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ABBANDONARE IL FOLLE PROGETTO DI IPERCEMENTIFICAZIONE DEL LITORALE DI SAN LORENZO

Il Laboratorio Territoriale Condofuri-San Lorenzo e il Comitato Ambiente Area Grecanica e Fascia Jonica Reggina esprimono stupore e indignazione di fronte alla notizia che il comune di san Lorenzo insiste nella sua proposta, profondamente sbagliata ed in contrasto con norme e piani vigenti, di ipercementificare la costa di San Lorenzo, con il progetto di Nuovo Lungomare, già bocciato e criticato da istituzioni e associazioni competenti in materia di ambiente, paesaggio e territorio. 

La programmata cementificazione  di un tratto costiero di San Lorenzo, in barba a tutte le leggi vigenti, sta tra l’altro svilendo posizioni e pareri di autorevoli organi dello stato, riducendo l’iter decisionale del progetto ad una sorta di pagliacciata, di una farsa dalla sceneggiatura ripetitiva e scadente, che offende popolazioni e istituzioni interessate. E’ noto che il progetto stesso, assolutamente abnorme e sovrabbondante per la funzione di servizio e accesso alla spiaggia che dovrebbe svolgere, si caratterizza negativamente per impermeabilizzare con una colata d’asfalto un ettaro di fascia costiera protetta da leggi comunitarie, nazionali e regionali.

Dopo decenni di aggressioni definite con formula efficace “il sacco delle coste calabresi”, le stesse  sono state emanate proprio per impedire una gestione dei 780 chilometri litoranei della regione che proseguisse con gli sfasci del recente passato buio e barbaro. Parliamo di un tratto costiero che, ove non bastasse la sua inclusione nel Codice del Paesaggio del 2004 tra le aree non ulteriormente urbanizzabili, fa parte dei Siti di Interesse Comunitario (le cosiddette aree SIC; e la Città Metropolitana rischia nella circostanza una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea che potrebbe costringerla al pagamento di svariati milioni di euro). In una regione che si è dotata di Linee Guida di Attuazione delle LUR, nonchè  della Legge Quadro del 2016, in cui rifulge il principio, sacrosanto ai tempi del riscaldamento globale,  del”consumo di suolo zero”.

Su questo, oltre al parere negativo della competente Sovrintendenza di Reggio Calabria (che se è giunto dopo la scadenza dei termini per la Conferenza dei Servizi presenta dettami prescrittivi che restano universalmente validi e quindi DA RISPETTARE SEMPRE), si sono registrati rilievi e richieste di approfondimento da parte dei Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali, nonché della stessa Autorità di Bacino regionale. A ciò si aggiungano le controdeduzioni degli Esperti delle associazioni scriventi che hanno rilevato i gravissimi impatti e le irregolarità normative, programmatiche e gestionali del progetto. Ad essi si è unita  la mobilitazione di fior d’intellettuali di tutto il territorio nazionale che in gran numero hanno scritto al sindaco una lettera rimasta senza risposta. Si è sottolineato il citato parere contrario della Soprintendenza, per   un progetto assolutamente  privo di VIA (valutazione d’impatto ambientale, da redigere obbligatoriamente nella circostanza ai sensi delle Linee Guida della LUR) e privo di uno studio d’incidenza (propedeutico alla VINCA della quale s’è fatto  a meno incrementando le già numerose irregolarità  procedurali che gravavano sul progetto). Alla luce di tutto ciò qualche settimana fa, la Città Metropolitana di Reggio Calabria convocava il Comune di san Lorenzo, le altre istituzioni interessate, i progettisti e Italia Nostra in rappresentanza delle associazioni ambientaliste, nonché del Comitato e del Laboratorio, invitando tutti e valutare l’opportunità di una profonda revisione del progetto , verso una versione maggiormente rispondente ai dettami delle leggi e dei piani vigenti. Notizie non ufficiali, ma reiteratamente confermate, riportavano IL SOSTANZIALE ACCORDO DI TUTTE LE PARTI PRESENTI VERSO UNA REVISIONE DEL PROGETTO. Si chiedeva infatti ai progettisti di procedere verso siffatta elaborazione, cosa che veniva puntualmente effettuata nel giro di poche settimane. A quel punto tutte le parti – e per esse il Comune di San Lorenzo – erano in grado di avviare i lavori di un progetto questa volta rispettoso di norme e piani e soprattutto dei caratteri del contesto ambientale interessato. Sembrava tutto risolto . Ma il “voltafaccia” del comune rimetteva tutto in discussione. L’amministrazione di San Lorenzo dichiarava di non poter procedere con la nuova versione, più attenta a paesaggio ed ecologia; e di decidere invece di avviare i lavori secondo il vecchio progetto. Vale la pena di notare che la revisione del progetto comportava una drastica riduzione dei materiali legati al ciclo del cemento e un forte incremento di elementi di rinaturalizzazione, e la scelta avrebbe favorito settori innovativi e ad alta capacità di futuro dell’economia locale.Invitiamo quindi con forza l’amministrazione di San Lorenzo ad abbandonare un progetto che si caratterizzerebbe per essere, oltre che disastrosamente impattante, anche abusivo, ed a procedere invece con la revisione che era già stata decisa. 

San Lorenzo, 5 agosto 2019 

LABORATORIO TERRITORIALE CONDOFURI-SAN LORENZO

COMITATO AMBIENTE AREA GRECANICA E FASCIA JONICA REGGINA

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