Red Star Press: polemiche e fascismo al Salone del Libro di Torino


Le idee non possono realizzare nulla. Per realizzare le idee, c’è bisogno degli uomini e delle donne, che mettono in gioco una forza pratica (Karl Marx)

Correva l’anno 2016. E secondo Luca Morisi, il famigerato social media manager di Salvini, in visita al Salone del Libro di Torino, la Red Star Press era una “sedicente casa editrice” che, signora mia!, si permetteva addirittura di “minacciare” il suo adorato “capitano” in felpa verde:http://www.ilpopulista.it/news/14-Maggio-2016/943/-Odiamo-la-Lega-e-Salvini.html

Ebbene, non siamo cambiati affatto. Per questa ragione, anche quest’anno, saremo al Salone di Torino (Padiglione 3 – Stand R140) insieme alla storia del movimento operaio, alla cultura della Resistenza, alle lotte di liberazione dei popoli oppressi, alla critica antipatriarcale, allo sport popolare e alla memoria di movimento a cui cerchiamo di dare voce nel nostro catalogo:www.redstarpress.it La nostra ispirazione è una casa editrice come Ceylan Yayinlari che, in Turchia, contende metro su metro lo spazio fagocitato da un regime come quello di Erdogan, vedendo seriamente minacciata l’integrità fisica e la libertà personale dei suoi lavoratori e delle sue lavoratrici, nostri compagni: https://www.facebook.com/notes/red-star-press-hellnation-libri/solidariet%C3%A0-allautrice-turca-arzu-demir-e-alleditore-ceylan-yayinlari-costretto-/787938224644778/

Per quanto ci riguarda, l’edizione 2019 del Salone di Torino sarà un’occasione per rilanciare l’idea, che sosteniamo da tempo, della scrittura collettiva di uno statuto dei lavoratori del pensiero incentrato sui valori dell’antifascismo, dell’antirazzismo e dell’antisessismo, capace di collegarsi a una realtà che, oggi più che mai, ha bisogno di sfidare il presente, nella convinzione che gli autentici interessi del mondo della cultura non debbano né possano mai essere disgiunti da quelli dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, dei senza casa. Per questo abbiamo fatto nostra la parola d’ordine “cosa ci facciamo di un libro se non abbiamo un reddito e neppure una casa?”: https://www.facebook.com/notes/red-star-press-hellnation-libri/antifascista-antirazzista-e-antisessista-in-vista-delle-prossime-fiere-del-libro/1468149646623629/

Tutta la nostra solidarietà va a chi, come Christian Raimo, si è dimesso da un comitato editoriale fin troppo pavido: http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2019/05/04/salone-del-libro-polemiche-per-post-antifascista-lascia-raimo_92e61b94-ce48-48bf-9e62-3a36c27cd2a3.html

esponendosi a un concertato attacco reazionario-padronale di marca governativa, evidente, minaccioso preludio ad autentiche liste di proscrizione, con il ministro o il sottosegretario di turno già pronti a escludere persone, case editrici e idee ritenute “scomode” (cioè antifasciste) dalla presenza al Salone che verrà:https://www.nicolaporro.it/borgonzoni-mibac-dopo-gli-insulti-di-raimo-interverremo/Allo stesso tempo siamo vicini a chi, come Wu Ming e Carlo Ginzburg, con la loro assenza avvisano che non tutti sono disposti ad accettare la normalizzazione del fascismo senza colpo ferire: https://www.wumingfoundation.com/giap/2019/05/non-andremo-al-salone-del-libro/https://www.lastampa.it/2019/05/06/cronaca/carlo-ginzburg-sto-con-raimo-niente-salone-la-mia-una-scelta-politica-dQ3cSOvcbRqWiAPKNVB14L/pagina.html

Noi, disposti ad accettare un simile stato di cose, non lo siamo senz’altro. E per questo aggiungiamo che non ci stupisce affatto registrare lo spostamento a destra del Salone all’indomani delle manganellate con cui la celere ha attaccato lo spezzone sociale al corteo torinese del primo maggio. “Finalmente i NoTav hanno assaggiato i manganelli”, si è permesso di commentare un esponente del Partito democratico:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/02/1-maggio-dirigente-pd-di-torino-ai-no-tav-dopo-gli-scontri-la-polizia-gli-ha-fatto-assaggiare-i-manganelli-finalmente/5149094/

Giova ricordare simili figuri per il giorno in cui si deciderà di scrivere la storia del come sia (stato?) possibile dare anima e corpo a un nuovo movimento reazionario di massa in questo paese. Per questo non siamo stati appagati dal comunicato rilasciato dalla direzione editoriale del Salone:https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10215850539270546&id=1057334081

La memoria, in effetti, sarà quanto mai utile per correggere chiunque dovesse pensare al fascismo come a un “incidente” della democrazia quando è vero il contrario: è proprio lo stato “liberale” a covare i fascismi e a consentire loro un margine d’azione ampio quanto basta a cautelare gli interessi dei mandanti di ogni reazione: banchieri, speculatori finanziari, palazzinari e possidenti vari. Di chi, se non di simili soggetti, fanno gli interessi le leggi speciali varate dal tramontato ducetto di Rignano alias Matteo Renzi (vedi il suo piano-casa, che ha privato persino del diritto di residenza chi ha occupato per necessità…); o le leggi volute, subito dopo e in anticipo rispetto all’avvento di Salvini e del governo giallo-verde, dal mortifero Marco Minniti (vedi le norme che, nel “decreto sicurezza”, privano i migranti persino della possibilità di ricorre ai famosi “tre gradi di giudizio”): tutte norme utili a colpire il movimento per il diritto all’abitare, i lavoratori dei sindacati conflittuali, i disoccupati organizzati, i militanti attivi nella difesa dell’ambiente e del territorio e i migranti. Giova anche ricordare, per l’impegno profuso nello sdoganamento di idee e persone fasciste, insieme alla già citata Rizzoli e solo per restare in un ambito strettamente editoriale, le “sontuose” imprese culturali di editori come Einaudi, con il suo Fusaro, o di Feltrinelli, con i suoi reiterati tentativi di imporre i maître à penser della nuova destra in Italia. Nell’attesa che le contraddizioni facciano il loro corso, mentre la vecchia talpa continua a scavare, abbiamo ancora e sempre la libertà di fare presente tanto ai fascisti con il maganello quanto a quelli con il doppio petto come il futuro non sia ancora stato scritto. Noi saremo a Torino anche per questo. Con la promessa che ci siamo scelti come motto: dove andiamo resistiamo.

Red Star Press – 5 maggio 2019