ATO RIFIUTI – COSENZA: UN’ALTRA FUMATA NERA!

Sono circa le 17,00 e l’ATO Rifiuti inizia in seconda convocazione. La prima notizia è che mancano ancora più di 250.000 € per raggiungere il saldo dell’80% relativo ai servizi erogati nel primo semestre 2019. Questo traguardo permetterebbe alla Regione di continuare “l’accompagnamento” dei Comuni ed evitare un periodo natalizio con le strade intasate da montagne di rifiuti.

Già oggi alcuni player privati come Calabria Maceri dichiarano di essere saturi e minacciano la serrata.

Se si riuscirà, nell’emergenza, a garantire il servizio nel mese di Dicembre, permane un buio assoluto su quello che accadrà nei primi giorni del nuovo anno. Da Gennaio, infatti, sono previsti aumenti delle tariffe anche a causa dei tanti dissesti e pre-dissesti conclamati o di nuovo conio. Tutti i Comuni saranno chiamati a pagare il 100% del servizio; ci saranno grossi problemi di sistema visto che il 2020 partirà con il debito non saldato dell’anno precedente. Una situazione esplosiva perché con una buona dose di approssimazione è già prevedibile che i rifiuti rimarranno per strada.

La posizione quasi unanime dei Sindaci è quella della necessità di interloquire con il Governo. Da soli i comuni in dissesto o pre-dissesto (una percentuale abnorme in Calabria) non ce la possono fare. Mancano le risorse.

A questo si sommano le incertezze del nuovo organismo. La difficoltà maggiore sarà sottoscrivere i nuovi contratti visto che l’ATO non ha personalità giuridica e soprattutto bilancio.

Nel frattempo aleggia un’Ordinanza d’urgenza della Regione Calabria per la riapertura della discarica di Scala Coeli nel comune di Cassano Jonico rappresentato dal Sindaco “fresco” di elezione.

Una città quella di Cassano già interessata da un’imponente discarica sulla quale aleggiano due ipotesi: la costruzione di una quinta buca dove abbancare volumi per 150.000 m3 o la riapertura di una delle buche già esistenti per abbancare ulteriori 3.000 m3. Una storia vecchia visto che già in passato la Regione autorizzò il conferimento di i 14.000 m3 di rifiuti che poi con varie deroghe divennero 19.000.

Ad oggi la situazione è particolarmente critica visti i noti problemi del titolare dell’azienda che oggi gestisce l’impianto e la difficoltà a subentrare , pare, espressa dall’azienda seconda classificata nel vecchio bando.

Si dovrebbe espletare un nuovo bando ed una nuova gara, ma a questo punto i tempi si allungherebbero.

Diversi gli interventi provenienti dai comuni dell’alto tirreno cosentino con Scalea capofila. Oltre alle difficoltà economiche e le difficoltà di sito non bisogna sottovalutare i tanti anni di commissariamento che hanno dato ai privati le chiavi di tutti gli impianti. Non ne esiste nessuno gestito dal pubblico. I cittadini in questo momento di crisi non riescono a pagare le tariffe ed i Comuni fanno molta difficoltà ad esigere quando necessario per saldare il costo del servizio. Certamente, continuano dall’Alto Tirreno, Bisogna fare qualcosa di eclatante tutti insieme. Non è possibile tergiversare.

Ritorna anche una delle proposte improponibili. Servirebbe un termovalorizzatore nel nord della Calabria!

Ma è la stessa assise a ricordare il sovradimensionamento del termovalorizzatore di Gioia Tauro che basterebbe per l’intera Regione. Non occorrono ulteriori termovalorizzatori, si prosegue, occorrono impianti per il primo trattamento dei rifiuti capaci di selezionare i rifiuti idonei a diventare combustibile per l’impianto esistente (ndr. dove non si può bruciare il tal quale) oltre agli impianti di selezione per la valorizzazione della raccolta differenziata che dovrà sempre più attestarsi su valori dignitosi. C’è tanto lavoro da fare!

Grosse incertezze inoltre su chi erogherà le royalty una volta individuato il sito per la discarica “di servizio”. Sarà la Regione? Sarà l’ATO attraverso le tariffe? I cittadini nel cui territorio sorgerà l’impianto pagheranno di meno e riceveranno un surplus proveniente dai cittadini di altri comuni? Il Comune non pagherà i contributi dovuti alla Regione?

Di fatto l’assise si chiude con poche certezze: bisogna saldare quanto dovuto nei prossimi giorni per non avere i rifiuti in strada nel periodo natalizio ed inoltre si certifica l’assoluta incapacità della politica a trovare una soluzione. Urge un altro Commissario che deciderà per tutti.

Ma con tutti questi Commissari, alla Sanità, ai Rifiuti, in molti dei nostri Comuni, ci chiediamo:

ma cosa vi eleggiamo a fare?

Malanova Vostra!

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