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USB al fiaco di Prendocasa

Nei giorni scorsi sui social è apparsa la notizia della realizzazione del  “muro della gentilezza”. Una parete mobile, dove la gente può lasciare una coperta, un giubbotto, un vestito per chi ne ha bisogno. Una lodevole  iniziativa di solidarietà partorita da alcuni cittadini e celebrata sulle pagine facebook gestite più o meno direttamente dall’entourage di  Occhiuto con l’hashtag “Cosenza città solidale”.

Peccato però, che proprio in questi giorni, la stessa Amministrazione Occhiuto si renderà tristemente protagonista degli sgomberi delle occupazioni abitative di Via Savoia e dell’Hotel Centrale, lasciando in mezzo ad una strada centinaia di persone tra uomini donne e bambini. Occhiuto si autocelebra sui social come il sindaco più attento al tema della povertà e della solidarietà,  accusando Prendocasa di essere la “vera cupola corrotta”, gli odiatori per partito preso che speculano sui bisogni della povera gente per un presunto loro tornaconto politico. Se non fosse che queste parole sono state pronunciate dal primo cittadino della Città, verrebbe quasi da ridere. Invece qua c’è da essere veramente preoccupati per questa deriva forcaiola del sindaco. Cosenza conosce il Comitato Prendocasa, sa bene che lo spirito che muove l’agire di questi ragazzi è uno spirito solidaristico e disinteressato. Cosenza non si può arrendere a questa deriva xenofoba, razzista, insensibile che sembra dilagare da Nord a Sud. Cosenza sa essere determinata e concreta quando arriva il momento di esserlo.

Non possiamo assistere alla costruzione del muro della gentilezza e poi assistere allo sgombero delle occupazioni e vedere per strada centinaia di persone che per le istituzioni locali non hanno diritto all’abitare. Che senso ha tutto ciò? Come si può essere crudeli , insensibili e sordi fino al punto di non sentire il grido di aiuto dei bambini delle occupazioni che chiedono solo di poter vivere un’infanzia serena come quella dei loro coetanei cosentini. Occhiuto e Oliverio sono davvero disposti a rendersi complici delle politiche securitarie del ministro Salvini?

Ha poco senso allora creare il muro della gentilezza, se  questo gesto serve solo a lavarsi la coscienza, e si continua a restare indifferenti nel vedere centinaia di persone sbattute in mezzo alla strada. E allora forse più che un muro dove apprendere qualche coperta bisognerebbe realizzare un muro umano di solidarietà, un muro fatto di uomini e donne che si oppongono alle politiche razziste e fasciste di Salvini e a quelle fintamente solidali di Occhiuto. Un muro per difendere le occupazioni dalle imminenti operazioni di polizia. Un muro per difendere e riconoscere il diritto all’abitare a quelle persone che una casa non l’avevano e che oggi l’hanno conquistata organizzandosi col comitato Prendocasa.  Un muro di solidarietà vera, attiva, non un muro dell’elemosina e della pietà. perché le persone organizzate nel prendocasa non hanno bisogno di pietà, ma solo di sostegno.

Che senso ha parlare di città solidale e integrata se poi si nega a queste persone di l’inserimento nel tessuto sociale del territorio, se si nega ai bambini di frequentare la scuola, se   li si deporta lontano dagli occhi per rendere “pulito” il salotto buono. Le alternative concreta al buttare per strada bambini, donne, anziani per strada ci sono. Quella che manca è la volontà politica di affrontare la questione del diritto all’abitare in maniera strutturale e non emergenzialista?

Come USB manifestiamo il nostro pieno sostegno ed appoggio al Comitato PrendoCasa. Le occupazioni  non si toccano.

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