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CONFERENZA INTERNAZIONALE. VISIONI E STRATEGIE DAL KURDISTAN

5 e 6 Ottobre 2019
Teatro Palladium – ROMA, ITALIA

Sono passati circa 8 anni dall’avvento delle primavere arabe e dall’inizio della guerra civile in Siria. Gli equilibri sono cambiati, nuove alleanze si sono create e dietro gli scenari bellici si nascondono interessi sovranazionali pronti a rideterminare e ridefinire i confini. A pochi mesi dalla tanto decantata sconfitta dell’Isis cosa sta accadendo in quei territori?
Il ritiro della coalizione internazionale e il ricollocamento dei diversi eserciti testimoniano nuove trasformazioni in atto. All’interno di questo contesto, un popolo sta cercando di costruire una propria alternativa basata su principi quali il pluralismo, il reciproco rispetto nella convivenza tra diverse etnie e religioni, l’uguaglianza tra i generi ed una produzione ecosostenibile del territorio. L’esperienza del Confederalismo Democratico ci mostra come, all’interno di un conflitto armato, sia possibile dar vita ad un nuovo progetto capace di dar voce e cristallizzare le volontà dei popoli che vivono quel territorio.
Un esperimento di democrazia radicale e diretta che, surclassando il modello “stato-nazione”, si propone come l’unica possibilità in grado di stabilizzare quelle terre. Lo scenario in medio oriente si colloca all’interno di un contesto globale in continuo mutamento. Se da un lato è caratterizzato dalla presenza di nuovi sovranismi, formazioni di estrema destra e di matrice sciovinista che avanzano ovunque, dall’altro mette in atto forme organizzative di resistenza che, dalle esperienze indigene al municipalismo europeo, cercano di delineare nuove traiettorie.
Una conferenza dunque, che da una critica del presente, cerchi di analizzare il paradigma del Confederalismo Democratico per raccontare e descrivere una nuova prospettiva dalla quale partire per confrontarsi e proporre una alternativa al presente. Una discussione che sappia relazionarsi con le più diverse e recenti esperienze, al fine di connettersi e costruire una “terza via” possibile.

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