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	<title>CENTRALE BIOMASSE Archivi | MALANOVA</title>
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	<description>Solo cattive notizie per il Mondo di Sopra</description>
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	<title>CENTRALE BIOMASSE Archivi | MALANOVA</title>
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	<item>
		<title>BIOENERGIE E CARBON DEBT</title>
		<link>https://www.malanova.info/2021/03/30/bioenergie-e-carbon-debt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 07:30:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[CENTRALE BIOMASSE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi proponiamo la traduzione di una recente lettera sottoscritta da 500 scienziati ed economisti provenienti da tutto il mondo e inviata ad alcune personalità politiche tra le più influenti al mondo. Secondo i dati dell’associazione EBS (Energia da Biomasse Solide), in Italia esistono 20 operatori del settore con 23 centrali in servizio che bruciano 3,5 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Vi proponiamo la traduzione di una </em><a href="https://www.klimareporter.de/images/dokumente/2021/02/ScientistLetter_WoodBurning_2021.pdf"><em><strong>recente letter</strong></em><strong><em>a</em></strong></a><em><strong> </strong>sottoscritta da 500 scienziati ed economisti provenienti da tutto il mondo e inviata ad alcune personalità politiche tra le più influenti al mondo. Secondo i dati dell’associazione EBS (Energia da Biomasse Solide), in Italia esistono 20 operatori del settore con 23 centrali in servizio che bruciano 3,5 milioni di tonnellate di legna annui (per il 90% di provenienza italiana) producendo 420 Mw e occupando 5000 addetti diretti e indiretti. Questo tipo di produzione risulterebbe profondamente antieconomica oltre a rappresentare &#8211;&nbsp; come viene chiaramente evidenziato nella lettera &#8211; una falsa energia rinnovabile.</em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Al presidente Biden, alla presidente Von der Leyen, al presidente Michel, al primo ministro Suga e al Presidente Moon</p>



<p>I sottoscritti scienziati ed economisti lodano ciascuno di voi per i vostri ambiziosi obiettivi, annunciati per gli Stati Uniti, l&#8217;Unione Europea, il Giappone e la Corea del Sud, per raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2050. La conservazione e il ripristino delle foreste dovrebbero essere strumenti chiave per il raggiungimento di questo obiettivo e allo stesso tempo aiutare ad affrontare la crisi della biodiversità globale.</p>



<p>Vi invitiamo a non minare gli obiettivi climatici e la biodiversità mondiale passando dal bruciare combustibili fossili al bruciare alberi per generare energia.</p>



<p>Per decenni, i produttori di carta e prodotti in legno hanno generato elettricità e calore come sottoprodotti dei loro rifiuti di processo. Questo utilizzo non porta&nbsp; al taglio ulteriore di legna. Negli ultimi anni, tuttavia, si è fatta una&nbsp; scelta sbagliata&nbsp; decidendo di abbattere alberi per impiegarli nella produzione di bioenergia, rilasciando carbonio che altrimenti rimarrebbe&nbsp; sequestrato nelle foreste.</p>



<p>Il risultato di questa ulteriore raccolta di legna segna&nbsp; un importante aumento delle emissioni, creando un &#8220;debito di carbonio&#8221;, che aumenta nel tempo man mano che vengono raccolti più alberi per implementare l’uso bioenergetico. La ricrescita degli alberi e lo spostamento dai combustibili fossili potrebbero alla fine ripagare questo debito di carbonio, ma la ricrescita richiede un tempo che il mondo non ha per risolvere velocemente il cambiamento climatico. Come numerosi studi hanno dimostrato, questa combustione del legno incrementerà il riscaldamento (globale ndt) per decenni o addirittura per secoli. Ciò è vero anche quando il legno sostituisce carbone, petrolio o gas naturale. Le foreste immagazzinano carbonio, circa la metà del peso del legno secco è carbonio. […] Bruciare legno è un processo carbonio-inefficiente, quindi il legno bruciato per generare energia emette più carbonio dalle ciminiere rispetto all’utilizzo di combustibili fossili. Complessivamente, per ogni kilowattora di calore o elettricità prodotta, utilizzando legna, è probabile che si aggiunga all&#8217;aria da due a tre volte più carbonio rispetto all&#8217;utilizzo di combustibili fossili.</p>



<p>L&#8217;aumento del riscaldamento globale per i prossimi decenni è un pericolo.&nbsp; Ciò significa&nbsp; danni immediati a causa di un aumento degli incendi boschivi, l’innalzamento del livello del mare e periodi di caldo estremo nei prossimi decenni. Significa anche danni permanenti dovuti allo scioglimento più rapido dei ghiacciai e lo scongelamento del permafrost, oltre ad un maggiore accumulo di calore e acidità negli oceani del mondo. Questi danni non verranno annullati anche se rimuoveremo decenni di carbonio da ora.</p>



<p>I sussidi governativi per la combustione della legna creano un doppio problema climatico perché questa rappresenta una falsa soluzione che sta sostituendo approcci realmente sostenibili per la riduzione reale di carbonio. Le aziende stanno&nbsp; orientando l&#8217;uso di energia dal fossile al legno, che aumenta il riscaldamento,&nbsp; invece di una transizione verso il solare e all&#8217;eolico, che potrebbe davvero diminuire il riscaldamento.</p>



<p>In alcuni luoghi, tra cui il Giappone e la Guyana francese, ci sono proposte non solo per bruciare la legna per l&#8217;elettricità ma anche per bruciare olio di palma o di soia. La produzione di questi combustibili richiede l&#8217;espansione della palma o la produzione di soia che porta all&#8217;abbattimento delle foreste tropicali, queste hanno&nbsp; un&#8217;alta capacità di sequestro di carbonio.Gli &#8220;standard di sostenibilità&#8221; per la gestione delle foreste o degli oli vegetali non possono alterare questi risultati. La gestione sostenibile è ciò che consente alla raccolta del legno di ripagare i debiti di carbonio, ma non possono incidere nei prossimi decenni o addirittura secoli&nbsp; sull’aumento del riscaldamento globale. Allo stesso modo, qualsiasi aumento della domanda di olio vegetale si aggiunge alla pressione globale per eliminare più foreste per l’aumento della domanda di cibo.</p>



<p>Rendere i paesi responsabili delle proprie emissioni derivanti dai cambiamenti nell&#8217;uso del suolo, sebbene auspicabile, non è possibile senza abolire leggi che trattano la combustione del legno come carbon neutral. […]</p>



<p>Allo stesso modo, il fatto che i paesi siano responsabili delle emissioni derivanti dall&#8217;uso del gasolio&nbsp; sarebbe inutile una legge che incoraggiasse a consumare più gasolio sulla falsa&nbsp; convinzione che il diesel sia ad emissioni zero. I trattati che definiscono le responsabilità climatiche nazionali e le leggi energetiche in ogni paese, devono fare una ricognizione accurata degli effetti climatici delle attività che incoraggiano o incentivano.</p>



<p>Le vostre decisioni in futuro avranno grandi conseguenze per le foreste del mondo perché se il mondo fornirà solo un ulteriore 2% della sua energia dal legno, avrebbe bisogno di raddoppiare la raccolta di legno commerciale. Ci sono&nbsp; prove convincenti, al contrario, che l’aumento di bioenergia in Europa abbia già portato ad un notevole aumento delle raccolte forestali. Questi approcci creano anche un modello che incoraggia i paesi tropicali a tagliare più foreste, oltre a quelle che già tagliano, come hanno fatto molti paesi minando gli obiettivi degli accordi forestali accettati a livello mondiale.</p>



<p>Per evitare ciò, i governi devono porre fine ai sussidi e agli altri incentivi che esistono oggi per bruciare legna sia delle loro foreste che provenienti da altre nazioni. L&#8217;Unione europea deve smettere di trattare la combustione della biomassa come carbon neutral nei suoi standard di energia rinnovabile e nel suo sistema di scambio di quote di emissioni. Il Giappone deve smettere di sovvenzionare le centrali elettriche per bruciare la legna. E gli Stati Uniti devono evitare di trattare la biomassa come a emissioni zero o a basse emissioni di carbonio mentre crea regole climatiche e crea incentivi per ridurre il riscaldamento globale.</p>



<p>Gli alberi sono più preziosi vivi che morti sia per il clima che per la biodiversità. Per riuscire nel futuro a raggiungere gli obiettivi di emissioni zero, i vostri governi dovrebbero lavorare per preservare e ripristinare le foreste e non per bruciarli.</p>



<p><strong><em>Traduzione a cura della Redazione di Malanova</em></strong></p>
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		<title>FORUM STEFANO GIOIA: I DATI SULLA CENTRALE DEL MERCURE PRIVI DI FONDAMENTO SCIENTIFICO</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/05/28/forum-stefano-gioia-i-dati-sulla-centrale-del-mercure-privi-di-fondamento-scientifico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2020 06:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CENTRALE BIOMASSE]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo assistito, accompagnata dal solito, puerile trionfalismo, all’ennesima sceneggiata messa in campo dal cosiddetto Osservatorio Ambientale sulla Centrale del Mercure. Una struttura che è nata e vive in clamoroso conflitto di interessi i quanto finanziata TOTALMENTE dalla proprietà della centrale (prima Enel e, adesso, F2i. Centomila euro l’anno non sono certo pochi!!!) che si sobbarca [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Abbiamo assistito, accompagnata dal solito, puerile trionfalismo, all’ennesima sceneggiata messa in campo dal cosiddetto Osservatorio Ambientale sulla Centrale del Mercure. Una struttura che è nata e vive in clamoroso conflitto di interessi i quanto finanziata TOTALMENTE dalla proprietà della centrale (<em>prima Enel e, adesso, F2i. Centomila euro l’anno non sono certo pochi!!!</em>) che si sobbarca anche i corposi onorari di chi produce relazioni pseudoscientifiche.</p>



<p>Ma coi conflitti di interesse adesso stiamo veramente esagerando: Osservatorio finanziato dalla proprietà della Centrale, Direttore scientifico e Consulenti, idem, Presidente che si autosospende (attenzione! non si dimette), e che è anche Presidente dell’Ente Parco e, nello stesso tempo, pure Direttore Generale di ARPA Calabria (che sulla centrale ha funzioni di controllo). E ancora, i dati relativi alle emissioni vengono incredibilmente “validati” dalla Proprietà della Centrale; le centraline di rilevamento sono in condizioni fatiscenti e collocate in pratica a caso, in quanto la FONDAMENTALE valutazione microclimatica, elemento fondamentale per il corretto collocamento delle centraline stesse, non ha riguardato, come sarebbe stato ovviamente necessario, la valle del Mercure, bensì quella di Latronico, diversa e distante dalla precedente!</p>



<p>Inoltre, diversamente da quanto affermato dalla Funzionaria dell’ARPACAL che ha preso la parola, la centrale funziona con AIA/VIA, che non è MAI stata pubblicata sul Bollettino Regionale (BURC). &nbsp;</p>



<p>Oggi, dunque, dopo il Report prodotto dalla Fondazione Ronchi, 2 anni fa, presentata con lo stesso suono di grancassa – prima che si scoprisse che anche la Fondazione era lautamente finanziata da Enel- e dopo un inspiegabile silenzio durato un anno, in un momento critico per la criticatissima centrale, ecco intervenire l’Osservatorio in suo soccorso.&nbsp;</p>



<p>I dati, poi, definiti dagli stessi autori come preliminari, non sono stati diffusi se non al momento della presentazione &#8211; ovviamente per evitare un imbarazzante contraddittorio- e si sono rivelati pieni di incongruenze e inadeguatezze scientifiche, oltre che di errori di impostazione anche grossolani. Un lavoro che getta una luce certo non positiva anche sull’Istituto Superiore di Sanità, che almeno ci auguriamo sia almeno in parte all’oscuro di tutto il marcio che c’è in tutta questa vicenda.</p>



<p>Ma neanche questa evidente appartenenza alla “maglia” della proprietà della Centrale è riuscita a nascondere imbarazzanti e clamorose evidenze.</p>



<p>Anzitutto la qualità dell’aria. Proprio perché l’aria della valle del Mercure è buona, non è certo il caso di bruciarci 350.000 tonnellate di alberi ogni anno, che certamente la rendono meno buona come dimostrato anche dai dati sulle emissioni (e non poteva essere diversamente!). E ricordiamo che l’Unione Europea stabilisce che l’aria deve essere mantenuta pura dove lo sia e migliorata dove è inquinata, esattamente il contrario di quello che succede con l’attività della centrale. Centrale, poi, del tutto inutile dal punto di vista energetico (irrilevante la sua produzione) ma molto utile da quello speculativo, per i ricchissimi incentivi che produce (nel solo 2016, ha fatto incassare ben 49 milioni di euro, di cui solo 10 da produzione di energia e TUTTI gli altri 39, da incentivi PUBBLICI).</p>



<p>E, ancora, sarebbe addirittura comico, se non si giocasse con interessi e diritti delle popolazioni, parlare di Valutazione di Impatto Sanitario, cioè di quella VIS, che pure era stata chiesta ufficialmente da Istituzioni sanitarie, Enti ed Associazioni – e ad essi negata- prima dell’apertura della centrale.</p>



<p>Infine, un “buco” anche nella raccolta dei dati sanitari, rifiutati dagli Enti locali preposti e certamente non sovrapponibili a quelli utilizzati dagli “esperti” che hanno relazionato.</p>



<p><strong><em>Forum “Stefano Gioia” delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani per la tutela della Legalità e del Territorio</em></strong></p>
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		<item>
		<title>CENTRALE A BIOMASSE ED EX LEGNOCHIMICA: DUE STORIE CHE SI INTRECCIANO, TANTI MILIONI MA ZERO BONIFICHE</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/11/11/centrale-a-biomasse-ed-ex-legnochimica-due-storie-che-si-intrecciano-tanti-milioni-ma-zero-bonifiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 12:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[CENTRALE BIOMASSE]]></category>
		<category><![CDATA[DECIDIAMO NOI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia della Centrale a Biomasse, operante nella Area Industriale di Rende, è legata a doppio filo a quella della ex Legnochimica. Nonostante il periodo di crisi che attraversava – o meglio affermava di attraversare &#8211; &#160;nel 2000 l’azienda di Mondovì ha la forza di realizzare una centrale a biomasse che occupa una parte dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La storia della Centrale a
Biomasse, operante nella Area Industriale di Rende, è legata a doppio filo a
quella della ex Legnochimica. Nonostante il periodo di crisi che attraversava –
o meglio affermava di attraversare &#8211; &nbsp;nel
2000 l’azienda di Mondovì ha la forza di realizzare una centrale a biomasse che
occupa una parte dei terreni dell’ex stabilimento. </p>



<p>La centrale è entrata in
esercizio nel gennaio del 2001 al termine di un programma triennale di
investimenti. <strong>Ha usufruito delle incentivazioni derivanti dalla produzione
di energia elettrica, utilizzando fonti rinnovabili, CIP6.</strong> Dopo soli due
anni dall’idea di investire nelle fonti di energia “rinnovabili”, lo stesso
management del gruppo Jemina&amp;Battaglia,
decide di rifocalizzare le proprie attività nella produzione di prodotti di
origine vegetale. Assistiamo in realtà ad una giravolta che sa di
speculazione finanziaria e che vede la cessione della centrale a biomasse, come
leggiamo nel comunicato stampa congiunto dell’epoca,&nbsp; alla</p>



<p><em>“Actelios
S.p.A., società del Gruppo Falck, costituitasi a seguito della scissione
parziale di CMI SpA, è quotata al Mercato Telematico Azionario della Borsa Italiana.
La società è attiva in tre settori: produzione di energia da fonti rinnovabili,
sia rifiuti che biomasse (termovalorizzazione) &#8211; che rappresenta il core
business della società -, gestione e manutenzione di impianti sia per il Gruppo
che per conto di terzi e, infine, servizi ambientali. Con la cessione della
centrale di Rende il gruppo Jemina&amp; Battaglia di S.Michele Mondovì (Cuneo),
all&#8217;interno del quale opera Legnochimica S.p.A., prosegue nel progetto di
rifocalizzazione delle proprie attività nella produzione di prodotti di origine
vegetale, fra cui quelli per il settore conciario, ambito in cui il gruppo è
leader a livello mondiale”.</em></p>



<p>Nello stesso periodo la Legnochimica,
con atto notarile del <strong>23 Agosto 2000</strong>, cede un ramo d&#8217;azienda alla <strong>Ledorex
Sud S.r.l.,</strong> atto che verrà perfezionato in data 21 Giugno 2002. Altra
scatola cinese.</p>



<p>Quindi, ricapitolando, una Legnochimica in forte “crisi” riesce ad ottenere altri 40 miliardi (20 milioni di euro) di contributi pubblici per costruire una Centrale a Biomasse che poi cede al Gruppo Falck attraverso un&#8217;operazione che vale circa 32,5 milioni di euro. Inoltre, ben 5 delle 8 vasche presenti nella proprietà della società Legnochimica risulteranno interrate e vendute ad altre società che, senza alcuna bonifica, vi costruiranno sopra dei nuovissimi capannoni. Ancora più incomprensibile e aggrovigliata diventa la storia se consideriamo che, più o meno nello stesso periodo della supposta “crisi”, il gruppo costituisce la <strong>Silvachimica Srl, </strong>acquisisce l’<strong>Industria Chimica Lombarda Srl</strong>, società creata negli anni ‘30 da Enrico Mattei,  incorpora la<strong> Soda Industriale Srl,  </strong>crea la <strong>Silvateam Perù Sac </strong>che possiede anche due piantagioni di proprietà ed infine fa nascere<strong> Sistema Energia Srl </strong>per operare nel settore dell’energia da fonti rinnovabili oltre che l&#8217;attuale holding Silvatem che farà da cappello organizzativo di questo enorme gruppo oramai multinazionale.</p>



<p>Da queste comparazioni si evince, quindi, il fatto che la crisi dello stabilimento a Rende contrasta fortemente con la floridità generale del gruppo che è in quel momento in forte espansione. Inoltre, nonostante tutte queste entrate derivanti dalle operazioni finanziarie succitate e nonostante le dismissioni dei terreni, ad oggi le casse della società Legnochimica in liquidazione risultano del tutto prosciugate e dunque impossibilitate a finanziare i lavori di bonifica; l’esatto contrario delle vasche che lasciano in eredità alla comunità rendese. </p>



<p>Ci chiediamo:</p>



<p>com&#8217;è possibile che un gruppo multinazionale come la Silvateam  &#8220;presente con i propri prodotti in oltre 60 Paesi del mondo, <strong>leader mondiale nella produzione, trasformazione e commercializzazione di estratti vegetali, tannini e loro derivati</strong>  e forte di un fatturato di oltre 100 milioni di euro&#8221; non sia riuscita ad accantonare 6 milioni di euro (il costo verosimile della bonifica) in tutti questi anni di liquidazione? </p>



<p>Tutti a spingere (giustamente) affinché il pubblico &#8211; Regione e Comune &#8211; svolgano fino in fondo il loro ruolo in difesa della salute pubblica.</p>



<p>Noi ci sentiamo, però, anche di insistere su chi è effettivamente responsabile del disastro dopo aver fatto grossi guadagni nella nostra città. </p>



<p>Cara Silvateam, sul vostro sito internet fate grande sfoggio di responsabilità e sostenibilità ambientale dichiarando di perseguire obiettivi lodevoli ed ambiziosi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Miglioramento continuo delle proprie performance ambientali</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Tutela degli ecosistemi e della biodiversità</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Efficacia dei propri sistemi di gestione</li></ul>



<p><strong>Non è che vi siete dimenticati di un pezzo della vostra storia recente? </strong></p>



<p><strong>Nella realizzazione di questi obiettivi, </strong> <strong>non potreste partire proprio dalle piscine dell&#8217;Area Industriale rendese? </strong></p>



<p><strong>Perché dovremmo pagare noi tutti contribuenti i danni causati da una vostra cattiva gestione?</strong></p>



<p>Le piscine sono vostre e ve le bonificate voi&#8230;ed anche con una certa urgenza! Altrimenti abbiate almeno il buon gusto di eliminare la pagina dedicata allo &#8220;Sviluppo sostenibile&#8221; dal vostro sito ufficiale. (1)</p>



<p><strong>Coordinamento Territoriale #DecidiamoNOI</strong></p>



<p></p>



<p>Nota (1):  <a href="https://www.silvateam.it/chi-siamo/sviluppo-sostenibile.html">https://www.silvateam.it/chi-siamo/sviluppo-sostenibile.html</a> </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/11/11/centrale-a-biomasse-ed-ex-legnochimica-due-storie-che-si-intrecciano-tanti-milioni-ma-zero-bonifiche/">CENTRALE A BIOMASSE ED EX LEGNOCHIMICA: DUE STORIE CHE SI INTRECCIANO, TANTI MILIONI MA ZERO BONIFICHE</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CENTRALE A BIOMASSE: IL CONTENZIOSO PROVINCIA VS CONSORZIO MAGDALONI</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/10/31/centrale-a-biomasse-il-contenzioso-provincia-vs-consorzio-magdaloni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2019 14:28:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CENTRALE BIOMASSE]]></category>
		<category><![CDATA[DECIDIAMO NOI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>periodo 2006/2017 Dalla Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2017 del Gruppo FALCK RENEWABLES SpA “Contenzioso “Consorzio sito Magdaloni” vs. Provincia Cosenza &#8211; Settore Ambiente Demanio Ecosesto SpA fa parte con Silva Team Srl (stesso gruppo della ex LEGNOCHIMICA) di un consorzio denominato “Consorzio Sito Magdaloni” avente per scopo la disciplina, nell’interesse dei consorziati, dello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/10/31/centrale-a-biomasse-il-contenzioso-provincia-vs-consorzio-magdaloni/">CENTRALE A BIOMASSE: IL CONTENZIOSO PROVINCIA VS CONSORZIO MAGDALONI</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>periodo <strong>2006/2017</strong></p>



<p><em>Dalla Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2017</em> <em>del Gruppo FALCK RENEWABLES SpA </em></p>



<p>“<strong>Contenzioso</strong> “<strong>Consorzio sito Magdaloni” vs. Provincia Cosenza &#8211; Settore Ambiente Demanio</strong> </p>



<p><em>Ecosesto SpA fa parte con Silva Team Srl (stesso gruppo della ex LEGNOCHIMICA) di un consorzio denominato “Consorzio Sito Magdaloni” avente per scopo la disciplina, nell’interesse dei consorziati, </em><strong><em>dello scarico delle acque reflue industriali provenienti dalle unità produttive che le società hanno istituito in Rende, località Cancello Magdaloni</em></strong><em>. Per conseguire tale scopo il Consorzio è intestatario delle necessarie autorizzazioni. Con Determina del Dirigente del Settore Ambiente e Demanio della provincia di Cosenza del 25/10/2006 (i) era stata dichiarata cessata la validità dell’autorizzazione allo scarico nel fiume Crati a suo tempo concessa, (ii) non era stato concesso il rinnovo dell’autorizzazione sopramenzionata. Avverso il predetto provvedimento era stato proposto ricorso con richiesta di sospensiva per l’annullamento dello stesso. Contestualmente alla proposizione del ricorso è stato avviato, in via cautelativa, il procedimento per il rilascio di una nuova autorizzazione. In data 16 giugno 2017 è stato emesso il provvedimento di autorizzazione allo scarico da parte della Provincia di Cosenza. Stante l’emissione del provvedimento viene meno l’interesse all’impugnazione e conseguentemente ogni rischio.”</em></p>



<p>Da questo documento apprendiamo dell’esistenza di un Consorzio tra Ecosesto SpA e Silva Team Srl (Società appartenente allo stesso gruppo della ex Legnochimica):  il <strong>“Consorzio sito Magdaloni”.</strong> Entrambe le aziende hanno sede nell&#8217;Area Industriale di Rende e, addirittura, il loro Consorzio prende il nome della nota contrada attualmente interessata dalle tante e note problematicità ambientali.</p>



<p>Nelle premesse di una delle Determine, redatte dal Dirigente del Settore Ambiente e Demanio della Provincia di Cosenza e relative al contenzioso, si riportano le prescrizioni imposte per avere rinnovata l’autorizzazione allo scarico nel Crati: </p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="567" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_1-2-1024x567.jpg" alt="" class="wp-image-5876" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_1-2-1024x567.jpg 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_1-2-300x166.jpg 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_1-2-768x426.jpg 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_1-2.jpg 1034w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Nel documento notiamo una piccola incongruenza rispetto a quanto indicato nella scheda tecnica dell’impianto  inserita nel comunicato stampa del 2003 fatto da Actelios e che sosteneva non esserci alcuna emissione di reflui dalla centrale a biomasse:</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1024" height="407" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-1024x407.png" alt="" class="wp-image-5873" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-1024x407.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-300x119.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Immagine-768x305.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Immagine.png 1330w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Non solo, continuando a leggere le premesse della Determina del 2016 del Dirigente del Settore Ambiente e Demanio della Provincia di Cosenza scopriamo:</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1024" height="671" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_2-1024x671.jpg" alt="" class="wp-image-5874" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_2-1024x671.jpg 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_2-300x196.jpg 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_2-768x503.jpg 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_2.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Quindi, non solo esistono reflui della Centrale a Biomasse ma apprendiamo che gli stessi, in alcuni casi accertati, non hanno passato la prova delle analisi perchè risultavano superati i limiti di legge rispetto a specifici elementi chimici.</p>



<p>Nel 2016, dunque, la
Provincia di Cosenza determina</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="231" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_3-1024x231.jpg" alt="" class="wp-image-5875" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_3-1024x231.jpg 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_3-300x68.jpg 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_3-768x173.jpg 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2019/10/Determina_provincia_3.jpg 1036w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Successivamente rileviamo, dalla Relazione Finanziaria del 2017, che <strong>“avverso il predetto provvedimento era stato proposto ricorso con richiesta di sospensiva per l’annullamento dello stesso. Contestualmente alla proposizione del ricorso è stato avviato, in via cautelativa, il procedimento  per il rilascio di una nuova autorizzazione. In data 16 giugno 2017 è stato emesso il provvedimento di autorizzazione allo scarico da parte della Provincia di Cosenza. Stante l’emissione del provvedimento viene meno l’interesse all’impugnazione e conseguentemente ogni rischio.”</strong></p>



<p>Nulla sappiamo di cosa sia avvenuto a seguito del superamento dei valori rilevato dalle analisi del 2015 e del 2016. Rimane, dunque, un dubbio importante e non risolto dai documenti in nostro possesso relativamente ai controlli fatti e che si continuano a fare su questi sversamenti nel fiume Crati e sui rimedi implementati al fine di scongiurare il loro probabile impatto sulla salute delle persone.</p>



<p>Rimaniamo dunque in attesa che qualcuno, il pubblico o il privato, fughino questo dubbio e certifichino l&#8217;assoluta salubrità e l&#8217;assenza di impatto ambientale e sulla salute delle persone degli impianti esistenti nell&#8217;Area Industriale di Rende.</p>



<p><strong>Coordinamento Territoriale #DecidiamoNOI</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/10/31/centrale-a-biomasse-il-contenzioso-provincia-vs-consorzio-magdaloni/">CENTRALE A BIOMASSE: IL CONTENZIOSO PROVINCIA VS CONSORZIO MAGDALONI</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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		<title>Incendi &#038; Biomasse</title>
		<link>https://www.malanova.info/2017/08/31/incendi-biomasse/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Aug 2017 11:20:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CENTRALE BIOMASSE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>INCENDI – Arrestato in Basilicata gruppo di operai dipendenti di una ditta forestale cosentina perché sorpresi a tagliare alberi cresciuti su terreni demaniali e destinati molto probabilmente a Centrali a Biomasse. Carlo Tansi, capo della Protezione Civile Calabria, denuncia una strana sovrapposizione tra le aree interessate agli incendi e le centrali a biomasse. Lo sviluppo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>INCENDI</strong> – Arrestato in Basilicata gruppo di operai dipendenti di una ditta forestale cosentina perché sorpresi a tagliare alberi cresciuti su terreni demaniali e destinati molto probabilmente a Centrali a Biomasse. Carlo Tansi, capo della Protezione Civile Calabria, denuncia una strana sovrapposizione tra le aree interessate agli incendi e le centrali a biomasse. Lo sviluppo scriteriato e l’attivazione di nuove centrali a biomas<span class="text_exposed_show">se in Calabria, regione autosufficiente dal punto di vista energetico, starebbe incrementando la necessità di materia prima e quindi il taglio abusivo di alberi. La legge infatti prevede che quando un albero si brucia deve essere rimosso entro un anno. Cosa succede se vanno in fumo ettari di Parco Nazionale o di zone protette altrimenti non sfruttabili dal punto di vista del business energetico?</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>INCENDI – TAGLI – BIOMASSA – RIMBOSCHIMENTO.</p>
<p>TANSI: “Quando si bruciano degli alberi, questi per legge devono essere tagliati entro un anno, l’area deve essere bonificata. Ma quando si va a tagliare quelle aree si tagliano non solo gli alberi bruciati ma tutto, anche quelli in buono stato. In condizioni normali in queste aree non potresti tagliare neanche un ramo, però nel caso di incendio sei obbligato a tagliare per bonificare e quindi tagli di tutto, anche gli alberi solo anneriti.”</p>
<p>Ci sorge qualche dubbio: 1) non è che alcuni incendi siano in relazione con il business del legno e delle Centrali a Biomasse? 2) Perchè in una Regione autosufficiente ed esportatrice di energia si autorizzano ancora nuovi impianti a Biomasse? 3) e allora i Canadair?</p>
<p><strong>MALANOVA VOSTRA!</strong></p>
</div>
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		<title>Centrale a biomassa in Sila? No grazie</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Aug 2017 09:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicato sull&#8217;iniziativa tenutasi a Bocca di Piazza di Parenti (CS). I Comitati contro le centrali a biomasse in Sila ringraziano i tantissimi cittadini che hanno partecipato al convegno pubblico tenutosi nella serata di mercoledì 23 agosto a Bocca di Piazza, nel comune di Parenti, al fine di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sui rischi concreti sull&#8217;ambiente, il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato sull&#8217;iniziativa tenutasi a Bocca di Piazza di Parenti (CS).</p>
<p>I Comitati contro le centrali a biomasse in Sila ringraziano i tantissimi cittadini che hanno partecipato al convegno pubblico tenutosi nella serata di mercoledì 23 agosto a Bocca di Piazza, nel comune di Parenti, al fine di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sui rischi concreti sull&#8217;ambiente, il territorio, le attività produttive e la salute dei cittadini che, se attivata, procurerà inevitabilmente la centrale a biomasse di Parenti, collocata incredibilmente nel cuore della Sila.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2772 alignleft" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2017/08/21014073_10214535196562116_3866209537995458881_o.jpg" alt="" width="510" height="286" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2017/08/21014073_10214535196562116_3866209537995458881_o.jpg 2048w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2017/08/21014073_10214535196562116_3866209537995458881_o-300x168.jpg 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2017/08/21014073_10214535196562116_3866209537995458881_o-768x431.jpg 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2017/08/21014073_10214535196562116_3866209537995458881_o-1024x575.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 510px) 100vw, 510px" />Al convegno, moderato dalla parentese Clelia Maletta, sono intervenuti il dottore Ferdinando Laghi, vicepresidente nazionale dell’Associazione scientifica “Medici per l’ambiente (ISDE – Italia)”, l’avvocato Giuseppe D’Ippolito dell’associazione Avvocati per il diritto ambientale, l’agronomo Francesco Santopolo, esperto in biodiversità, il deputato del M5S Paolo Parentela, membro della commissione agricoltura della Camera dei deputati e diversi cittadini. E&#8217; intervenuto a titolo personale anche il dott. Carlo Tansi, il quale ha ribadito con forza la nota correlazione &#8211; che egli, al pari di quanto affermato dal Commissario Mariggiò di Calabria Verde, sostiene da tempo &#8211; tra la localizzazione di numerosi incendi delle montagne calabresi ed i conseguenti tagli boschivi indiscriminati alimentati dagli appetiti e dagli interessi dei fornitori di materia prima delle centrali a biomasse in Calabria. Su tutte, basti citare quella del Mercure, gestita da Enel all&#8217;interno del Parco nazionale del Pollino, rifornita anche da aziende prive della necessaria certificazione antimafia.<br />
Il convegno, aperto da una relazione brillantissima ed esaustiva del dottor Laghi, si è rivelato utilissimo per far luce sulle emissioni inquinanti di queste inutili e dannose macchine da inquinamento sotto molteplici aspetti. Non servono, perché il surplus di produzione energetica in Calabria è pari al 55%; inquinano, perché emettono nanopolveri, diossine e metalli pesanti in atmosfera che finiscono nell&#8217;ambiente circostante, nei prodotti agricoli (in questo caso soprattutto le patate) e nelle acque come fattore cancerogeno ad alto rischio; non abbassano i costi dell&#8217;energia, perché gli incentivi che servono per tenerle in piedi e che rappresentano l’ottanta per cento dei loro introiti li pagano i cittadini sulle loro sempre più salate bollette; sono pericolosi perché veicolano oltre agli scontri ed alla selvaggia concorrenza, se non guerra, tra le imprese boschive anche gli interessi e la delinquenziale presenza della criminalità organizzata; sono favoriti anche da amministrazioni comunali incapaci di difendere i loro concittadini ed i loro territori pur non creando neanche posti di lavoro per i residenti, visto che le due unità di addetti previsti saranno tecnici portati da fuori. Morale della favola: inquinano, non servono se non agli speculatori, desertificano, attraggono gli interessi della mafia e violentano ed avvelenano territorio, acqua e cibo.<br />
Nella manifestazione si è palesata l’inconcepibile ambiguità dell&#8217;Amministrazione di Parenti, durante il cui mandato sono state decise, contraddittoriamente, sia l’adesione del Comune al programma Mab dell’Unesco di difesa della biosfera che la definizione del processo autorizzativo della velenosa (pure per la biosfera!) centrale a biomasse. La Sindaca, Donatella Deposito, invitata in diversi interventi ad impegnarsi in prima persona per salvaguardare la salute dei cittadini ed il futuro del comprensorio silano, è pure intervenuta al dibattito scrollandosi di dosso ogni responsabilità politica ed amministrativa, additando al settore tecnico del comune e degli enti intervenuti nella conferenza dei servizi tutte le responsabilità, teorizzando, in pratica, l’inutilità del suo ruolo. Peccato che, solo qualche settimana fa, la stessa Sindaca aveva informato la cittadinanza, insieme ai proprietari dell&#8217;impianto ormai ultimato ed al venditore della tecnologia, sulla bontà di questa vergognosa centrale che sorge a due passi dallo stabilimento di acque minerali Fontenoce e dal Parco Nazionale della Sila, in un&#8217;area di rilevantissimo interesse paesaggistico e turistico e da tempo immemore dedicata alla coltivazione della patata della Sila, da diversi anni pure riconosciuta come produzione di pregio con il marchio IGP.<br />
Proseguiremo, insieme a tutte le organizzazioni sociali, sindacali e produttive interessate , in tutte le sedi e con le modalità democratiche e tutti gli strumenti che la legge ci consente, questa battaglia di civiltà per salvaguardare la salute dei cittadini e l&#8217;economia ed il futuro di un territorio candidato dall’UNESCO a diventare Patrimonio dell’Umanità.<br />
Comitati contro le centrali a biomasse in Sila<br />
Parenti (Cs), 24 agosto 2017<br />
&nbsp;<br />
mail: &#x63;&#x65;&#110;tr&#x61;&#x6c;&#105;&#98;i&#x6f;&#x6d;&#97;&#115;s&#x65;&#x69;&#x6e;&#115;il&#x61;&#x6e;&#111;&#103;r&#x61;&#x7a;&#105;&#101;&#64;&#x67;&#x6d;&#97;&#105;l&#x2e;&#x63;&#x6f;&#109;<br />
Info su gruppo facebook: <a href="https://www.facebook.com/search/top/?q=centrali%20a%20biomasse%20in%20sila%20(panettieri%20sorbo%20colosimi%20parenti)%20no%20grazie">CENTRALI A BIOMASSE IN SILA (Panettieri,Sorbo,Colosimi,Parenti) NO GRAZIE!</a></p>
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