CERTI MODI DI STARE INSIEME E DI CAPIRE IL MONDO CHE SI SPERIMENTANO A VILLAGGIO EUROPA, QUARTIERE DI RENDE (CS)

di Carlo Cuccomarino*

Una straordinaria partecipazione di segmenti significativi della vita di questo quartiere è stata chiamata l’altro ieri non solo a proporre un’idea di città come luogo di svago, di socializzazione e di incontro, questo naturale desiderio delle persone di incontrasi e recuperare un livello vitale di socialità.
Alla solitudine imposta dal virus è stata di fatti contrapposta una socialità diffusa che cerca di immaginare e progettare un quartiere capace di sostenere e partecipare alla vita in comune di una città aperta a sperimentare nuove forme di democrazia e di partecipazione attiva.
A far sperare che un così ricco e articolato elenco di buoni propositi non resti solo sulla carta non c’era modo migliore per farlo che festeggiare, insieme all’amministrazione comunale di Rende, questa giornata di inaugurazione del primo bene comune cittadino che assume un alto valore simbolico e paradigmatico di quella idea dirompente dei beni comuni.

Tutti noi saremo chiamati a muoverci, ad agire pubblicamente e politicamente. Abbiamo bisogno di un mondo in cui la collaborazione assuma un peso maggiore. Abbiamo bisogno di una collaborazione efficace sia a livello locale che globale per contenere le pandemie, per fornire i medicamenti necessari, per sviluppare e mantenere un’assistenza sanitaria stabile, per combattere il riscaldamento climatico, per una distribuzione equa del reddito e della ricchezza. Maggiore collaborazione significa anche più beni comuni, più servizi pubblici e di migliore qualità.

La base per una migliore collaborazione è una democrazia forte, estesa anche alle questioni economiche, una democrazia che offra i fondamenti per elaborare soluzioni sostenibili, senza sfruttare nessuno e con l’attivo coinvolgimento del maggior numero possibile di persone.

L’ineguale distribuzione della ricchezza sociale ha assunto proporzioni oscene. Alcune decine di migliaia di persone sperperano milioni, mentre metà della popolazione mondiale sbarca il lunario con meno di cinque dollari e mezzo al giorno. Gli otto uomini più ricchi del mondo dispongono di un patrimonio pari a quello di 3,9 miliardi dei più poveri della Terra. Una quota crescente di ricchezza confluisce sui mercati finanziari speculativi. Sono necessari cambiamenti fondamentali nella produzione, nel settore finanziario e nelle abitudini di consumo, per poter creare a livello mondiale condizioni di vita sostenibili, dignitose e vivibili. A tale scopo occorrono tra l’altro infrastrutture e servizi pubblici solidi e gestiti in modo sostenibile: energia, trasporti, acqua, comunicazioni, sicurezza (sociale), istruzione, settore sanitario. Perciò abbiamo bisogno di una massiccia ridistribuzione della ricchezza dall’alto verso il basso. Il necessario cambio di rotta deve coinvolgere tutti i settori della società.

Diventa allora necessaria una svolta creativa, per uscire dagli schemi moralisti e colpevolizzanti e formulare proposte che consentano tanto di esprimere i bisogni di socialità, quanto quelle di un mondo basato sullo sfruttamento di esseri umani e natura. Possibile punto d’incontro tra queste esigenze sono le considerazioni, sulla la vita in comune nella città, i suoi spazi pubblici, che possono offrire nuove opportunità di vera democrazia e di libertà.

*Associazione Sud Comune

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