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OSSERVATORIO SUL DISAGIO ABITATIVO. CORONAVIRUS E IL DRAMMA DEI SENZATETTO

La pandemia da Coronavirus, tra i diversi limiti del sistema, ha evidenziato nella nostra città la mancanza di strutture comunali destinate ad offrire un ricovero alle tante persone senzatetto presenti sul territorio.

Se è necessario stare dentro la propria casa per impedire il diffondersi del contagio, sono invece tante le persone senza fissa dimora che continuano a vivere e dormire all’aperto, rimanendo esposte all’infezione oltre che ad ogni sorta di intemperie, e costituendo, loro malgrado, un veicolo di contagio per tutta la comunità reggina. Un gruppo numeroso di persone senza casa si trova proprio nell’area della Stazione Centrale.

É chiaro che i provvedimenti nazionali e locali che hanno stabilito la quarantena nelle case, senza prendere in alcuna considerazione l’esistenza delle persone senza fissa dimora, si sono dimostrati, da questo punto di vista, chiaramente discriminanti.

Il nostro sistema sociale, anche in questo momento di grave emergenza sanitaria, ha continuato ad ignorare completamente le persone più vulnerabili, continuando ad operare come se non esistessero.

Solo pochi comuni, tra i quali il Comune di Palermo, hanno affrontato, in qualche modo, la questione.

Il dormitorio pubblico come struttura permanente per le persone senza fissa dimora è una delle questioni di politica abitativa che da anni viene richiesta al Comune di Reggio Calabria, perché i dormitori privati non riescono a soddisfare la domanda esistente. Ma l’Amministrazione comunale non ha mai dato una risposta concreta, ha solo promesso di realizzare un progetto senza mai passare ai fatti. Una iniziativa provvisoria è stata adottata dal Comune un anno fa per affrontare l’emergenza freddo. Un gruppo di persone sono state ospitate in una struttura nella zona di Pietrastorta, ma nel mese di marzo 2019, dopo il periodo di freddo più intenso, è stata chiusa, rimandando per la strada tutti gli ospiti.

In questo mese di quarantena il Sindaco si è limitato a rispondere alle richieste dei Carabinieri, adottando con due ordinanze – n. 27 del 27.03.2020 e n. 28 del 02.04.2020 – i provvedimenti di sistemazione abitativa provvisoria per due persone senza fissa dimora che erano sulla strada.

Ma non può essere affrontata così la problematica, attendendo le segnalazioni dei singoli casi, mentre le persone continuano a dormire per la strada, vagando per la città.

Fornire un’ospitalità dignitosa a tutte le persone senza fissa dimora presenti in città e non solo in questo momento di pandemia, è una questione sociale che deve essere affrontata subito, in modo adeguato e definitivo. Sembra invece che l’Amministrazione voglia ancora una volta affrontare la situazione in modo temporaneo, adibendo una struttura sportiva dove accogliere provvisoriamente tutte le persone che si trovano sulla strada. Ma questa sarebbe una soluzione assolutamente errata non solo per la sua natura, ancora una volta, provvisoria, ma soprattutto perché concentrando in un solo posto tante persone si favorirebbe la diffusione del contagio. 

A nostro avviso la soluzione adeguata, per questo momento ma pure per il seguito, è la creazione di un “dormitorio comunale diffuso”, individuando e attrezzando più strutture atte ad ospitare un numero limitato di persone, garantendo così il distanziamento sociale, la possibilità di dormire, di permanervi per tutta la giornata, di mangiare e di lavarsi, ricevendo il cibo e gli effetti personali necessari. 

Una delle strutture per tale “dormitorio comunale diffuso” potrebbe essere quella già utilizzata di Pietrastorta, mentre le altre potrebbero essere individuate tra i diversi alloggi confiscati che da tempo rimangono inutilizzati.

Reggio calabria – Osservatorio sul Disagio Abitativo

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