No perditempo!

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Contro i ricatti padronali. Reddito lavoro dignità

USB Cosenza esprime piena solidarietà al Sasha Colautti, operaio dello stabilimento triestino della Wärtsilä, che dopo il rientro in fabbrica dal distacco sindacale ed il passaggio da Fiom ad USB si è visto recapitare dalla direzione una conunicazione di trasferimento con effetto immediato dal sito di Trieste a quello di Taranto. Sasha ha avvisato i colleghi dell’accaduto e subito dopo si è incatenato al cancello della fabbrica dove tutt’ora si trova.

Tantissimi colleghi e compagni di lavoro sono scesi immediatamente in sciopero.
Se cancellarsi dalla FIOM-CGIL ed iscriversi ad USB cosi come ha fatto Sasha comporta repressioni padronali noi non ci stiamo!
Anche perché nessuno può mettere in discussione la libertà dei lavoratori di scegliersi il Sindacato nel quale militare.

È evidente la complicitá della Fiom-Cgil in questo ricatto padronale che ha colpito un quadro sindacale proprio nel momento del suo addio dalla CGIL. 
È ormai chiaro ai più della subalternità dei sindacati gialli agli interessi padronali, organizzazioni che da molti anni hanno smesso di rappresentare gli interessi della classe operaia per farsi ceto politico dirigenziale cooptato nella gestione politica economica di aziende in cambio del pompieraggio della rabbia operaia. Se oggi tanti lavoratori decidono di abbandonare Cgilcisluil e iscriversi ad USB  e di militare nel sindacalismo conflittuale la scelta è guidata dalla mecessità di riconquistare quei diritti che per responsabilità dei sindacati conplici sono stati negli anni scippatiecriconquistarne di nuovi
Usb Cosenza esprime complicità e solidarietà militante a Sasha e ai lavoratori della Wartsila che immediatamente hanno raccolto l’appello del loro conpagno e stanno scioperando a sostegno di questa lotta contro l’arroganza padronale che colpisce chi oggi non intende abbassare la testa ma al contrario conserva integra la propria dignità
RIPRENDIAMOCI TUTTO !!!

Di seguito l’appello di Sasha ai suoi colleghi di fabbrica:

“Cari compagni e colleghi, oggi Wartsila ha raggiunto l’apice della sua ignobilta’ impedendomi di entrare nuovamente e consegnandomi alla fine una lettera di trasferimento presso la base di Taranto.
Vi ho difeso sempre quando ho potuto, e ora io chiedo a voi di difendere me.
Scioperate, smettete di lavorare subito. Protestate per questo atto scellerato e meschino”.

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