</strong>, si è confrontata in maniera ampia e articolata sui temi posti all’ordine del giorno con l&#8217;<strong>appello lanciato dal SI Cobas</strong>, e sulle implicazioni drammatiche dell’emergenza sanitaria ed economica connessa alla pandemia mondiale di CoViD-19.</p>



<p>Questa pandemia mette a nudo la crisi rovinosa che sta attraversando ogni aspetto del dominio capitalistico; dal processo di impoverimento al quale ampi strati della classe lavoratrice e masse povere stanno andando incontro (solo in Europa le stesse fonti istituzionali prospettano 25 milioni di nuovi disoccupati e 35 milioni di persone costrette a vivere sotto la soglia di povertà) al tentativo di governi e padroni di occultare le loro responsabilità storiche nell’aver determinato la crisi sanitaria globale.</p>



<p>Quale che sia la ricetta che i governanti europei adotteranno nel breve-medio periodo (sia essa fondata sui Coronabond o su un Mes riveduto e corretto, per non parlare delle altrettanto nefaste ipotesi di recrudescenze nazionaliste e protezionistiche), l&#8217;esito sarà sempre lo stesso: farci pagare il costo di questa crisi ancora una volta sulle spalle (e sulla pelle) dei proletari.</p>



<p>Questo stato di cose è foriero di grandi esplosioni di malcontento e di protesta, e richiama la necessità di porre con forza all&#8217;attenzione dei lavoratori e degli oppressi la necessità oggettiva e immediata del superamento su scala internazionale del sistema di sfruttamento capitalistico.</p>



<p>L&#8217;indicazione da cui partire è quella che abbiamo visto esprimersi in queste settimane: da un lato la spinta delle proteste che migliaia di lavoratori, anche spontaneamente sia in Italia che in altri paesi del mondo, hanno legittimamente portato avanti pretendendo la chiusura delle aziende non essenziali – produttive e non – affinché la salute venisse prima dei profitti e affinché tutti potessero “restare a casa a salario pieno”, e che ha trovato una traduzione concreta nelle campagne di astensione come quelle portate avanti da SI Cobas e Adl Cobas nella logistica (che in queste ore si sta traducendo nella definizione di accordi e Protocolli sulla sicurezza tesi a ridurre sensibilmente le attività e a garantire una copertura salariale prossima al 100% anche attraverso l&#8217;anticipo di FIS e Cigs); dall&#8217;altro i crescenti segnali di malcontento dell&#8217;esercito di lavoratori e lavoratrici con mille contratti non coperti da ammortizzatori sociali, lavoratori e lavoratrici a nero, occupati e occupate non garantiti, disoccupati e disoccupate che – soprattutto, ma non solo, al Sud – rivendicano un salario e un reddito per poter campare, senza cui è difficile “poter restare a casa”.</p>



<p>I tantissimi contributi, che sicuramente necessiteranno di ulteriori momenti di confronto, hanno in larghissima parte registrato una sostanziale convergenza di contenuti, e manifestato l&#8217;urgenza e la necessità di un&#8217;unità d&#8217;azione – dal terreno dell&#8217;agitazione fino a quello delle iniziative di lotta – partendo dalla condivisione di alcune rivendicazioni unificanti da diffondere nei luoghi di lavoro e sui territori.</p>



<p><strong>1.</strong> I costi della pandemia siano pagati dai padroni. Imporre una patrimoniale del 10% sul 10% più ricco della popolazione per recuperare almeno 400 miliardi di euro;</p>



<p><strong>2.</strong> Diritto di stare a casa a salario pieno fino al termine della pandemia, per tutti i lavoratori e le lavoratrici operanti in settori e servizi non essenziali: la nostra salute vale più dei loro profitti;</p>



<p><strong>3.</strong> Prevenzione straordinaria, con garanzia del tampone per tutti i proletari, a partire da quelli obbligati a lavorare in queste settimane soprattutto la popolazione sanitaria;</p>



<p><strong>4.</strong> Piano di assunzione di nuovo personale sanitario: scorrimento degli idonei e delle idonee nelle graduatorie pubbliche e stabilizzazione dei precari e delle precarie, per garantire anche l&#8217;abbattimento dei turni di lavoro e le ferie bloccate;</p>



<p><strong>5.</strong> Immediata estensione del Reddito di Cittadinanza. Senza vincoli e con un aumento degli importi tale da garantire a tutti un salario e un reddito per poter campare e nella prospettiva della riduzione drastica e generalizzata dell&#8217;orario di lavoro a parità di salario, affinché possano &#8220;lavorare tutti e lavorare meno&#8221;;</p>



<p><strong>6.</strong> Garantire la libertà di sciopero e l&#8217;agibilità sindacale: fino a quando si lavora si ha il diritto di scioperare;</p>



<p><strong>7.</strong> Regolarizzazione e sanatoria per tutti gli immigrati, a partire dalle migliaia di “irregolari” del settore bracciantile grazie ai quali è tuttora possibile garantire all&#8217;intera popolazione l’approvvigionamento di beni alimentari di prima necessità;</p>



<p><strong>8. </strong>Requisizione immediata di tutte le cliniche private, anche oltre l&#8217;emergenza, e di tutte le strutture per riconfermare tutti i servizi sanitari territoriali distrutti;</p>



<p><strong>9.</strong> Blocco immediato degli affitti e dei mutui sulla prima casa, così come di tutte le utenze (luce, acqua, gas, internet) e blocco a tempo indeterminato di tutte le occupazioni a scopo abitativo;</p>



<p><strong>10.</strong> Sospensione delle misure restrittive &#8211; a conclusione dell&#8217;emergenza &#8211; per reprimere scioperi, mobilitazioni e manifestazioni; contro i Decreti-sicurezza e contro ogni ipotesi di militarizzazione ulteriore dei territori e dei luoghi di lavoro.</p>



<p><strong>11.</strong> Sospensione di qualsiasi progetto di &#8220;Autonomia differenziata&#8221;. Che si dimostra essere una penalizzazione per i proletari ei lavoratori del Sud, che replica il fallimentare modello di gestione regionale ed ha contribuito all’emergenza odierna;</p>



<p><strong>12.</strong> Drastico e definitivo taglio alle spese militari (un F35 equivale a 7113 respiratori), alle grandi opere inutili e dannose (quali TAV, TAP, Muos) e chiusura di tutti i siti e le aziende inquinanti (ILVA ecc&#8230;)</p>



<p><strong>13.</strong> Amnistia e misure alternative per garantire la salute di tutti i detenuti e di tutte le detenute;</p>



<p>L&#8217;assemblea, pur a ribadendo la necessità di essere responsabili innanzitutto verso la nostra salute, condivide la necessità di riconvocarsi nelle prossime settimane, aggiornandosi entro il 13 di questo mese, e da subito verificherà la possibilità di costruire – nelle forme e nelle condizioni che verranno ritenute praticabili e più efficaci – iniziative con questi contenuti per tutta la settimana dal 25 aprile al 1 maggio, nonché la convocazione di uno <strong>sciopero generale e nazionale in in corrispondenza col 1 maggio e attorno a questa piattaforma unitaria.</strong></p>
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		<title>CASA COME ETEROTOPIA O SPAZIO DI PSICOSI?</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/04/06/casa-come-eterotopia-o-spazio-di-psicosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 17:16:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[PENSIERI AD ALTA VOCE]]></category>
		<category><![CDATA[SINDEMIA]]></category>
		<category><![CDATA[DECIDIAMO NOI]]></category>
		<category><![CDATA[R.A.S.P.A.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandro GAUDIO* Le nostre abitazioni, durante questa quarantena forzata, si sono trasformate in contro-spazi. Come diceva Michel Foucault, i contro-spazi non sono frutto soltanto della capacità inventiva dei bambini: sono nuovi luoghi reali che la società adulta ha all&#8217;improvviso dovuto creare fuori da tutti i luoghi. Casa nostra è diventata una zona, allo stesso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/04/06/casa-come-eterotopia-o-spazio-di-psicosi/">CASA COME ETEROTOPIA O SPAZIO DI PSICOSI?</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Alessandro GAUDIO*</p>



<p>Le nostre abitazioni, durante questa quarantena forzata, si sono trasformate in contro-spazi. Come diceva Michel Foucault, i contro-spazi non sono frutto soltanto della capacità inventiva dei bambini: sono nuovi luoghi reali che la società adulta ha all&#8217;improvviso dovuto creare fuori da tutti i luoghi. Casa nostra è diventata una zona, allo stesso tempo mitica e concreta, di contestazione dello spazio che abbiamo vissuto fino a ieri; si è tramutata in uno spazio altro, in un&#8217;utopia materiale, riconducibile a un luogo preciso e reale. Si parla in questi casi di eterotopia che è il luogo, familiare e privatissimo, riservato all&#8217;isolamento e che serve, in primo luogo, a far fronte a una crisi biologica senza precedenti.</p>



<p>La società in crisi non ha potuto individuarla ai suoi margini estremi, alla stregua di una prigione, di un manicomio o di un ospizio, perché era necessario che ciascuno di noi avesse la sua regione chiusa, la sua scatola per decomporsi: pertanto, ne ha individuato la presenza nel cuore pulsante della nostra quotidianità.</p>



<p>Ad ogni modo, la nostra casa si è trasformata in una specie di tappeto orientale, un giardino magico (per alcuni in una specie d&#8217;inferno) nel quale si raccolgono tutte le bellezze e le brutture di un mondo, che mai è stato così piccolo, dal quale si possono sorprendentemente esercitare delle attività che consentono un passaggio che comporti trasformazione o, magari, rigenerazione. Quanto meno, da questo spazio illusoriamente circoscritto sul quale possiamo contare, si può denunciare l&#8217;illusione che la realtà di fuori sia perfetta e ordinata; oppure si può fare di esso una specie di invito alla pausa, di riserva della nostra immaginazione che ci servirà quando la nostra casa-imbarcazione tornerà, per così dire, in porto.</p>



<p>Questo spazio dell&#8217;eterotopia che è la casa in cui siamo confinati, essendo fuori luogo, ha la capacità paradossale di insinuare un dubbio nei confronti del nostro benessere autarchico, a patto, però, che sia in grado di rendere sostanziale la nostra discontinuità, critica e dunque effettiva, rispetto a quello che adesso è il terreno su cui imperversa la malattia e che non si riduca a spazio di disperazione, a scenario di psicopandemia o, peggio ancora, di esaltazione del luogo comune.</p>



<p><em>Torre della Signora, 6 aprile 2020</em></p>



<p><strong>* R.A.S.P.A. (Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l&#8217;Autotutela)</strong></p>
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		<title>OSTATIVITÀ, SALUTE ED EMERGENZA SANITARIA</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/04/06/ostativita-salute-ed-emergenza-sanitaria/</link>
		
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 11:59:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CARCERE E REPRESSIONE]]></category>
		<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il decreto Cura Italia in materia penitenziaria del governo italiano mentre finge di affrontare il rischio epidemico nelle carceri, in realtà vuole solo abbandonare a se stessa, e al contagio, una parte della popolazione detenuta, rinnegando per l&#8217;ennesima volta i principi costituzionali ed internazionali in materia di diritti umani in nome di una concezione solamente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il decreto Cura Italia in materia penitenziaria del governo italiano mentre finge di affrontare il rischio epidemico nelle carceri, in realtà vuole solo abbandonare a se stessa, e al contagio, una parte della popolazione detenuta, rinnegando per l&#8217;ennesima volta i principi costituzionali ed internazionali in materia di diritti umani in nome di una concezione solamente retributiva della pena.&nbsp; Un decreto emergenziale, che avrebbe dovuto rendere più facili le scarcerazioni, per far fronte al gravissimo rischio di una mortale epidemia nelle carceri, si sono introdotte rigidità tali da rendere spesso più favorevoli le norme preesistenti.</p>



<p>Da una parte, in piena emergenza pandemica, limita la possibilità di accedere a misure domiciliari in base al titolo del reato e alla quantità di pena residua; dall’altra lascia alla discrezionalità del singolo magistrato di sorveglianza di decidere sui casi che non rientrano nei parametri, strettissimi, stabiliti dal decreto. Riteniamo, infatti, che precludere a priori la possibilità di accedere alla detenzione domiciliare ai detenuti in base al titolo del reato, o della quantità di pena residua, sia miope e mette a serio rischio contagio una parte considerevole della popolazione detenuta che presenta diversi fattori di rischio tra cui l’età, le patologie e gli anni di carcerazione pregressi. Anziani, ammalati e detenuti di lungo corso costituiscono la parte più fragile della popolazione detenuta.</p>



<p>Altro elemento che riteniamo essere discriminatorio è la preclusione al beneficio emergenziale per i condannati ai sensi del 4 bis anche se con un residuo di pena inferiore ai 18 mesi. Le preclusioni del 4 bis sono riferite ai benefici penitenziari “ordinari” e non contemplano l’eccezionalità di una pandemia che sta mettendo in ginocchio la popolazione mondiale. Nell’ultimo mese gli appelli indirizzati al presidente Mattarella e al governo si sprecano: abbiamo iniziato dal 4 marzo a chiedere la sospensione della pena per tutti detenuti ammalati ed anziani, non come atto di clemenza, bensì come misura preventiva al fine di evitare il rischio concreto di condanna a morte di queste persone ma, dall’altra parte, abbiamo trovato un muro di gomma.</p>



<p>In questa ultima settimana, anche in base alle numerose segnalazioni ricevute dai familiari e trasmesse alle autorità competenti, abbiamo indirizzato una lettera a tutte le direzioni penitenziarie e sanitarie per conoscere i dati attinenti all’emergenza in atto, quindi i numeri dei soggetti a più fragili e maggiormente esposti a rischio contagio, ovvero i portatori di patologie specifiche; le misure di prevenzione adottate, forniture di dispositivi individuali di protezione ecc. ecc..</p>



<p>Pur tuttavia non possiamo restare a guardare in attesa che il governo recepisca le tante sollecitazioni ricevute, ed agisca in virtù dei soli due fattori vitali, posti a tutela delle garanzie costituzionali in questa fase, ovvero: umanizzazione della pena e diritto alla salute in ragione dell’emergenza sanitaria in atto per effetto della diffusione del c.d. ‘ coronavirus’.</p>



<p>Sulla scorta dei principi di umanizzazione della pena, tutelato dall’art. 27 della Costituzione e dall’art. 3 Cedu, e del diritto alla salute, garantito a tutti e tutte dall’art. 32 della Costituzione, ed in deroga al decreto Cura Italia, abbiamo inteso presentare istanze di sospensione della pena in base all’art. 47 dell’OP, anche per i detenuti ostativi. Una di queste istanze, presentata dall’avv. Antonino Campisi del foro di Siracusa per un ergastolano con diverse patologie pregresse e oltre 30 anni di detenzione, è stata accolta favorevolmente dalla magistratura di sorveglianza de L’Aquila che con grande equilibrio, lontano dal becero giustizialismo che va in onda a reti unificate, ha riconosciuto i rischi connessi alla permanenza in carcere di una persona anziana e malata. Molte altre sono in istruttoria presso diversi uffici di sorveglianza e si attendono le decisioni; quello che preoccupa è, ancora una volta, il rischio connesso alla mancanza di una norma che, di contro, avrebbe messo al riparo da decisioni discrezionali affidate alle diverse sensibilità e al potere discrezionale del singolo magistrato.</p>



<p>Oggi è solo grazie ai magistrati di sorveglianza illuminati che si riescono ad ottenere quei diritti che la politica non è in grado di tutelare e salvaguardare, con riforme atte ad accontentare solo quel ristretto elettorato di bandiera e non a garantire il Diritto alla vita di ogni cittadino, soprattutto, di quei cittadini che soffrono in carcere in uno stato di degrado igienico-sanitario e di abbandono.</p>



<p> <strong>3 aprile 2020 &#8211; Rete Emergenza Carcere (Yairaiha Onlus, Legal Team Italia, Bianca Guidetti Serra, Osservatorio Repressione, Lasciatecientrare)</strong></p>
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		<title>UN SERVIZIO SANITARIO PER TUTTE E TUTTI &#8211; MESSAGGIO #6</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 10:31:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[SINDEMIA]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Verso il #7aprile #salutepertuttei La distribuzione di salute e malattia è influenzata da fattori sociali, politici ed economici che definiscono le condizioni di vita e le esposizioni differenziali ai diversi fattori di rischio. L’epidemia attuale mostra che tutte/i siamo a rischio e possiamo rappresentare un rischio per le altre persone, ma anche che non abbiamo [&#8230;]</p>
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<p>Verso il #7aprile <a href="https://www.facebook.com/hashtag/salutepertuttei?source=feed_text&amp;epa=HASHTAG&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARBCQ_4Bw8RuLFAr6UhiFqDZDpmO47hNv0yAv5ftfHycX7wnPt7ADgCto2j3ScnvhPIHp1lTXHnwZ8Wq7AjZPwLiNhuN_zqSXqreeavJeh6nAhnRF0e5ik2j44qzjLliOEdZ56pkz6tdY2ooZrCak-AIPxlQP5_GFVgCNQyzbLpHBZcXrbVIVAistoGJxicOiwpaHqdN7nNyokLUwqAWgwkFcrbpU5V8r7iahyR6praPEkV15n7wZzEkSosCDXXqv4KEnbe-mUDP_tE8mg-oO4YJrAhE8KaPO-PApx96zPOuGqvJ9dDX9WWxbklB5Ys8e2Y48eCV0HCN-i1qusc0qco&amp;__tn__=%2ANK-R">#salutepertuttei</a></p>



<p>La distribuzione di salute e malattia è influenzata da fattori sociali, politici ed economici che definiscono le condizioni di vita e le esposizioni differenziali ai diversi fattori di rischio.</p>



<p>L’epidemia attuale mostra che tutte/i siamo a rischio e possiamo rappresentare un rischio per le altre persone, ma anche che non abbiamo uguali livelli di esposizione né le stesse possibilità di mettere in campo azioni personali per proteggerci. Inoltre, la salute è strettamente connessa alla sostenibilità ambientale e alla tutela della biodiversità. Ogni politica pubblica, a tutti i livelli, deve quindi essere mirata alla promozione della salute attraverso le lenti della giustizia sociale, dell’equità e della redistribuzione delle risorse, in un’ottica globale di sostenibilità del pianeta.</p>



<p>Il 7 aprile, chiamiamo tutte le persone a manifestare il proprio sostegno al nostro appello &#8220;<em><strong>Diffondere la solidarietà, non il virus</strong></em>&#8220;:<br><strong>1.</strong> Scrivete i vostri messaggi in difesa della salute e della sanità pubblica su uno striscione o su un cartellone da esporre in un luogo visibile (balcone, atrio del condominio, porta di casa…)<br><strong>2.</strong> Se volete, fatevi una foto con i vostri messaggi e condividetela sui social con l&#8217;hashtag #health4all e <a href="https://www.facebook.com/hashtag/salutepertutteetutti?source=feed_text&amp;epa=HASHTAG&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARBCQ_4Bw8RuLFAr6UhiFqDZDpmO47hNv0yAv5ftfHycX7wnPt7ADgCto2j3ScnvhPIHp1lTXHnwZ8Wq7AjZPwLiNhuN_zqSXqreeavJeh6nAhnRF0e5ik2j44qzjLliOEdZ56pkz6tdY2ooZrCak-AIPxlQP5_GFVgCNQyzbLpHBZcXrbVIVAistoGJxicOiwpaHqdN7nNyokLUwqAWgwkFcrbpU5V8r7iahyR6praPEkV15n7wZzEkSosCDXXqv4KEnbe-mUDP_tE8mg-oO4YJrAhE8KaPO-PApx96zPOuGqvJ9dDX9WWxbklB5Ys8e2Y48eCV0HCN-i1qusc0qco&amp;__tn__=%2ANK-R">#salutepertutteetutti</a> e sulla mappa interattiva qui: <a rel="noreferrer noopener" href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fbit.ly%2FAgir4Health%3Ffbclid%3DIwAR1lY3m3uAOAZL2Ze6M1lEoaqbb7Da2TWTIgKdSJgM1ItCjn5BdOaoajAK4&amp;h=AT1Ke9iHrdFgy3RUcWxzPqGOl4rMj28z2i17ajgif_CERw_TeFdaWqr8I6Q6OneHEJblyagUBxoZFnlDDkfdbm3a5qiUvvcuuKb3luP6b_TasFSfXgxPU-Q__iYLYYOoeGR5l_rPTUeF6NNCKaBmjrzKhQBdbZ0EeOSU0XkmvJZE1QO9VQXmhzx6MGmON22B52i9C746zErL-t1TUkTVAU8Eo6ng4djDM2Z9dzY8xKkGLidFFVLS6Typg7Kp4coRssS1Q5et0Fx2DCspp0I8JE4Gf5y5K97pJMXXKryStijwzrK8ynRJD_WCyB3C2nBeJSvEDyIx9O6hbAQFfIiNCAaAomHdCeT_fpXzFdqWCG1hKwsyjpWS8Kkdz6oORFYYJfyqEhTxx7YqZ0vSUMVMoOm1Phlpe8QKq_eHnAf2XV6Ph-Q8ZykoKuH1nd-DjIv5Q2bt3GmAk5CdacViT3fKzNJOqWgj9ze-YJylOKqM77iKQ8PFDpcVXFmlQXT0e4Jqa_u93aMEg0Q9MZHoc9LZB3Gi8qQ3xkgt6UmxV3t6G-ueAJw-a_lgbfpk3jOcoOWi1rarUZVVsJ0_gtLrBoY6BhjoQbdID5auGoSTDN3Lx3K6jEL_mD8jh3Jrf2GtsbCgGA" target="_blank">bit.ly/Agir4Health</a></p>



<p><strong>Per seguire la campagna italiana:</strong> <a href="https://www.facebook.com/dico32/?__tn__=K-R&amp;eid=ARBel2d1okuXkHKw_KAybvF1OKiLbMk0GzBCv2GN1Ubi3ULKnaNp_BuNPSKAhF1mlg8Ke-7Sq7gs5UDx&amp;fref=mentions&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARBCQ_4Bw8RuLFAr6UhiFqDZDpmO47hNv0yAv5ftfHycX7wnPt7ADgCto2j3ScnvhPIHp1lTXHnwZ8Wq7AjZPwLiNhuN_zqSXqreeavJeh6nAhnRF0e5ik2j44qzjLliOEdZ56pkz6tdY2ooZrCak-AIPxlQP5_GFVgCNQyzbLpHBZcXrbVIVAistoGJxicOiwpaHqdN7nNyokLUwqAWgwkFcrbpU5V8r7iahyR6praPEkV15n7wZzEkSosCDXXqv4KEnbe-mUDP_tE8mg-oO4YJrAhE8KaPO-PApx96zPOuGqvJ9dDX9WWxbklB5Ys8e2Y48eCV0HCN-i1qusc0qco">Campagna Dico32 &#8211; Salute per tutte e tutti</a><br><strong>Per seguire la campagna europea:</strong> <a rel="noreferrer noopener" href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Feurope-health-network.net%2F%3Ffbclid%3DIwAR1-SbyqZQqBN-qpzz7my4LvnpPDBJuYalO3KAtzeTtBxoD8WLmgIlahNOw&amp;h=AT3y47DfEMePxYEfPbZ19qpxuaIMVuwKWnfqE3fa5KtuD8mOnVeM5JPbFtBgXyoqgbhcw863bY3IO_u-X_-TAEFmeNZt1v1CGHeZauf9YWrSWRM6BnkpVMaH_V1Txi-vvclSB_LUiP-tOAzN97PjWIrjCkztMwqgoZ1I8wTqvLTYxnHZp7Xbo7_cUvQp8h7PQI71DfHEzIWFcvNINHJ4O7dpba8UCCqMX-Sxs4RSzOWdH3F-pLR3LZhiaG_PmLhvRyD7ciXgrCJwU9vVlbAl2r8QNLYW_OEUDDUWb6ZDztCLplAdBL3pLABZ-WaRnzONdSxGm6sibHSl-Cww8ZGBP4ruoGh9iyjrRA7mpTLGXt-dhwREVVcX80EEyKKixh05zcQ2_V5mNj6qsaU-PlrN36wsd3TaxFjhO9342xHLbqIgbeGqTEanS-8CuWffycyUieVLLd5P978rGcbJ_HthWa8WRLoayXKhAmZckH0JSZexfG9JwLeGT1Wi2uXDNxGN1UipbnvzirMtdmUCxTTqoNZc1IrgI0ow1GFUaV9YeGXGP63eRmmjh7vdEERket7BzpyMfVEIpTq6DkkIqggS5qrTwlaNOw5MLfsuk2uFw4raqopJkbOJecSS_kxj_cWgeA" target="_blank">http://europe-health-network.net/</a><br><strong>Evento facebook <a href="https://www.facebook.com/hashtag/7aprile?source=feed_text&amp;epa=HASHTAG&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARBCQ_4Bw8RuLFAr6UhiFqDZDpmO47hNv0yAv5ftfHycX7wnPt7ADgCto2j3ScnvhPIHp1lTXHnwZ8Wq7AjZPwLiNhuN_zqSXqreeavJeh6nAhnRF0e5ik2j44qzjLliOEdZ56pkz6tdY2ooZrCak-AIPxlQP5_GFVgCNQyzbLpHBZcXrbVIVAistoGJxicOiwpaHqdN7nNyokLUwqAWgwkFcrbpU5V8r7iahyR6praPEkV15n7wZzEkSosCDXXqv4KEnbe-mUDP_tE8mg-oO4YJrAhE8KaPO-PApx96zPOuGqvJ9dDX9WWxbklB5Ys8e2Y48eCV0HCN-i1qusc0qco&amp;__tn__=%2ANK-R">#7aprile</a> <a href="https://www.facebook.com/hashtag/health4all?source=feed_text&amp;epa=HASHTAG&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARBCQ_4Bw8RuLFAr6UhiFqDZDpmO47hNv0yAv5ftfHycX7wnPt7ADgCto2j3ScnvhPIHp1lTXHnwZ8Wq7AjZPwLiNhuN_zqSXqreeavJeh6nAhnRF0e5ik2j44qzjLliOEdZ56pkz6tdY2ooZrCak-AIPxlQP5_GFVgCNQyzbLpHBZcXrbVIVAistoGJxicOiwpaHqdN7nNyokLUwqAWgwkFcrbpU5V8r7iahyR6praPEkV15n7wZzEkSosCDXXqv4KEnbe-mUDP_tE8mg-oO4YJrAhE8KaPO-PApx96zPOuGqvJ9dDX9WWxbklB5Ys8e2Y48eCV0HCN-i1qusc0qco&amp;__tn__=%2ANK-R">#health4all</a>:</strong> <a href="https://www.facebook.com/events/549550719025438/?acontext=%7B%22source%22%3A3%2C%22source_newsfeed_story_type%22%3A%22regular%22%2C%22action_history%22%3A%22%5B%7B%5C%22surface%5C%22%3A%5C%22newsfeed%5C%22%2C%5C%22mechanism%5C%22%3A%5C%22feed_story%5C%22%2C%5C%22extra_data%5C%22%3A%5B%5D%7D%5D%22%2C%22has_source%22%3Atrue%7D&amp;source=3&amp;source_newsfeed_story_type=regular&amp;action_history=%5B%7B%22surface%22%3A%22newsfeed%22%2C%22mechanism%22%3A%22feed_story%22%2C%22extra_data%22%3A%5B%5D%7D%5D&amp;has_source=1&amp;__tn__=K-R&amp;eid=ARB0LEfza8Gt-5_oHc5RhXY-qU-SetzKqp_tGrYSgAKq3go-5il2kWwjs3p2v5rbFMbuMCq_4u-x1XVF&amp;fref=mentions&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARBCQ_4Bw8RuLFAr6UhiFqDZDpmO47hNv0yAv5ftfHycX7wnPt7ADgCto2j3ScnvhPIHp1lTXHnwZ8Wq7AjZPwLiNhuN_zqSXqreeavJeh6nAhnRF0e5ik2j44qzjLliOEdZ56pkz6tdY2ooZrCak-AIPxlQP5_GFVgCNQyzbLpHBZcXrbVIVAistoGJxicOiwpaHqdN7nNyokLUwqAWgwkFcrbpU5V8r7iahyR6praPEkV15n7wZzEkSosCDXXqv4KEnbe-mUDP_tE8mg-oO4YJrAhE8KaPO-PApx96zPOuGqvJ9dDX9WWxbklB5Ys8e2Y48eCV0HCN-i1qusc0qco">https://www.facebook.com/events/549550719025438</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="960" height="960" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/04/salutepertutteetutti_06.png" alt="" class="wp-image-6982" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/04/salutepertutteetutti_06.png 960w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/04/salutepertutteetutti_06-300x300.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/04/salutepertutteetutti_06-150x150.png 150w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/04/salutepertutteetutti_06-768x768.png 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>
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		<title>(RI)COSTRUIRE IL MONDO DOPO LA PANDEMIA</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/04/06/ricostruire-il-mondo-dopo-la-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 10:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[LAVORO E CAPITALE]]></category>
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		<category><![CDATA[LAVORO]]></category>
		<category><![CDATA[R.A.S.P.A.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 60 organizzazioni lanciano un messaggio alla vigilia dell’Eurogruppo: dalla crisi non si esce con gli eurobond, ma mettendo in discussione il paradigma che l’ha generata. Di seuito una sintesi. Mercoledì uscirà il doc integrle. **** La pandemia sta mostrando la fragilità delle nostre società, delle forme di economia e democrazia. Di fronte a questa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Oltre 60 organizzazioni lanciano un messaggio alla vigilia dell’Eurogruppo: dalla crisi non si esce con gli eurobond, ma mettendo in discussione il paradigma che l’ha generata</em>. <em>Di seuito una sintesi. Mercoledì uscirà il <strong>doc integrle</strong>.</em></p>



<p class="has-text-align-center">****</p>



<p><a rel="noreferrer noopener" href="https://stop-ttip-italia.net/wp-content/uploads/2020/04/Ricostruire_il_mondo.pdf" target="_blank"></a>La pandemia sta mostrando la fragilità delle nostre società, delle forme di economia e democrazia. Di fronte a questa evidenza solare <strong>non è possibile accettare che le proposte avanzate da istituzioni, parte del mondo scientifico e universitario e delle imprese, tentino di riportarci al fallimentare schema precedente</strong>.</p>



<p>Per questo, più di 60 organizzazioni e movimenti della società civile hanno voluto <strong>lanciare un messaggio oggi, alla vigilia del vertice dell’Eurogruppo</strong> che dovrebbe decidere il futuro prossimo del nostro paese e dell’Europa.</p>



<p><strong>Le ricette sul tavolo sono insoddisfacenti, perché dimostrano una drammatica coerenza con il pensiero che ha generato questa crisi planetaria.</strong> Una crisi non disgiunta dall’emergenza ecologica o dal collasso sociale, ma che ne rappresenta un altro volto. Per essere efficace, la risposta deve andare alla radice del problema, prendendo di petto i fattori che rendono le nostre società così vulnerabili e diseguali.</p>



<p>“Noi chiediamo che <strong>i flussi economici mobilitati</strong> in queste ore e nel futuro siano sottoposti a rigorose e partecipate valutazioni d’impatto – si legge nell’appello – Vogliamo che <strong>inneschino e accompagnino una irrimandabile transizione ecologica</strong>, vincolando spese e investimenti al rafforzamento dei servizi pubblici essenziali, alla equa remunerazione e protezione dei lavoratori e alle produzioni non inquinanti”.</p>



<p>“<strong>Siamo contrari all’ennesimo salvataggio indiscriminato delle grandi imprese insostenibili</strong> a scapito delle persone e dei territori – prosegue il documento – così come <strong>non accettiamo passivamente soluzioni securitarie non bilanciate da misure altrettanto energiche di prevenzione e cura</strong>. Non tolleriamo violazioni della privacy e sospensioni dello stato di diritto sull’onda dell’emergenza”.</p>



<p>Le ricette per risollevare il sistema dalla crisi del 2008 hanno esacerbato la povertà e le diseguaglianze, “ma <strong>una auspicabile e importante mobilitazione di risorse per contrastare il Coronavirus ci offre l’opportunità di cambiare strada</strong> – scrivono gli attivisti – <strong>Questa è forse l’ultima occasione per indirizzare gli sforzi verso la ricostruzione di una società equa ed ecologica</strong>, condizionando gli aiuti a profonde riforme del sistema scientifico, economico e produttivo per dotare le società di una maggiore resilienza.</p>



<p>L’appello lancia 11 richieste per invertire la rotta:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>coinvolgimento della società civile e trasparenza nell’elaborazione delle risposte alla crisi</li><li>aumento dello spazio di contrattazione collettiva dei lavoratori per evitarne l’impoverimento</li><li>misure innovative come il reddito di base contro povertà ed emarginazione</li><li>tassazione congrua su rendite parassitarie e profitti delle imprese multinazionali</li><li>ripubblicizzazione piena dei servizi essenziali come acqua, energia, trasporti, sanità e istruzione</li><li>abbandono dei vincoli di spesa e di indicatori fallimentari o inadatti a stimare la performance economica dei paesi</li><li>interruzione e revisione di tutti gli accordi di liberalizzazione commerciale, in atto o in fase negoziale</li><li>finanziamento immediato di obiettivi più ambiziosi del Green deal, vincolando i trasferimenti economici alle imprese destinatarie di aiuti in questa fase</li><li>riorientamento delle spese militari</li><li>moratoria su trivellazioni e grandi opere, cancellazione dei sussidi ad esse dedicati</li><li>liberazione del sistema scientifico da interessi privati e commerciali, per orientare la ricerca all’interesse pubblico</li></ol>



<p>“Questi sono <strong>alcuni dei nodi da portare alla luce in un nuovo dibattito pubblico che vogliamo il più ampio e partecipato possibile</strong> – conclude il documento – Insieme possiamo fare tesoro di questa crisi, costruire una reazione decisa al cambiamento climatico, lavorare al rafforzamento delle democrazie e delle idee più progressive di cooperazione dell’umanità nella rete della vita”.</p>



<p><strong><a href="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/04/Ricostruire_il_mondo.pdf">SCARICA L&#8217;APPELLO</a></strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="wp-block-heading">FIRMATARI</h4>



<p><strong>ORGANIZZAZIONI</strong> – Coordinamento nazionale No Triv | Campagna Stop TTIP Italia | A Sud Onlus | Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua | Movimento No Tav | Attac Italia | Un Ponte Per | ISDE Italia | Fairwatch | Terra! | Navdanya International | Movimento Consumatori | Rete di Cittadinanza e comunità | Stop Biocidio | Cittadini e lavoratori liberi e pensanti di Taranto| Fridays For Future Pisa | Fridays For Future Parma | Fridays For Future Napoli | Movimento Cooperazione Educativa | Climate Save Italia | Fondazione Capta | No Scorie International | Disarmisti Esigenti | Transform! Italia | Associazione Botteghe del Mondo | Terra Nuova Edizioni | Comune Info | ReOrient Onlus | Cantiere delle Idee | Unione degli Studenti | Rete della Conoscenza | Link Coord. Universitario | Italia che cambia | Associazione Ambiente e Salute | Coordinamento Comitati Sardi | Abruzzo Beni Comuni | MAG4 Piemonte | Armonia degli Opposti | Associazione Bianca Guidetti Serra | Coordinamento Comitati No Triv del Val di Noto | Mamme di Marco No Tav | No Triv Lombardia | No Triv Sicilia | No Tunnel TAV Firenze | Coord. Comitati NO Cr-Mn e NO Ti-Bre | RES Lombardia (Rete dell’Economia Solidale lombarda) | RESS Roma | Consorzio siciliano Le Galline Felici | ES Martesana (Economia Solidale della Martesana) | Noi, Ambiente e Salute | CostituzioneBeniComuni | Salviamo il Paesaggio CalascoCremonese | UGI – Scaffale Ambientalista | Gruppo ecologico EI Muroon | WWF Cremona | Legambiente Cremona – Circolo Verde verde | Cittadini democrazia e partecipazione | Basta Veleni Brescia | R.AS.P.A. (Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l’Autotutela) | Associazione Irene | GAS del Parco di Milano | GAS Baggio | APS Amici della Ludoteca – Cassina de’ Pecchi (Mi) | Associazione Acqua Bene Comune Pistoia | Associazione Alleanza Beni Comuni Pistoia | Obiettivo Periferia | CSOA La Strada</p>



<p><strong>ADESIONI INDIVIDUALI</strong> – Silvia Stilli, Portavoce AOI | Francesco Martone | Alfio Nicotra, giornalista | Emanuele Leonardi, Università di Parma | Emilio Molinari | Loris Caruso, Scuola Normale Superiore | Silvano Brandi | Maria Luisa Paroni | Maria Grazia Bonfante | Dina Rosa | Claudio Giambelli | Ornella Berniet</p>
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		<title>PANDEMIA E CRISI: UN ALTRO MONDO È NECESSARIO</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/04/06/pandemia-e-crisi-un-altro-mondo-e-necessario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 09:45:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[SINDEMIA]]></category>
		<category><![CDATA[ACQUA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le drammatiche giornate che stiamo vivendo e la rapidità con cui sta evolvendo la situazione ci costringono ad approfondire la riflessione per provare a prevedere i possibili sviluppi e accennare a potenziali prospettive verso cui avviare una discussione collettiva. Siamo convinti che questa emergenza sanitaria rappresenti uno vero e proprio spartiacque per l&#8217;impatto che avrà [&#8230;]</p>
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<p>Le drammatiche giornate che stiamo vivendo e la rapidità con cui sta evolvendo la situazione ci costringono ad approfondire la riflessione per provare a prevedere i possibili sviluppi e accennare a potenziali prospettive verso cui avviare una discussione collettiva.</p>



<p>Siamo convinti che questa emergenza sanitaria rappresenti uno vero e proprio <strong>spartiacque</strong> per l&#8217;impatto che avrà sulla vita delle persone, sulla società e sull&#8217;economia.<br>Le ragioni sono diverse: non era mai successo che interi popoli, anche molto distanti tra loro, fossero sottoposti a misure così restrittive delle libertà personali; la pandemia acutizza la crisi del sistema economico-sociale dominante iniziata nel 2007-2008 e mai terminata; le caratteristiche di questa nuova fase sono profondamente diverse e con effetti molto più pesanti rispetto a quelle conosciute finora; le trasformazioni del mondo del lavoro, dei servizi, del welfare imposte dall&#8217;ideologia neoliberista e dalle politiche di austerità dimostrano il loro fallimento; la pandemia e la gestione della crisi minacciano fortemente il godimento di alcuni diritti fondamentali; oggi il conflitto diventa anche tra il profitto e la vita, tra il capitale e il vivente; la “nuova disciplina” imposta a tutte e tutti al fine di contrastare il diffondersi del contagio rischia di sedimentarsi e lasciare incrostazioni molto complicate da sciogliere.</p>



<p>A nostro avviso è fondamentale misurarsi con queste seppur parziali considerazioni per giungere ad una reale <strong>consapevolezza dell&#8217;attuale fase</strong> e soprattutto per acquisire una consapevolezza tale da elaborare una narrazione in grado di impedire che la cura sia peggiore della malattia.</p>



<p>L&#8217;emergenza sanitaria e la gestione della crisi hanno molto a che fare con la <strong>democrazia</strong> e s&#8217;inseriscono nel progressivo svuotamento dei poteri delle istituzioni democratiche e nella trasformazione della propria funzione da garante dei diritti e dell’interesse generale a facilitatrice dell’espansione della sfera d’influenza dei grandi interessi finanziari sulla società.<br>Tutto ciò dovrebbe indurre a riprendere una riflessione sulla democrazia, sulla necessità di una sua espansione e sulle modalità mediante cui attuarla anche nella gestione dei beni comuni.<br>Altrimenti questa emergenza rischia di diventare un laboratorio in cui si sperimentano pratiche di eccezionalità giuridica e dispositivi di controllo “per il bene collettivo” che potrebbero divenire in futuro strumenti capaci di agire trasformazioni irreversibili della democrazia formale.</p>



<p>La <strong>crisi economica</strong> che si sta aprendo presenta certamente caratteristiche inedite pur innestandosi sulle conseguenze di quella avviata nel 2007-2008. Quest&#8217;ultima, infatti, si è originata da una crisi del sistema bancario a cui si è posto rimedio mediante un possente stanziamento di fondi (comunque nettamente inferiori rispetto alle cifre adombrate attualmente) da cui, nella più classica spirale neoliberista, ha preso forma la crisi del debito. Da qui si è avuta una precipitazione sull&#8217;economia reale, seppur solo parziale. Certamente ha dato modo di mettere in campo politiche d&#8217;austerità e di attacco allo Stato sociale, oltre ad intensificare la spinta alle privatizzazione dei servizi pubblici.<br>L&#8217;approfondimento della crisi che si sta delineando a seguito della pandemia, invece, ha la sua genesi da un crollo dell&#8217;economia reale derivante dalla chiusura forzata di fabbriche, aziende e uffici in molteplici settori, da un ridimensionamento dei servizi pubblici e privati, dal sostanziale blocco degli spostamenti delle persone, con un inevitabile impatto sia sull&#8217;offerta che sulla domanda.<br>Per tali ragioni si stanno mettendo in campo importanti risorse economiche, facendo ricorso ad un consistente aumento del debito pubblico, togliendo “incredibilmente” e temporaneamente di mezzo vincoli e parametri del passato, ma spostando la questione sul costo di tale nuovo debito e su chi lo pagherà alla fine.<br>Occorre, dunque, lavorare per mettere a punto un <strong>progetto alternativo di modello produttivo e sociale</strong> per affrontare questa crisi e uscirne in avanti.</p>



<p>L&#8217;emergenza sanitaria dimostra il totale <strong>fallimento del modello neoliberista</strong> che ha anteposto gli interessi delle lobby finanziarie e delle banche ai diritti delle persone, ossessionato dal pareggio di bilancio, fondato sulla priorità dei profitti d’impresa, sulla preminenza dell’iniziativa privata e su una forte spinta alle privatizzazioni oltre che su un&#8217;errata allocazione delle poche risorse disponibili riducendo quelle a sostegno dei servizi essenziali, aumentando per contro quelli per le spese militari e per le grandi opere inutili e devastanti.<br>Il Servizio Sanitario Nazionale è stato particolarmente attaccato nell&#8217;ultimo decennio mediante tagli e privatizzazioni.<br>Una società basata su tale pensiero unico non può garantire protezione alcuna ed entra in piena contraddizione con la salvaguardia della vita stessa.</p>



<p>Proprio per questo si apre, almeno potenzialmente, uno spazio di iniziativa importante per rilanciare la <strong>centralità dei beni comuni e dei diritti fondamentali</strong> ad essi collegati, a partire da quelli essenziali per la vita.<br>Tutto ciò è esattamente in continuità con il percorso del movimento per l&#8217;acqua e, dunque, vorremmo connetterci con gli altri soggetti e movimenti, su basi nuove, facendo vivere e rafforzando un pensiero e un’iniziativa che rimetta al centro l’irriducibilità e la non negoziabilità dei beni comuni rispetto alle logiche del profitto e del mercato.<br>Si tratta di una battaglia decisiva per avviare un percorso esattamente sul terreno del conflitto reale oggi in atto tra profitto e vita e accrescere la consapevolezza che tutto quello che sta succedendo è esattamente il frutto di “come era prima”.</p>



<p>Nello specifico del tema dell&#8217;acqua avanziamo da subito le seguenti richieste:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>la <strong>tariffa di quarantena</strong>, ossia l&#8217;applicazione della tariffa agevolata alle utenze domestiche fino al termine della crisi, evitando quindi che le famiglie si trovino a dover pagare adesso bollette più elevate a causa della forzata permanenza a casa, o domani salati conguagli;</li><li>l&#8217;<strong>obbligo ai gestori di riallacciare</strong> tutte le utenze domestiche disalimentate e ancora oggi senza accesso alla fornitura d’acqua;</li><li>l’<strong>esenzione</strong><strong> del pagamento</strong> per gli utenti che abbiano perso reddito da lavoro con un ampliamento dei criteri già previsti nella disciplina del Bonus idrico.</li></ul>



<p>Le stesse valutazioni e richieste valgono anche per le altre tipologie di utenze domestiche come luce e gas, oltre che per la sospensione degli affitti.</p>



<p>La pandemia e la crisi economico-sociale, inoltre, s&#8217;innestano in quella che è chiamata “<strong>crisi ecologica</strong>” ossia lo stress di un ecosistema, quello dell&#8217;intero pianeta, rispetto alla logica estrattivista e consumista a cui è sottoposto da oltre due secoli a partire dalla rivoluzione industriale.<br>Una delle conseguenze è la crescente <strong>vulnerabilità della nostra società</strong> rispetto ad eventi naturali catastrofici, al ripetersi sempre più frequentemente della diffusione di epidemie come quella del COVID-19, all&#8217;approvvigionamento delle risorse essenziali alla vita<br>Le cause sono evidenti: il dilagare della deforestazione, la drastica diminuzione di biodiversità, l’agricoltura chimicizzata, gli allevamenti intensivi, l’industrializzazione, l’urbanizzazione, l’inquinamento di acqua, aria e terra.</p>



<p>Inoltre, una delle manifestazione più evidenti dell&#8217;impatto dell&#8217;attuale modello economico sull&#8217;ecosistema Terra è il <strong>surriscaldamento globale e i relativi cambiamenti climatici</strong>. Un&#8217;altra crisi con cui fare i conti e su cui di recente le straordinarie mobilitazioni, in particolare dei giovani, hanno posto l&#8217;accento richiedendo politiche efficaci e immediate di mitigazione degli effetti.<br>Occorre pretendere che le ingenti risorse economiche messe in campo per superare l’attuale pandemia e la profondissima crisi economica che seguirà siano esclusivamente indirizzate alla costruzione di un altro modello ecologicamente orientato.</p>



<p>Rifiutiamo la <strong>metafora della guerra</strong> a cui molt* sono ricorsi per descrivere l&#8217;emergenza sanitaria e ancor più la crisi che ne sta emergendo perché ci consegna alla sconfitta certa la rappresentazione dell&#8217;intera società come un esercito che combatte un nemico invisibile e che deve “obbedir tacendo” a una catena di comando, perché non vogliamo vivere in un ordine sociale militarizzato e controllato, perché dietro si cela il tentativo di cementare un’unità nazionale dentro la quale saranno sempre gli stessi a comandare proponendo le ricette del passato che sono causa dei mali attuali.</p>



<p>In generale, riteniamo sia necessaria una sorta di <strong>elaborazione collettiva del lutto</strong> che consenta di superare la drammaticità dell&#8217;attualità, la perdita di una quotidianità e della convivialità, e soprattutto di evitare la rimozione delle cause profonde che hanno provocato l&#8217;attuale crisi. Tutti passaggi utili a render possibile l&#8217;adozione di un approccio completamente nuovo al fine di intraprendere cammini inediti e realmente alternativi.</p>



<p>Se vogliamo stare in campo rispetto a quello che succederà, diventa necessario, quindi, che ci dotiamo di <strong>una nuova visione</strong>, di una narrazione generale, per un altro mondo possibile e che aggredisca i nodi di fondo che ci propone questa nuova fase di crisi sistemica.<br>Essa, a nostro avviso, dovrà necessariamente fondarsi su alcuni filoni tematici:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>il <strong>primato della vita e dei diritti fondamentali</strong> rispetto al mercato e alle sue logiche;</li><li>il riconoscimento dei <strong>beni comuni</strong> &#8211; naturali, sociali, emergenti e ad uso civico &#8211; come elementi fondanti della coesione territoriale e di una società ecologicamente e socialmente orientata;</li><li>la tutela e la <strong>ripubblicizzazione dei servizi pubblici</strong> come strumenti che garantiscono l&#8217;accesso e la fruibilità dei beni comuni e dei diritti;</li><li>l’espansione della <strong>democrazia </strong>e della<strong> partecipazione</strong>, oltre alla necessità di vigilare che non si cristallizzi in nessun modo la compressione delle libertà individuali e sociali imposte in tempi di pandemia per straordinaria necessità;</li><li>la valorizzazione del <strong>lavoro</strong> e la creazione diretta di un’occupazione di qualità, prevedendo il superamento di tutte le condizioni di precarietà e intraprendendo da subito la strada del <strong>reddito di cittadinanza universale</strong>;</li><li>la necessità di superare le forti <strong>disuguaglianze sociali</strong>, che si sono accresciute ancor più nella crisi e che, oltre ad essere inaccettabili, costituiscono un potente fattore del suo avvitamento;</li><li>la consapevolezza che la <strong>crisi climatica e ambientale</strong> si combatte mediante la conversione ecologica dell’economia e una transizione energetica partecipata che metta in campo politiche adeguate per mitigare gli effetti del surriscaldamento globale a partire dalla fuoriuscita dall&#8217;uso dei combustibili fossili;</li><li>l&#8217;urgenza di convertire il <strong>lavoro della terra</strong> secondo criteri ecocompatibili che pongano fine alla sua devastazione, operando per far uscire la chimica dall&#8217;agricoltura;</li><li>la necessità della <strong>riappropriazione della ricchezza sociale</strong> espropriata dalla libertà incondizionata dei movimenti di capitale, dalla finanziarizzazione dell’economia e della società, dalla privatizzazione dei sistemi bancari, finanziari e dei servizi pubblici, dall’usura degli interessi sul debito.</li></ul>



<p>In generale diviene necessario un nuovo forte <strong>ruolo dell’intervento pubblico</strong> capace di realizzare gli obiettivi sopracitati, al di fuori della trappola del debito e per ridurre in modo significativo le disuguaglianze sociali.</p>



<p>In questo momento crediamo sia dirimente, uno snodo fondamentale, l&#8217;esito della <strong>discussione a livello europeo</strong> sulle scelte di fondo e sugli strumenti con cui reperire le risorse per combattere la crisi. E&#8217; evidente che, da questo punto di vista, al di là di ciò che sarà messo in campo, punto assolutamente non indifferente, rimane però il dato di fondo di un’Europa incapace di una visione progettuale all’altezza delle vicende in corso, inadeguata rispetto al superamento delle logiche nazionalistiche e persino di evitare le derive antidemocratiche e dittatoriali in atto in alcuni Paesi, a partire dall’Ungheria, che andrebbe semplicemente espulsa dall’Unione Europea stessa. Ciò pone anche la questione di un ruolo necessariamente più marcato del nostro Paese, magari in sintonia con altri che più soffriranno della crisi, per produrre una svolta nella definizione di un modello produttivo e sociale alternativo che metta in campo la necessità un ruolo pubblico della Banca Centrale Europea come garante del debito pubblico degli Stati. A partire dal tema decisivo del reperimento delle risorse per avviarlo e sostenerlo, che dovrà poggiare, se si vuole evitare un vero e proprio massacro sociale, su un forte impianto fiscale redistributivo (tassazione dei grandi patrimoni e delle rendite finanziarie), un riorientamento delle finalità delle risorse disponibili (vedi Cassa Depositi e Prestiti) e anche su uno spostamento in ambito nazionale e verso le famiglie dei detentori del nostro debito pubblico, a discapito dei grandi investitori privati esteri.</p>



<p>Sentiamo forte l&#8217;esigenza di avviare un <strong>confronto largo e ampio</strong> con il fine di provare a elaborare, insieme ad altre realtà, una narrazione generale intellegibile che metta a nudo le contraddizioni della crisi, consenta la costruzioni di adeguati rapporti di forza e indichi alcuni temi programmatici in grado di invertire la rotta e realizzare un modello sociale alternativo.</p>



<p>In conclusione, a nostro avviso, è imprescindibile compiere una <strong>salto di qualità</strong> a partire da un approccio per cui i temi specifici di ciascun soggetto o realtà sociale possono vivere solo dentro questa cornice più larga.</p>



<p>Viviamo tempi straordinari e si tratta di attrezzarci di conseguenza per “<strong>liberare il presente e riappropriarci del futuro</strong>, consapevoli che il tempo è ora”.</p>



<p><strong>Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua&nbsp;&nbsp;</strong></p>
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		<title>USB &#124; RIALZO &#124; FEMIN: SOLIDARIETÀ AI VIGILI DEL FUOCO</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/04/05/usb-rialzo-femin-solidarieta-ai-vigili-del-fuoco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2020 16:26:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DECIDIAMO NOI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci uniamo a quanti in questi giorni stanno dimostrando solidarietà ai Vigili del Fuoco precari che, per l&#8217;ennesima volta, vedono le proprie istanze ignorate dal governo.  Attraverso delle scelte assolutamente miopi si è bloccato l&#8217;iter di stabilizzazione dei precari, il governo ha preferito infatti richiamare in servizio a tempo determinato gli irregolari già inseriti nelle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci uniamo a quanti in questi giorni stanno dimostrando solidarietà ai Vigili del Fuoco precari che, per l&#8217;ennesima volta, vedono le proprie istanze ignorate dal governo.  </p>



<p>Attraverso delle scelte assolutamente miopi si è bloccato l&#8217;iter di stabilizzazione dei precari, il governo ha preferito infatti richiamare in servizio a tempo determinato gli irregolari già inseriti nelle graduatorie per la procedura di stabilizzazione. Nel settore dei Vigili del Fuoco, come in tanti altri in Calabria, si preferiscono le politiche d&#8217;emergenza a quelle strutturali. </p>



<p>A chi fa comodo mantenere i lavoratori e le lavoratrici nel limbo della precarietà? Il rappresentanti del governo, nei fatti, stanno umiliando gli uomini e le  donne che, nelle dichiarazioni pubbliche, definiscono eroi.<br></p>



<p>USB Confederazione </p>



<p>CosenzaCPOA Rialzo</p>



<p><a href="http://FEM.IN">FEM.IN</a> Cosentine in lotta</p>
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		<title>OSSERVATORIO SUL DISAGIO ABITATIVO. CORONAVIRUS E IL DRAMMA DEI SENZATETTO</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/04/05/osservatorio-sul-disagio-abitativo-coronavirus-e-il-dramma-dei-senzatetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2020 14:57:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DISAGIO ABITATIVO]]></category>
		<category><![CDATA[SINDEMIA]]></category>
		<category><![CDATA[CASA]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[DECIDIAMO NOI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pandemia da Coronavirus, tra i diversi limiti del sistema, ha evidenziato nella nostra città la mancanza di strutture comunali destinate ad offrire un ricovero alle tante persone senzatetto presenti sul territorio. Se è necessario stare dentro la propria casa per impedire il diffondersi del contagio, sono invece tante le persone senza fissa dimora che continuano a vivere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La pandemia da Coronavirus, tra i diversi limiti del sistema, ha evidenziato nella nostra città la mancanza di strutture comunali destinate ad offrire un ricovero alle tante persone senzatetto presenti sul territorio.</p>



<p>Se è necessario stare dentro la propria casa per impedire il diffondersi del contagio, sono invece tante le persone senza fissa dimora che continuano a vivere e dormire all&#8217;aperto, rimanendo esposte all&#8217;infezione oltre che ad ogni sorta di intemperie, <s>e</s> costituendo, loro malgrado, un veicolo di contagio per tutta la comunità reggina. Un gruppo numeroso di persone senza casa si trova proprio nell&#8217;area della Stazione Centrale.</p>



<p>É chiaro che i provvedimenti nazionali e locali che hanno stabilito la quarantena nelle case, senza prendere in alcuna considerazione l&#8217;esistenza delle persone senza fissa dimora, si sono dimostrati, da questo punto di vista, chiaramente discriminanti.</p>



<p>Il nostro sistema sociale, anche in questo momento di grave emergenza sanitaria, ha continuato ad ignorare completamente le persone più vulnerabili, continuando ad operare come se non esistesser<strong>o.</strong></p>



<p>Solo pochi comuni, tra i quali il Comune di Palermo, hanno affrontato, in qualche modo, la questione.</p>



<p>Il dormitorio pubblico come struttura permanente per le persone senza fissa dimora è una delle questioni di politica abitativa che da anni viene richiesta al Comune di Reggio Calabria, perché i dormitori privati non riescono a soddisfare la domanda esistente. Ma l&#8217;Amministrazione comunale non ha mai dato una risposta concreta, ha solo promesso di realizzare un progetto senza mai passare ai fatti.<strong> </strong>Una iniziativa provvisoria è stata adottata dal Comune un anno fa per affrontare l&#8217;emergenza freddo. Un gruppo di persone sono state ospitate in una struttura nella zona di Pietrastorta, ma nel mese di marzo 2019, dopo il periodo di freddo più intenso, è stata chiusa, rimandando per la strada tutti gli ospiti.</p>



<p>In questo mese di quarantena il Sindaco si è limitato a rispondere alle richieste dei Carabinieri, adottando con due ordinanze&nbsp;&#8211; n. 27 del 27.03.2020 e n. 28 del 02.04.2020 &#8211;&nbsp;i provvedimenti di sistemazione abitativa provvisoria per due persone senza fissa dimora che erano sulla strada.</p>



<p>Ma non può essere affrontata così la problematica, attendendo le segnalazioni dei singoli casi, mentre le persone continuano a dormire per la strada, vagando per la città.</p>



<p><strong>Fornire un&#8217;ospitalità dignitosa a tutte le&nbsp;persone senza fissa dimora presenti in città e non solo in questo momento di pandemia, è una questione sociale che deve essere affrontata&nbsp;subito, in modo adeguato e definitivo</strong>. Sembra invece&nbsp;che l&#8217;Amministrazione voglia ancora una volta affrontare la situazione in modo temporaneo, adibendo una struttura sportiva dove accogliere provvisoriamente tutte le persone che si trovano sulla strada. Ma questa sarebbe una soluzione assolutamente errata non solo per la sua natura, ancora una volta,&nbsp;provvisoria, ma soprattutto perché concentrando in un solo posto tante persone si favorirebbe la&nbsp;diffusione del contagio.&nbsp;</p>



<p>A nostro avviso la soluzione adeguata, per questo momento ma pure per il seguito, è la creazione di un <strong>&#8220;dormitorio comunale diffuso&#8221;,</strong> individuando e attrezzando più strutture atte ad ospitare un numero limitato di persone, garantendo così il distanziamento sociale, la possibilità di dormire, di permanervi per tutta la giornata, di mangiare e di lavarsi, ricevendo il cibo e gli effetti personali necessari. </p>



<p>Una delle strutture per tale &#8220;<strong>dormitorio comunale diffuso&#8221;</strong> potrebbe essere quella già utilizzata di Pietrastorta, mentre le altre potrebbero essere individuate tra i diversi alloggi confiscati che da tempo rimangono inutilizzati.</p>



<p><strong>Reggio calabria &#8211; Osservatorio sul Disagio Abitativo</strong></p>
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