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La vera illegalità è lasciare migliaia di persone senza diritti essenziali

La circolare del Ministero dell’Interno “sull’occupazione arbitraria degli immobili”  è un calcio ai principi costituzionali e internazionali che tutelano la dignità umana, oltre che una potenziale bomba sociale. Ma l’illegalità più imperdonabile è lasciare migliaia di persone senza diritti essenziali, quale è il diritto alla casa. 

Si apprende che anche a Reggio Calabria le direttive del Ministro Salvini potrebbero avere esecuzione e poco rassicurano le recenti critiche alla circolare da parte del sindaco Falcomatà.

In città infatti ci sono già stati casi di sgombero, precedenti all’emanazione della circolare, di famiglie in condizioni di fragilità economica e sociale, per le quali l’ unica soluzione prevista è stata la sistemazione in strutture di accoglienza per i minori e le madri, senza prendere in alcuna considerazione lo smembramento del nucleo familiare. Casi passati quasi sotto silenzio, ma che se replicati in massa, secondo la dimensione del fenomeno, avrebbero l’aspetto di un vero e proprio disastro sociale.

Eppure è da anni che in città viene affrontato il tema dell’illegalità nel settore dell’edilizia residenziale pubblica. La rete di realtà associative riunita nell’Osservatorio sul disagio abitativo continua a denunciare il sistema consolidato che non garantisce il diritto alla casa alle persone in condizioni di disagio economico, ma favorisce e alimenta l’inutilizzo o l’uso improprio e illegale degli alloggi popolari da parte di assegnatari ormai privi di requisiti e, secondo recenti indagini, della criminalità organizzata. La rete di associazioni e movimenti ha chiesto a gran voce negli ultimi anni al Comune di Reggio Calabria la legalizzazione della gestione degli alloggi popolari a partire da un’efficace e trasparente azione di controllo fatta di necessarie verifiche e  decadenze di assegnatari senza titolo, come previsto dalla normativa vigente. È stata proposta la messa a punto di una procedura informatica per ottimizzare e velocizzare quest’azione di controllo.  Ed invece, nonostante le prescrizioni della normativa di settore e la delibera n° 3 di Consiglio comunale del 10 febbraio 2017, a tutt’oggi  queste azioni sono state solo avviate ma  neanche parzialmente portata a compimento.  Non si può che biasimare inoltre  la decisione  dell’Amministrazione Comunale che nel 2016  ha decretato l’utilizzo per altri interventi di quegli 11 milioni di euro già precedentemente  finalizzati a garantire l’alloggio  a tante famiglie in stato di bisogno. In città infatti sono migliaia i cittadini in graduatoria per l’ultimo bando sugli alloggi popolari, la cui graduatoria definitiva risale all’anno 2012.  Si assiste inoltre con più frequenza agli sfratti per morosità di persone impossibilitate a far fronte al pagamento degli affitti e quindi catapultati  in  una situazione di emergenza abitativa. È di questi fenomeni che il ministro Salvini  e le prefetture dovrebbero preoccuparsi, anziché penalizzare le persone che, in assenza di alternative concrete, hanno occupato un immobile per tutelare la propria vita e quella dei propri familiari.  Non è trascurabile poi, sul tema delle occupazioni, che in città sono decine, se non centinaia, le richieste di regolarizzazione delle condizioni locative negli alloggi popolari di persone aventi i requisiti previsti  dalla legge regionale  nr 8 del 1995 (Norme per la regolarizzazione delle occupazioni senza titolo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica).  Ma, ancora una volta, è la macchina burocratica e la mancanza di volontà politica nel corretto governo del settore a costringere le persone in una situazione di illegalità formale, impedendo una regolarizzazione nel pieno rispetto della legge e un beneficio per le condizioni esistenziali delle persone, oltre quello economico per il Comune. La circolare Salvini appare inoltre grottesca e paradossale se si pensa che le case vuote o inutilizzate in città sono oltre 60.000, in regione  450.000, in Italia 7,5 milioni. Manca infatti  la capacità di acquisire almeno parti di questo patrimonio ad uso sociale e si alimenta invece questo enorme spreco e sfascio economico e sociale pensando di svuotare altre migliaia di vani, oggi utili per rispondere almeno in minima parte al grave disagio abitativo.

Ben vengano invece i censimenti e le verifiche che mirino a fare chiarezza sul fenomeno del disagio abitativo per porvi soluzioni che tutelino la dignità umana e facciano luce sul sistema illegale, se non criminale, dell’utilizzo degli alloggi popolari. Sono queste le azioni fondamentali per evitare il fenomeno delle occupazioni e l’uso illegale del patrimonio edilizio.  

Reggio Calabria, 18 settembre  2018

Osservatorio sul disagio abitativo

Un Mondo Di Mondi   Giacomo Marino -Cristina Delfino

CSOA  Angelina   Cartella

Società dei Territorialisti/e Onlus

Centro Sociale Nuvola Rossa

Comitato Solidarietà Migranti

Reggio Non Tace

Collettiva AutonoMia

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