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400 lavoratori licenziati dalla Abramo Customer Care. Colpa della legge o delle aziende?

Con l’introduzione del Decreto legge 12 luglio 2018, n. 87, recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, meglio conosciuto come Decreto Dignità, tanti imprenditori si sono detti in assoluta emergenza perché impossibilitati a trasformare i contratti a termine in contratti a tempo indeterminato. E’ il caso, ad esempio, della Comdata a Lecce, il più grande datore di lavoro di tutto il Salento, che ha annunciato il taglio di 200 posti di lavoro. E’ il caso dell’Abramo Customer Care di Crotone dove gli esuberi sarebbero addirittura 400. “Meglio precari che disoccupati” il grido di protesta dei lavoratoti. Come non comprenderli. Più difficile capire il comportamento dei sindacati che giustificano l’azione delle aziende facendo ricadere la colpa sul Decreto Legge che rende più difficile il ricorso a lavoro precario.

Infatti, all’interno della circolare n. 17 del 31 ottobre 2018, con la quale il Ministero ha fornito le prime indicazioni interpretative in materia di contratto di lavoro a tempo determinato e somministrazione di lavoro, si sottolinea il fatto che Decreto Dignità abbia operato alcune modifiche sostanziali alla previgente legislazione come la riduzione da 36 a 24 mesi della durata massima del contratto a  tempo determinato. La stessa circolare afferma che “le parti possono stipulare liberamente un contratto di lavoro a termine di durata non superiore a 12 mesi, mentre in caso di durata superiore tale possibilità è riconosciuta esclusivamente  in presenza di specifiche ragioni che giustificano un’assunzione a termine.

Tali condizioni, sono rappresentate esclusivamente da:

– esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività;

– esigenze di sostituzione di altri lavoratori;

– esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.

La cd. “causale” è, infatti, sempre necessaria quando si supera il periodo di 12 mesi, anche se il  superamento avviene a seguito di proroga di un contratto originariamente inferiore ai 12 mesi.

E’ pertanto possibile, come già detto innanzi, prorogare liberamente un contratto a tempo determinato entro i 12 mesi, mentre per il rinnovo è sempre richiesta l’indicazione della causale.”

A prescindere dai 24 o i 36 mesi il problema politico rimane intatto. Perché prendersela con una legge che prova a superare la precarietà e non con l’azienda che sfrutta questa precarietà per disciplinare meglio il personale e per conseguire introiti superiori?

Prendiamo il caso della Abramo Customer Care; l’azienda era in crisi e quindi è stata costretta a licenziare? Oppure dopo i licenziamenti il gruppo Abramo assumerà altri 400 precari con nome e cognome diversi da quelli licenziati?

Se è vera la seconda ipotesi, cioè che l’azienda può legalmente assumere 400 nuovi operatori con contratto precario al posto di trasformare a tempo indeterminato i contratti dei vecchi operatori, possiamo azzardare l’ipotesi di un bug nella legge. Se la ditta licenzia 400 persone è perché non gli servono più in relazione alle commesse o al lavoro complessivo da svolgere oppure perché ha problemi finanziari. Se così non fosse, cara azienda, dovresti essere obbligata a stabilizzare i 400 che avevi che tra l’altro hanno maturato un’esperienza sul campo, licenziando al massimo solo chi ha dato prova di evidente incapacità dopo il “periodo di prova” precario. Oppure non bastano 24 mesi, ovvero due anni interi, per capire la qualità e l’affidabilità dei lavoratori? Anche in questo caso, comunque, il contratto di lavoro a tempo indeterminato “a tutele crescenti” non impedisce purtroppo un licenziamento successivo.

Quindi cari sindacati che avete a cuore la vita dei lavoratori, la richiesta da fare al governo, in questo caso, sarebbe alla fin fine quella di essere ancora più stringente rispetto ai furbetti “del cartellino” che anche questa volta non sono i lavoratori ma gli imprenditori.

Perché allora unitariamente vi schierate dalla parte degli imprenditori? Basta, a vostro avvisio, per risolvere il problema dei lavoratori il fatto di poter avere altri 12 mesi di lavoro precario? E cosa succede dopo la proroga della proroga?

MALANOVA VOSTRA!