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Parco acquatico: viaggio nell’ultimo ‘gioiellino’ di Principe in cerca di un gestore

RENDE – Il parco acquatico-sportivo Santa Chiara è l’ultima grande opera progettata per il ‘Principato’. Fu appaltata all’Ati Milano Costruzioni Srl – SIEME Srl dal ‘delfino’ della famiglia Principe, l’ex sindaco dimissionario Vittorio Cavalcanti, prima dell’arrivo della commissione d’accesso antimafia tra i corridoi del Comune di Rende. Per costruirne lo scheletro sono stati spesi circa 15 milioni di euro. Con un finanziamento della Regione Calabria, racimolati altri 3 milioni e mezzo di euro è stato possibile portare a termine la struttura che dovrebbe essere completata entro il mese di Luglio. Il ‘gioiellino’ d’Oltrecampagnano sarà poi affidato, chiavi in mano, ad un privato scelto sulla base di un bando internazionale ancora da indire. Il Comune di Rende infatti non sarebbe in grado di gestire il parco cui costi da sostenere solo per mantenere un anno d’illuminazione, da alcune stime approssimative ancora da verificare, pare superino i 300mila euro. Il parco acquatico di Rende fu ideato durante l’amministrazione Bernaudo, l’ex sindaco di Rende noto per le vicende giudiziarie che portarono al suo arresto con le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e voto di scambio nuovamente ammanettato nei giorni scorsi per aver, secondo l’accusa, favorito il clan Lanzino nel corso della propria attività politica.

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