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LUNGOMARE SAN LORENZO (RC). GIOCO AL MASSACRO

Dopo mesi di ossessiva presenza nei mezzi di comunicazione, culminati con la figuraccia conseguente alla dichiarazione di non obbligatorietà della VINCA smentita poi dalle istituzioni regionali competenti, l’Amministrazione comunale di San Lorenzo, che sta massacrando un ulteriore tratto della propria costa in aperta violazione della Direttiva comunitaria Habitat e delle disposizioni nazionali connesse, adesso tace sperando di poter continuare ad approfittare di un senso comune ormai incapace di occuparsi di bellezza, paesaggio e sostenibilità, e di chiedere ai politici dalla mentalità obsoleta di farsi carico della crisi climatica sempre più gravida di disastri per l’umanità.

Invece dovrebbe spiegare come mai, con una tenacia che sarebbe stato meglio dedicare, per quanto riguarda la stessa frazione marina del suo comune, al serbatoio insufficiente e causa di sprechi idrici e alle nocività territoriali da cui sta derivando una vera e propria “isola oncologica”, ha deciso in piena consapevolezza di far rischiare ai propri cittadini un enorme “buco” nel bilancio comunale. Infatti i lavori probabilmente stanno andando avanti per massimizzare il guadagno dell’impresa che li realizza, ma la prospettiva per il Comune è la sospensione del finanziamento, una denuncia per danno ambientale da parte dell’ufficio regionale competente presente al sopralluogo del 14 gennaio, e il sequestro del cantiere, che potrebbe arrivare d’urgenza dai Carabinieri Forestali o dalla Magistratura.

Non solo: si preparano oneri impropri (sarà automatica, per esempio, l’apertura della procedura d’infrazione da parte dell’Europa) per tutte le amministrazioni coinvolte (come la Città Metropolitana) in questa squallida vicenda.

Uno scempio dell’ambiente e del denaro pubblico.

Laboratorio territoriale permanente di San Lorenzo e Condofuri

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