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	<title>DIRITTI Archivi | MALANOVA</title>
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	<description>Solo cattive notizie per il Mondo di Sopra</description>
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	<title>DIRITTI Archivi | MALANOVA</title>
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		<title>QUALE VICINATO?</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/04/14/quale-vicinato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2020 09:37:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA CITTÀ]]></category>
		<category><![CDATA[PENSIERI AD ALTA VOCE]]></category>
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		<category><![CDATA[ECONOMIA SOLIDALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandro GAUDIO* Insieme all&#8217;emergenza sanitaria, più che vigente anche oggi, è l&#8217;emergenza sociale che bisogna affrontare, cercando, almeno in questo caso, di approntare per tempo quel piano che, sul versante sanitario, è clamorosamente mancato. In attesa che il piano venga preparato, è essenziale, sin da adesso, disporre della capacità e delle energie per provvedere [&#8230;]</p>
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<p>di Alessandro GAUDIO*</p>



<p>Insieme all&#8217;emergenza sanitaria, più che vigente anche oggi, è l&#8217;emergenza sociale che bisogna affrontare, cercando, almeno in questo caso, di approntare per tempo quel piano che, sul versante sanitario, è clamorosamente mancato. In attesa che il piano venga preparato, è essenziale, sin da adesso, disporre della capacità e delle energie per provvedere vicendevolmente a noi stessi e per affrontare un futuro mai come ora davvero incerto. Da più parti la soluzione sembra essere connessa a un concetto che anche al sud sembra essere largamente dimenticato: quello di vicinato.</p>



<p>Leggendo un comunicato di <em><strong>Woodbine</strong></em> − un centro sperimentale per lo sviluppo di pratiche e competenze autonome, gestito da volontari e situato a Ridgewood, nel Queens −, apprendo che a New York centinaia di persone stanno organizzando su base locale piani per il mutuo soccorso e l&#8217;assistenza in caso di calamità, dando continuità a una tradizione piuttosto radicata di mutuo aiuto; si può leggere lo scritto in questione anche nella traduzione approntata dai redattori di «Malanova», disponibile al seguente URL: <a rel="noreferrer noopener" href="http://www.malanova.info/2020/04/13/dal-mutualismo-al-dualismo-di-potere-nello-stato-di-emergenza/?fbclid=IwAR3skTVO8r7gSEbsqGzcopy6uJFqxd8JTNUqmmKL4VLu_GlT295-wO2g0EM" target="_blank">http://www.malanova.info/2020/04/13/dal-mutualismo-al-dualismo-di-potere-nello-stato-di-emergenza/</a>(ultimo accesso: 13 aprile 2020). Laggiù, molte comunità praticano quotidianamente questo comunismo del disastro per far fronte alle calamità, laddove lo Stato proprio non riesce ad arrivare. Dopo l&#8217;uragano del 2012, ad esempio, nacque Occupy Sandy, una struttura di soccorso spontanea e auto-organizzata che ha fornito servizi supplementari, ma che è anche servita come importantissimo spazio di relazione che fosse in grado di ospitare le idee che sarebbero servite negli anni successivi alla disgrazia.</p>



<p>Ovviamente, concedono quelli di Woodbine, è estremamente difficile affrontare la questione del mutuo aiuto in regime di distanziamento sociale e smobilitazione politica. Eppure, a noi italiani, una domanda sorge spontanea: e noi? Dove sono i nostri vicini? Dov&#8217;è il nostro quartiere? E il senso di comunità? Come riusciremo ad allestire un concreto spazio di relazione? Saremo in grado di guardare i volti degli altri, di accarezzarli e anche solo di avvicinarli? Sapremo, sul versante opposto, chiedere aiuto ai nostri vicini senza vergognarci?</p>



<p>Anche in queste note ho più volte paventato il pericolo che, alla fine dei conti, si riproponga esattamente lo stesso ordine che abbiamo potuto apprezzare prima che l&#8217;epidemia di COVID-19 esplodesse. Per evitare che ciò avvenga e non appena sarà possibile, riattiviamo i nostri spazi locali di condivisione, i nostri vicinati, e tracciamo quel piano di cui sentiamo tanto la mancanza. Se la quarantena non ha spento del tutto la nostra umanità, il nostro spirito comunitario e se poi abbiamo anche vissuto in un vicinato, sappiamo benissimo quanto potranno rivelarsi utili le rivendicazioni di Woodbine: per iniziare, assistenza sanitaria gratuita per tutti, buoni alimentari universali e assenze retribuite per malattia, sospensione indefinita di mutui e affitti, blocco dei pagamenti alle società forniscono elettricità, gas e internet e rifugi di emergenza in hotel, dormitori e case libere per i senzatetto. O preferiamo farcelo spiegare dagli americani?</p>



<p><em>Torre della</em> <em>Signora, 14 aprile 2020</em></p>



<p><strong>*</strong><em>R.A.S.P.A. (Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l&#8217;Autotutela)</em></p>
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		<title>MUORE ANCHE LA PROTESTA?</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/04/14/muore-anche-la-protesta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2020 09:08:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[SINDEMIA]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTI]]></category>
		<category><![CDATA[LAVORO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Konrad Litschko, Katharina Schipkowski * Germania. A causa della pandemia di Coronavirus, anche le manifestazioni sono vietate. Gli autonomi non vogliono cedere a questo e si stanno mobilitando per il 1° maggio. Lunedì sulla linea ferroviaria di Münster, i circa 50 manifestanti hanno indossato maschere protettive e stavano a distanza di sicurezza l&#8217;uno dall&#8217;altro. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di <em>Konrad Litschko</em>, <em>Katharina Schipkowski</em> <strong>*</strong></p>



<p><em>Germania</em>. <em>A causa della pandemia di Coronavirus, anche le manifestazioni sono vietate. Gli autonomi non vogliono cedere a questo e si stanno mobilitando per il 1° maggio</em>.</p>



<p>Lunedì sulla linea ferroviaria di Münster, i circa 50 manifestanti hanno indossato maschere protettive e stavano a distanza di sicurezza l&#8217;uno dall&#8217;altro. I dimostranti usano la distanza di due metri per tenere in piedi gli striscioni, come mostrano le foto. &#8220;<em>Fermare le spedizioni di uranio</em>&#8220;, c’è scritto. La protesta si oppone al trasporto dei residui di uranio dalla fabbrica di Gronau in Russia. Poi il treno merci rosso sfreccia via. La polizia controlla ma lascia la protesta proseguire.<br><br>Così funziona: un raduno di protesta ai tempi del Corona. Fino al giorno prima, però, la questione era ancora in discussione a Münster. La città aveva inizialmente vietato l&#8217;incontro a causa dell&#8217;ordinanza sulla protezione contro la pandemia. Poi gli oppositori dell&#8217;energia nucleare hanno presentato un&#8217;istanza urgente al tribunale amministrativo e la città ha ceduto, ha permesso la protesta &#8220;<em>a condizioni</em>&#8220;.<br><br>&#8220;<em>Quindi anche ai tempi del Coronavirus non ci sono divieti di assemblea globali</em>&#8220;, dice l&#8217;organizzatore della protesta Matthias Eickhoff. Ma allo stesso tempo la procedura mostra &#8220;<em>quanta poca libertà di movimento democratico c&#8217;è attualmente</em>”.<br><br>Si tratta di un equilibrismo che viene attualmente praticato in molti luoghi. Quanto è ancora possibile protestare ai tempi del Corona? A livello nazionale, le norme di protezione dalle infezioni vietano attualmente le riunioni. La domanda è: dove si fermano queste misure di protezione e dove inizia la libertà di riunione?<br><br><strong>La frustrazione cresce</strong><br><br>Finora in molti luoghi si sono rassegnati. Così le tradizionali marce di Pasqua del prossimo fine settimana, che quest&#8217;anno si sarebbero svolte per la sessantesima volta sono state già annullate. Invece che nelle strade, la protesta per la pace si svolgerà ora virtualmente. I partecipanti dovranno appendere bandiere della pace alle finestre di casa, cantare canzoni di protesta sui loro balconi e pubblicare foto e video della protesta su Internet.<br><br>Anche la protesta del Friday For Future è attualmente azzoppata. Attualmente solo i webinar mantengono il movimento e gli esperti parlano in videoconferenza. Il 24 aprile, Friday For Future vuole organizzare un grande &#8220;<em>sciopero per il clima in rete</em>&#8220;. Anche in questo caso, i cartelli dimostrativi devono essere affissi alle finestre o per strada e le loro immagini devono essere pubblicate su Internet. &#8220;<em>Non stiamo diventando più silenziosi</em>&#8220;, sarà lo slogan.<br><br>Ma la frustrazione cresce nel movimento, soprattutto per quanto riguarda il rigore con cui la polizia interpreta le ordinanze sul Coronavirus in materia di incontri.<br>Recentemente sono stati fatti alcuni tentativi per conciliare la protesta e le restrizioni di contatto, per esempio domenica durante le azioni di Seebrücke per l&#8217;evacuazione dei campi profughi in Grecia. In diverse città, invece delle dimostrazioni, si dovevano collocare simbolicamente delle scarpe o organizzare dei cortei di automobili, eppure i tribunali e la polizia hanno impedito molte delle azioni.<br><br>&#8220;<em>Siamo arrabbiati perché molte persone sono state punite con denunce o multe per una protesta legittima e tranquilla</em>&#8220;, si lamenta la Seebrücke-Bündnis.<br>&#8220;<em>Dipingere con il gesso per le strade non è un crimine</em>&#8220;. Anche l&#8217;Ordine degli avvocati repubblicani critica: &#8220;<em>Il diritto di riunione è attualmente completamente abolito</em>&#8220;.<br><br><strong>Demos </strong><em>(manifestazioni n.d.r.)</em><strong>, azioni decentrate e sui balconi</strong><br><br>Ora, però, gli autonomi andranno in contrapposizione per il 1° maggio. Nel fine settimana a Berlino, un&#8217;alleanza di diversi gruppi ha annunciato: &#8220;<em>Con la presente chiediamo un rivoluzionario 1° maggio 2020 a Berlino</em>&#8220;. Anche e soprattutto ai tempi del Coronavirus ci sono &#8220;<em>motivi più che sufficienti per scendere in strada</em>&#8220;. Resta da chiarire solo il &#8220;<em>come</em>&#8220;: &#8220;<em>Demos, azioni decentrate e sui balconi</em>&#8221; &#8211; molte cose sono &#8220;<em>immaginabili</em>&#8220;. In ogni caso, una cosa è chiara: &#8220;<em>Non permetteremo allo Stato di dettare con decreto autoritario le condizioni per il 1° maggio di quest&#8217;anno, né rinunceremo a tutte le misure di protezione</em>&#8220;.<br><br>In effetti, il 1° maggio di quest&#8217;anno potrebbe essere un punto di svolta storico. I sindacati manifestano in questo giorno da decenni. Dagli anni ottanta, anche gli autonomi di Berlino, Amburgo e di altre città lo fanno, qui (<em>a Berlino e Amburgo, n.d.r.</em>) tradizionalmente con disordini più o meno grandi. Ma ora la pandemia potrebbe impedirlo per la prima volta. Già da ora, a causa del virus, gli incontri sono vietati a Berlino fino al 19 aprile e ad Amburgo fino alla fine di aprile. E non sono assolutamente escluse estensioni del provvedimento.<br><br>Due settimane fa, il DGB (Federazione Tedesca dei sindacati n.d.r.) ha già cancellato i suoi raduni nazionali per il 1° maggio. Il leader del DGB Reiner Hoffmann ha parlato di una &#8220;<em>decisione storicamente unica</em>&#8220;. Ha detto che è stata &#8220;<em>una decisione presa con il cuore pesante</em>&#8220;. Ma quest&#8217;anno, solidarietà significa &#8220;<em>mantenere le distanze</em>&#8220;. Anche Berlino ha reagito. Il Kreuzberg Myfest &#8211; un festival di strada con decine di migliaia di partecipanti, fondato per pacificare i disordini del 1° maggio &#8211; è stato cancellato per quest&#8217;anno. Il distretto (di Berlino n.d.r.) ha chiarito che non era possibile prevedere se le condizioni sarebbero migliorate dopo il 19 aprile.<br><br>La scena autonoma, tuttavia, reagisce in modo indeciso. L&#8217;appello a riunirsi il 1° maggio nonostante la pandemia è stato comunque fatto . Il rischio di contagio e le misure di protezione sono prese &#8220;<em>molto seriamente</em>&#8220;, annuncia la Berliner Bündnis.<br><br><strong>La polizia di Berlino annuncia misure severe</strong><br><br>Allo stesso tempo, però, l&#8217;attuale gestione dei rifugiati, la crisi climatica o la politica degli affitti hanno mostrato &#8220;<em>quanto possa essere importante il mantenimento di un 1° maggio antagonista</em>&#8220;. Per questo motivo, una grande manifestazione è pensabile anche quest&#8217;anno, ma con &#8220;<em>maschere e guanti protettivi</em>&#8221; e solo con un &#8220;<em>adeguato appoggio</em>&#8220;, secondo la Berliner Bündnis. Sono però possibili anche delle alternative, che sono ora in fase di valutazione.<br><br>La polizia di Berlino ha già annunciato che prenderà provvedimenti severi. Se il divieto di partecipare all&#8217;incontro continuerà a causa del virus, &#8220;<em>saranno prese misure contro i partecipanti all&#8217;evento del 1° maggio</em>&#8220;, ha dichiarato una portavoce della polizia al &#8220;taz&#8221;. Secondo la polizia sono attualmente programmati, un corteo della sinistra radicale con 3.000 partecipanti nel distretto di Grunewald e un grande raduno dell&#8217;AfD. Recentemente, la polizia di Berlino aveva già sgomberato diversi tentativi di protesta in città in base alla legge sulla protezione dalle infezioni. Chi ha protestato al divieto ha ricevuto sanzioni penali o amministrative.<br><br>Anche da Amburgo gli autonomi vogliono scendere in strada il 1° maggio.<br>&#8220;<em>Il capitalismo è la malattia</em>&#8220;, è il motto della manifestazione. &#8220;<em>Vogliamo dimostrare in ogni caso</em>&#8220;, spiega Halil Simsek della Roten Aufbau. &#8220;L&#8217;unica domanda è come.&#8221; Un&#8217;azione più ampia è possibile la sera, collettivamente con maschere protettive.<br><br><strong>I neonazisti vogliono dimostrare</strong><br><br>Ci sono anche appelli di protesta contro una marcia neonazista in programma ad Amburgo, che lo Splitterpartei &#8220;Die Rechte&#8221;, guidato da Christian Worch, vuole organizzare con circa 400 partecipanti.<br>I neonazisti vogliono attenersi a questo piano. &#8220;<em>Non c&#8217;è una cancellazione da parte nostra</em>&#8220;, dice Worch al &#8220;taz&#8221;. La gestione della pandemia è &#8220;completamente esagerata&#8221;. Se le assemblee fossero effettivamente vietate il 1° maggio, verrebbero intraprese azioni legali contro di loro, ha detto Worch. &#8220;Intendiamo fare causa&#8221;.<br><br>Un portavoce della polizia di Amburgo ha spiegato che sono in attesa di sapere se il decreto generale sul Coronavirus sarà prorogato fino a maggio. Nelle condizioni attuali, tuttavia, dimostrazioni come quelle previste &#8220;contrasterebbero chiaramente il provvedimento&#8221;. &#8220;<em>Sarebbe quindi impossibile controllare la protezione dalle infezioni</em>&#8220;.<br><br>A Berlino, tuttavia, i partiti autonomi dichiarano che il 1° maggio è una questione di principio. Se si rinuncia anche alla dimostrazione annuale del 1° maggio, non sarà possibile alcuna protesta di rilievo, dicono. Lo Stato rimarrebbe quindi senza &#8220;<em>critiche in strada</em>&#8220;. Per gli autonomi questa è un&#8217;opzione difficilmente concepibile. Il loro annuncio: non sarà la politica o la polizia a decidere il 1° maggio, &#8220;<em>ma noi stessi</em>&#8220;.</p>



<p><strong>*  <a href="https://taz.de/Politische-Bewegungen-in-Corona-Zeiten/!5674569/">TAZ</a> |06.04.2020 </strong></p>



<p><em>Traduzione di<strong> Peppe Guarascio </strong>e<strong> Chiara Levato</strong></em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>REGGIO CALABRIA. BUONE NOTIZIE IN MERITO ALLA PETIZONE POPOLARE PER L&#8217;ACQUISTO DI ALLOGGI POPOLARI.</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/09/15/reggio-calabria-buone-notizie-in-merito-alla-petizone-popolare-per-lacquisto-di-alloggi-popolari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2019 08:29:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA CITTÀ]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CASA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva qualche buona notizia in merito alla Petizone popolare per il ripristino degli&#160; 11 milioni di euro del &#8220;Decreto Reggio&#8221; per l&#8217;acquisto di alloggi popolari. Il presidente del Consiglio comunale, Demetrio Delfino, ha invitato martedì scorso le associaizoni e i movimenti dell&#8217;Osservatorio sul disagio abitativo&#160; ad una Conferenza dei capigruppo consiliari.&#160; Purtroppo alla conferenza dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Arriva qualche buona notizia in merito alla Petizone
popolare per il ripristino degli&nbsp; 11
milioni di euro del &#8220;Decreto Reggio&#8221; per l&#8217;acquisto di alloggi popolari. </p>



<p>Il presidente
del Consiglio comunale, Demetrio Delfino, ha invitato martedì scorso le
associaizoni e i movimenti dell&#8217;Osservatorio sul disagio abitativo&nbsp; ad una Conferenza dei capigruppo consiliari.&nbsp; </p>



<p>Purtroppo alla
conferenza dei capigruppo non ha partecipato&nbsp;
nessuno dei capigruppo consiliari invitati. </p>



<p>Era
presente&nbsp; l&#8217;Osservatorio con una nutrita
rappresentanza ed&nbsp; il presidente del
Consiglio Delfino.</p>



<p>L&#8217;Osservatorio
ha chiesto al presidente Delfino, in continuità con l&#8217;impegno del suo
ufficio,&nbsp;&nbsp; di riattivare in tempi brevi
il percorso del finanziamento, prevedendo l&#8217;inserimento, nel prossimo incontro
di Consiglio Comunale, della ratifica della delibera&nbsp; di Giunta Comunale nr 145 dell&#8217;11 luglio 2019,
relativa al ripristino degli 11 milioni di euro del &#8220;Decreto Reggio&#8221; per
l&#8217;acquisto di alloggi da assegnare alle famiglie a basso reddito. </p>



<p>Alle scuse del
Presidente D. Delfino&nbsp; per l&#8217;assenza di
tutti i&nbsp; capigruppo consiliari, è seguita
la rassicurazione di inserire, entro settembre 2019, all&#8217;ordine del giorno del
Consiglio Comunale la ratifica della delibera di Giunta sugli 11 milioni di
euro.&nbsp; Per il presidente Delfino questo
potrà avvenire solo dopo che la&nbsp; prima
Commissione &#8220;Assetto del territorio&#8221; avrà espresso il proprio
parere&nbsp; sul tema. </p>



<p>Dal canto suo, il
presidente della Prima&nbsp; Commissione, G.
Sera, incontrato dall&#8217;Osservatorio nello stesso pomeriggio di martedì scorso,
si è impegnato ad inserire e a discutere il tema degli 11 milioni di euro&nbsp; nella Commissione comunale non appena avrà
ricevuto dall&#8217;Ufficio Giunta la relativa pratica.&nbsp; Difatti,&nbsp;
fino al 10 settembre scorso, la relativa documentazione non era ancora
giunta in Commissione.</p>



<p>Si auspica che
si provveda al più presto all&#8217;invio della documentazione necessaria alla Prima
Commissione&nbsp; e che i Consiglieri comunali
della stessa, una volta ricevuta la documentazione, provvedano celermente a
discutere il tema.&nbsp; Il Presidente Delfino
potrà così inserire la discussione in Consiglio entro il mese di settembre. </p>



<p>Decine di&nbsp; famiglie a basso reddito,&nbsp; vincitrici del bando 2005 ed in emergenza
abitativa,&nbsp; hanno&nbsp; già subíto sulla propria pelle la decisione
del 2016 di stornare il finanziamento di 11 milioni di euro che avrebbe garantito
la casa a oltre cento nuclei familiari.</p>



<p>Pertanto&nbsp; la
contromisura a quella&nbsp; decisione&nbsp; dovrà&nbsp;
essere applicata nei tempi più brevi possibili ed esclusivamente a favore della politica
degli alloggi popolari. </p>



<p>Questo per
garantire il diritto alla casa alle fasce economicamente più deboli della
popolazione, quelle che spesso la politica ignora ma che in assoluto continuano
a pagare il costo sociale più alto.</p>



<p><strong>Reggio Calabria &#8211; Osservatorio sul disagio abitativo</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/09/15/reggio-calabria-buone-notizie-in-merito-alla-petizone-popolare-per-lacquisto-di-alloggi-popolari/">REGGIO CALABRIA. BUONE NOTIZIE IN MERITO ALLA PETIZONE POPOLARE PER L&#8217;ACQUISTO DI ALLOGGI POPOLARI.</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>YAIRAIHA e COBAS: LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCERA&#8217; DEFINITIVAMENTE LA LEGGE FORNERO?</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/07/24/yairaiha-onlus-e-cobas-la-corte-costituzionale-boccera-definitivamente-la-legge-fornero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2019 11:29:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CARCERE E REPRESSIONE]]></category>
		<category><![CDATA[CARCERE & REPRESSIONE]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel novembre del 2017 l’Associazione Yairaiha onlus e la Confederazione Cobas, congiuntamente, si rivolgevano all&#8217;ex Ministro della Giustizia e al Presidente dell’INPS, per chiedere il ripristino immediato delle prestazioni previdenziali e assistenziale revocate per effetto dell’art. 2 commi 58/63 della L.92/2012, (Legge Fornero) ai danni di circa 15.000 detenuti condannati in via definitiva per taluni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/07/24/yairaiha-onlus-e-cobas-la-corte-costituzionale-boccera-definitivamente-la-legge-fornero/">YAIRAIHA e COBAS: LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCERA&#8217; DEFINITIVAMENTE LA LEGGE FORNERO?</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel novembre del 2017 l’Associazione Yairaiha onlus e la Confederazione Cobas, congiuntamente, si rivolgevano all&#8217;ex Ministro della Giustizia e al Presidente dell’INPS, per chiedere il ripristino immediato delle prestazioni previdenziali e assistenziale revocate per effetto dell’art. 2 commi 58/63 della L.92/2012, (Legge Fornero) ai danni di circa 15.000 detenuti condannati in via definitiva per taluni reati ritenuti di particolare allarme sociale.</p>



<p>L’istanza rivendicava l’illeicità di un provvedimento arbitrario e lesivo dei principi fondamentali e costituzionalmente garantiti. Già allora sottolineavamo l&#8217;incostituzionalità della legge, posto che la revoca delle prestazioni previdenziali veniva applicata anche nei confronti di soggetti già condannati con sentenza passata in giudicato prima dell’entrata in vigore della legge, in netto contrasto con il principio di irretroattività sancito dalla Costituzione all&#8217;art. 25 . A ciò si aggiungono le violazioni all’art. 38 della stessa., determinate dall’applicazione verso tutti i condannati, senza distinzione tra detenuti e soggetti ammessi a scontare la pena in regime alternativo (detenzione domiciliare o affidamento in prova al servizio sociale), o addirittura in regime di sospensione della pena per grave infermità, ledendo il diritto costituzionalmente garantito e tutelato del mantenimento e dell’assistenza sociale riconosciuti a tutti i cittadini inabili al lavoro e sprovvisti dei mezzi necessari per vivere (siano essi incensurati o pregiudicati).</p>



<p>Esprimiamo pertanto grande soddisfazione dinanzi all’ordinanza emessa il 16 luglio dal Giudice del Lavoro di Fermo, Dr.ssa Elena Saviano, con la quale si accoglie l’istanza di rimissione degli atti alla Consulta avanzata dall’Avv. Fabio Cassisa, del Foro di L’Aquila, in ordine alla normativa punitiva contenuta nella legge. Fornero (art. 2, comma 61) ,  nell&#8217;auspicio che la Corte Costituzionale voglia riconoscerne la palese violazione  andando a ridefinire la giurisprudenza di merito.<br> L&#8217;accoglimento del rinvio alla Corte Costituzionale del lodo Fornero, apre alla possibilità del riconoscimento pieno dei diritti insopprimibili che troppo spesso vengono calpestati in ragione di discutibili interessi di stato.</p>



<p>Disattendere il rispetto della dignità della persona in
circostanze di per sé già gravose come nella fase di esecuzione di una pena
detentiva, non può che allontanare sempre di più dall’idea di reinserimento e
rieducazione sociale&nbsp; dettata da quell’art. 27 della Costituzione che oggi
più che mai siamo costretti a difendere senza mezzi termini.</p>



<p><strong>Associazione Yairaiha Onlus<br>
Cobas Confederazione dei Comitati di Base</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/07/24/yairaiha-onlus-e-cobas-la-corte-costituzionale-boccera-definitivamente-la-legge-fornero/">YAIRAIHA e COBAS: LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCERA&#8217; DEFINITIVAMENTE LA LEGGE FORNERO?</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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