CENTRALE A BIOMASSE: IL CONTENZIOSO PROVINCIA VS CONSORZIO MAGDALONI

periodo 2006/2017

Dalla Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2017 del Gruppo FALCK RENEWABLES SpA

ContenziosoConsorzio sito Magdaloni” vs. Provincia Cosenza – Settore Ambiente Demanio

Ecosesto SpA fa parte con Silva Team Srl (stesso gruppo della ex LEGNOCHIMICA) di un consorzio denominato “Consorzio Sito Magdaloni” avente per scopo la disciplina, nell’interesse dei consorziati, dello scarico delle acque reflue industriali provenienti dalle unità produttive che le società hanno istituito in Rende, località Cancello Magdaloni. Per conseguire tale scopo il Consorzio è intestatario delle necessarie autorizzazioni. Con Determina del Dirigente del Settore Ambiente e Demanio della provincia di Cosenza del 25/10/2006 (i) era stata dichiarata cessata la validità dell’autorizzazione allo scarico nel fiume Crati a suo tempo concessa, (ii) non era stato concesso il rinnovo dell’autorizzazione sopramenzionata. Avverso il predetto provvedimento era stato proposto ricorso con richiesta di sospensiva per l’annullamento dello stesso. Contestualmente alla proposizione del ricorso è stato avviato, in via cautelativa, il procedimento per il rilascio di una nuova autorizzazione. In data 16 giugno 2017 è stato emesso il provvedimento di autorizzazione allo scarico da parte della Provincia di Cosenza. Stante l’emissione del provvedimento viene meno l’interesse all’impugnazione e conseguentemente ogni rischio.”

Da questo documento apprendiamo dell’esistenza di un Consorzio tra Ecosesto SpA e Silva Team Srl (Società appartenente allo stesso gruppo della ex Legnochimica):  il “Consorzio sito Magdaloni”. Entrambe le aziende hanno sede nell’Area Industriale di Rende e, addirittura, il loro Consorzio prende il nome della nota contrada attualmente interessata dalle tante e note problematicità ambientali.

Nelle premesse di una delle Determine, redatte dal Dirigente del Settore Ambiente e Demanio della Provincia di Cosenza e relative al contenzioso, si riportano le prescrizioni imposte per avere rinnovata l’autorizzazione allo scarico nel Crati:

Nel documento notiamo una piccola incongruenza rispetto a quanto indicato nella scheda tecnica dell’impianto  inserita nel comunicato stampa del 2003 fatto da Actelios e che sosteneva non esserci alcuna emissione di reflui dalla centrale a biomasse:

Non solo, continuando a leggere le premesse della Determina del 2016 del Dirigente del Settore Ambiente e Demanio della Provincia di Cosenza scopriamo:

Quindi, non solo esistono reflui della Centrale a Biomasse ma apprendiamo che gli stessi, in alcuni casi accertati, non hanno passato la prova delle analisi perchè risultavano superati i limiti di legge rispetto a specifici elementi chimici.

Nel 2016, dunque, la Provincia di Cosenza determina

Successivamente rileviamo, dalla Relazione Finanziaria del 2017, che “avverso il predetto provvedimento era stato proposto ricorso con richiesta di sospensiva per l’annullamento dello stesso. Contestualmente alla proposizione del ricorso è stato avviato, in via cautelativa, il procedimento  per il rilascio di una nuova autorizzazione. In data 16 giugno 2017 è stato emesso il provvedimento di autorizzazione allo scarico da parte della Provincia di Cosenza. Stante l’emissione del provvedimento viene meno l’interesse all’impugnazione e conseguentemente ogni rischio.”

Nulla sappiamo di cosa sia avvenuto a seguito del superamento dei valori rilevato dalle analisi del 2015 e del 2016. Rimane, dunque, un dubbio importante e non risolto dai documenti in nostro possesso relativamente ai controlli fatti e che si continuano a fare su questi sversamenti nel fiume Crati e sui rimedi implementati al fine di scongiurare il loro probabile impatto sulla salute delle persone.

Rimaniamo dunque in attesa che qualcuno, il pubblico o il privato, fughino questo dubbio e certifichino l’assoluta salubrità e l’assenza di impatto ambientale e sulla salute delle persone degli impianti esistenti nell’Area Industriale di Rende.

Coordinamento Territoriale #DecidiamoNOI