No perditempo!

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SIETE FUORI DAL TEMPO!

Ci chiediamo per quanto tempo ancora potremo assistere a queste farse? Che senso ha una conferenza stampa congiunta di procura, polizia e carabinieri per spiegare che alcune persone avevano rubato computer nelle scuole e soldi spicci delle macchinette del caffè per un ammontare complessivo che non arriva neanche a 3000 euro? Ma è mai possibile che si sbatte questi finti mostri in prima pagina con conseguenti ricami giornalistici per giorni e poi sulle depredazioni che la nostra classe dirigente fa sulla sanità, sulle case popolari, sul lavoro (e la lista potrebbe essere molto più lunga) non si dice nulla o quasi nulla? Come mai nessuna risonanza contro i politici che quotidianamente ci fottono soldi da sotto il naso mentre i nostri familiari continuano a morire nelle corsie di ospedali e in case che cadono a pezzi? Spagnuolo e Manzini quanto le finirete di prenderci in giro con queste conferenze stampa farsa?

Fatevi un giro nella nostra città, nelle nostre periferie, nei nostri ospedali, nelle nostre case popolari, nelle cliniche private, nei call center, nei supermercati e vi renderete conto che SIETE FUORI DAL TEMPO.

Cosa si nasconde dietro quest’ultimo “evento”, dietro la spettacolarizzazione del nulla? Purtroppo tante cose e tutte quante gravanti sulle spalle di Cosenza Vecchia. Ai più che non conoscono la realtà del centro storico può sembrare una brillante operazione di polizia quella di stanotte. Secondo noi l’ennesima messa in scena per far credere che va tutto bene e che c’è chi garantisce tranquillità e ordine in questa città e in questo stato.

La realtà è dura e complessa e non può essere certamente lo strumento coercitivo e repressivo la risposta. L’aumento dei reati in questa parte di città, l’aumento del consumo di eroina anche in età giovanile e i decessi per colpa della stessa sono segnali allarmanti che dovrebbero far riflettere e che meriterebbero massima attenzione. Tutto ciò va legato a diversi contesti, sociali, economici, familiari, lavorativi e abitativi. Segnali che arrivano incessanti e vanno a sbattere contro il muro dell’indifferenza di istituzioni e città. Segnali che raccontano storie di solitudine, abbandono, mancanza di prospettive, sfiducia nel futuro. Segnali sotterranei che non urlano ma viaggiano sotto traccia con una forza incredibile.

Non è solo la cornice di crolli e degrado a rendere malinconico il tutto ma, anche e soprattutto, l’elevato numero di abbandoni degli studi, la disoccupazione dilagante, la mancanza di servizi e di strumenti capaci di costruire emancipazione. In questo quadro ci vuole forza e coraggio per intraprendere una via piuttosto che un altra e tante volte è quella della disperazione a prevalere. Perché chi riesce è costretto a partire. Perché chi resiste lo fa sacrificando ogni suo giorno per non cadere nelle tentazioni e proteggere i suoi cari.

I giudizi e la morale da buoni borghesi li potete mettere nel culo. Fino a quando non ci sarà attenzione per questo quartiere e fino a quando non si creeranno strumenti di emancipazione, fino a quando non ci saranno opportunità ed equità e, soprattutto, fino a quando Cosenza Vecchia non riacquisterà la propria dignità, le istituzioni e i perbenisti del cazzo sapranno dove e su chi puntare l’indice accusatore.

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