TORINO: Il Consiglio Comunale dice NO AL DECRETO ‘SALVINI’

Il Consiglio comunale ha approvato un Ordine del giorno (prima firmataria Elide Tisi, del Partito Democratico) sul tema del Decreto Salvini (113/2018) in materia di ‘Immigrazione e sicurezza’.

L’atto del Consiglio invita la Giunta di Palazzo Civico a chiedere al Ministero dell’Interno e al Governo di sospendere “in via transitoria fino alla conclusione dell’iter parlamentare” gli effetti dell’applicazione del Decreto Legge Salvini e ad aprire un confronto con Torino e le altre grandi Città per valutare le ricadute concrete del provvedimento in termini economici, sociali e di sicurezza dei territori.
Il Consiglio sostiene che con l’approvazione del Decreto sono vanificati gli sforzi (fatti anche dalla Città di Torino), volti a un equilibrata distribuzione delle persone accolte su tutto il territorio regionale e non solo nelle grandi aree urbane.
Il provvedimento legislativo favorirà le forti concentrazioni di persone nei grandi centri di accoglienza straordinaria – recita l’atto – e si rischia l’aumento delle persone presenti nei centri di permanenza per il rimpatrio, compreso quello di Torino.
La prima firmataria dell’atto, nell’illustrare in Aula il documento, frutto di approfondite discussioni in IV Commissione, ha commentato: “La norma favorirà situazioni di illegalità sul territorio, scaricando sulla Città i costi delle persone fragili e del ‘prosieguo amministrativo’ di tutela dei minori, oltre a interrompere i percorsi di integrazione positiva avviati nei progetti SPRAR”.
Dopo la presentazione del provvedimento sono intervenuti a favore del provvedimento i consiglieri Tresso, Sganga, Iaria, Canalis e Artesio.
Francesco Tresso (Lista civica per Torino) ha espresso la propria contrarietà verso un Decreto che non risponde ai problemi complessi sul tema.
La capogruppo del M5S, Valentina Sganga, ha detto che l’approvazione dell’ordine del giorno è uno stimolo per migliorare il provvedimento legislativo, con l’obiettivo di tutelare la Città in un modello di gestione applicato fino ad oggi che dovrà proseguire.
Per la maggioranza è intervenuto anche il consigliere Antonino Iaria (M5S) ed ha espresso perplessità verso il testo del Decreto che non aiuta la Città, ponendo condizioni di difficile gestione con minori risorse.
La consigliera del Partito Democratico, Monica Canalis, ha invitato a un ragionamento collettivo per individuare punti di incontro su un provvedimento che, se non emendato in fase di conversione in legge, avrà un impatto molto negativo sulla città.
Eleonora Artesio (Torino in Comune) ritiene utile far pervenire le preoccupazioni della Sala Rossa al Parlamento sul testo di legge di prossima conversione, visto il buon andamento del progetto SPRAR sul territorio locale.
Per la Giunta è intervenuta l’assessora ai Servizi Sociali, Sonia Schellino, che nel condividere l’iniziativa del Consiglio comunale ha ricordato i rischi di aumento di persone in stato di illegalità con il varo delle nuove norme ed ha auspicato che anche i Comuni siano coinvolti nel lavoro di modifica del Decreto.

Voci negative sono giunte dai consiglieri Ricca e Rosso.

Fabrizio Ricca (Lega Nord) ha espresso il proprio dissenso ricordando la progressiva diminuzione dei migranti sbarcati in Italia, oltre al fatto che il decreto Salvini è previsto nel contratto di Governo.

Roberto Rosso (Noi con l’Italia) ha apprezzato il lavoro svolto per l’atto in votazione, ma non lo ha condiviso sostenendo che occorrerà ricreare le condizioni di accoglienza nelle strutture.

L’Ordine del giorno è stato approvato con trenta voti favorevoli e due voti contrari.

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