REPORT ASSEMBLEA REGIONALE DEI COMITATI CALABRESI

INTRODUZIONE

1° INTERVENTO – Partendo da un’analisi in positivo ed in negativo della manifestazione nazionale a Roma procediamo nella costruzione di un percorso che può diventare sicuramente importante se si intreccia con tutto ciò che si muove intorno alle grandi opere inutili ed imposte, sulle devastazioni ambientali e sul cambiamento climatico. Pensiamo ad esempio a quello che sta succedendo intorno a FFF con l’assemblea costituente che si è tenuta a Milano ad aprile. Il 23M ha restituito un’immagine plastica della partecipazione che va oltre le battaglie nei territori.

Questa immagine ci dà il senso della complessità della soggettività da ricomporre. C’è una possibilità di rompere il muro del silenzio sulle nostre mobilitazioni. Il 23 ha dato la possibilità a diversi terrori di riattivarsi con una forte partecipazione da Sud. E dal Sud, infatti, si stanno costruendo iniziative condivisi (1° Maggio comune a Taranto, Rende e Napoli) e un’assemblea meridionale che possa portare un punto di vista meridiano al percorso nazionale.

Si è inoltre sottolineato, durante l’ultima riunione nazionale, la possibilità di implementare una campagna comune Nazionale sulla questione energetica e dell’uscita dal fossile. Oggetto di questa campagna possono essere alcune multinazionali come ENI ed ENEL, raffinerie e centrali termoelettriche a carbone. Una campagna nazionale che su alcuni nostri territori potrebbe ritornare di una certa utilità: Lamezia, Bisignano e Crotone per la presenza dell’ENI, Rossano e Pollino per l’ENEL, ad esempio.

Le prossime date sono quelle del 24 Maggio di FFF. Come stare dentro il percorso per le realtà ambientaliste e radicali è una domanda fondamentale. Passiamo dal 1° Maggio di Taranto e dalla mobilitazione, sempre a Taranto, prevista per il 4 Maggio con il corteo cittadino che raggiungerà le porte dell’ILVA.  Altro snodo importante il campeggio estivo dei NO TAV, “festival dell’Alta felicità” (25-28 Luglio) che è stato aperto nell’organizzazione a tutte le realtà di movimento, il Climate Camp a Venezia (4-8 settembre), il Campeggio No Muos in Sicilia (2-5 agosto) ed il probabile campeggio No Tap in Puglia. Si è deciso di posticipare il 5 Maggio come data meridionale perché troppa vicina al corteo del 4 a Taranto; sarà organizzata a Cosenza il 9 Giugno (inizialmente 2 giugno poi posticipata per altra data in Calabria).

Il primo spunto potrebbe essere quello di lavorare su una campagna regionale ad esempio su lavoro e salute, due filoni che certamente sono particolarmente sentiti alle nostre latitudini.

Dal secondo dopoguerra in poi tutti gli interventi industriali cosiddetti straordinari (es. Lamezia Terme, Crotone, Gioia Tauro) avevano come orizzonte (voluto e condiviso anche dalle forze progressiste e sindacali di allora) lo sviluppo industriale e la piena occupazione, sulla falsariga del modello fordista e lavorista del triangolo industriale italiano.

Su queste (false) promesse di sviluppo e benessere diffuso sono state costruite grandi fortune elettorali con effetti devastanti per le comunità meridionali: povertà, miseria, marginalità sociale, devastazioni ambientali con le relative e pesantissime ripercussioni sulla salute della popolazione, sono state il frutto avvelenato della logica predatoria e coloniale dei gruppi industriali del Nord.

Tutto ciò ha permanentemente e drammaticamente posto al centro dell’esistenza di ogni singolo individuo la scelta esistenziale tra l’avere uno straccio di reddito da lavoro e tutelare la propria salute e il proprio ambiente. Puntare quindi sulla disarticolazione della suddetta logica potrebbe essere una traccia di lavoro regionale condiviso perché gli esempi che spesso riportiamo in assemblea di aggressione territoriale, mancato diritto alla salute e ricadute su di essa stanno lì a dimostrarci come, appunto, la tutela della salute e la difesa del territorio siano incompatibili con l’avidità di profitto espressa dal capitale.

Infine nell’ultima assemblea ci siamo dati alcuni compiti. Abbiamo creato la mailing-list comunicativa e allargato la redazione del blog Malanova.info che fungerà come contenitore di tutto il movimento calabro. La necessità inoltre, come sottolineavano alla scorsa assemblea i compagni di Costa Nostra, di far diventare itinerante il momento assembleare regionale. Potremmo pensare ad una prossima assemblea a Lamezia/Curinga o in altro luogo per agevolare la partecipazioni delle realtà più periferiche.

2° INTERVENTO. Sarebbe opportuno mettere insieme le competenze e le sensibilità presenti su tutti i territori. Il collettivo RASPA si è sempre occupato e segue molto da vicino le questioni relative alle trivellazioni. Tutto ciò potrebbe essere messo in comune per non creare doppioni e rischiare di ripartire sempre da zero. Si potrebbe pensare alla costruzione di gruppi di lavoro tematici che procedono ad un approfondimento delle tematiche comuni per poi arrivare con più agilità alla loro traduzione politica e comunicativa. È fondamentale ricreare una coesione diffusa tra comitati, associazioni e movimenti che operano nella nostra Regione. Ad esempio per quanto riguarda il megalotto della 106 come RASPA abbiamo proposto di raddoppiare la 106 nei tratti dove la corsia è unica (ad esempio Mirto, Crosia etc.) invece che quadruplicare i tratti dove c’è già la doppia corsia. Il risparmio cospicuo potrebbe essere utilizzato per potenziare la scarsissima rete ferroviaria. Un altro problema della Sibaritide è l’inquinamento dovuto dallo sversamento di rifiuti anche tossici nei terreni che non ha trovato una soluzione definitiva. Si potrebbe digitalizzare la mappa delle problematiche ambientali redatta da RASPA che potrebbe essere implementata da tutti i comitati che abbiano del materiale.

3° INTERVENTO. Di fatto le problematiche sono sempre uguali e ce le ricordiamo ad ogni riunione. È necessario tradurre per arrivare alle persone comuni per poter incidere nella realtà. Non è da sottovalutare il tema della rappresentanza politica, da sottrarre agli stessi attori tradizionali e consolidati, per crearne una nostra ed avere una leva in più per la risoluzione delle problematiche. Di fatto la mobilitazione delle persone avviene quando c’è un problema che li tocca per poi sgonfiarsi velocemente. Dovremmo, inoltre, pensare ad un giornalino mensile o bimestrale anche digitale per comunicare meglio le problematiche e divulgare le iniziative portate avanti da tutti i comitati ed i nodi territoriali.

4° INTERVENTO. Bisogna anche ripartire dalle scuole per allargare il cerchio dell’informazione e raggiungere tutti. Ripartire dai più piccoli per creare nuove sensibilità ed i cittadini del futuro. Un tema fondamentale è certamente quello dei migranti climatici con l’altra faccia della medaglia delle grosse multinazionali che rubano risorse e creano scempi ambientali che costringono alla mobilità intere popolazioni (vedi caso ENI in Nigeria).

5° INTERVENTO. A Nicotera ci sarà la rappresentanza di una lista promossa dal Movimento 14 Luglio che parte proprio da un’esperienza di lotta sul tema dell’acqua e della depurazione. Certamente il discorso elettorale non è da considerarsi come il fine ma come uno dei possibili sbocchi di un’azione importante di lotta sul territorio. L’idea di una redazione per la comunicazione collettiva regionale è fondamentale per far girare le notizie ed informare dal nostro punto di vista. La data del 2 giugno potrebbe essere utile per fare un pezzo di lavoro insieme.

6° INTERVENTO. Non basta ritrovarsi, anche se è la base, il dato di fatto preoccupante è che siamo pochi e potremmo trasformare i nostri incontri in uno scambio di opinioni tra ceto politico senza capacità di giungere ai territori.

Sarebbe opportuno spostare le nostre assemblee nei territori per provare a capire quali sono i meccanismi che non facilitano la partecipazione. È importante mantenere un respiro nazionale in una traduzione territoriale delle lotte. Servono parole chiave come salute e salvaguardia del territorio per tenere tutti dentro ad un percorso largo e comune. Servono queste assemblee? Serve un’assemblea meridionale? Come ci apriamo ai cittadini? Propongo questi interrogativi proprio per facilitare la riflessione comune. A luglio i napoletani hanno lanciato una manifestazione durante le universiadi a Napoli sulla questione del lavoro.

7° INTERVENTO. Quello che ci contraddistingue in questa regione e quello di non riuscire ad amalgamare i collettivi mantenendo i propri singoli orticelli. C’è bisogno di un collettivo dei collettivi specie in questa fase particolarmente ostile ai movimenti. È inutile fare la guerra dei numeri, su quanti attivisti e militanti si portano in giro per le manifestazioni. Occorre una costituente dei movimenti che parte dalle questioni come ad esempio quella uscita ieri a Lamezia sulla questione del regionalismo differenziato. C’è bisogno di un salto di qualità rispetto alle diatribe interne tra sindacati di base, tra centri sociali, tra associazioni.

8° INTERVENTO. Spesso si fa fatica a far comprendere il problema delle grandi opere ai cittadini. La coscienza diffusa è quella che alla fine l’opera si fa ma tanto i soldi non sono i miei. Bisogna andare oltre la denuncia dell’inutilità delle opere per costruire percorsi autonomi e autogestiti capaci di produrre reddito diretto o indiretto che diventano di per sé difficilmente smontabili. Bisogna decostruire il problema del bisogno, del lavoro. Vent’anni di politica del turismo hanno prodotto solo una forte cementificazione lasciando sostanzialmente in povertà i territori. Economia informale, di prossimità, collettiva. Solo così si creano meccanismi automatici di tutela degli spazi di vita e dei territori. Come tessere delle situazioni economiche tenendo fisso il tema dell’ambiente e della dignità? Un esempio sono i Gruppi di Acquisto Solidale ed altre forme di organizzazione capaci di rompere il cerchio del bisogno.

9° INTERVENTO. Non sono d’accordo sulle questioni dibattute. Si possono rincorrere le vertenze locali anche senza aspettarsi le masse. Le persone spesso si coinvolgono solo se sono interessate direttamente. Un corretto funzionamento della raccolta dei rifiuti avrebbe un impatto di dieci volte lavorativo rispetto a quello del funzionamento attuale. Altri dovrebbero spiegare il perché. Il livello vertenziale si nutre della partecipazione popolare che c’è solo però nel punto di crisi e della competenza tecnica che porti la vertenza anche a livello giudiziario.

10° INTERVENTO. Il corteo del 23 è stato uno dei cortei più partecipati della storia recente. Il 60% di quel corteo era composto da realtà meridionali. Purtroppo perché questo è il sintomo di ciò che è successo a Sud. Ci hanno trattato da sempre come la discarica della produzione concentrata al Nord. Le navi dei veleni, la Jolly Rosso, il fiume Oliva, ecc. dovrebbero essere storie esemplari. Il terzo megalotto della 106 verrà fatta da un’impresa, l’Impregilo, con sede a Milano. La prima cosa che deve uscire da qui è quella di chiedere un’indagine epidemiologica istantanea che fotografi i casi di morte per tumore potrebbe dare una mappatura delle discariche abusive create sui nostri territori. Non solo ti fanno ammalare ma poi ti chiudono anche i rubinetti dei fondi per la Sanità.

Questo è il meccanismo di potere alle nostre latitudini. Le comunità calabresi (e più in generale quelle del Sud) hanno pagato e continuano a pagare un prezzo elevato in termini di malattie, inquinamento e devastazioni ambientali e tutto ciò senza che la Calabria abbia mai avuto uno sviluppo industriale che possa giustificare l’attuale scempio ambientale e socio-sanitario. Cosa ha permesso tutto ciò?

I rapporti di produzione presentano nel Mezzogiorno le caratteristiche proprie delle aree coloniali anche se la sostanza di tale carattere tende ad essere occultata dall’esistenza di una media e piccola borghesia impiegatizia e professionistica che rimane a galla nell’indotto coloniale. Siamo costretti ad emigrare perché non c’è lavoro, perché dobbiamo curarci, perché non ci sono risorse e quelle poche prendono le vie del Nord. Riprendiamo il controllo politico ed il potere sui nostri territori. Anteporre al “prima gli italiani” un “prima ai territori”. È questo il motivo per il quale dalle realtà meridionali è venuta fuori l’esigenza di un percorso autonomo meridionale dentro il quadro unitario di movimento uscito fuori dal percorso del 23M. È importante inoltre pensare ad un momento regionale di mobilitazione che veda coinvolte tutte le realtà calabresi in lotta.

11° INTERVENTO. Il Ponte sullo stretto non è stato fatto ma i costi li abbiamo pagati tutti. Al di là del nodo elettorale, mettiamo insieme le competenze per salvare la nostra terra. Pensare ad una campagna collettiva potrebbe tenere alto l’attenzione sul coordinamento e sulle assemblee. Ma una campagna regionale deve tenere conto delle differenze territoriale. Credo sia utile una campagna larga su temi come salute e ambiente. La sanità pubblica, la colonizzazione attraverso il decreto Calabria, continuare a spostare dalla nostra regione il momento decisionale, sono fatti di attualità. Una mobilitazione unica su “Difendiamo la Calabria” che tenga insieme Sanità, Ambiente e regionalismo differenziato. Malanova ma anche “il Meridione” di Cirillo possono certamente essere un altoparlante per il coordinamento. La proposta di una data di mobilitazione regionale dei comitati può essere unificata all’analoga esigenza uscita fuori all’assemblea regionale de Il Sud Conta. Pensare quindi ad un’unica data è una proposta più che ragionevole viste le tante problematiche che si sovrappongono ai due percorsi regionali.

12° INTERVENTO.  La rapina del territorio è una costante in tutta Italia. Bisogna capire come rilanciare il percorso in maniera offensiva rispetto a questi meccanismi. Siamo in netto ritardo. Non possiamo fare un discorso di orticelli. I tentativi di coordinamento devono avere sintesi e progettualità politica senza appartenenze. La rappresentanza politica non fa parte della storia dei movimenti. La scelta di delega anche con le migliori intenzioni di fatto ti ingessa snaturando il movimento. Bisogna mettere in campo meccanismi che provino ad inceppare il sistema come a volte c’è riuscito.

13° INTERVENTO. Vorrei essere ottimista. Dopo Roma il clima qui sembra quasi di sconfitta. Al contrario dovremmo gioire a partire da questa discussione. Tante riflessioni, tanti spunti per provare a delineare una prospettiva. Non dobbiamo assimilare il punto di vista dei media. Bisogna ripartire dai 70.000 di Roma che esprimono una straordinaria ricchezza in termini di possibilità. Il capitalismo non se la passa bene, è arrivato a sfruttare tutti gli aspetti del territorio, gli spazi di vita, perché le vecchie forme di accumulazione non funzionano più tanto bene. I NO TAV mostrano come una popolazione si è sollevata su una questione territoriale e non solo su una questione costi/benefici di una grande opera. Una delle nostre tare è quello di ignorare la ricchezza dei luoghi dove stiamo, perché la Calabria è un luogo così di merda che non c’è bisogno di soffermarvisi, bisogna solo partire. Bisogna guardare il tema dell’ambiente da questo punto di vista. Bisogna ripartire dai luoghi, dalla gestione del territorio, dalla vita quotidiana.

14° INTERVENTO. Porre al centro del dibattito l’importanza dei luoghi soprattutto alle nostre latitudini dove non abbiamo grandi metropoli e l’80% della popolazione calabrese vive in piccoli centri. Dobbiamo interrogarci su come far restare nei propri luoghi le persone e i giovani soprattutto perché i nostri luoghi si impoveriscono demograficamente ogni giorno di più. Esiste una migrazione sistematica da Sud a Nord e molte persone partono e non ritornano più nelle proprie terre d’origine.

Occorre allora costruire una contronarrazione sulla Calabria, sul Sud ed il Meridione in generale attraverso una nuova visione meridiana.

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PROSSIMI APPUNTAMENTI ED IMPEGNI

1° Maggio # Festa al Parco Robinson di Rende (CS)

4 Maggio # Corteo a Taranto

24 Maggio # Global Strike for Future

9 Giugno # Assemblea Meridionale

25 – 28 Luglio # Festival dell’Alta Felicità (Val di Susa)

Luglio # Manifestazione contro le universiadi a Napoli

2 – 5 Agosto # Campeggio No Muos

4 – 8 Settembre # Climate Camp (Venezia)

(data da individuare) # Iniziativa di mobilitazione regionale Coord. Comitati + Il Sud Conta

Costruzione della campagna regionale Lavoro VS Salute

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Rende (CS), 28/04/2019

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