Appunti per una riflessione collettiva sulla prossima grande opera: lo Stadio. (n° 1)

“Cchi vò di Valorizzazione?”

Il Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto in una nota apparsa sulla sua pagina facebook annuncia la realizzazione di una “vera e propria “Città dello Sport” promuovendo e partecipando ad un fondo immobiliare (Art. 33 legge 98/2011) con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio di impianti sportivi che abbiamo già a disposizione”.

In base all’articolo 33 del D.L. 98/2011 gli enti territoriali possono farsi promotori della costituzione di fondi comuni di investimento immobiliare  attraverso l’apporto di beni immobili e diritti. Il comma 2 dello stesso articolo stabilisce che “ai fondi comuni di investimento immobiliare promossi da regioni, provincie, comuni possono essere apportati a fronte dell’emissione di quote del fondo medesimo, beni immobili e diritti con le procedure dell’articolo 58 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112.

Traducendo dal burocratese all’italiano pare che per “valorizzare” lo Stadio bisogna costituire un fondo attraverso un processo che prevede la cessione della proprietà dell’immobile stesso. 

Infatti, per uscire da ogni ipocrisia, l’art. 58 del decreto legge n.112/2008 succitato reca come titolo “Ricognizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di regioni, comuni ed altri enti localied è situato nel Capo X intitolato “Privatizzazioni”.

Lo stesso decreto esplicita il vero significato del concetto di valorizzazione, utilizzato dal primo cittadino bruzio: “i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione”. Inoltre “l’inserimento degli immobili nel piano ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile”.

Ancora più esplicita è una nota esplicativa della Camera che a riguardo dell’articolo 33 del D.L. 98/2011 afferma che “l’obiettivo del Governo, recentemente dichiarato, è quello di attivare un programma pluriennale di valorizzazioni e vendite immobiliari che, a regime, possa assicurare risorse per 15-20 miliardi annuali (1% del PIL) per i prossimi 5 anni” (http://leg16.camera.it/561?appro=498)

Ci chiediamo e chiediamo al Sindaco di Cosenza: di cosa stiamo parlando? Di fondi “aggiuntivi” destinati alla realizzazione di un progetto che darà maggiori servizi alla città oppure di una privatizzazione paludata di beni pubblici destinati all’ennesima speculazione incentrata sul mattone e sul cemento?

Quali sono i soggetti che effettivamente godranno dei benefici di questa operazione? I cittadini o un’altra cordata di (im)Prenditori?

-continua-

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