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EMERGENZA CASA: REGIONE ASSENTE, QUESTURA PRESENTE. SABATO 9A CORTEO CITTADINO

L’aria che si respira in tutta Italia è pesante, alla richiesta di diritti si risponde con uno stato di polizia. Testimonianza ne sono, ad esempio, le misure repressive adottate verso i compagni e le compagne dell’università di Bologna, le violente cariche di ieri a Napoli durante la visita del premier Renzi, fino ad arrivare a ciò che è avvenuto questa mattina a Cosenza.
Durante la mattinata, infatti, attivisti/e e occupanti del Comitato PrendoCasa (tra cui anche famiglie con bambini), sono stati brutalmente allontanati dall’edificio della Prefettura (sede dell’ufficio regionale sulle politiche abitative), occupato simbolicamente per richiedere la riapertura del tavolo tecnico sul diritto all’abitare con la presenza “reale” della Regione Calabria, già invitata, qualche mese fa, con una lettera pubblica, a rompere il suo colpevole silenzio.
Tuttavia, né quest’atto pubblico

ha trovato risposta positiva né le promesse fatte negli incontri passati sono state mantenute.
Già dal 2012, inoltre, chiediamo conto dei fondi ex Gescal destinati all’edilizia sociale e popolare, fondi che paiono essere svaniti nel nulla o sperperati in fantomatiche consulenze, al punto tale che la Regione ha dovuto operare una ricognizione per appurare che fine abbiano fatto questi soldi. A tutto ciò si aggiungano i dati regionali che confermano il triste primato bruzio in tema di sfratti: su 1.483 richieste totali, infatti, addirittura 1.387 sono prevalentemente relative alla città di Cosenza.
Come se non bastasse, a questo panorama desolante si affiancano atti strategici di violenza, perpetrati da chi si erge a tutore dell’ordine pubblico. E questa mattina ne abbiamo avuto la riprova. Infatti, mentre ci trovavamo, assieme a famiglie, donne, uomini, bambini e anziani sul tetto della Prefettura, armati solamente di megafono, striscioni, volantini, animati dalla volontà di informare la cittadinanza e determinati a ottenere quanto ci è dovuto, la solerte Questura cosentina si è prodotta in uno sgombero immediato, con tanto di sequestro dello striscione, interruzione dell’intervento al megafono di una compagna, strattoni, calci, urla e richiesta violenta di esibizione dei documenti per alcuni dei presenti.
Ci chiediamo perché una tale prova di forza sia rivolta contro chi rivendica e conquista, ogni giorno, diritti basilari, quand’invece chi ruba, devasta e specula viene lasciato impunemente libero di agire e portare a termine i propri sporchi affari.
Come abbiamo sempre fatto, non arretreremo neanche di un passo, perché la lotta per la casa non è solo finalizzata alla soddisfazione di un bisogno, ma è paradigma della riconquista della nostra libertà.

Invitiamo tutti/e sabato 9 aprile, dalle ore 17, a un corteo cittadino, determinato a riprendersi ciò che questa mattina, per l’ennesima volta, ci è stato negato.

#dirittoallacasa #dirittoaldissenso

Comitato PrendoCasa Cosenza

corteo 9a

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