METAVERSO POST-UMANO

Nel mentre si discute di post e trans umano, perché fa figo, perché si usa, le altissime sfere dell’élite globale passa all’analogico. Le guerre si fanno sempre più digitali, lo spionaggio avviene attraverso la rete, esistono già armi ipertecnologiche capaci di disattivare tutti i dispositivi. 

Il “Doomsday Plane” E-4B è un Boeing 747 modificato in dotazione alla Presidenza degli Stati Uniti; il velivolo, dal costo di circa 200 milioni di dollari, è progettato interamente con tecnologia analogica. Non ha apparecchiature digitali, e questo gli consente di restare in volo anche dopo aver subito l’impulso elettromagnetico di un’esplosione nucleare. Inutile dire che è anche refrattario a qualsiasi cyberattacco. (qui e qui gli articoli di approfondimento).

Pare che questo tipo di aereo stia facendo dei voli di addestramento viste le minacce nucleari del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

Il ricorso all’analogico come elemento fondamentale per la sicurezza dei rappresentanti del governo degli Stati Uniti, cozza con le sperimentazioni del Metaverso facebookiano che vorrebbe “regalarci” una quarta dimensione virtuale.

Il metaverso esiste al momento a sprazzi. Giochi in 3D, realtà aumentata, ambienti di socializzazione o lavorativi. Il termine metaverso, nato nel romanzo cyberpunk Snow crash di Neal Stephenson, è stato usato da Mark Zuckerberg per indicare l’evoluzione dei suoi social media. Sarebbe l’invenzione di un mondo parallelo completamente virtuale in cui “vivere” esperienze alternative a quelle della “storia analogica”. Per i cattivi sarebbe solo una strategia per invertire la tendenza negativa delle azioni della multinazionale del web.

Un’esperienza immersiva, quella del metaverso che, grazie ai progressi della grafica computerizzata, diverrà sempre più la “realtà reale”. A ben vedere nulla di nuovo perché le tecnologie su cui il Metaverso si fonda sono già da tempo utilizzate – seppur non in maniera integrata – dal capitale nella cosiddetta digital transformation: XR (AR/VR/MR), Blockchain, AI, Cloud, Cybersecurity e Digital Twin.

Potremmo fare tutto da casa? Non ci sarà bisogno di uscire per fare commissioni o fare la spesa? Ci porterà tutto Amazon al domicilio virtuale? Sarà superfluo anche viaggiare per vedere Roma o Parigi?

Al momento tutto ciò parrebbe la naturale prosecuzione del lockdown pandemico. La socialità costa fatica. Il vicino non sempre è cordiale e il suo cane spesso abbaia. Sostenere una discussione stressa. Non sarebbe meglio se la realtà fosse completamente digitale e quindi totalmente programmabile? Tutto da casa, tutto a portata di click. Le relazioni interpersonali e familiari, lo shopping, il cinema, il teatro, il sesso, lo sport… vuoi mettere una bella palestra virtuale proprio in casa tua senza dover pazientare per le strade a causa del traffico?

Quindi ricapitolando. I ricchi in analogico per sicurezza. I poveri in digitale per la sicurezza dei ricchi. Noi con i nostri visori in 3D, loro per sicurezza alle Hawaii senza nessun privilegio elettronico!

Forse questo sarà lo scenario post-umano, le differenze rimarranno sempre tra ricchi e poveri ma nel digitale potremmo visitare Rio de Janeiro o Tunisi quante volte vorremo, potremo diventare campioni del mondo in FIFA 2050 o scalare finalmente l’Everest.

Alla fine il metaverso converrà a noi e alle élites che si sacrificheranno per l’umanità restando in analogico, per sicurezza, costretti nel vecchio mondo reale? O forse converrà cestinare loro nel mondo digitale e tornare a vivere in analogico le piazze e le strade gustando sapori e godendo di odori non artificiali?

La redazione di Malanova

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