C’è chi diceva NO

Lo dicevamo da tempo: “Con il No non si difende la Costituzione Antifascista che è rimasta praticamente lettera morta; con il No si spera nell’apertura di una nuova fase costituente del movimento”.

Oggi, dopo la vittoria del No, abbiamo di fatto un Renzi-bis con la sola eccezione del Premier.

Gentiloni, uomo per tutte le stagioni (Movimento Studentesco, Ecologista, Margheritino) ha già espresso apertamente un’assoluta continuità con il percorso precedente. Renzi che doveva ritirarsi a vita privata, insieme alla Boschi, di fatto rimane segretario del PD meditando un pronto ritorno.

Per noi calabresi una grande novità, salutata con entusiasmo anche dal Magnifico Rettore Gino “Mirocle” Crisci, l’elevazione a ministro di Marco Minniti.

I trenini festosi presso la sede del CNEL e lo sciabordio degli spumanti eruttanti alla notizia della vittoria del NO lasciano un persistente amaro in bocca che sa di Acqua Bene Comune.

Forse eravamo troppo ubriachi per riprendere il cammino e loro troppo lucidi. Di fatto la costituente movimentista latita e il treno delle riforme va veloce come la TAV.

Nel frattempo, a proposito di TAV, è arrivata anche la notizia degli otto mesi di reclusione, pena sospesa, per Nicoletta Dosio che non ha rispettato gli arresti domiciliari.

“Continuerò a evadere tranquillamente perché non è un modo per nascondermi, ma per rivendicare la nostra lotta e farla conoscere dappertutto – ha dichiarato la militante. Sono disposta ad andare in carcere. Lo faccio con serenità, anche con gioia perché ho la consapevolezza di stare nel giusto”.

La professoressa di latino e greco a giugno era stata sottoposta all’obbligo di firma  per le proteste avvenute un anno prima. La sua colpa? Aver passato ai manifestanti una corda utilizzata per tirare giù una barriera. La decisione di non rispettare l’obbligo inflitto dal giudice, ministro di una giustizia ingiusta e ineguale, aggiunse colpa a colpa sfociando nell’obbligo di dimora e quindi nei domiciliari. Lei ha continuano a violare anche queste decisioni e così il 3 novembre scorso è stata arrestata in flagranza durante un presidio dei No Tav davanti al Palazzo di giustizia, episodio da cui è nato il processo conclusosi con gli otto mesi di reclusione.

La storia di Nicoletta e la sua tenacità militante dimostra che con la giusta determinazione nessun fantoccio tribunalizio, nessun Renzi o Renzi-bis può fermare l’onda di chi sa di essere nel giusto, di chi sa di difendere la dignità propria e del proprio territorio.

Per quanti art.5 i Lupi possano inventare ci saranno sempre tante pecore nere che, a patto che riescano a svestire i panni del gregge e comincino a comunicare ed interagire fra loro, che finiscano di scappare gridando “si salvi chi può” e si compattino per resistere all’orda famelica, potranno dire la loro mettendo in fuga il piccolo branco di predoni.

Il 99% delle pecore contro l’1% di lupi. Capite ca nun c’è partita?

Fuor di metafora, FORZA LUPI, ma avviamu su cazzu i NO COSTITUENTE!

Malanova vostra!

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