<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>KURDISTAN Archivi | MALANOVA</title>
	<atom:link href="https://www.malanova.info/tag/kurdistan/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.malanova.info/tag/kurdistan/</link>
	<description>Solo cattive notizie per il Mondo di Sopra</description>
	<lastBuildDate>Sun, 10 Oct 2021 10:52:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/09/cropped-tondo_malanova_rev1-32x32.jpg</url>
	<title>KURDISTAN Archivi | MALANOVA</title>
	<link>https://www.malanova.info/tag/kurdistan/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>AEREI DA GUERRA TURCHI BOMBARDANO IL KURDISTAN</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/06/16/aerei-da-guerra-turchi-bombardano-il-kurdistan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 16:28:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[KURDISTAN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.malanova.info/?p=7900</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelle prime ore del 15 giugno, 60 aerei da guerra dello stato turco hanno bombardato 81 località, comprese zone abitate da civili, a Makhmour, Sinjar, Qandil, Zap e Xakurk. I media turchi, come sempre, hanno cercato di legittimare il bombardamento affermando che si trattava di un’operazione contro i “terroristi”. Nel Kurdistan settentrionale lo stato turco [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/06/16/aerei-da-guerra-turchi-bombardano-il-kurdistan/">AEREI DA GUERRA TURCHI BOMBARDANO IL KURDISTAN</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nelle prime ore del 15 giugno, 60 aerei da guerra dello stato turco hanno bombardato 81 località, comprese zone abitate da civili, a Makhmour, Sinjar, Qandil, Zap e Xakurk. I media turchi, come sempre, hanno cercato di legittimare il bombardamento affermando che si trattava di un’operazione contro i “terroristi”. Nel Kurdistan settentrionale lo stato turco ha utilizzato tutti i meccanismi statali disponibili, per impedire al popolo curdo di partecipare alla politica democratica. Più di un centinaio di consigli municipali amministrati dai curdi si sono visti rimuovere i loro sindaci, mentre molti parlamentari eletti, sindaci e amministratori locali sono stati arrestati. Tuttavia, gli attacchi non si limitano al Kurdistan settentrionale. La Turchia sta intensificando la sua occupazione di terre siriane e irachene. Il silenzio di organizzazioni internazionali, quali e Nazioni Unite, UE, Organizzazione per la Cooperazione Islamica, gli stati regionali, gli Stati Uniti e la Russia non fanno altro che incoraggiare lo stato turco. Lo stato turco vuole rendere permanente la sua occupazione del Rojava (Siria settentrionale) e del Kurdistan meridionale (Iraq settentrionale), proprio come fece nel 1974 a Cipro. Lo stato turco sta estendendo la sua occupazione del Kurdistan, sotto il governo formato da AKP e MHP; sta attaccando aree liberate del Rojava, per impedire qualsiasi tipo di status per i curdi. Gli attacchi turchi contro i curdi, nella parte settentrionale di  Aleppo, ad Afrin, Serekaniye e Gire Spi, hanno colpito territori che i curdi  hanno liberato da organizzazioni terroristiche come Al Qaeda, Al-Nusra e ISIS. Nella lotta contro l’ISIS, i curdi del Rojava facevano parte di una coalizione non ufficiale con gli Stati Uniti e l’UE, a est dell’Eufrate, e con la Russia a ovest. Nonostante questa collaborazione, lo stato turco e gruppi simili all’ISIS hanno attaccato e occupato città su entrambi i lati del fiume. Il bombardamento del 15 giugno rientra in un piano precedentemente elaborato. Il capo dell’Organizzazione Turca d’Intelligence, Hakan Fidan, ha visitato segretamente l’Iraq l’11 giugno, lì ha discusso dell’attacco sia con il governo federale che con il governo regionale del Kurdistan. Entrambi i governi non si sono ancora pronunciati sull’attacco. Riteniamo che la Coalizione internazionale contro l’ISIS e la Russia siano state entrambe informate prima dell’attacco. Il loro silenzio, e il fatto che non si siano opposte all’uso dello spazio aereo iracheno, significano che approvano l’attacco. Uno dei luoghi bombardati è il campo profughi di Makhmour, situato a 60 chilometri da Erbil, che ospita 15.000 civili. Le persone che vivono nel campo sono rifugiati, fuggiti dalla Turchia negli anni ’90 dopo che i loro villaggi sono stati bruciati dallo stato turco. Il campo fu istituito dalle Nazioni Unite nel 1998. Lo stato turco ha bombardato questo campo nonostante fosse sotto la protezione delle Nazioni Unite. Le Nazioni Unite devono adempiere alle loro responsabilità nei confronti del campo e prevenire i bombardamenti turchi. Un’altra città che è stata bombardata è Sinjar, casa degli yazidi, che fu attaccata dall’ISIS nel 2014; migliaia di persone allora furono uccise, cinquemila donne yazide sono state rapite e vendute come schiave del sesso; migliaia di donne e bambini risultano tuttora scomparsi, a causa di quell’attacco. Gli yazidi di Sinjar, che si stanno ancora riprendendo dall’attacco dell’ISIS, sono ora oggetto di bombardamenti da parte dello stato turco. Le Nazioni Unite, gli Stati Uniti, il governo iracheno, il governo regionale del Kurdistan e l’UE sono tutti parzialmente responsabili di questi attacchi in Siria e Iraq. Lo stato turco ha occupato terre siriane e irachene e sta anche usando gli spazi aerei come desidera. Questa è una chiara violazione dei principi delle Nazioni Unite su autodeterminazione e sovranità statale. Il diritto internazionale impedisce agli stati di interferire negli affari interni altri stati e di ricorrere alla forza. Con ciò, afferma che le minacce alla pace e alla sicurezza globali dovrebbero essere soggette prima a sanzioni economiche e diplomatiche e, successivamente, qualora necessario, a sanzioni militari. Lo stato turco continua a violare tutti questi principi. Tutti gli stati che mantengono relazioni bilaterali con la Turchia e rimangono in silenzio sono parzialmente responsabili di questi attacchi e dei danni in tal modo causati. Pertanto, questi stati sono chiamati a prendere una posizione. La Turchia sta commettendo crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Questi crimini non dovrebbero più essere tollerati dalla comunità internazionale; occorre che si prenda posizione contro i crimini dello stato turco, in Siria, Iraq e Libia. La Turchia prende di mira i curdi, tutti i popoli che vivono in Kurdistan, e la loro geografia. Curdi, assiro-caldei, cristiani, yazidi,  musulmani, e tutte le minoranze etniche e religiose presenti in Kurdistan, sono sotto la minaccia del genocidio. Facciamo appello a tutti, affinché stiano al fianco del popolo del Kurdistan, e contro tali attacchi. </p>



<p><strong>UIKI Onlus</strong><br><em>Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/06/16/aerei-da-guerra-turchi-bombardano-il-kurdistan/">AEREI DA GUERRA TURCHI BOMBARDANO IL KURDISTAN</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’ECOVILLAGGIO DELLE DONNE, DOVE LA VITA È RIVOLUZIONE</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/06/12/lecovillaggio-delle-donne-dove-la-vita-e-rivoluzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2020 10:46:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[KURDISTAN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.malanova.info/?p=7882</guid>

					<description><![CDATA[<p>Avere una possibilità di sottrarsi alle imposizioni del sistema di vita patriarcale e di creare qualcosa di diverso: una vita piena, vissuta comunitariamente. Questo hanno fatto decine di donne a Jinwar nel Nord Est della Siria, dove, dal novembre 2018, esiste un villaggio di sole donne, costruito con materiali naturali ed ecosostenibili, puntando alla completa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/06/12/lecovillaggio-delle-donne-dove-la-vita-e-rivoluzione/">L’ECOVILLAGGIO DELLE DONNE, DOVE LA VITA È RIVOLUZIONE</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Avere una possibilità di sottrarsi alle imposizioni del sistema di vita patriarcale e di creare qualcosa di diverso: una vita piena, vissuta comunitariamente. Questo hanno fatto decine di donne a Jinwar nel Nord Est della Siria, dove, dal novembre 2018, esiste un villaggio di sole donne, costruito con materiali naturali ed ecosostenibili, puntando alla completa autosufficienza, grazie alle energie rinnovabili e alla produzione agricola. Ci sono il forno, l’accademia, la scuola ed ora anche un centro di salute e cura: Şifa Jin, che come Rete Jin e Cisda (Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane) intendiamo sostenere con il crowdfunding “<strong><em>Arte per Jinwar. Sosteniamo l’ecovillaggio delle donne, dove la vita è rivoluzione</em></strong>”.</p>



<p>Una campagna di raccolta fondi della durata di sette mesi, supportata con entusiasmo già da una trentina di artisti che hanno donato al progetto opere grafiche, pittoriche e fotografiche e la loro forza creativa. Aperta ufficialmente a marzo 2020, Şifa Jin ha come obiettivo la cura di donne e bambini con l’impiego della medicina naturale, che vive ancora nelle tradizioni locali, accanto a quella moderna. La maggior parte delle patologie è strettamente legata alla situazione familiare e alle mansioni di genere che le donne svolgono.</p>



<p>Inoltre, in questo periodo di emergenza, il Centro si è attrezzato per affrontare adeguatamente il rischio di diffusione del coronavirus, adottando un protocollo specifico e promuovendo formazioni sui rischi dell’epidemia e sulle ordinarie problematiche delle donne, acuitesi in questo periodo di isolamento. Il crowdfunding, che punta a raccogliere 30.000 euro, andrà a sostenere le spese per l’acquisto di un’ambulanza, fondamentale per raggiungere altre donne dei dintorni di Jinwar.</p>



<p>Jinwar ha vissuto momenti drammatici negli ultimi mesi. Il villaggio ha rischiato di essere evacuato dopo che la Turchia, nell’ottobre del 2019, ha invaso il Nord Est della Siria. Da subito però le abitanti hanno deciso di difendere il proprio progetto e la propria autodeterminazione, nonostante gli attacchi che da più parti sta subendo l’intera regione.</p>



<p>L’invasione della Turchia ha comportato saccheggi (anche in un ospedale, a Serakanye) in una regione in cui l’embargo dura già dal 2012. Nel cantone di Afrin, occupato nel gennaio 2018, tra rapimenti e violenze di mercenari jihadisti ed esercito turco, continua la resistenza guidata dalle donne. L’esercito turco prosegue la sua sporca guerra, incendiando campi agricoli e abitazioni nelle zone di confine, come in prossimità di Til Tamer, bloccando, in piena pandemia, l’acquedotto di Alouk, e privando delle risorse idriche milioni di persone nella provincia di Heseke.</p>



<p>L’invasione turca ha inoltre rinvigorito l’ideologia jihadista, favorendo l’aumento di attentati. In questo scenario, le donne di Jinwar stanno costruendo un’alternativa pratica e concreta. E lo stanno facendo con amore e bellezza, curando la vita giorno per giorno. L’arte, espressione della creatività, non può che affiancare il percorso di questa preziosa comunità. Anche noi, a distanza, speriamo che la bellezza trasmessa dalle persone creative coinvolte nel nostro crowdfunding ne generi altrettanta con un aiuto concreto al villaggio.</p>



<p>Ringraziamo Cisda per il supporto, chi ha messo a disposizione la propria arte e coloro che vorranno sostenere il crowdfunding, visitando la pagina:</p>



<p><strong><a href="https://www.produzionidalbasso.com/project/arte-per-jinwar-sosteniamo-l-ecovillaggio-delle-donne-dove-la-vita-e-rivoluzione/">Arte per Jinwar. Sosteniamo l&#8217;ecovillaggio delle donne, dove la vita è rivoluzione</a></strong></p>



<p><strong>Jin Jiyan Azadi (Rete Jin)</strong></p>



<p>(info: &#114;&#97;&#x63;&#x63;&#111;&#108;&#x74;&#x61;&#102;&#111;&#x6e;&#x64;&#105;&#106;&#x69;&#x6e;&#119;&#97;&#x72;&#x40;&#103;&#109;&#x61;&#x69;&#108;&#46;&#x63;&#x6f;&#109;)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/06/12/lecovillaggio-delle-donne-dove-la-vita-e-rivoluzione/">L’ECOVILLAGGIO DELLE DONNE, DOVE LA VITA È RIVOLUZIONE</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA TURCHIA BLOCCA L’ACQUA DELL’EUFRATE. HESKÎF: LA STORIA ANNEGA NELL’ACQUA E NELL’IMMONDIZIA</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/05/18/la-turchia-blocca-lacqua-delleufrate-heskif-la-storia-annega-nellacqua-e-nellimmondizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2020 08:31:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[KURDISTAN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.malanova.info/?p=7630</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo Stato turco ha ridotto il flusso del fiume Eufrate del sessanta percento. Così minaccia l’agricoltura in Siria e in Iraq. Lo Stato turco con il suo sistema di dighe ha ridotto il volume del flusso dell’Eufrate del sessanta percento. Questa riduzione avviene nel quadro di una campagna di attacchi all’approvvigionamento della popolazione civile. Centrali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/05/18/la-turchia-blocca-lacqua-delleufrate-heskif-la-storia-annega-nellacqua-e-nellimmondizia/">LA TURCHIA BLOCCA L’ACQUA DELL’EUFRATE. HESKÎF: LA STORIA ANNEGA NELL’ACQUA E NELL’IMMONDIZIA</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo Stato turco ha ridotto il flusso del fiume <strong>Eufrate</strong> del sessanta percento. Così minaccia l’agricoltura in Siria e in Iraq.</p>



<p>Lo Stato turco con il suo sistema di dighe ha ridotto il volume del flusso dell’Eufrate del sessanta percento. Questa riduzione avviene nel quadro di una campagna di attacchi all’approvvigionamento della popolazione civile. Centrali idriche sono state ripetutamente fermate e condotte idriche distrutte. Con la misura attuale l’agricoltura nella regione è gravemente minacciata. La Turchia non ha firmato la convenzione sull’acqua, ma c’è un accordo con la Siria che deve garantire al Paese un flusso di 500 metri cubi al secondo. La Turchia però riduce il flusso in maniera molto più forte. Già nell’anno 2017 l’acqua è stata limitata a 100 metri cubi al secondo e anche quest’anno non sono stati superati i 200 metri cubi. Per poter far funzionare una turbina da 105 mega-watt è necessario un flusso minimo di 300 metri cubi.</p>



<p>Il blocco dell’Eufrate mette a rischio la fornitura di acqua potabile per milioni di persone, ma anche la fornitura di energia è a rischio. Questa settimana in Rojava per questo è già stata ripetutamente interrotta l’elettricità. Anche l’agricoltura è a rischio. In particolare i campi tra Kobanê e Raqqa sono a rischio di seccarsi.</p>



<p>In Siria e in Rojava ci sono tre dighe sull’Eufrate lungo i 600 chilometri del corso del fiume. Presso Minbic si trova la diga Rojava-(Tişrîn), la più grande della Siria. Già all’interno della Turchia l’Eufrate viene interrotto sei volte. La diga Atatürk è la seconda più grande in Medio Oriente.</p>



<p>Intanto mentre quasi dodicimila anni di storia annegano nelle acque della diga di Ilisu, grandi quantità di immondizia dalle vicine discariche galleggiano nell’acqua e mettono a rischio ambiente e persone.</p>



<p>Il rappresentante dell’Iniziativa per il Salvataggio di Hasankeyf (curdo: Heskîf), Rıdvan Ayhan, chiede l’immediata rimozione dei cumuli di immondizia che galleggiano nel lago artificiale della diga di Ilisu. Con lo scioglimento della neve il livello del lago artificiale è in rapida crescita. Il lago artificiale ha di fatto trasformato i fiumi <strong>Tigri, Botan, Kezer </strong>e<strong> Başur</strong> in acque ferme e sepolto sott’acqua l’insediamento di Hasankeyf antico di 12.0000 anni. Direttamente di fronte al nuovo insediamento “<em>Nuova-Hasankeyf”</em> si trova una grande discarica. Il vento e l’acqua spingono l’immondizia dalle valli e dalle gole nel lago. Per via dell’eutrofizzazione il livello di ossigeno nell’acqua del lago inizia a diminuire rapidamente anche se non è nemmeno ancora arrivata l’estate. Con questo il lago artificiale già ora rischia di diventare un brodo di marciume. L’Iniziativa per il Salvataggio di Hasankeyf chiede misure immediate.</p>



<p><strong>L’immondizia promuove la diffusione di malattie</strong></p>



<p>Ayhan afferma che gli esseri viventi nel lago sono minacciati dall’immondizia e che l’ente idrico (DSI) ne è pienamente responsabile. “<em>Con l’acqua è stata sepolta la storia e al suo posto è arrivata l’immondizia. Questi rifiuti devono essere raccolti e distrutti. Se restano, gli esseri viventi già a rischio qui verranno sterminati. Il DSI o l’amministrazione comune o chiunque sia, devono fare qualcosa. Se continua così, si diffonderanno diverse malattie</em>”, spiega Ayhan.</p>



<p><em>Fonte: <strong>ANF</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/05/18/la-turchia-blocca-lacqua-delleufrate-heskif-la-storia-annega-nellacqua-e-nellimmondizia/">LA TURCHIA BLOCCA L’ACQUA DELL’EUFRATE. HESKÎF: LA STORIA ANNEGA NELL’ACQUA E NELL’IMMONDIZIA</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>TURCHIA. MORTO IBRAHIM GOKÇEK, MUSICISTA IN SCIOPERO DELLA FAME DA 323 GIORNI</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/05/07/turchia-morto-ibrahim-gokcek-musicista-in-sciopero-della-fame-da-323-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2020 13:11:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[KURDISTAN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.malanova.info/?p=7571</guid>

					<description><![CDATA[<p>Purtroppo Ibrahim Gokcek, membro del gruppo musicale Grup Yorum, ha perso la vita pochi minuti fa, dopo 323 giorni di sciopero della fame/morte. Il 5 maggio aveva interrotto il suo sciopero ed era stato ricoverato in ospedale. Az Önce İbrahim Gökçek’in Kaldırıldığı Hastanede Şehit Düştüğü Haberini Aldık! Bütün Halkımızın, Gönlü Bizimle Atan Tüm İnsanlığın Başı [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/05/07/turchia-morto-ibrahim-gokcek-musicista-in-sciopero-della-fame-da-323-giorni/">TURCHIA. MORTO IBRAHIM GOKÇEK, MUSICISTA IN SCIOPERO DELLA FAME DA 323 GIORNI</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Purtroppo Ibrahim Gokcek, membro del gruppo musicale Grup Yorum, ha perso la vita pochi minuti fa, dopo 323 giorni di sciopero della fame/morte. Il 5 maggio aveva interrotto il suo sciopero ed era stato ricoverato in ospedale.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Az Önce İbrahim Gökçek’in Kaldırıldığı Hastanede Şehit Düştüğü Haberini Aldık! Bütün Halkımızın, Gönlü Bizimle Atan Tüm İnsanlığın Başı Sağ Olsun! — Grup Yorum (@GrupYorum85) <a href="https://twitter.com/GrupYorum85/status/1258346921770582017?ref_src=twsrc%5Etfw">May 7, 2020</a></em></p></blockquote>



<p>Arrestato nel mese di aprile del 2019, Gokçek aveva deciso insieme ad altri membri del gruppo di mettere in gioco la sua vita per attirare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica. Le loro richieste sono poche e semplici: libertà di espressione(sono quasi 4 anni che al gruppo viene impedito di tenere concerti in tutta la Turchia), interruzione immediata delle irruzioni della polizia presso la sua sede, il centro culturale Idil&nbsp; (più di 10 operazioni in 3 anni), scarcerazione immediata dei membri del gruppo e un processo giusto.</p>



<p>Poche settimane ha perso la vita la cantante Helin Bolek, un altro membro del gruppo, sempre in sciopero della fame/morte. Grup Yorum ha ancora alcuni membri in carcere, mentre gli altri sono in esilio all’estero. L’accusa principale rivolta dalla magistratura è quella di “appartenere a un’organizzazione terroristica”.</p>



<p><em>fonte: <a href="http://www.pressenza.com">PRESSENZA</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/05/07/turchia-morto-ibrahim-gokcek-musicista-in-sciopero-della-fame-da-323-giorni/">TURCHIA. MORTO IBRAHIM GOKÇEK, MUSICISTA IN SCIOPERO DELLA FAME DA 323 GIORNI</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>HELIN BÖLEK MUSICISTA DI GRUP YORUM MUORE DOPO 288 GIORNI DI SCIOPERO DELLA FAME</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/04/03/helin-bolek-musicista-di-grup-yorum-muore-dopo-288-giorni-di-sciopero-della-fame/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 17:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRITICA ECOLOGICA]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[DECIDIAMO NOI]]></category>
		<category><![CDATA[KURDISTAN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.malanova.info/?p=6951</guid>

					<description><![CDATA[<p>Uno dei gruppi musicali di sinistra in Turchia, è stato sottoposto a costante pressione e molestia dal governo, specialmente dopo il fallito colpo di Stato del luglio 2016. I componenti del gruppo hanno affrontato detenzioni, arresti e divieti a causa delle loro idee politiche. Alcuni membri sono stati in sciopero della fame per 261 giorni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/04/03/helin-bolek-musicista-di-grup-yorum-muore-dopo-288-giorni-di-sciopero-della-fame/">HELIN BÖLEK MUSICISTA DI GRUP YORUM MUORE DOPO 288 GIORNI DI SCIOPERO DELLA FAME</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Uno dei gruppi musicali di sinistra in Turchia, è stato sottoposto a costante pressione e molestia dal governo, specialmente dopo il fallito colpo di Stato del luglio 2016. I componenti del gruppo hanno affrontato detenzioni, arresti e divieti a causa delle loro idee politiche. Alcuni membri sono stati in sciopero della fame per 261 giorni per protestare contro queste pressioni arbitrarie. Due di loro a gennaio hanno trasformato il loro sciopero della fame in death fast.</p>



<p>Helin Bölek e Ibrahim Gökçek&nbsp;erano stati arrestati circa un anno fa durante una perquisizione domiciliare al centro culturale Idil a Istanbul. Essi erano stati accusati di appartenenza al partito illegale&nbsp;del Fronte rivoluzionario di liberazione del popolo (DHKP-C). Helin Bölek era stata rilasciata nel novembre 2019 e Ibrahim Gökçek il 24 febbraio. Entrambi i musicisti hanno continuato con la death fast fino a quando non si sarebbero interrotte le rappresaglie contro il gruppo.</p>



<p>Helin Bölek e Ibrahim Gökçek erano stati portati l’11 marzo con la forza dalla polizia all’Ospedale di ricerca e formazione di Ümraniye, Dopo sei giorni erano stati riportati alla “Casa della Resistenza” dopo hanno proseguito nella loro iniziativa dopo non aver consentito l’intervento medico. Helin Bölek ha perso la sua vita oggi, al 288° giorno di digiuno chiedendo il rilascio degli altri membri del gruppo, l’annullamento degli ordini di arresto contro di loro e la fine del divieto delle esibizioni del gruppo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="780" height="480" src="http://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/04/grup-yorum-uyesi-olum-orucundaki-helin-bolek-hayatini-kaybetti-1585909269-1413574.png" alt="" class="wp-image-6953" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/04/grup-yorum-uyesi-olum-orucundaki-helin-bolek-hayatini-kaybetti-1585909269-1413574.png 780w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/04/grup-yorum-uyesi-olum-orucundaki-helin-bolek-hayatini-kaybetti-1585909269-1413574-300x185.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2020/04/grup-yorum-uyesi-olum-orucundaki-helin-bolek-hayatini-kaybetti-1585909269-1413574-768x473.png 768w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /></figure>



<p><strong>Lo sfondo</strong></p>



<p>Group Yorum (“commento” turco) si è costituito contro lo scenario di repressione politica dopo il colpo di stato del 1980. Dal 1985 ha prodotto 23 album ed un film. Molti concerti ed album del gruppo erano stati vietati, con diversi membri che sono stati arrestati e persino torturati. Nonostante tale repressione il gruppo è ancora molto popolare sia in Turchia che all’estero.</p>



<p>Negli ultimi tre anni, la polizia ha fatto irruzione almeno otto volte nel centro culturale İdil di Istanbul, dove la band svolge le sue attività. Durante le incursioni, gli strumenti musicali della band sono stati rotti o portati via, i libri di musica danneggiati. Secondo una dichiarazione della band, la polizia ha arrestato un totale di 30 persone in queste incursioni. I membri della band hanno iniziato uno sciopero della fame nel giugno 2019 per protestare contro questi attacchi. La band chiede il rilascio dei suoi membri arrestati, la rimozione di mandati di arresto contro alcuni altri membri, la cessazione di incessanti incursioni della polizia nel Centro Culturale İdil e la fine di divieti arbitrari sui loro concerti ed eventi culturali.</p>



<p><strong>ANF</strong></p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://www.youtube.com/watch?v=Qwbh6ZHEiUc&#038;feature=youtu.be&#038;fbclid=IwAR0_B7CyCB4x0kbk8coSfkvHrpKXyN4vojjNfRtZWLyvSgOGJY6B-6_8o0k
</div><figcaption>Grup Yorum cantano Bella Ciao</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/04/03/helin-bolek-musicista-di-grup-yorum-muore-dopo-288-giorni-di-sciopero-della-fame/">HELIN BÖLEK MUSICISTA DI GRUP YORUM MUORE DOPO 288 GIORNI DI SCIOPERO DELLA FAME</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL BACINO DELLA DIGA DI ILISU HA RAGGIUNTO LA CITTA&#8217; DI HASANKEYF &#8211; L&#8217;APOCALISSE E&#8217; IMMINENTE!</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/02/05/il-bacino-della-diga-di-ilisu-ha-raggiunto-la-citta-di-hasankeyf-lapocalisse-e-imminente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 11:59:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[KURDISTAN]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.malanova.info/?p=6349</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dichiarazione del Coordinamento Hasankeyf Il bacino della diga di Ilisu ha raggiunto la città di Hasankeyf – L’apocalisse è imminete! Il riempimento della controversa diga di Ilisu continua nonostante forti critiche e proteste da parte delle comunità colpite lungo il Fiume Tigri e di organizzazioni della società civile da tutta la Turchia. Quasi due settimane [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/02/05/il-bacino-della-diga-di-ilisu-ha-raggiunto-la-citta-di-hasankeyf-lapocalisse-e-imminente/">IL BACINO DELLA DIGA DI ILISU HA RAGGIUNTO LA CITTA&#8217; DI HASANKEYF &#8211; L&#8217;APOCALISSE E&#8217; IMMINENTE!</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Dichiarazione del Coordinamento Hasankeyf </em><br> <br> <strong>Il bacino della diga di Ilisu ha raggiunto la città di Hasankeyf – L’apocalisse è imminete!</strong><br> <br> Il riempimento della controversa diga di Ilisu continua nonostante forti critiche e proteste da parte delle comunità colpite lungo il Fiume Tigri e di organizzazioni della società civile da tutta la Turchia. Quasi due settimane fa, l’aumento del livello del bacino ha raggiungo la città di Hasankeyf antica di 12.000 anni che è uno dei siti più magnifici del patrimonio culturale e naturale del nostro pianeta. La &#8220;apocalisse&#8221; pianificata dal governo turco sta lentamente diventando realtà!</p>



<p><strong>Situazione
intorno a Hasankeyf</strong></p>



<p>Colti impreparati e non
informati, i residenti della Valle del Tigri abitata in prevalenza da curdi, vengono
fatti ingiustamente emigrare dalla loro terra natia. Molte persone, in
particolare nella provincia di Siirt, hanno dovuto evacuare i loro villaggi
senza prendere parte delle loro cose perché l’acqua saliva rapidamente.</p>



<p>Ciò che abbiamo criticato noi e
altri negli ultimi due decenni ora passo per passo sta accadendo e le persone
espulse nei nuovi insediamenti di destinazione sono confrontate con l’impoverimento.
Mentre è previsto di allagare completamente 85 villaggi e 124 parzialmente, l’Ente
Statale per le Acque (DSİ) ha costruito solo quattro nuovi insediamenti,
costringendo decine di migliaia di persone a emigrare verso Siirt, Batman,
Diyarbakır e altre grandi città con magri risarcimenti. Tra loro ci sono oltre
diecimila persone senza terra che non hanno ricevuto alcun risarcimento. Queste
persone non ricevono sostegno né dal DSİ, né dagli amministratori nominate
nelle municipalità.</p>



<p><strong>Situazione a Hasankeyf</strong></p>



<p>Essendo ora vicino al centro
distrettuale di Hasankeyf alla fine di dicembre, il livello delle acque della
diga di Ilisu sale da luglio. Fino a circa 35 villaggi sono già stati sommersi
negli ultimi mesi. </p>



<p>Mentre centinaia di famiglie
sono state evacuate da Hasankeyf verso Nuova Hasankeyf – il sito di
reinsediamento 2 km a nord – una per una dall’agosto 2019, negli ultimi 2 mesi 40
famiglie ancora vivevano a Hasankeyf Vecchia perché sono diventati senzatetto e
non sanno dove portare I loro animali. Avevano accesso solo a una sala da tè e
a un negozio di alimentari. Ricevendo acqua solo per un’ora al giorno, le
famiglie di Hasankeyf ora affrontano l’espulsione forzata. Il loro numero ora
sta scendendo ora che le acque si avvicinano. </p>



<p>Quando lo storico bazar è stato
distrutto con machine edili a novembre, Hasankeyf ha ricevuto un altro colpo. Con
la demolizione del bazar, sono state scoperte strutture che risalgono a 2 mila
anni fa. La &#8216;evacuazione di salvataggio’ intrapresa dal Ministero della Cultura
per queste strutture ha scatenato critiche.</p>



<p>Macchine edili continuano a
danneggiare il tessuto storico in altri siti e la barriera alta 80 metri
intorno al castello di Hasankeyf che costituisce un crimine in termini di
paesaggio, continua crescere.</p>



<p>Le persone che si sono trasferite
nella Nuova Hasankeyf non sono contente della loro situazione. Dato che turisti
non vanno né nelle vecchia né nella nuova Hasankeyf, migliaia di persone hanno
subito una significative Perdita di reddito e rischiano la disoccupazione. In aggiunta
alle difficoltà finanziarie, un altro problema importante è che l’acqua correte
nella Nuova Hasankeyf non è potabile. Per questo ogni giorno molte persone
trasportano acqua potabile da Hasankeyf verso Nuova Hasankeyf. Mentre la
popolazione di Hasankeyf viveva con e nell’acqua, ora hanno difficoltà ad
accedere all’acqua potabile. Se alla gente non vengono date opportunità di
lavoro e se persiste il problema dell’acqua potabile, la gente probabilmente
dovrà emigrare anche dalla Nuova Hasankeyf. Se dovesse succedere questo, la
grande maggioranza della popolazione della Nuova Hasankey non sarà costituita
da persone del posto. La gente di Hasankeyf ora è contraria al Progetto Ilısu più
che mai.</p>



<p><strong>Possiamo fermarlo nonostante tutto</strong></p>



<p>Le persone di Hasankeyf e dei 199
villaggi che sono colpite in modo diretto, sono sempre più critiche rispetto al
Progetto Ilisu dato che vivono i previsti impatti disastrosi a livello sociale,
culturale e ecologico. Quasi tutta la società nelle province colpite nel bacino
del Tigri considera questo progetto di distruzione, sfruttamento e dominio una
grande perdita e oppressione. </p>



<p>Possiamo fermare l’apocalisse
che si è dispiegata nella Valle del Tigri nonostante tutta la distruzione che è
stata arrecata. Non ci stanchiamo di ripetere che non è mai troppo tardi per Hasankeyf
e il Fiume Tigri. Non importa in quale punto abbandoniamo il Progetto Ilısu, sarà
un beneficio per noi e per le prossime generazioni!</p>



<p>Nel 2019 in Turchia, gruppi più
che mai diversi tra loro si sono mobilitati contro il Progetto Ilısu affermando
che Hasankeyf doveva essere salvata. Questa reazione va promossa da ogni
persona e organizzazione e è necessario chiedere al governo di fermare il
riempimento della diga di Ilısu. È urgente, non abbiamo tempo da perdere! </p>



<p>NON È TROPPO TARDI PER SALVARE HASANKEYF
E IL FIUME TIGRI!</p>



<p>Note:</p>



<p>1) Questo è un link che mostra i primi giorni in cui le acque del bacino della diga raggiungono Hasankeyf: <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/watch?v=QXAjqW-M7s4&amp;feature=youtu.be" target="_blank">https://www.youtube.com/watch?v=QXAjqW-M7s4&amp;feature=youtu.be</a><br> 2) Sul sito potete trovare alter immagini che potete usare citando il Coordinamento o l’Iniziativa per Tenere Viva Hasankeyf. <br> 2) Potete trovare questa dichiarazione sul sito della l’Iniziativa per Tenere Viva Hasankeyf: <a rel="noreferrer noopener" href="http://www.hasankeyfgirisimi.net/?p=1426" target="_blank">http://www.hasankeyfgirisimi.net/?p=1426</a> <br> <br> 17.01.2020</p>



<p>Coordinamento Hasankeyf (l’Iniziativa
per Tenere Viva Hasankeyf ne fa parte)</p>



<p>Twitter (turco e inglese): @HasankeyfKoord
and @hasankeyfdicle<br>
Facebook (quasi solo turco):
@hasankeyfyasatmagirisimi <br>
Email: <a href="&#x6d;&#x61;&#x69;&#108;&#116;o:&#x68;&#x61;&#x73;&#97;&#110;ke&#x79;&#x66;&#x67;&#105;&#114;is&#x69;&#x6d;&#x69;&#64;&#103;ma&#x69;&#x6c;&#x2e;&#99;&#111;m" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#104;a&#x73;a&#x6e;&#107;&#x65;&#121;&#x66;&#103;i&#x72;i&#x73;&#105;&#x6d;&#105;&#x40;&#103;&#x6d;&#97;i&#x6c;&#46;&#x63;&#111;&#x6d;</a><br>
Altre informazioni (turco e inglese): <a href="http://www.hasankeyfgirisimi.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.hasankeyfgirisimi.net</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/02/05/il-bacino-della-diga-di-ilisu-ha-raggiunto-la-citta-di-hasankeyf-lapocalisse-e-imminente/">IL BACINO DELLA DIGA DI ILISU HA RAGGIUNTO LA CITTA&#8217; DI HASANKEYF &#8211; L&#8217;APOCALISSE E&#8217; IMMINENTE!</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CORTE DI CASSAZIONE: PKK NON ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA MA PARTE BELLIGERANTE</title>
		<link>https://www.malanova.info/2020/01/17/corte-di-cassazione-pkk-non-organizzazione-terroristica-ma-parte-belligerante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2020 12:49:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CARCERE E REPRESSIONE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[KURDISTAN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.malanova.info/?p=6197</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione di Bruxelles oggi ha confermato la sentenza del tribunale del riesame del marzo 2019 che afferma che il PKK non è una „organizzazione terroristica”, ma parte in un conflitto armato.Come fa sapere il fondo di Colonia per l’assistenza legale a curde e curdi in Germania Azadì e.V., il procuratore generale della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/01/17/corte-di-cassazione-pkk-non-organizzazione-terroristica-ma-parte-belligerante/">CORTE DI CASSAZIONE: PKK NON ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA MA PARTE BELLIGERANTE</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Corte di Cassazione di Bruxelles oggi
 ha confermato la sentenza del tribunale del riesame del marzo 2019 che 
afferma che il PKK non è una „organizzazione terroristica”, ma parte in 
un conflitto armato.Come fa sapere il fondo
 di Colonia per l’assistenza legale a curde e curdi in Germania Azadì 
e.V., il procuratore generale della Corte di Cassazione di Bruxelles ha 
confermato in tutto e per tutto la decisione del tribunale del riesame 
del marzo 2019 secondo la quale il Partito die Lavoratori del Kurdistan 
PKK non è un‘organizzazione terroristica, ma parte in un conflitto 
armato.</p>



<p>La più altra corte belga nel 
procedimento in corso da diversi anni contro politiche e politici curd* 
in esilio di media curdi che il processo per accuse di sostegno al 
terrorismo (in questo caso il PKK) secondo la legislazione belga in 
vigore non va riaperta.</p>



<p>Azadî osserva il processo fin 
dall’inizio e sulla decisione della Corte di Cassazione belga fa sapere:
 „Al centro di questa decisione era la domanda se nel caso del PKK in 
effetti si trattasse di un’organizzazione come sostenuto dall’accusa. Il
 tribunale– sulla base di ampie richieste da parte della difesa – si era
 confrontato intensamente con i retroscena politici del conflitto 
turco-curdo irrisolto ormai da quasi cento anni.</p>



<p>Alla fine è giunto alla conclusione che 
qui si tratta di un conflitto armato interno allo Stato, nel quale il 
PKK ovvero le Forze di Difesa del Popolo (HPG) sono da considerare una 
delle parti in conflitto, ma in nessun caso come organizzazione 
terroristica. I giudici inoltre nelle loro argomentazioni avevano fatto 
riferimento al protocollo aggiuntivo della Convenzione di Ginevra, 
secondo il quale sono da riconoscere lotte di liberazione contro lo 
sfruttamento e l’oppressione. Anche perché il PKK non esegue attacchi 
militari su suolo europeo, non sarebbe possibile applicare la legge 
anti-terrorismo in vigore in Belgio. Questo punto di vista ora è stato 
seguito dalla Corte di Cassazione.</p>



<p>Il retroscena del procedimento erano 
retate a Bruxelles che la polizia aveva eseguito nel 2010 negli uffici 
del Congresso Nazionale Curdo (KNK) e nelle sedi di produzione della TV 
curda. Nell’ambito di queste perquisizioni non sono stati solo 
sequestrati documenti e materiali in grande quantità, ma molte curde e 
curdi almeno temporaneamente fermati. Le indagini sono confluite in atto
 d’accusa della procura contro complessivamente 40 persone, tutte 
accusate di essere partecipi in azioni di una organizzazione 
„terroristica“, ossia di essere stati attivi in modo responsabile.</p>



<p>All’udienza odierna hanno preso parte 
oltre al team di difesa delle curde e dei curdi interessat*, anche due 
rappresentanti dello Stato turco e un pubblico ministero. Nonostante la 
sentenza della più alta corte belga, è tuttavia possibile la 
presentazione di ricorsi. Così gli accusatori hanno immediatamente 
annunciato di presentare ricorso contro la decisione odierna. La Corte 
di Cassazione ha fissato il termine al 24 gennaio. Se entro quel termine
 non sarà presentato un riesame, il 28 gennaio a Bruxelles si svolgerà 
una nuova udienza. Per il 29 gennaio è annunciata una conferenza stampa 
delle organizzazioni curde.</p>



<p>L’odierna decisione della Corte di 
Cassazione mostra che sulla base di fatti e di un modo di vedere 
realistico è possibile avere una valutazione e classificazione 
sostanzialmente diversa rispetto a conflitti che non possono essere 
risolti con mezzi penali, ma solo con negoziati politici.</p>



<p>La politica, le autorità giudiziarie e la giustizia tedesche [e europee] dovrebbero prendere esempio.”</p>



<p><em>Fonte: <strong>ANF</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2020/01/17/corte-di-cassazione-pkk-non-organizzazione-terroristica-ma-parte-belligerante/">CORTE DI CASSAZIONE: PKK NON ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA MA PARTE BELLIGERANTE</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>NAPOLI. 21 DICEMBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER IL ROJAVA</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/12/12/napoli-21-dicembre-manifestazione-nazionale-per-il-rojava/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[KURDISTAN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.malanova.info/?p=6062</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;invasione della Siria del Nord e la guerra sporca della Turchia e delle bande jihadiste sue alleate contro la rivoluzione solidale, democratica, ecologista e femminista del Rojava continuano! Con la complicità più o meno esplicita di Stati Uniti e Russia, e nell’indifferenza connivente dell’Europa, l’aggressione del regime Turco ai popoli del Nord-Est della Siria (Curdi, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/12/12/napoli-21-dicembre-manifestazione-nazionale-per-il-rojava/">NAPOLI. 21 DICEMBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER IL ROJAVA</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;invasione della Siria del Nord e la guerra sporca della Turchia
e delle bande jihadiste sue alleate contro la rivoluzione solidale,
democratica, ecologista e femminista del Rojava continuano! </p>



<p>Con la complicità più o meno esplicita di Stati Uniti e Russia, e
nell’indifferenza connivente dell’Europa, l’aggressione del regime Turco ai
popoli del Nord-Est della Siria (Curdi, Arabi, Assiri, Turcomanni, Yazidi…)
assume sempre più le caratteristiche di una vera e propria pulizia etnica e di
un genocidio. </p>



<p>Nel contempo, la repressione in Turchia contro i curdi diventa
sempre più feroce, fino a cancellare del tutto ogni residuo di democrazia
formale nel regime di Erdogan. In sei mesi migliaia di militanti, curdi e non
solo, dei partiti di opposizioni, dei sindacati e dell’associazionismo sono
stati arrestati e processati, centinaia di sedi chiuse, intere città messe
sotto stato di assedio e militarizzate, 24 sindaci, democraticamente eletti,
destituiti e incriminati senza nessuna accusa. </p>



<p>Oggi più che mai è necessario che la società civile, le realtà di
base, i movimenti politici. le reti sociali, le associazioni, i sindacati, gli
enti locali che si sono schierati in passato al fianco dei popoli del Rojava facciano
sentire forte la propria voce: </p>



<ul class="wp-block-list"><li>Per costringere l’Italia e l’Europa
a cessare per davvero la vendita e la fornitura di armi e ogni altra forma di
sostegno al regime Turco; </li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Per continuare a promuovere dal
basso il boicottaggio economico e politico del regime e la solidarietà attiva
alle donne e agli uomini che resistono al fascismo di Erdogan </li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Per spingere il governo italiano e
l’Unione Europea ad assumere iniziative politiche concrete ed efficaci per far
cessare l’invasione, per costringere la Turchia al ritiro dalla Siria, per
consentire il rientro dei 300.000 profughi nelle loro case, secondo le norme
del diritto internazionale; </li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Per ottenere che a tutti i livelli
si condanni, in modo chiaro e netto, la svolta autoritaria e antidemocratica del
regime di Erdogan. </li></ul>



<p>I sud del mondo, le donne e gli uomini che lottano contro la
quotidiana discriminazione, contro la violenza di genere, contro lo
sfruttamento e la distruzione ecologica dei propri territori vedono
nell&#8217;esperienza del Rojava la sperimentazione coraggiosa e determinata di
un&#8217;utopia possibile e concreta di libertà e riscatto.</p>



<p>A maggior ragione siamo chiamati a sostenerla in questo momento
drammatico! </p>



<p>Per tutti questi motivi chiediamo di dare vita ad una <strong>mobilitazione</strong> che coinvolga le realtà solidali del centro e del sud del paese a <strong>Napoli</strong>, il giorno <strong>21 dicembre</strong> alle <strong>ore 15:00</strong> per una <strong>manifestazione contro l&#8217;invasione turca e la guerra nel Rojava</strong> per la pace e la libertà nel nord est della Siria e in tutto il Medioriente.</p>



<p><strong>Prime
Adesioni:</strong></p>



<p><em>Rete
Kurdistan Italia</em></p>



<p><em>Comunità
curda in Italia</em></p>



<p><em>Uiki
Onlus (Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia)</em></p>



<p><em>Rete
Kurdistan Napoli</em></p>



<p><em>Rete
Kurdistan Puglia</em></p>



<p><em>Rete
Kurdistan Cosenza</em><em></em></p>



<p><em>Rete
Jin/jineoloji Napoli</em></p>



<p><em>Centro
socio culturale Ararat – Roma</em><em></em></p>



<p><em>Non
una di Meno – Napoli</em></p>



<p><em>Fridays
For Future – Napoli</em></p>



<p><em>Confederazione
Cobas</em></p>



<p><em>Coordinamento
Studenti Flegrei</em></p>



<p><em>Coasic
(coordinamento ong campane)</em></p>



<p><em>Ong Un
Ponte Per – Napoli</em></p>



<p><em>Associazione
Mani Tese (Na)</em></p>



<p><em>Associazione
Napoli Europa Africa (Na)</em></p>



<p><em>Associazione
LTM (Na)</em></p>



<p><em>Associazione
Libera Campania</em></p>



<p><em>Comitato
Pace e Disarmo Campania</em></p>



<p><em>Movimento
Immigrati e Rifugiati di Caserta</em><em></em></p>



<p><em>Csa ex
Canapificio (Ce)</em></p>



<p><em>Coordinamento
di Lotta per il Lavoro (Na)</em><em></em></p>



<p><em>Movimento
Disoccupati 7 Novembre (Na)</em><em></em></p>



<p><em>Campagna
di lotta per il Diritto all&#8217;abitare MOPE (Na)</em></p>



<p><em>Comitato
Vele Scampia</em></p>



<p><em>Laboratorio
Sociale ISKRA (Na)</em></p>



<p><em>Casa
del Popolo Villa Medusa (Na)</em></p>



<p><em>Ex Opg
Je So Pazz</em></p>



<p><em>Potere
al Popolo – Napoli</em><em></em></p>



<p><em>Laboratorio Insurgencia</em><em></em></p>



<p><em>Mezzocannone Occupato</em><em></em></p>



<p><em>Mensa
Occupata (Na)</em></p>



<p><em>Csa Ex
Canapificio (Ce)</em></p>



<p><em>Laboratorio
di mutuo soccorso Zer081</em></p>



<p><em>Lido
Pola Bene Comune</em><em></em></p>



<p><em>Laboratorio
Sociale Sgarrupato (Montesanto &#8211; Na)</em></p>



<p><em>Damm
(Montesanto &#8211; Na)</em><em></em></p>



<p><em>Aula
Lp Lettere (Napoli)</em></p>



<p><em>Partito
della Rifondazione Comunista – Napoli</em><em></em></p>



<p><em>Gruppo anarchico
Francesco Mastrogiovanni &#8211; Fai (Napoli)</em><em></em></p>



<p><em>Associazione
Melagrana (San Felice a Cancello – Ce)</em><em></em></p>



<p><em>Casa
del Popolo di Pomigliano d&#8217;Arco (Na)</em></p>



<p><em>Associazione
Movimente (Acerra &#8211; Na)</em><em></em></p>



<p><em>Associazione
Ya Basta /Restiamo Umani (Scisciano- Na)</em></p>



<p><em>Csa
Depistaggio (Bn)</em><em></em></p>



<p><strong>mail per aderire: <a rel="noreferrer noopener" href="&#109;&#x61;i&#x6c;&#x74;&#111;&#x3a;r&#101;&#x74;&#101;&#x6b;u&#114;&#x64;i&#x73;t&#97;&#x6e;&#46;&#x6e;&#x61;&#112;&#x6f;l&#105;&#x40;&#103;&#x6d;a&#105;&#x6c;&#46;&#x63;o&#109;" target="_blank">&#x72;&#101;t&#x65;&#107;u&#x72;&#100;i&#x73;&#116;a&#x6e;&#46;n&#x61;&#x70;o&#x6c;&#x69;&#64;&#x67;&#x6d;&#97;&#x69;&#x6c;&#46;c&#x6f;&#109;</a> <a rel="noreferrer noopener" href="&#x6d;&#x61;&#x69;&#108;&#116;&#111;:i&#x6e;&#x66;&#x6f;&#x40;&#114;&#101;te&#x6b;&#x75;&#x72;&#x64;&#105;&#115;ta&#x6e;&#x2e;&#x69;&#x74;" target="_blank">&#105;&#x6e;&#102;&#x6f;&#64;&#x72;e&#116;&#x65;&#107;&#x75;r&#x64;i&#115;&#x74;&#97;&#x6e;&#46;&#x69;t</a>  </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/12/12/napoli-21-dicembre-manifestazione-nazionale-per-il-rojava/">NAPOLI. 21 DICEMBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER IL ROJAVA</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RETE KURDISTAN ITALIA: SULLA MANIFESTAZIONE DELL&#8217;1 NOVEMBRE</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/11/06/rete-kurdistan-italia-sulla-manifestazione-dell1-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 15:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[KURDISTAN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.malanova.info/?p=5887</guid>

					<description><![CDATA[<p>I promotori della manifestazione del 1 novembre 2019 contro la guerra di aggressione turca in Rojava ringraziano i e le migliaia di partecipanti che hanno reso possibile la straordinaria manifestazione, fortificando il sostegno a fianco della resistenza del popolo curdo.Il 1° novembre è l&#8217;anniversario della strenua resistenza di Kobane da parte dei combattenti dell&#8217;umanità contro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/11/06/rete-kurdistan-italia-sulla-manifestazione-dell1-novembre/">RETE KURDISTAN ITALIA: SULLA MANIFESTAZIONE DELL&#8217;1 NOVEMBRE</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I promotori della manifestazione del 1 novembre 2019 contro la guerra di aggressione turca in Rojava ringraziano i e le migliaia di partecipanti che hanno reso possibile la straordinaria manifestazione, fortificando il sostegno a fianco della resistenza del popolo curdo.<br>Il 1° novembre è l&#8217;anniversario della strenua resistenza di Kobane da parte dei combattenti dell&#8217;umanità contro la barbarie dell&#8217;Isis: tutto il Rojava resiste all&#8217;invasione turca che prosegue senza sosta nonostante la presunta tregua prevista dagli accordi Usa-Turchia e Russia-Turchia, con l’obiettivo di commettere un genocidio nei confronti del popolo curdo e di eliminare le conquiste rivoluzionarie del Confederalismo Democratico.<br>Mentre una tragedia incombe sulla popolazione curda, Italia e UE se ne lavano le mani: invece di promuovere il riconoscimento del Rojava (a partire dal garantire la presenza dell’Amministrazione Autonoma della Siria del Nord e dell’Est al tavolo in cui a Ginevra si discute una futura Costituzione per la Siria), e di agire efficacemente anche in sede Nato per fermare la guerra, sono conniventi con il regime di Erdogan visti i lucrosi affari commerciali e il traffico d&#8217;armi, nonché di esseri umani, con la tratta dei profughi siriani per la quale la UE accetta i ricatti della Turchia chiudendo gli occhi sulla pulizia etnica in corso nel nordest della Siria ad opera dell’esercito turco e dei suoi alleati jihadisti.</p>



<p>Per questo facciamo appello a tutte le persone di buona volontà che già si prodigano in tutta Italia a proseguire e ampliare la mobilitazione per:</p>



<p>&#8211; fermare quanto prima l&#8217;invasione delle Siria e aprire dei corridoi umanitari per la gestione sanitaria delle vittime degli attacchi e il trasferimento degli sfollati in zone sicure;</p>



<p>&#8211; chiedere che una forza europea/internazionale di interposizione garantisca il rispetto dei diritti delle cittadine e dei cittadini delle zone sotto attacco e della cosiddetta &#8220;fascia di sicurezza&#8221;;</p>



<p>&#8212; impedire che il piano illegale e criminale di trasferimento di 1.5 milioni di siriani venga attuato, per altro con i soldi della UE, dentro la suddetta &#8220;fascia di sicurezza&#8221;</p>



<p>&#8211; promuovere le iniziative per chiedere che Erdogan venga messo sotto accusa come criminale di guerra sia per l&#8217;uso delle armi chimiche che per gli omicidi, i rapimenti, gli attacchi contro i civili, i giornalisti, il personale sanitario;</p>



<p>&#8211; boicottare l&#8217;economia turca e chiedere l&#8217;immediata sospensione della cooperazione fra l&#8217;Italia, la UE e la Turchia sul piano militare, diplomatico economico, culturale.</p>



<p>Occorre anche continuare a sostenere il Rojava attraverso:</p>



<p>&#8211; la prosecuzione di iniziative di sottoscrizione a favore della MezzaLuna Rossa Curda;</p>



<p>&#8211; la moltiplicazione di patti di amicizia fra istituzioni italiane e del Rojava (enti locali, scuole e università, ospedali, ecc.);</p>



<p>&#8211; il riconoscimento della cittadinanza onoraria al precursore curdo Abdullah Öcalan, ispiratore del confederalismo democratico e figura chiave per una soluzione politica della questione curda e per la pace nella regione;</p>



<p>&#8211; la prosecuzione e la proposta di progetti di solidarietà attiva sui piani ambientali, sanitario, economico, ecc. che riconoscano e favoriscano le prospettive di autonomia e la stabilizzazione della Siria del nord- est, nell&#8217;ambito di una Siria unita, autonoma, federale e democratica.</p>



<p>Occorre inoltre continuare cogliere ogni possibile occasione di mobilitazione per dare visibilità e sostegno alla difesa del Rojava dall’invasione e occupazione turca, come avverrà già nella manifestazione pervista per prossimo 9 novembre a Roma, che verrà aperta da un spezzone della Comunità Curda.</p>



<p>Roma, 5
novembre 2019<br></p>



<p style="text-align:center"><strong>UIKI Onlus<br>Comunità Curda in Italia<br>Rete Kurdistan Italia</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/11/06/rete-kurdistan-italia-sulla-manifestazione-dell1-novembre/">RETE KURDISTAN ITALIA: SULLA MANIFESTAZIONE DELL&#8217;1 NOVEMBRE</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA RIVOLUZIONE KURDA: COSA STIAMO DIFENDENDO?</title>
		<link>https://www.malanova.info/2019/10/30/la-rivoluzione-kurda-cosa-stiamo-difendendo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 07:58:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERNAZIONALE]]></category>
		<category><![CDATA[KRITIK]]></category>
		<category><![CDATA[KURDISTAN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.malanova.info/?p=5856</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Rojava è sotto attacco.Le e i combattenti curd* hanno sconfitto l&#8217;ISIS. Le donne hanno svolto un ruolo determinante sia lavorando nel sociale, sia combattendo nelle prime linee di importanti battaglie.La Turchia usa armi chimiche sui civili. La Turchia vuole dividere il Kurdistan turco (Bakur) dal Kurdistan siriano (Rojava) compiendo una pulizia etnica e insediando [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/10/30/la-rivoluzione-kurda-cosa-stiamo-difendendo/">LA RIVOLUZIONE KURDA: COSA STIAMO DIFENDENDO?</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Rojava è sotto attacco.<br>Le e i combattenti curd* hanno sconfitto l&#8217;ISIS. Le donne hanno svolto un ruolo determinante sia lavorando nel sociale, sia combattendo nelle prime linee di importanti battaglie.<br>La Turchia usa armi chimiche sui civili. La Turchia vuole dividere il Kurdistan turco (Bakur) dal Kurdistan siriano (Rojava) compiendo una pulizia etnica e insediando nella zona di confine una nuova popolazione arabo-sunnita al posto della popolazione composta da curdi, armeni, assiri, siriaci, suryoye e altre etnie. Contestualmente vuole speculare sul business edilizio per compensare la grave crisi economica.<br>Ma cos&#8217;è realmente il Rojava? Quale progetto e visione del mondo sta sviluppandosi nel nord-est della Siria?<br>Oggi, più che mai, è importante conoscere il Confederalismo Democratico, un processo politico in continua evoluzione il cui principale teorico, Abdullah Öcalan, è detenuto da venti anni in isolamento ad Imrali – l&#8217;isola carcere turca della quale è stato a lungo l&#8217;unico detenuto.<br>Conoscere i punti fondanti e la storia è indispensabile per individuare il contesto attuale di una guerra di fronte alla quale non possiamo permetterci indifferenza.<br>Partiamo da una breve cronistoria:</p>



<p>&#x2b55;1916 – Accordo Sykes-Picot: con il crollo dell&#8217;impero Ottomano Francia e Inghilterra si dividono arbitrariamente il Medi Oriente, spartendosi le colonie e creando, a grandi linee, gli stati-nazione contemporanei ma lasciando il popolo curdo senza stato, dividendo il territorio del Kurdistan tra Turchia, Iraq, Iran e Siria.</p>



<p>&#x2b55;1973 – il movimento indipendentista e anti-colonialista curdo inizia le proprie attività nella zona del Bakur (Kurdistan turco). Quattro anni dopo, da quelle istanze, nascerà ufficialmente il Partito dei Lavoratori del Kurdistan.<br>1980 – In Turchia un golpe militare mette a tacere tutte le opposizioni, le istanze democratiche e di auto- governo. La sanguinosa repressione (torture, esecuzioni, centinaia di arresti e migliaia di processi per “cospirazione”) non si conclude con il formale ritorno alla democrazia (1984), così i curdi si trovano costretti a percorrere la strada della resistenza armata.</p>



<p>&#x2b55;1993 – dopo 9 anni di combattimenti, Öcalan , fondatore del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, richiede l&#8217;avvio di negoziati per la pace e l&#8217;autodeterminazione del Kurdistan. Il governo turco invece intensifica la repressione.</p>



<p>&#x2b55;1999 – Costretto a lasciare il suo esilio in Siria e a vagare per diversi Paesei tra i quali l’Italia, a seguito un complotto internazionale, Öcalan viene arrestato nell’ambito di un complotto internazionale dai servizi segreti USA e turchi con la collaborazione del Mossad. Da quel momento, nel suo personale carcere ad Imrali, nelle sue riflessioni poltiche e filosofiche si avvicina al municipalismo libertario e inizia a scrivere, nonostante la difficoltà di reperire libri e comunicare dovuta al totale isolamento, i suoi scritti di autodifesa e teorici che diventeranno i caratteri fondanti del Confederalismo Democratico.</p>



<p>&#x2b55;Dopo il 2000 – In seguito a continue evoluzioni, congressi e decostruzioni organizzative, il movimento riflette criticamente sul marxismo leninismo dogmatico e contestualmente abbandona l&#8217;idea della formazione di uno stato curdo a favore di un’idea di autogoverno locale. Contestualmente avviene una riflessione critica su alcuni aspetti dell&#8217;esperienza della lotta armata Il nodo non è la violenza rivoluzionaria, ma la legittimità dell’autodifesa.</p>



<p>&#x2b55;2012 – Le forze armate governative siriane, nel contesto della guerra civile che imperversa nel paese nel contesto delle “primavere arabe”, anche a seguito di insurrezioni in alcune importanti località determinano in Rojava un vuoto di potere nel quale il movimento curdo sceglie la cosiddetta “terza via”. Il controllo e la protezione viene assunto dal suo stesso popolo, il quale si organizza formando le YPG (unità di protezione popolare) e le YPJ (unità di protezione delle donne). Il partito più radicato nella zona, a maggioranza curda, è il PYD (Partito dell&#8217;Unione Democratica) che avvia la costruzione di un percorso di convivenza multietnica, multireligiosa, democratica e confederale basato sulla liberazione delle donne e sull’ecologia, nei cantoni di Afrin, Cizîrê e Kobane, sulla base della Carta del Contratto Sociale del Rojava – che fa proprie le istanze del Confederalismo Democratico.</p>



<p>&#x2b55;2014 – da qui in poi la guerra si inasprisce. L&#8217;ISIS arriva a Kobane, che resiste e dopo mesi d&#8217;assedio viene definitivamente liberata, ponendo le basi per la sconfitta inesorabile del Califfato. Nonostante la presenza di potenze internazionali e l&#8217;alleanza strategica con la coalizione internazionale a guida USA (che fornisce assistenza aerea), la Turchia non perde occasione per bombardare il Rojava e dare protezione ai suoi nemici (proprio quei terroristi islamo-fascisti di ISIS che la coalizione combatte).</p>



<p>&#x2b55;2018 – Mentre YPG e YPJ costruiscono le FDS (Forze Democratiche Siriane) per unire tutti i popoli liberi della regione e con esse avanzano inesorabili ad est, fino al cuore del Califfato e conquistano Raqqa, la “capitale” dell’autoproclamato Califfato nero, la Turchia avvalendosi dell’aiuto di milizie della ESL (Esercito Libero Siriano– una realtà composita composta da milizie di anti-regime con simpatie per fondamentalismoin parte sostenute anche dall’occidente in funzione anti-Assad ) e colpisce Afrin, occupandola militarmente grazie all’inerzia sia della coalizione internazionale anti-IS sia della Russia e del regime di Assad. Questa operazione è stata denominata Ramoscello d&#8217;Uivo. Sono documentate atrocità ancora in atto da parte degli occupanti.</p>



<p>&#x2b55;2019 – i territori rimasti sotto il dominio dell&#8217;ISIS vengono liberati dalle FDS, che sradicano le gerarchie del fondamentalismo islamico construendo le basi per lo sviluppo di una società basata fondata sulla democrazia dal basso secondo il modello dei consigliin tutta l&#8217;area. Nell&#8217;ultima operazione a Baghuz cade combattendo il partigiano internazionalista italiano Lorenzo Orsetti.</p>



<p>&#x2b55;Oggi – le forze armate turche, avvalendosi dei mercenari del ENS costituito dalle milizie islamiste che sempre hanno goduto del sostegno logistico, politico e finaziario del regime turco, avviano l&#8217;operazione “Fonte di Pace” con l&#8217;assenso degli USA – che prevede l&#8217;invasione turca di una parte consistente della regione e la conquista di città cardine come Kobane, Qamislo e Serekaniye; la totale sostituzione etnica degli abitanti attuali con il pretesto di reinsedire rifugiati siriani ormai invisi alla popolazione turca a causa della grave crisi economica che attanaglia il Paese. Questa operazione di reinsediamento selettivo viene mascherata attraverso un ricatto all’UE: Erdogan minaccia di aprire le frontiere facendo arrivare in Europa i profughi che avrebbe dovuto trattenere a fronte di un accordo con l’UE finanziato con ben 6 miliardi di Euro. Nell’operazione militare ancora in corso, è documentato l’usodi armi chimiche come fosforo bianco e napalm sui civili di Serekaniye e in altre località da parte dell&#8217;esercito turco e dei suoi proxy jihadisti.</p>



<p>&#x1f6a9;Cercando di fissare per macro-punti una storia incompleta e lacunosa del movimento democratico che si sta esprimedo in Rojava, non intendiamo tacere le diverse articolazioni che esistono all’interno del popolo curdo, ma dare risalto alle conquiste che nel corso degli anni sono state ottenute e vanno salvaguardate pur nelle loro diversità..<br>Passando alle idee, insistendo sulla necessità di conoscere il progetto politico della rivoluzione in Rojava, cercheremo di riassumere la complessità dell&#8217;esperienza.<br>A scadenza regolare, in previsione del corteo nazionale contro l&#8217;invasione turca, pubblicheremo un post che tratti i macro-temi, le prospettive e le applicazioni di un progetto democratico avanzato, possibile soluzione in tutto il Medi Oriente dei conflitti, delle diseguaglianze, del terrorismo e dei fondamentalismi che lo hanno caratterizzato come una delle pagine più drammatiche di questo e del secolo scorso, con le ripercussioni viste in tutto il mondo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2019/10/30/la-rivoluzione-kurda-cosa-stiamo-difendendo/">LA RIVOLUZIONE KURDA: COSA STIAMO DIFENDENDO?</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
