“Famo lo Stadio”….e le strutture che marciscono?

“Famo ‘sto Stadio” twitta Totti cercando di stimolare una distaccata Raggi, sindaco di Roma. Al contrario, pare che nel viaggio romano il nostro sindaco Occhiuto abbia raccolto l’apprezzamento del Commissario del Credito Sportivo Paolo D’Alessio e del Presidente della Lega Nazionale Professionisti B Andrea Abodi per essere stata una delle poche amministrazioni pronte, è proprio il caso di dire, a prendere “la palla al balzo” delle nuove risorse disponibili per le strutture sportive.

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Non è una novità l’attenzione del nostro primo cittadino per il mondo dello Sport, basti pensare al tormentone di pochi mesi fa sulle Olimpiadi del Meridione. Ma non è di Sport che qui stiamo parlando ma di acciaio, cemento e mattoni.

Queste risorse permetterebbero di elaborare nuovi progetti, bandire nuovi appalti e aprire cantieri. Ricordiamoci che c’è stata un’accelerazione comunicativa sul nuovo Stadio “Marulla”  proprio mentre balzava ai “disonori” della cronaca lo scandalo di piazza Bilotti che ha mostrato, ancora una volta, i profondi legami tra grandi opere, politica e criminalità organizzata.

Che il discorso in atto non verta sullo sviluppo delle strutture sportive ma su tutt’altro è facile dimostrarlo; basta guardare ai tanti impianti sportivi sparsi per la città che sono costati milioni di euro ai contribuenti e che giacciono inutilizzati, incompiuti e preda di razzie ed intemperie.

Pensiamo alla piscina sul Lungofiume già inaugurata nel 2011 e che oggi è praticamente distrutta a causa dei raid degli odierni visigoti.

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Pensiamo al palazzetto di Casale un tempo molto utilizzato ed oggi reso irriconoscibile ed inutilizzabile.

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Pensiamo alle tante strutture di Quartiere che potrebbero, queste sì, riattivare la voglia di sport e di socialità e che rimangono chiuse o sottoutilizzate per mancanza di fondi.

Occhiù, da tempo sappiamo che “i sordi ci sù” ma il problema è come vengono utilizzati. Diglelo al Commissario del Credito Sportivo e al Presidente della Lega B che prima di mettere mano a “nuove”, “stupefacenti” e “rivoluzionarie” grandi opere, bisogna recuperare il patrimonio che sta crollando per l’incuria e la mancanza di manutenzione e magari sostenere tutte quelle piccole realtà che fanno un lavoro immenso per trasmettere i veri valori dello sport popolare alle nuove generazioni e che spesso si scontrano con l’assoluta sordità delle istituzioni che, in questo caso, si trincerano dietro un’unica, immensa, falsa e contraddittoria affermazione: “sordi nun ci nni sù”…….c’è crisi!

Occhiù spiegani na cosa: ma i sordi ci sù oppure nun ci sù?

Malanova vostra!

 

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