L’ECOVILLAGGIO DELLE DONNE, DOVE LA VITA È RIVOLUZIONE

Avere una possibilità di sottrarsi alle imposizioni del sistema di vita patriarcale e di creare qualcosa di diverso: una vita piena, vissuta comunitariamente. Questo hanno fatto decine di donne a Jinwar nel Nord Est della Siria, dove, dal novembre 2018, esiste un villaggio di sole donne, costruito con materiali naturali ed ecosostenibili, puntando alla completa autosufficienza, grazie alle energie rinnovabili e alla produzione agricola. Ci sono il forno, l’accademia, la scuola ed ora anche un centro di salute e cura: Şifa Jin, che come Rete Jin e Cisda (Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane) intendiamo sostenere con il crowdfunding “Arte per Jinwar. Sosteniamo l’ecovillaggio delle donne, dove la vita è rivoluzione”.

Una campagna di raccolta fondi della durata di sette mesi, supportata con entusiasmo già da una trentina di artisti che hanno donato al progetto opere grafiche, pittoriche e fotografiche e la loro forza creativa. Aperta ufficialmente a marzo 2020, Şifa Jin ha come obiettivo la cura di donne e bambini con l’impiego della medicina naturale, che vive ancora nelle tradizioni locali, accanto a quella moderna. La maggior parte delle patologie è strettamente legata alla situazione familiare e alle mansioni di genere che le donne svolgono.

Inoltre, in questo periodo di emergenza, il Centro si è attrezzato per affrontare adeguatamente il rischio di diffusione del coronavirus, adottando un protocollo specifico e promuovendo formazioni sui rischi dell’epidemia e sulle ordinarie problematiche delle donne, acuitesi in questo periodo di isolamento. Il crowdfunding, che punta a raccogliere 30.000 euro, andrà a sostenere le spese per l’acquisto di un’ambulanza, fondamentale per raggiungere altre donne dei dintorni di Jinwar.

Jinwar ha vissuto momenti drammatici negli ultimi mesi. Il villaggio ha rischiato di essere evacuato dopo che la Turchia, nell’ottobre del 2019, ha invaso il Nord Est della Siria. Da subito però le abitanti hanno deciso di difendere il proprio progetto e la propria autodeterminazione, nonostante gli attacchi che da più parti sta subendo l’intera regione.

L’invasione della Turchia ha comportato saccheggi (anche in un ospedale, a Serakanye) in una regione in cui l’embargo dura già dal 2012. Nel cantone di Afrin, occupato nel gennaio 2018, tra rapimenti e violenze di mercenari jihadisti ed esercito turco, continua la resistenza guidata dalle donne. L’esercito turco prosegue la sua sporca guerra, incendiando campi agricoli e abitazioni nelle zone di confine, come in prossimità di Til Tamer, bloccando, in piena pandemia, l’acquedotto di Alouk, e privando delle risorse idriche milioni di persone nella provincia di Heseke.

L’invasione turca ha inoltre rinvigorito l’ideologia jihadista, favorendo l’aumento di attentati. In questo scenario, le donne di Jinwar stanno costruendo un’alternativa pratica e concreta. E lo stanno facendo con amore e bellezza, curando la vita giorno per giorno. L’arte, espressione della creatività, non può che affiancare il percorso di questa preziosa comunità. Anche noi, a distanza, speriamo che la bellezza trasmessa dalle persone creative coinvolte nel nostro crowdfunding ne generi altrettanta con un aiuto concreto al villaggio.

Ringraziamo Cisda per il supporto, chi ha messo a disposizione la propria arte e coloro che vorranno sostenere il crowdfunding, visitando la pagina:

Arte per Jinwar. Sosteniamo l’ecovillaggio delle donne, dove la vita è rivoluzione

Jin Jiyan Azadi (Rete Jin)

(info: raccoltafondijinwar@gmail.com)

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