Smart city and no soil sealing – Energia e Suolo

Si è tenuto presso l’aula Caldora dell’Università della Calabria il convegno “Smart city and no soil sealing – Energia e Suolo – le città verso uno sviluppo sostenibile” organizzato dalle Commissioni “Urbanistica e Territorio” e “Rapporti con l’Università” dell’Ordine degli Ingegneri di Cosenza insieme alla Fondazione Mediterranea per l’Ingegneria.

Dopo i saluti istituzionali del rettore dell’Unical, Gino Mirocle Crisci che ha parlato «dell’importanza di far comprendere il valore reale del suolo in quanto bene difficilmente riciclabile» e del presidente dell’Ordine degli Architetti di Cosenza, Pasquale Costabile, è stato il prof.Ennio Ferrari dell’Unical ad introdurre la tematica delle aree fluviali nello sviluppo del territorio, tra valorizzazione ambientale e pressione antropica, soffermandosi sulle fiumare della provincia di Reggio Calabria che rappresentano nodi cardine in tema di difesa del suolo. «Le progettazioni devono essere multidisciplinari- ha detto nel suo intervento il prof. Vittorio Ferraro dell’Unical e coordinatore della Commissione Rapporti con l’Università dell’Ordine degli Ingegneri di Cosenza- La sostenibilità energetica e ambientale delle aree urbane passa attraverso l’uso delle fonti rinnovabili il cui ricorso non è però sufficiente senza il contenimento dei consumi. L’incremento della popolazione mondiale- ha detto Ferraro – comporterà un incremento dell’edificato e ciò deve essere necessariamente valutato per tempo anche sotto l’aspetto energetico». «Esistono città che subiscono contrazioni ed altre incrementi a volte incontrollati – ha detto il rettore dell’Università di Brescia e presidente della Società Italiana Urbanisti, prof. Maurizio Tira – Bisogna considerare le città come organismi dotati di un ciclo di vita, le cui trasformazioni producono effetti pressoché irreversibili. Le città sono state condizionate dalla redazione dei PRG – ha continuato Tira- che però non sono stati concepiti per “regolare” ma spesso per aggirare la norma. Oggi bisogna partire dalla bonifica per “pubblica utilità “ delle aree degradate e contaminate affinché si sbocchi il circolo vizioso che conduce al continuo ed indiscriminato consumo di suolo». Secondo Patrizia Piro, docente Unical e presidente nazionale del Centro Studi Deflussi Urbani «un modello di smart city non più prescindere dal dialogo tra ogni singolo elemento che costituisce la città promuovendo strategie sostenibili e innovative per la rigenerazione del suolo in ambito urbano». «la concorrenza dei diversi saperi è necessaria per affrontare la redazione di una programmazione strategica dei territori che abbia una corretta visione del futuro –ha detto nel suo intervento il prof. Francesco Calabrò – docente dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria nonché direttore e responsabile scientifico di LaborEst- Occorre riportare nella giusta definizione il “piano “strategico, che non è un programma triennale di opere pubbliche, ma uno strumento che risponde alle domande sui tempi, sulle modalità e sui costi assegnando priorità di intervento ed azione». L’ing. Nicola De Nardi, membro dell’Associazione europea di città Energy Cities e della Commissione Urbanistica dell’Ordine degli Ingegneri, ha trattato il tema delle smart cities e dei finanziamenti europei Horizon 2020 illustrando la call con scadenza 5 febbraio 2019 che pone l’attenzione sugli edifici a bilancio energetico positivo e che definisce quali sono le azioni che rendono smart una città. ll prof. Domenico Passarelli, intervenendo nel dibattito ha sottolineato che «l’approccio perequativo in Calabria non è mai stato affrontato e, in qualità di tecnici non si deve demandare le scelte ai decisori». Il convegno, partecipatissimo da ingegneri ed architetti, ha registrato anche la presentazione del progetto pilota “smart light (and soils) auditing” da parte del consigliere comunale della città di Rende, Marco Greco. Le conclusioni sono state tratte dal Coordinatore della Commissione Urbanistica e Territorio dell’Ordine degli Ingegneri di Cosenza, l’ing. Francesco De Filippis, che ha richiamato l’importanza di «mettere a confronto gli studiosi ed esperti dei massimi sistemi affinché i territori, urbanizzati e non, possano divenire elementi di valore contenendone soprattutto l’impermeabilizzazione dei suoli. Questa nostra prima uscita- ha ribadito De Filippis che ha anche moderato il convegno- vuole essere uno strumento da offrire a tutta categoria affinché si avvii un tavolo di confronto tra gli esperti ed il mondo delle Istituzioni, tenendo conto della evoluzione del sistema sotti i più svariati aspetti». Il convegno ha evidenziato l’attualità delle tematiche trattate: alluvioni ed inondazioni, purtroppo collegati alla perdita di vite umane, sono argomenti che in questi giorni hanno conquistato i titoli di cronaca dei maggiori mezzi di comunicazione. Solo in parte, però, gli effetti sono da imputarsi alle precipitazioni. È necessaria un’attenta gestione del territorio ed una pianificazione corretta dell’ambiente e delle risorse naturali allo scopo di contribuire alla prevenzione di questi fenomeni che negli ultimi anni si sono accentuati, come è avvenuto a Rossano Calabro, al Raganello e di recente a Lamezia Terme.

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