CON I PRECARI DEL PUGLIESE CIACCIO CON CHI IN CALABRIA NON VUOLE ABBASSARE LA TESTA.

Bisognerebbe ringraziare uno ad uno i 220 precari del Pugliese Ciacci. Lo dovrebbe fare ogni calabrese onesto che ancora si ostina a rimanere in questa regione. Non soltanto perchè la loro battaglia è la stessa battaglia di chiunque si trova ogni giorno a vivere l’inferno di una sanità povera, mal funzionate a tratti inesistente, ma perchè la loro tenacia nella lotta racconta uno spaccato fatto di dignità che non si piega alle logiche della clientela o del favore concesso dal feudatario di turno.

Queste persone comuni, non amici dei potenti o sindacalisti di professione, hanno deciso di non chinare la testa e “baciare le mani” a chi in un modo o nell’altro prometteva di risolvere il loro problema. È questo l’insegnamento più importante, la migliore lezione che 220 padri e madri famiglia stanno dando alla Calabria intera. Un sussulto di dignità ed orgoglio nella lotta, un modus operandi che potrebbe risolvere se esteso molti dei problemi che quotidianamente viviamo sulla nostra pelle.

Infatti questa, non è semplicemente la sacrosanta lotta per conservare un posto di lavoro nella regione con il più alto tasso di disoccupazione d’Italia ma è un messaggio chiaro che fa paura a chi da anni campa alle spalle dei calabresi: “solo la lotta paga!”.
Forse è per questo che i precarie stanno ricevendo attacchi immotivati e scomposti, perchè scoperchiando un enorme calderone pieno di inganni menzogna hanno messo paura a tutti coloro i quali su menzogne stanno costruendo fiorenti carriere politiche.
Chi ha sempre contato sulla passività e sulla paura, chi ha sempre vissuto di ricatti occupazionali in cambio di voti, in questo momento e meno fiero e sicuro di se. Emblematiche in questo senso sono state alcune parole di attacco ricevute dai precari dopo le ultime azioni di lotta: << E se gli altri disoccupati, i forestali, tutti quanti agissero in questo modo?>>. Bene il punto è proprio questo!
“Se tutti agissero in questo modo” semplicemente si riprenderebbero con dignità tutto quello che gli spetta: un lavoro per chi è disoccupato, la stabilità chi è precario, le cure per chi ne ha bisogno ecc ecc
“Se tutti agissero in questo modo” a perderci sarebbe soltanto una classe politica regionale totalmente inadeguata e dare risposte ai bisogni dei calabresi ed è questa la vera paura che queste parole tradiscono.

Noi invece ci vogliamo stringere in un abbraccio con chi ha dimostrato che paura non ne ha più.
Un abbraccio che va oltre la solidarietà ma vuole essere un ringraziamento a chi con la dignità della sua lotta vuole migliorare le condizioni di vita dei calabresi tutti.

Tutti insieme gli facciamo paura.

Primi firmatari (lista in aggiornamento):

  • Progetto Azadi (UNICAL)
  • Spa Arrow – Rende (CS)
  • C.P.O.A. Rialzo (Cosenza)
  • C.S.C. Nuvola Rossa – Villa San Giovanni (RC)
  • C.S.O.A. A. Cartella ( Reggio Calabria)
  • Casa dei Diritti Sociali (Cosenza)
  • Prendocasa Cosenza
  • R.A.S.P.A (Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l’Autotutela)
  • Associazione Culturale CotroneInforma – Cotronei (KR)
  • Sportello Sociale Autogestito (Lamezia Terme)
  • Collettivo Tonne Libere (Lamezia Terme)
  • Non una di meno (Lamezia Terme)
  • Potere al Popolo (Calabria)
  • Potere al Popolo (Catanzaro)
  • Partito della Rifondazione Comunista (Calabria)
  • DemA (Calabria)
  • Sinistra Italiana (Calabria)