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I LAVORATORI COBAS ABRAMO CUSTOMER CARE SI AUTORGANIZZANO

Giovedì 18 luglio noi dipendenti Abramo Customer Care della sede di Montalto Uffugo aderenti ai Cobas abbiamo dato vita al primo incontro aperto a tutti i colleghi, manifestando dunque anche all’azienda il fatto che abbiamo avviato questo percorso.

Oltre alla presentazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori promotori, erano presenti all’incontro Stefano Mancuso, dipendente Comdata e membro dell’esecutivo regionale dei Cobas, che insieme alla RSU COBAS di Comdata Giuseppina Roberti, hanno illustrato il loro percorso sindacale e la loro esperienza nella cessione di ramo d’azienda avvenuta nel 2015 a seguito del fallimento di Infocontact. Ci hanno illustrato passaggi cruciali che potrebbero verificarsi in qualsiasi azienda Tlc in crisi. Parliamo di dipendenti che sono stati ridimenzionati da 8 ore di contratto a 6, quelli da 6 a 4. Erosione di giorni di ferie, rol, festività soppresse. La mancanza di stipendi per mesi. La loro esperienza deve farci capire che anche chi è assunto a tempo indeterminato, nel mondo delle telecomunicazioni di oggi, è precario allo stesso modo di un dipendente a termine, visto che non ci sono tutele specifiche sugli appalti (a parte la cd clausola sociale che però non contiene punti fermi su ambito territoriale e livelli di retribuzione), sulla riqualificazione del personale verso il nuovo mondo dell’intelligenza artificiale o l’acquisizione da parte dei committenti stessi dei dipendenti degli outsourcer. Senza dimenticare la mancanza di ammortizzatori sociali sicuri come la Cassa Integrazione, non estesa al mondo tlc.

Mimmo Teramo, Cobas Tim di Roma, ci ha illustrato le problematiche del mondo Tim, che di conseguenza riguarda anche noi dipendenti del gruppo Abramo vista la percentuale di traffico gestito negli anni per il committente delle Tlc più importante. Dal contratto di espansione oraria alla solidarietà. Infine Teramo, sollecitato sulle domande dei lavoratori presenti, ha voluto specificare che le procedure di mobilità possono essere applicate da un’azienda anche se non in crisi e per un numero di lavoratori anche piccolo, ad esempio 5 risorse. Se oggi la Abramo C.C. non riesce ad acquisire nuove commesse o non riesce a tenere testa ai diretti competitor, è per il costo del lavoro che in altre realtà è quasi zero o nullo (vedi Distribuzione Italia), mentre in Abramo coincide con la mancata acquisizione, o conferma, di commesse. Problema che si potrebbe scongiurare se fosse regolato in modo legislativo il mondo degli appalti nel ramo tlc.

Quello che oggi è successo presso la sede di Montalto Uffugo, ci ha lasciato basiti e ci pone l’obbligo di rivolgere domande specifiche a chi va a sedersi ai tavoli aziendali e contrattare per i lavoratori con un’azienda che non tende a comunicare ufficialmente la sua posizione.

Oggi molti colleghi di Staff sono stati ridimenzionati ad operatori, compresi gli addetti della reception. La presenza del Management in azienda ha provocato un effetto di sconcerto tra i lavoratori che hanno assistito a questi spostamenti.

Vorremmo ricordare che alcune delle 4 RSU presenti presso la sede di Montalto, con un comunicato del 19/03/2019 e dopo una Call Conference tra gli stessi ed il Management aziendale, avevano annunciato problematiche , e la conseguente loro disapprovazione di quanto udito, sull’applicazione del Fis in azienda (al massimo sulla sede di Montalto) e notevoli cali di traffico sul 187 commerciale con azzeramento del supplementare e con relativo di spostamento del traffico , e formazione personale , all’estero.

Vorremmo ricordare che nello stesso giorno, un segretario regionale (a seguito di questo comunicato molto preoccupante dal punto di vista lavorativo e sulla volontà di puntare ancora sulla sede di Montalto Uffugo da parte della Abramo) dichiarava di avere chiesto all’azienda come intendesse garantire la sede di Montalto Uffugo (e Lamezia Terme) avendo come risposta lo spostamento della commessa SOCIAL sulla sede del cosentino. Commessa fatta passare per nuova, ma che in realtà nacque a Cosenza qualche anno fa e poi passata a Crotone. Commessa rimasta per pochi giorni a Cosenza, tra l’altro. Lo stesso segretario, infine, dichiarava che avrebbe vigilato su eventuali evoluzione negative sulla sede di Montalto Uffugo.

Bene da quella data sono stati intaccati ulteriormente i tempi indeterminati, con applicazione di Fis anche su altre commesse e sullo staff. Sono state spostate numerose risorse sul 119, commessa rientrata in modo temporaneo su Montalto, dal BO Fisso Tim con una formazione di pochi giorni. Il Fis in formazione, che doveva essere retribuito al 100%, ha invece visto la decurtazione di euro dalla busta paga. Sono seguiti comunicati sindacali prima unitari, poi singoli dove c’è chi parla di 600 esuberi, chi di 200, chi di 100. Per quale commessa e per quale sito al momento non è dato saperlo. Sono stati fatti incontri con sindaci. Sit-In. Promossi stati di agitazione. Ma ad oggi regna la confusione.

PRETENDIAMO CHIAREZZA. Pensiamo che sia arrivato il momento che le RSU presenti in azienda, ma soprattutto i referenti regionali delle sigle che vanno a sedersi al tavolo delle contrattazioni, di dicano esattamente come stanno le cose. Non è possibile che durante una Call-Conference le RSU dicano una cosa (manifestando la loro giusta preoccupazione e che si sta purtroppo verificando) mentre i segretari regionali dicano altro.

E allora PRETENDIAMO le risposte alle seguenti domande.
L’azienda ha ancora interesse a puntare sul sito di Montalto Uffugo? L’azienda vuole riqualificare il proprio parco dipendenti verso le nuove tecnologie ? L’azienda ha ufficialmente dichiarato esuberi e i confederali stanno prendendo tempo lanciando piccoli segnali ad intervalli di tempo anche abbastanza regolari? Non è che ci troviamo dopo l’estate a non ricevere più lo stipendio? (domanda provocatoria sia chiaro!)

E chiediamo all’azienda di convocarci, quando e dove vuole, per aggiornare anche noi Cobas delle loro strategie e del futuro. Stiamo crescendo e oggi rappresentiamo anche noi dei lavoratori che nelle altre sigle, cosi come noi, non hanno trovato le giuste conferme ai loro dubbi.

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