No perditempo!

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Di chi è l’occhio che ci spia?

Di chi è lo spazio? La priorità dell’informazione ai nostri tempi è oramai assodata. Attraverso i media si costruisce la realtà, tra fake news e troll sui social, la quantità di informazioni è divenuta immane tanto da garantire in realtà solo la disinformazione da stordimento. Se tutto è vero e anche il contrario di tutto è vero e dimostrabile, nulla è più veramente vero. L’opinione pubblica, che non approfondisce più, si limita a fare il tifo per quella o quell’altra posizione che rimane più simpatica o più vicina alle proprie convinzioni. “Ha stato Putin”! Gridano alcuni. “E’ l’occidente guerrafondaio e satanico!”, controbattono gli altri. I russi hanno spianato un ospedale, afferma con precisione la stampa occidentale; è stata la contraerea ucraina, rispondono in oriente.

Per garantirsi la vittoria anche informativa, in questa nuova guerra mondiale ibrida, assistiamo alla corsa per la colonizzazione dello spazio con i satelliti e della terra con i data center utili all’intelligenza artificiale sempre più autonoma. Si lanciano satelliti artificiali, alcuni utili per la rete Internet ma capaci alla bisogna di ricoprire anche un ruolo militare, e qulli specificatamente militari, scientifici, meteorologici e per la navigazione.

Ad ottobre 2026 si parla di circa 15.000 satelliti operativi di cui 11.000 sarebbero privati e gestiti da un’unica azienda: Starlink di Elon Musk.

La tabella seguente usa conteggi recenti di satelliti operativi o presenti nei cataloghi orbitali. Le cifre possono variare quotidianamente e non sono tutte perfettamente omogenee.

ReteProprietario/operatoreSatelliti circaCopertura e stato
StarlinkSpaceX, USA11.000Servizio globale molto esteso
OneWebEutelsat, gruppo con sede in Francia e registrazione societaria britannica per la rete650Copertura globale, servizio soprattutto professionale e istituzionale
Amazon LeoAmazon, USA390Rete in costruzione; servizio in espansione
QianfanSpaceSail, Cina250 circaCostellazione in sviluppo
GuowangChina SatNet, Cina220 circaCostellazione in sviluppo

Il divario è enorme: Starlink ha circa 17 volte i satelliti di OneWeb e più di dieci volte quelli delle due reti cinesi messe insieme, considerando questi valori arrotondati.

Paese o categoriaSatelliti attivi riportatiQuota indicativa
Stati Uniti12.92576%
Cina1.5489%
Regno Unito6984%
Russia3852%
Giappone1541%
Altri Paesi e organizzazioni—8%

Come leggere questi dati

  • Stati Uniti: la quota è dominata da SpaceX e Starlink. Quindi il governo statunitense non possiede direttamente tutti questi satelliti, anzi la maggior parte sono si una società privata a cui il governo deve riferirsi per comprarne i servigi. E’ noto il ruolo della rete di Musk nel conflitto ucraino.
  • Cina: combina satelliti di telecomunicazione, navigazione, osservazione terrestre, ricerca e difesa. Le reti Guowang e Qianfan sono ancora in espansione.
  • Regno Unito: una parte significativa del conteggio è legata a OneWeb, che oggi fa parte del gruppo Eutelsat.
  • Russia: possiede reti di navigazione GLONASS, telecomunicazione e ricognizione, oltre a satelliti scientifici.
  • Europa: non è un singolo proprietario. Francia, Italia, Germania, Regno Unito e Unione europea hanno programmi distinti, e i satelliti dell’UE non sono necessariamente di proprietà nazionale.

Starlink rappresenta, dunque, una concentrazione eccezionale di infrastruttura satellitare commerciale e militare nelle mani di un’unica impresa privata statunitense. I governi globali, a aprtire da quello statunitense, hanno autorizzato questo sconfinamento delle aziende in ambiti prima eslusivamente appannaggio degli stati ed oggi completamente capovolti.

Quanto potere si concentra nelle mani delle aziende private più potenti al mondo?

Quale tipo di sorveglianza è oggi già in atto nel mondo?

Ogni comunicazione, ogni atteggiamento, ogni acquisto, ogni gusto è sapientemente catalogato e schedato e immediatamente reperibile grazie all’enorme capacità computazionale degli immensi data center sempre più energivori, sempre più potenti. In questo caso, però, nessun dubbio sulla sostenibilità ambientale di questi mostri divoratori di watt e acqua.

Benvenuti nell’epoca che è già stato battezzata come capitalismo della sorveglianza!

I Big Data sono i mattoncini di questo sistema e i Big Data sono estratti direttamente dalla nostra stessa vita quitidiana…