No perditempo!

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CGIL, basta parate, si riparta dal Mondo di Sotto!

Purtroppo, ancora una volta,  la stessa commedia. Le truppe cammellate, arrivate con gli autobus (pagati da chi), ed imbandierate fin sotto le gengive. Un viale tinto di rosso di bandiere che ricordano i bei tempi del Movimento Operaio ma che oggi hanno ben poco da rappresentare, a Sinistra. Sarebbe più corretto usare un arancione sbiadito e tendente al bianco.  Quanti operai, precari o disoccupati c’erano nell’Aula Magna dell’Università della Calabria?

La vista di questa rappresentazione teatrale fatta da comparse retribuite inquanto parte della struttura del Sindacato non ci dà coraggio. Gli autobus gratuiti per riempire i palazzetti ricordano troppo le vecchie pratiche dei partiti.

Vorremmo piuttosto rivedere le masse dei lavoratori popolare le piazze, i sindacalisti ai cancelli delle fabbriche e dei call center, gli attivisti creare mille casse di solidarietà a favore dei disoccupati. Ma oggi non c’è più il Sindacato conflittuale, oggi si concerta.

Oggi c’è il diritto di sciopero, i distacchi sindacali, gli Enti Bilaterali, i CAF e le riunioni retribuite eppure lo statuto dei lavoratori è stato demolito mentre il Job Act, la Riforma Fornero, gli esodati, i Voucher e la Buona Scuola sono passati quasi senza un urlo, una contestazione, uno sciopero generale (mentre in Francia si facevano le barricate).

Direte: oggi ci sono i Referendum! Vi rispondiamo che presto saranno aggirati ed i Sindacati facendo spallucce potranno dire “almeno ci abbiamo provato”. Direte: e allora il contratto? I “concertatori” se ne verranno soddisfatti sventolando sotto i nostri occhi un’aumento di un’ottantina di euro (soglia psicologica) magari pagati in natura (assicurazioni, sanità, benefit).

Tutto è cambiato, lo sappiamo. Il mondo del lavoro, il mondo circostante, i punti di riferimento ma lo scontro tra il Mondo di Sopra e quello di Sotto resta e c’è poco da concertare.

Briatore lo ha detto che “i poveri non hanno mai creato lavoro” e nessuno ha saputo rispondergli che in realtà sono i ricchi che non hanno mai lavorato! Ma cosa può saperne la Camusso con i sui circa 4.000 euro mensili? Anche per lei come per Berlusconi i ristoranti saranno pieni o come per il suo amico Renzi  le famiglie stanno accumulando fortune nei loro conto correnti!

Bisogna ricominciare a ricostruire dal basso, dal Mondo di Sotto, organizzare i poveri contro i ricchi, il 99% contro l’1%. Bisogna ritornare nella fabbriche, nei call-center, nei quartieri popolari per comprendere come sbrogliare la matassa e tessere una nuova veste per questa nostra società, facendo in modo che, questa volta, possa avere le misure adatte per essere indossata dagli ultimi!

 Basta parate, si riparta dal Mondo di Sotto!

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Una risposta a “CGIL, basta parate, si riparta dal Mondo di Sotto!”

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