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	<title>CURE/SALUTE/SANITÀ Archivi | MALANOVA</title>
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	<description>Solo cattive notizie per il Mondo di Sopra</description>
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	<title>CURE/SALUTE/SANITÀ Archivi | MALANOVA</title>
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		<title>&#8220;QUI SI MUORE&#8221;: MANIFESTAZIONE DEL 10 MAGGIO PER LA SANITÀ IN CALABRIA</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2025 07:52:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Fedele Berardelli CLAMOROSO FALLIMENTO DELLA CGIL E DEL CAMPO LARGO Su iniziativa del direttore del Quotidiano del Sud, la Cgil assieme ai comitati spontanei dei cittadini sorti sui territori contro il dramma della sanità calabrese, ha convocato una grande manifestazione regionale a Catanzaro il 10 maggio, pubblicizzandola al punto da dovere essere annoverata tra [&#8230;]</p>
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<p><em>di Fedele Berardelli</em></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-b5c6de52b1b91a1f0c918cc511cb5814"><strong>CLAMOROSO FALLIMENTO DELLA CGIL E DEL CAMPO LARGO</strong></p>



<p><strong>Su iniziativa del direttore del Quotidiano del Sud, la Cgil assieme ai comitati spontanei dei cittadini sorti sui territori contro il dramma della sanità calabrese, ha convocato una grande manifestazione regionale a Catanzaro il 10 maggio</strong>, pubblicizzandola al punto da dovere essere annoverata tra quelle piazze che purtroppo non spesso si vedono in Calabria, con migliaia di persone provenienti da ogni angolo della regione. Pulman organizzati, passaggi televisivi, copertura mediatica soprattutto sui social, presenza di importanti sindaci, deputati ed eurodeputati, doveva essere secondo gli organizzatori una prova generale per il lancio del campo largo calabro e la volata alle prossime regionali contro Occhiuto e la destra. Il risultato è stato però quello di portare in piazza soprattutto tantissime bandiere, anzi più bandiere che persone.</p>



<p>Il dato più rilevante più dolente è stato innanzitutto l&#8217;assenza pressoché totale della gente del capoluogo, Catanzaro, impegnata evidentemente a fare la passeggiata del sabato, piuttosto che in qualche riunione per il tifo dell&#8217;UC, o meglio in qualche adunata sediziosa di quei quattro massoncini che dominano la città e che alla fine, altro non sono che piccoli, squallidi e miserabili comitati d&#8217;affari con simpatie fasciste, gente che aiuta a sparecchiare e si nutre degli avanzi e delle briciole cadute sotto il tavolo, d&#8217;altra parte gli stessi presenti in tutto il resto della regione.</p>



<p>Bisognerebbe chiedere quindi ai dirigenti calabresi della Cgil com&#8217;è possible scegliere la città capoluogo della regione per un evento così importante, senza fare alcun lavoro sulla presenza della popolazione locale totalmente assente, a parte il solito meritorio circuito di attivisti, militanti e gente limitrofa agli ambienti della sinistra radicale. Come se a Catanzaro la questione non si ponesse e la sanità funzionasse allo stesso modo di una gigantesca clinica Svizzera, solo che pubblica. Insomma bisognerebbe chiedere ai vertici della Cgil in Calabria se per organizzare una grande manifestazione a loro basti soltanto avere parlato con il prefetto e non con le persone del posto, magari facendo un giro nelle scuole o delle iniziative preparatorie in qualche quartiere, oppure qualche altra azione di sensibilizzazione in città. A quanto pare nulla di tutto ciò è stato fatto.</p>



<p>La piazza infatti non era affatto gremita, bastava essere lì per vederlo, nonostante la presenza massiccia di alcuni comitati tra cui quello di San Giovanni in Fiore e quello di Serra San Bruno, dal resto della Calabria poco e niente, addirittura dalla provincia di Reggio sembra che sia venuto solo il sindaco della città matropolitana Falcomatà, come se pure nella locride e nel resto del reggino la sanità regionale funzionasse in modo impeccabile.</p>



<p>Tanta gente con la pettorina Cgil e la scritta staff. Partiti da campo largo, associazioni tra cui spicca quella dei papaveri rossi, poi altri sindacati come l&#8217;usb, partiti e realtà politiche come Potere al Popolo, il Fronte della Gioventù Comunista, la Base di Cosenza a tanti altri… Il ceto politico della sinistra c&#8217;era tutto, persino il Pd, e con quale faccia verrebbe da dire visto che ha governato la regione per decenni ed è responsabile del disastroso stato attuale delle cose.</p>



<p>Del resto la scelta di una manifestazione statica, senza corteo, davanti la prefettura di sabato pomeriggio a Catanzaro è evidentemente quella di volere disinnescare la rabbia dei comitati che portano ancora il lutto dei tanti morti ammazzati di malasanità in questa terra, l&#8217;<strong>ultimo in ordine cronologico è Serafino Congi di San Giovanni in Fiore stroncato in giovane età da un infarto semplicemente perché non c&#8217;era un&#8217;ambulanza disponibile nel raggio di decine di chilometri.</strong></p>



<p>Ma, oltre alla partecipazione, il vero fallimento è stato politico. Nel documento della piattaforma che convocava la manifestazione non si spende neppure una parola in merito agli imprenditori della sanità privata i quali attraverso il sistema delle convenzioni, con la complicità della politica di destra e di sinistra, da decenni sottraggono risorse al sanità pubblica regionale per riempire i loro conti in banca sulla pelle dei calabresi. Così il tenore degli interventi dal palco diventa immediatamente quello di un anestestetico. Sin da subito si ripete questa cantilena <strong>&#8220;questa non è una piazza contro nessuno&#8221;</strong>… <strong>&#8220;Non siamo qui per addossare colpe a qualcuno&#8221;</strong>… Come se fosse una iattura divina di qualche provvidenza maligna, una sfortuna come un&#8217;altra e non una scelta politica ponderata e reiterata in modo criminale negli anni. Al punto che dentro la piazza l&#8217;ironia prende il sopravvento sui tanti presenti che sospirando esclamavano guardando Il cielo: &#8220;È colpa dello spirito santo allora&#8221;. Intanto si susseguono gli interventi che addirittura rincarano la dose con <strong>&#8220;questa non è una piazza contro il presidente della regione Occhiuto&#8221; </strong>come se non fosse adesso proprio lui il commissario sulla sanità calabrese che con Azienda Zero sta accentrando i poteri tutti su di sé, nel mentre continua a riempire di soldi i ras delle cliniche private, utilizzando i medici cubani come paliativo per poter mantenere aperti gli ospedali pubblici ormai al collasso. No, evidentemente per la piazza sempre più caratterizzata dalla Cgil e dal campo largo e sempre meno dai comitati spontanei dei cittadini calabresi, non è neppure colpa sua, mentre manco per sbaglio si cita la sanità privata.</p>



<p>Sul palco, intanto, una sorta di presentatrice svolge il ruolo di cane da guardia pronta a ringhiare ed a rimbrottare subito qualsiasi esponente dei comitati che tenti di uscire fuori dal copione già scritto, secondo cui non è colpa di nessuno ma è una calamità naturale che si abbatte su di noi poveri peccatori calabresi. Nella piazza è tutto un sorriso amaro ed ironico, un triste scambio di sguardi sornioni, una gomitatina a quello a fianco. Fino agli interventi di Vittoria Morrone per Femin, Base ed altre realtà e di Vittorio Sacco per USB sanità e Potere al Popolo i quali tra le ovazioni della folla hanno urlato chiaramente che ci sono dei responsabili evidenti e che questo movimento è contro di loro. Contro le cliniche private che rapinano le risorse della sanità pubblica, contro la politica di centrodestra e del centrosinistra che in cambio dei loro soldi e dei loro pacchetti di voti continua a finanziare questo furto, contro il ricatto del debito e del piano di rientro con cui si strozza la sanità regionale e dunque la salute, la vita dei calabresi, contro l&#8217;attuale governatore Roberto Occhiuto nonché commissario straordinario alla sanità con pieni poteri che sta proseguendo quest&#8217;opera di demolizione favorendo i suoi amici della sanità privata calabra. Non a caso proprio questi sono stati gli interventi più applauditi ed ascoltati. <strong>Inoltre va ricordato l&#8217;appello di Vittorio Sacco a non aggredire il personale medico sanitario nei pronti soccorsi ma a prendersela con i politici e gli imprenditori veri responsabili di questo drammatica situazione. </strong>Da segnalare infine gli interventi del sindaco di Polistena Michele Tripodi e di Flavio Stasi sindaco di Corigliano-Rossano vero astro nascente della politica calabrese che speriamo non resti nascente per tutta la sua carriera. Per il resto nulla, esponenti dei comitati intimiditi dalla tizia che gestiva la cerimonia sul palco e poi le punte di diamante del campo largo calabrese, quali Tridico del movimento cinque stelle sonoramente fischiato dalla piazza e Nicola Irto leader del Pd calabrese chiamato a chiudere la manifestazione ma che dopo i fischi presi da Tridico ha rinunciato saggiamente al suo intervento.</p>



<p>In sostanza un flop totale della Cgil e del campo largo dopo il quale i comitati continueranno la loro lotta per una sanità decente in Calabria, per non morire ammazzati in qualche pronto soccorso in cui ogni giorno si svolge una vera e propria guerra per la vita o la morte.</p>



<p>Un fallimento politico su tutta la linea, dunque, perché se questa voleva essere la data zero del campo largo calabrese vista la partecipazione e la timidezza dei contenuti, Occhiuto può dormire sonni tranquilli anche per i prossimi cinque anni. Se voleva essere una sorta di analgesico per calmare gli animi sulla tragica condizione in cui versa la sanità calabrese questo ha sortito l&#8217;effetto contrario in quanto gli unici interventi ascoltati ed applauditi sono stati quelli che hanno denunciato la verità di una sanità distrutta dalla mafia dei privati in combutta con la politica regionale. Se voleva essere una sorta di strumento per i comitati civici sorti un poco dappertutto in Calabria, il campolarghismo presente ha schiacciato ogni rivendicazione facendola sparire sotto gli scarponi lerci della politica del centrosinistra calabrese che cerca vergognosamente di redimersi dalle sue evidenti e gravi responsabilità. Se voleva essere piuttosto una prova di forza delle Cgil sulla capacità di mobilitazione e la partecipazione popolare rispetto ad un tema così sensibile ed importante, anche qui, bastava essere presenti per rendersi conto che la risposta della piazza è stata al di sotto delle aspettative.</p>



<p>Se invece voleva essere un clamoroso buco nell&#8217;acqua allora bisogna riconoscere che l&#8217;obiettivo è stato pienamente raggiunto.</p>



<p>Alla fine sulle note di &#8220;Choparella Bella&#8221; suonata in acustico da Mimmo Cavallaro un bara, con alcune foto e le tessere elettorali attaccate con un nastro adesivo sopra, sfila portata in spalla nella piazza dalle persone dei comitati. È senza dubbio questa l&#8217;immagine più eloquente del 10 maggio.</p>



<p><em>Per l&#8217;osservatore politico.<br>Hombre del pueblo</em></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/05/image-4-768x1024.png" alt="" class="wp-image-11161" style="width:1113px;height:auto" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/05/image-4-768x1024.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/05/image-4-225x300.png 225w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/05/image-4-1152x1536.png 1152w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/05/image-4.png 1536w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p></p>



<p>VIDEO: Intervento di Vittorio Sacco, infermiere e sindacalista USB</p>



<figure class="wp-block-video"><video height="640" style="aspect-ratio: 360 / 640;" width="360" controls src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/05/AQPs577BM1QjKXDfLj32U9Ub9vKZ02PlT9Hay121HVVI9qVNJKlXug72y6ITZdONdG4ddNSGwOsLJwb-KeAZ7yBu.mp4"></video></figure>
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		<title>Calabria: Per una SANITÀ PUBBLICA,GRATUITA e di alta qualità</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2025 14:02:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>per la Manifestazione del 10 maggio 2025 a Catanzaro di Mimì De Paola, AG CGIL Cosenza Fuori dalle nostre piazze e dalle nostre lotte tutti i RESPONSABILI della PRIVATIZZAZIONE del sistema Sanitario! In Calabria circa il 70% del bilancio Regionale viene destinato alla sanità, ma, mentre nel resto d’Italia alle strutture convenzionate va circa il [&#8230;]</p>
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<p><strong><em>per la Manifestazione del 10 maggio</em></strong> <em><strong>2025 a Catanzaro</strong></em></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-a533a6e364536d5cb4edb59e45ebb54c"><strong>di Mimì De Paola, AG CGIL Cosenza</strong></p>



<p><br><strong>Fuori dalle nostre piazze e dalle nostre lotte tutti i RESPONSABILI della PRIVATIZZAZIONE del sistema Sanitario!</strong></p>



<p>In Calabria circa il 70% del bilancio Regionale viene destinato alla sanità, ma, mentre nel resto d’Italia alle strutture convenzionate va circa il 20% dei fondi pubblici, nella nostra Regione oltre metà del fondo sanitario è destinato alle strutture sanitarie private che incrementano costantemente i profitti, tanto più in una situazione che vede un numero sempre più limitato di gruppi societari che gestiscono un numero sempre maggiore di strutture.</p>



<p><strong>Il rapporto malato tra pubblico e privato va affrontato in modo radicale.</strong></p>



<p>Le nostre istituzioni dovrebbero finanziare esclusivamente la sanità pubblica e questa diviene un’esigenza sempre più impellente in una situazione in cui la privatizzazione ha comportato, nei fatti, lo smantellamento del servizio sanitario pubblico e la chiusura di tanti presidi territoriali che sono fondamentali, soprattutto, per le popolazioni che vivono nelle realtà periferiche, sempre più soggette ad un costante spopolamento.</p>



<p>Si tenga conto, inoltre, che nelle strutture convenzionate ritroviamo figure professionali che svolgono le stesse mansioni ma con stipendi differenziati e turni di lavoro massacranti dovuti agli effetti dell’applicazione di contratti “difformi”, ritrovandosi spesso l’uno contro l’altro.</p>



<p><strong>Altro tema importante sono i disturbi psichici:</strong><br>le richieste di aiuto alle STRUTTURE PSICHIATRICHE si sono sestuplicate(giovani tra i 16 ed i 26 anni), ma il più delle volte i pazienti vengono esclusivamente imbottiti di farmaci, maltrattati psicologicamente senza nessun progetto di recupero e reinserimento sociale!</p>



<p><strong>In che società viviamo?</strong></p>



<p>Quando ci renderemo conto che tutte/i dovrebbero avere il diritto alla prevenzione, all’ascolto, alla possibilità di esprimere le proprie debolezze ed alle cure gratuite e di eccellenza?</p>



<p>Non è più rinviabile, nel quadro di una sanità pubblica, gratuita e di qualità, un intervento più complessivo per la tutela della dignità della persona all’interno delle strutture, fuori dalla logica del profitto, e la difesa ed il rilancio delle condizioni materiali e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized wp-duotone-purple-green"><img decoding="async" width="860" height="1024" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/05/image-2-860x1024.png" alt="" class="wp-image-11151" style="width:574px;height:auto" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/05/image-2-860x1024.png 860w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/05/image-2-252x300.png 252w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/05/image-2-768x915.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/05/image-2.png 988w" sizes="(max-width: 860px) 100vw, 860px" /></figure>
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		<title>SANITA’, CALABRIA ALZA LA TESTA!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 07:19:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SI-LA Salute Bene Comune È un comitato nato dal basso costituito da forze sociali, associative e sindacali con l&#8217;obbiettivo di rivendicare il diritto alla sanità all&#8217;interno del territorio montano di San Giovanni in Fiore (CS). La situazione della sanità calabrese si è oramai cronicizzata tanto da impedire a molte persone semplicemente di curarsi. Questo perché [&#8230;]</p>
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<p><a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=61572637717871&amp;__cft__[0]=AZWytKlVZ3fsBvyf0yobJJhn8EO5x1XVmyDeEjqhwBGwyxZfQDbRR9NnQH4ZG4zNI47UjRXN5qBb47chaz1uvDf8CoyKssUAWAI3XHpAbIKLTPxsYMyerFmm6zTFTHk09JTt7tLNgnXK2vlEG0vldT49cgjouljS7uM1R9iwwElUlI4k17To0IEKuWIXLYMlTOUolZzhnTmAWS5xe4goDUc2dtYSzfnz8W51Og14_voi0peHnheIkU1ZpRsAQqfPOBM&amp;__tn__=-UC%2CP-R"><strong>SI-LA Salute Bene Comune</strong></a></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-ac4727230c069b8d0fa80c3413765134"><em>È un comitato nato dal basso costituito da forze sociali, associative e sindacali con l&#8217;obbiettivo di rivendicare il diritto alla sanità all&#8217;interno del territorio montano di San Giovanni in Fiore</em> <em>(CS). La situazione della sanità calabrese si è oramai cronicizzata tanto da impedire a molte persone semplicemente di curarsi. Questo perché a causa della mancanza di un reddito adeguato non possono accedere a cure mediche in strutture private e tagliare così le immani file al CUP che significano prenotazioni di esami medici anche a distanza di un anno. La spinta politico-ideologica alla privatizzazione sta costruendo lentamente in tutta Italia un panorama in stile americano fatto di cliniche private e assicurazioni.</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Noi cittadini calabresi riteniamo che il nostro diritto alla salute sia stato e continui a essere calpestato.</p>



<p>Il sistema sanitario calabrese non funziona e mette continuamente i cittadini davanti alla scelta di andare a curarsi altrove o non curarsi per nulla. La salute è un diritto costituzionale ma, col tempo, il Sevizio Sanitario Nazionale ha subito una vera e propria aggressione fatta di tagli e riduzione delle prestazioni.</p>



<p>Anche per questo, da tempo protestiamo e ci battiamo per provare a risolvere i problemi che attanagliano i nostri singoli territori, ma oggi abbiamo deciso di fare un salto di qualità. Abbiamo deciso di unirci e di alzare la testa e la voce per farci sentire e ascoltare nelle stanze del potere regionale e portare le nostre legittime richieste al livello nazionale.</p>



<p>Il 10 maggio prossimo terremo una grande manifestazione regionale per il diritto alla salute, l’accesso alle cure, la difesa ed il rilancio della sanità pubblica. Andremo a Catanzaro davanti alla Cittadella della Regione e ci resteremo per far sentire la nostra voce e perché venga finalmente ascoltata.</p>



<p>La Calabria ha alzato la testa e nulla sarà più come prima.</p>



<p>Decidere quale posto spetti alla salute, in una scala di priorità, è un atto che qualifica politicamente una società, per cui salvare e rilanciare la sanità pubblica e universale si configura come un dovere morale per tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra Regione e dell’intero Paese.</p>



<p>Certi, dunque, che condividerete le motivazioni alla base della manifestazione, invitiamo associazioni, movimenti, partiti politici a formalizzare l’adesione; la chiediamo, in particolare, a tutti i Sindaci calabresi nella loro qualità di responsabili e custodi delle condizioni di salute dei cittadini delle comunità amministrate</p>



<p>Vi aspettiamo sabato 10 maggio 2025 alle ore 10.00 davanti la Cittadella Regionale a Catanzaro.</p>
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		<title>La salute, il dramma e la finta democrazia a San Giovanni in Fiore (CS)</title>
		<link>https://www.malanova.info/2025/02/07/la-salute-il-dramma-e-la-finta-democrazia-a-san-giovanni-in-fiore-cs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2025 11:01:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORI]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È morto Serafino, ma non tutti si sono immedesimati, non tutti hanno pianto per la sua storia che di sfortunato non ha proprio nulla. No, non è stato il fato cinico e baro ma un’assurda incapacità amministrativa che ha ridotto la sanità calabrese ad un’entità ectoplasmatica al contrario: si vede ma non esiste! La morte [&#8230;]</p>
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<p>È morto Serafino, ma non tutti si sono immedesimati, non tutti hanno pianto per la sua storia che di sfortunato non ha proprio nulla. No, non è stato il fato cinico e baro ma un’assurda incapacità amministrativa che ha ridotto la sanità calabrese ad un’entità ectoplasmatica al contrario: si vede ma non esiste!</p>



<p>La morte di Serafino non è una fatalità ma il prodotto di tanti anni di speculazione economica e politica: i governanti calabresi hanno “sapientemente” prosciugato le casse della sanità, il capitolo più importante del bilancio regionale, attraverso i loro interventi per favorire ditte amiche e clienti elettorali da sistemare come ausiliari, OSS o infermieri.</p>



<p>È morto Serafino, anche se era giunto vivo, verso le 15, a quel che rimane del Pronto soccorso di San Giovanni in Fiore dove si vive da tempo la cronica mancanza di medici, tanto che su una pianta organica di 6 dottori, già insufficienti per la popolazione che dovrebbero servire, ne sono attivi appena 2 che non possono coprire, in tutta evidenza, ogni &nbsp;turno ricompreso nelle 24h che compongono un giorno. Devi sperare, dunque, di sentirti male quando uno dei medici è in servizio.</p>



<p>Subito la città è insorta a causa di questo immenso dolore che ha visto soccombere una giovane vita e, provando quella solidarietà semplicemente umana nei confronti della famiglia di un concittadino, ha dato vita a manifestazioni spontanee di dolore e di protesta che poi sono confluite nel Comitato “Si-La Salute Bene Comune”. &nbsp;Tutti i cittadini si sono mobilitati, dicevamo, ma non tutta la città: la parte istituzionale pare ancora non voler capire il dramma accaduto alla comunità amministrata e gioca facendosi clamorosamente scudo della burocrazia istituzionale.</p>



<p>Il Comitato “Si-La salute Bene Comune” è composto da 2 organizzazioni sindacali (CGIL e CISL), da 13 associazioni che operano sul territorio di San Giovanni in Fiore e da 5 cittadini liberi. Ha partecipato, con una propria delegazione, alla riunione del 5 febbraio 2025 che avrebbe dovuto essere preliminare al consiglio comunale aperto richiesto e previsto per il 7 febbraio 2025. È in momenti come questi, infatti, di dolore, che la comunità si stringe e prova a reagire alle problematiche comuni. È in momenti come questi che chi governa dovrebbe agevolare il più possibile la partecipazione, partecipando anch’egli al dolore collettivo. Anche questa volta, non è andata così.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-full"><img decoding="async" width="600" height="450" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-3.png" alt="" class="wp-image-11049" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-3.png 600w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-3-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<p><em><strong>“Il Comitato aveva chiesto la convocazione di un consiglio comunale aperto da tenersi prima del tavolo tecnico con l’Asp di Cosenza e in un luogo che avrebbe potuto offrire alla cittadinanza la possibilità di partecipare, assistere e ascoltare. Nonostante queste proposte non siano state tenute in considerazione, il comitato ha comunque inteso partecipare alla riunione del 5 febbraio vista l’importanza della tematica. In quella sede il comitato ha chiesto che l’orario della seduta del consiglio comunale aperto venisse posticipato poiché alle ore 9.15 del mattino l’eventuale pubblico ed anche i delegati delle associazioni e dei sindacati sarebbero stati impegnati nelle attività lavorative e famigliari. Il comitato ha chiesto anche che il tema della sanità diventasse il punto prioritario all’ordine del giorno poiché quest’ultimo prevedeva la discussione della sanità come terzo punto dopo l’approvazione di un progetto di fattibilità tecnico-economica. Rispetto a queste due richieste non c’è stata apertura.&nbsp; Inoltre, durante la riunione si è appreso che vi erano già 16 associazioni prenotate che non erano presenti e delle quali non era possibile conoscere la loro identità per motivi di privacy. Il comitato ritiene che un consiglio comunale aperto sulla sanità non possa tenersi al mattino in un giorno lavorativo. La decisione di stabilire questo orario non testimonierebbe la dovuta apertura verso la partecipazione dei corpi sociali. Il comitato ‘Si-La salute bene comune’ immaginava il consiglio comunale aperto come un momento di partecipazione democratica retto dal senso di responsabilità inerente al contesto. A maggior ragione vista la delicatezza e l’importanza del tema trattato. La riunione del 5 febbraio è rimasta incompiuta e non è giunta ad un accordo sulle modalità di svolgimento della seduta a causa di una disfatta di intenti alimentata da una discussione politica che non ci appartiene e che sarebbe dovuta eventualmente tenersi in altra occasione&#8221;.</strong></em></p>



<p>Queste le motivazioni per cui il Comitato ha deciso di non prendere parte al consiglio comunale aperto del 7 febbraio. &nbsp;Ancora una volta il Re e la Regina si sono arroccati, come nella famosa mossa degli scacchi, per proteggersi da una cittadinanza che chiedeva solo di partecipare alla risoluzione di un problema che dovrebbe toccare il cuore di tutti, per evitare altri drammi futuri. No, a parte proclami di maniera non si è notata alcuna discontinuità rispetto al passato. Serafino è morto, non tutti se ne sono accorti!</p>



<p><em><strong>“Al consiglio comunale il comitato avrebbe chiesto di istituire un gruppo di lavoro con le parti sociali e con gli esperti della materia per elaborare una proposta programmatica per il rilancio della sanità pubblica sul nostro territorio. Inoltre avrebbe chiesto all’amministrazione comunale l’impegno ad aprire un’interlocuzione con il Commissario alla sanità Roberto Occhiuto.&nbsp; Il comitato crede, infatti, che per le funzioni conferitegli, solo il commissario potrebbe dare alla popolazione sangiovannese le risposte che oramai da troppo tempo aspetta. Il Comitato ricorda che a 32 giorni dalla morte di Serafino, nonostante si sia presa coscienza delle difficoltà che si incontrano a gestire le emergenze, ancora si sfugge alla discussione con i cittadini”.</strong></em></p>



<p>Gli “eletti” si ricordano dei cittadini solo nel momento cruciale del voto, qualche mese prima che si aprano le urne. È quello il tempo dei programmi, della trasparenza, della risoluzione dei problemi, delle liti con le controparti chiamate a rispondere dei drammi amministrativi perpetrati nel recente passato. È quello il tempo dei salvatori, dei messia, dei tribuni del popolo. All’apertura delle urne, il Re e la Regina di nuova nomina si scordano totalmente della plebe che li ha votati e si chiudono nel loro castello comunale che nel frattempo da trasparente come il diamante &#8211; secondo il programma elettorale &#8211; è tornato ad essere opaco come un muro di cemento armato, seguendo in questo un’oramai consueta tradizione amministrativa. Si costruiscono i fossati, si allevano i coccodrilli, si alza il ponte levatoio.</p>



<p>Il popolo non va più incontrato, la plebe non ha più diritto alla parola avendo oramai delegato il suo potere di amministrare il bene comune: ci rivedremo tra cinque anni. Eppure, il comitato popolare non ha chiesto la luna, non ha domandato di rientrare nel paradiso perduto, ma ha semplicemente chiesto di essere incontrato, sentito, per stringersi comunitariamente intorno al dramma, piangere insieme e provare a migliorare la propria condizione di vita affinché non si verifichino più eventi così traumatici, che nessun altro, come Serafino, debba morire per un’incapacità gestionale.</p>



<p>Per tutti questi motivi, conclude amaramente il comitato “Si-La Salute Bene Comune”, pur volendo non parteciperemo ad una liturgia meramente burocratica e asfittica:</p>



<p><em><strong>“Libertà, democrazia e verità si difendono con la libertà, con la democrazia e con la trasparenza. Non è tautologia; è realtà. Se non si è liberi e non si vive in un mondo libero non si può difendere la libertà. Se non si è democratici e non si vive in un mondo retto dalle regole della democrazia non si può difendere la democrazia. Se si concepisce la verità come esatta corrispondenza, e non si pratica la trasparenza, condizione dell’esatta corrispondenza, non si difende la verità”. (cit.)</strong></em></p>



<p>Nel frattempo non si può smobilitare, tutta la gente di Calabria dovrebbe continuare ad unirsi in solidarietà a San Giovanni in Fiore, a lottare affinché non si ripeta ancora una, cento o mille volte una morte come quella di Serafino!</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="705" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-2-1024x705.png" alt="" class="wp-image-11046" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-2-1024x705.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-2-300x206.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-2-768x528.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2025/02/image-2.png 1090w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Le capacità diagnostiche dell&#8217;IA ed il capitalismo dei big data</title>
		<link>https://www.malanova.info/2024/11/25/le-capacita-diagnistiche-dellia-ed-il-capitalismo-dei-big-data/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 10:23:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AUTOMAZIONE E ROBOTICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIG DATA]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cammino dell&#8217;innovazione tecnologica è sempre più tumultuoso e rapido. Lo sviluppo in ambito di intelligenza artificiale è così veloce che nessun legislatore riesce a imbrigliarlo negli argini delle norme. Stai ancora ragionando sull&#8217;impatto di ChatGPT sulla società che è già pronto il successivo salto quantico tecnologico. In un recente studio del 28 Ottobre 2024 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il cammino dell&#8217;innovazione tecnologica è sempre più tumultuoso e rapido. Lo sviluppo in ambito di intelligenza artificiale è così veloce che nessun legislatore riesce a imbrigliarlo negli argini delle norme. Stai ancora ragionando sull&#8217;impatto di ChatGPT sulla società che è già pronto il successivo salto quantico tecnologico. </p>



<p>In <a href="https://substack.com/redirect/7e13a107-8de1-4cc2-a116-97511e6192ee?j=eyJ1IjoiM3kydmxsIn0.08NG5O8F7vKW4B-_5rxpddNJd5xErZSf5fohMjMQBG8">un recente studio</a> del 28 Ottobre 2024 si è arrivato a constatare come ChatGPT-4 supera i medici nella capacità diagnostica, raggiungendo una precisione del 90% contro il 76% dei medici che lo usano come supporto e il 74% di quelli che non lo usano affatto. </p>



<p>Lo studio afferma che &#8220;un totale di 244 casi sono stati completati da tutti i partecipanti (125 casi nel gruppo LLM, 119 casi nel gruppo di controllo). Il numero mediano di casi completati per partecipante era 5 (da 4 a 6). [&#8230;] Il punteggio mediano per caso era del 76% (IQR, 66%-87%) per il gruppo LLM e del 74% (IQR, 63%-84%) per il gruppo di controllo. [&#8230;] Nelle 3 serie del solo LLM, il punteggio mediano per caso era del 92% (IQR, 82%-97%). Confrontando il solo LLM con il gruppo di controllo è stata rilevata una differenza di punteggio assoluto di 16 punti percentuali (95% CI, 2-30 punti percentuali; <em>P</em>  = 0,03) a favore del solo LLM. [&#8230;] La disponibilità di un LLM come ausilio diagnostico non ha migliorato le prestazioni dei medici rispetto alle risorse convenzionali in uno studio clinico randomizzato di ragionamento diagnostico. Il LLM da solo ha superato le prestazioni dei medici anche quando era a loro disposizione, il che indica che è necessario un ulteriore sviluppo nelle interazioni uomo-computer per realizzare il potenziale dell&#8217;IA nei sistemi di supporto alle decisioni cliniche&#8221;.&#8221; </p>



<p>Questa piccola analisi dei dati sull&#8217;impatto della IA sulla capacità diagnostica ha coinvolto 50 medici ed ha dimostrato come l&#8217;uso di una LLM non ha migliorato significativamente le prestazioni del ragionamento diagnostico rispetto alla disponibilità delle sole risorse convenzionali ma ha preso atto di come l&#8217;Intelligenza artificiale di per sé possa raggiungere un&#8217;esattezza diagnostica maggiore di quella umana. </p>



<p>Così, &#8220;l’IA potrebbe diventare in breve tempo uno strumento utilissimo nelle mani di professionisti adeguatamente formati&#8221;, si afferma nel bollettino periodico Legge Zero &#8211; IA che mette anche in guardia, però, su possibili utilizzi contraddittori della stessa tecnologia.</p>



<p>Uno dei più importanti siti d’informazione tecnologica USA, TechCrunch, ha pubblicato un <a href="https://substack.com/redirect/bb665ccf-4006-4a17-8f96-584fbaa6d324?j=eyJ1IjoiM3kydmxsIn0.08NG5O8F7vKW4B-_5rxpddNJd5xErZSf5fohMjMQBG8">articolo</a> il 19 novembre 2024 mettendo sull&#8217;allerta i naviganti della rete a non condividere online i propri dati sanitari (radiografie, ecografie, analisi) con sistemi di IA. </p>



<p>Di fatto, l&#8217;usanza di cercare la propria malattia su google inserendo i sintomi che si avvertono si è spostata da tempo su strumenti di intelligenza artificiale. Le persone si rivolgono sempre più spesso a chatbot di intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT di OpenAI e Gemini di Google, per porre domande sui loro problemi di salute e per avere risposte sulla sintomatologia percepita. </p>



<p>&#8220;Più di recente, da ottobre, gli utenti del sito di social media X di Elon Musk sono stati incoraggiati a caricare le loro radiografie, risonanze magnetiche e scansioni PET sul chatbot di intelligenza artificiale della piattaforma Grok per aiutare a interpretare i loro risultati e al fine di &#8220;addestrare&#8221; lo strumento più velocemente. </p>



<p>Condividere online i propri dati sanitari, o intere cartelle cliniche private, significa non poterli più oscurare in futuro, significa che rimarranno in pasto di qualche azienda manipolatrice di big data per sempre. Questo può comportare anche la vendita di questi stessi dati o la messa a disposizione degli stessi ad operatori sanitari, a potenziali futuri datori di lavoro, alle agenzie governative, alle banche o alle assicurazioni. Pensate alla difficoltà di accendere un mutuo o di sottoscrivere un&#8217;assicurazione sulla vita se i vostri dati sanitari sono nella disponibilità di queste aziende private che possono così, con un certo grado di attendibilità, &#8220;predirre&#8221; statisticamente le probabilità della vostra morte con il relativo corollario della vostra solvibilità futura. Cosa accadrebbe, quante possibilità di ottenere un prestito o siglare un&#8217;assicurazione medica per la persona che avesse subito un intervento per qulche forma tumorale o per coloro che abbiano un qualche tipo di malattia genetica? </p>



<p>La legislazione oggi è così arretrata che la maggior parte delle app per i consumatori <a href="https://techcrunch.com/2023/04/17/pixel-tracking-hipaa-startups/">non è coperta</a> dalla legge sulla privacy sanitaria, il che non offre alcuna protezione per i dati caricati, per altro da noi e liberamente! </p>



<p>Come sempre più spesso avviene, la rottura del muro di diffidenza che l&#8217;utente ha verso le innovazioni tecnologiche viene prima di tutto bypassato facendo leva su una paura più grande: quella di morire. Di fronte al vaccino che ti salva dalla terribile e mortifera pandemia o al software che potrà predirti un futuro raffreddore con mesi di anticipo, ogni persona è portata a mettere da parte timori più leggeri come quelli sulla diffusione dei propri dati sensibili e sulla privacy. Da questa via passerrano i futuri chip sottocutanei capaci di misurare in tempo reale la pressione sanguigna e tutti gli altri parametri fisiologici utili &#8220;per salvare delle vite&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-2-1024x576.png" alt="" class="wp-image-10818" style="width:494px;height:auto" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-2-1024x576.png 1024w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-2-300x169.png 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-2-768x432.png 768w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-2.png 1068w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="493" height="791" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-3.png" alt="" class="wp-image-10822" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-3.png 493w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/11/image-3-187x300.png 187w" sizes="auto, (max-width: 493px) 100vw, 493px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Il post di Elon Musk con relativa risposta ironica</strong> di un utente</figcaption></figure>



<p>Proprio per questo, Il proprietario di X, Elon Musk, &#8220;che <a href="https://x.com/elonmusk/status/1851206080564773344" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in un post ha incoraggiato gli utenti</a> a caricare le loro immagini mediche su Grok, ha ammesso che i risultati di Grok sono &#8220;ancora in fase iniziale&#8221;, ma che il modello di intelligenza artificiale &#8220;diventerà estremamente preciso&#8221;. Chiedendo agli utenti di inviare le loro immagini mediche, l&#8217;obiettivo è che il modello di intelligenza artificiale migliori nel tempo e diventi in grado di interpretare le scansioni mediche con una precisione sempre più affidabile. </p>



<p>Per quanto riguarda chi ha accesso a questi dati di Grok, non è chiaro; come <a href="https://www.nytimes.com/2024/11/18/well/x-grok-health-privacy.html?" target="_blank" rel="noreferrer noopener">notato altrove,</a> l&#8217;informativa sulla privacy afferma che X condivide alcune informazioni personali degli utenti con un numero imprecisato di aziende &#8216;correlate&#8217;.</p>



<p><strong>È bene ricordare che ciò che finisce su Internet non lascia mai Internet&#8221;.</strong></p>



<p>Con questo ammonimento termina l&#8217;articolo di <em>techcrunch.com</em> e anche questo nostro breve articolo.</p>
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		<title>Le Big Pharma e i finanziamenti pandemici Covid-19</title>
		<link>https://www.malanova.info/2024/11/06/le-big-pharma-e-i-finanziamenti-pandemici-covid-19/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2024 09:16:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA E FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo sviluppo di un candidato vaccino richiede solitamente notevoli investimenti in ricerca e sviluppo (R&#38;S) e richiede molti anni, la maggior parte dei quali trascorsi nelle tre fasi consecutive degli studi clinici. Considerata l’urgenza, sono state adottate una serie di scorciatoie, come l’esecuzione di test paralleli e l’utilizzo dell’autorizzazione all’uso di emergenza/autorizzazione all’immissione in commercio [&#8230;]</p>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-0a31b084fe63f57aaf0214dd5e926383"><em>Lo sviluppo di un candidato vaccino richiede solitamente notevoli investimenti in ricerca e sviluppo (R&amp;S) e richiede molti anni, la maggior parte dei quali trascorsi nelle tre fasi consecutive degli studi clinici. Considerata l’urgenza, sono state adottate una serie di scorciatoie, come l’esecuzione di test paralleli e l’utilizzo dell’autorizzazione all’uso di emergenza/autorizzazione all’immissione in commercio condizionata, aumentando al contempo la capacità di produzione già durante i test clinici. Sono stati effettuati investimenti finanziari pubblici e privati ​​senza precedenti e sono state avviate collaborazioni scientifiche.</em> (dallo studio commissionato dal Parlamento Europeo, “Managing public and private investments in COVID vaccines”, p. 13)</p>
</div>
</div>



<p></p>



<p>L’ideologia neo-liberista, un’ideologia para-religiosa, è stata sapientemente modellata dalle classi uscite vincitrici dalla guerra fredda come potente meccanismo di accumulazione delle risorse mondiali in pochissime e selezionate mani. La religione liberal-globalista ha anche la sua divinità ed il suo fato, entrambi irrazionali: la mano invisibile e l’equilibrio di mercato. Secondo questo mito, basterebbe lasciare libero il meccanismo della produzione e della vendita affinché la mano invisibile possa regolamentare ed equilibrare al meglio il mercato con pieno soddisfacimento di tutti. <em>Laissez-faire</em>. In realtà questa è una vera e propria favoletta per i popoli, il vero oppio. Nella realtà, il potere politico-economico che attiva le leve macroeconomiche è tutt’altro che invisibile e la mano della minoranza dei miliardari tiene strettamente e saldamente le redini del gioco stabilendone le regole e, quando serve, comprando consensi e voti, democraticamente. Le elezioni non sono che un ben congegnato e fittizio paravento democratico alla realtà dell’oligarchia reale che regge le nostre sorti.&nbsp;</p>



<p>Non si contano i casi, i pochi svelati, di borse piene di pacchi di euro destinate a euroburocrati per guadagnarne i servigi al fine di modellare le leggi a misura di multinazionale.</p>



<p>“<em>Ammonta ad oltre un milione e mezzo di euro il totale delle banconote trovate dalla polizia belga nel corso delle perquisizioni alle abitazioni di Antonio Panzeri e dell’ex vicepresidente dell’Eurocamera Eva Kaili, entrambi agli arresti per il Qatargate</em>”. (fonte <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/qatargate-sequestrati-750mila-euro-kalili-e-17mila-euro-panzeri-AEigSnOC">Sole 24 Ore</a>)&nbsp;</p>



<p>La vicenda si riferisce al giro di denari legati all’organizzazione della Coppa del Mondo del 2022. Il Qatar, che lottava per essere scelto come sede delle kermesse sportiva, avrebbe cercato di acquistare la benevolenza del Parlamento europeo per promuovere i propri interessi, tra cui quello di cercare di insabbiare le critiche sulla sua situazione interna relativa ai diritti dei lavoratori e alla condizione femminile. L’Europa dei diritti e della democrazia pare si sia genuflessa alla sacralità dei dollari.</p>



<p>“Il Qatargate ha squarciato un velo sull’influenza delle lobby a Bruxelles (grazie all’inchiesta belga, non interna alle istituzioni europee)&nbsp;[…]. Lo scandalo di corruzione rivela molto del Qatar, ma anche delle pratiche delle lobby e della corruzione nella Ue. Già nel 1998, la Commissione guidata da Jacques Santer era stata obbligata a dimettersi in blocco per le accuse di corruzione”. (fonte <a href="https://ilmanifesto.it/lobbisti-di-tutta-europa-unitevi-la-carica-dei-40mila">Il Manifesto</a>)&nbsp;</p>



<p>Molto diffuso, inoltre, il meccanismo delle “porte girevoli” che permette il riciclo delle cariche apicali delle multinazionali e degli enti governativi europei. Pensiamo, ad esempio, al nostrano Mario Draghi che è stato vicepresidente di Goldman Sachs per l&#8217;Europa dal 2002 al 2005 e successivamente, sempre nel 2005, venne nominato&nbsp;governatore della Banca d&#8217;Italia e quindi della Banca centrale europea per diventare successivamente Primo Ministro italiano. Sorte inversa per l’ex presidente della Commissione Europea José Barroso, passato dopo la scadenza del mandato a lavorare per Goldman Sachs.</p>



<p>Dopo Washington, in effetti, Bruxelles è la patria dei lobbisti. Nel registro ufficiale imposto per “trasparenza” si contano circa 12.500 lobbisti che gravitano attorno alle istituzioni europee perché retribuiti dalle grandi multinazionali o da gruppi di potere per esercitare pressioni sugli euroburocrati. Secondo Transparency International il numero verosimile di lobbisti in Europa è più vicino ai 40mila addetti.</p>



<p>SOMO, un centro di ricerca sulle società multinazionali attivo dal 1973, ha redatto uno studio nel 2023 relativo all’impatto che la pandemia ha avuto sul fatturato delle grandi aziende farmaceutiche e sul meccanismo che partendo dai fondi pubblici per la ricerca genera profitti privati (<a href="https://www.somo.nl/pharmas-pandemic-profits/">Pharma’s Pandemic Profits</a>, febbraio 2023). Come si suol dire nel giornalismo investigativo…segui il denaro!</p>



<p>Il settore farmaceutico è uno dei settori commerciali globalmente più redditizi, quello che naviga più tranquillamente tra i marosi dei mercati anche perché gode del vento in poppa della paura delle persone che pur di guarire sono disposte a sottostare a qualunque condizione. Di fronte ad una malattia importante o solo alla paura di ammalarsi, chiunque è portato a non badare a spese per aver garantita la guarigione o l’immunità. Il farmaco è di fatto più costante e redditizio dell’energia e persino della speculazione finanziaria più audace.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXeJcvcJapGYpMvVofbgDdvvl4HJvOiZaxKZatHlEPXWSneDk3U4IMHQD5XI9zdGOC6Goy8JPAfNPSpno_fsrcUwBlNrTZuKSJrkp_gHqQz5CBMNLsGool76m_OG9cO2fjG_24xGxUlYVY4gS-35XT1fZ8fyVcYb73Wl5vDOi1sZjvqVGZQh3SI?key=NvJ8iJu6VGBjCPsxZtBK4A" alt=""/></figure>



<p class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-33bdd24eeac16c5310563ec4f122939b"><em>Grafico tratto dallo studio SOMO</em></p>



<p>La ricerca SOMO, che ha avuto luogo tra il 2021 e il 2022, ha rilevato un fatturato di oltre 90 miliardi di dollari provenienti dalla ricerca e dalla commercializzazione dei vaccini e dei medicinali contro il COVID-19. Le aziende farmaceutiche private hanno potuto ottenere questi utili straordinari grazie a decenni di ricerca finanziata da investimenti pubblici e da sovvenzioni per lo sviluppo e la produzione oltre che a decine di miliardi in accordi di acquisto anticipati (APA). Investimenti pubblici per generare profitti che dalle multinazionali passano ai loro azionisti privati anziché andare a beneficio del popolo.</p>



<p>I contratti di acquisto anticipato (Advance Purchase Agreements – APA) sono accordi per l&#8217;acquisto di vaccini ancora in fase di ricerca e sperimentazione. I governi investono risorse provenienti dalle tasse e dalle imposte pagate dai contribuenti per sovvenzionare la ricerca: attenzione, non quella dei laboratori universitari e statali ma quella dei grandi gruppi farmaceutici privati. Prima ancora che i farmaci siano stati approvati, quando ancora sono in fase di ricerca e sperimentazione, gli Stati anticipano risorse promettendone l’acquisto ed eliminando in tal modo qualsiasi rischio associato allo sviluppo e alla produzione di farmaci e vaccini. Durante la pandemia si è fatto qualcosa in più: non solo finanziamenti e pre-acquisti ma anche clausole di manleva che ponevano le grandi aziende private al sicuro da eventuali effetti avversi e dai relativi risarcimenti. L’Europa ha detto in sostanza a queste aziende private: ricercate con soldi pubblici, realizzate il vaccino, vendetelo e tenetevi i proventi e se qualcosa va storto saremo noi a pagare eventuali risarcimenti per danni ai cittadini attingendo dai soldi dei cittadini!</p>



<p>I finanziamenti governativi sono arrivati a cascata nei conti correnti dei sette maggiori produttori di farmaci: Pfizer, BioNTech, Moderna, Sinovac, AstraZeneca, Johnson &amp; Johnson e Novavax. Le risorse complessive anti-Covid, secondo il report di SOMO, ammontano ad un totale di almeno 5,8 miliardi di dollari, di cui 5 miliardi provenienti dagli Stati Uniti d’America.&nbsp;</p>



<p>Per lo sviluppo dei vaccini contro il coronavirus si sono utilizzati anche altri fondi precedentemente elargiti dai governi e i risultati di ricerche che per decenni si sono concentrate sullo sviluppo di tecnologie mRNA e vaccini contro l’HIV.</p>



<p>“Pfizer afferma di non aver accettato fondi governativi per sviluppare il suo vaccino, ma di aver beneficiato indirettamente di un finanziamento di 0,4 miliardi di dollari da parte del governo tedesco per sviluppare il vaccino Pfizer/BioNTech. Pfizer, in realtà, è stata anche pesantemente finanziata tramite&nbsp;APA, miliardi di anticipazioni sulle vendite future. Così, tutti i produttori di vaccini hanno tratto grandi profitti dagli APA. Secondo le fonti consultate dal report, l&#8217;importo totale che le aziende hanno ricevuto tramite gli APA ammontava a 86,5 miliardi di dollari, “una cifra difficile da definire e che potrebbe essere molto più alta perché aziende e governi non sono stati trasparenti. Per quanto è possibile stabilire, i contratti APA non imponevano alle aziende di restituire il denaro utilizzato per sviluppare e produrre vaccini, anche quando lo sviluppo falliva e il vaccino non veniva mai consegnato”. (<a href="https://www.somo.nl/pharmas-pandemic-profits/">Pharma’s Pandemic Profits</a>, p. 5)</p>



<p>Solo nel 2021 le vendite dei vaccini anti Covid-19 hanno generato un fatturato di 86 miliardi di dollari per un utile netto di 50 miliardi di dollari. Il margine di profitto su queste vendite è dunque pauroso, attestandosi intorno al 57%. Nonostante molti “intenditori” ed “esperti” da social network portino come prova della mancata speculazione durante la pandemia il fatto che i vaccini non produrrebbero abbastanza utili e quindi non sarebbero al centro delle mire produttive e speculative delle multinazionali farmaceutiche, i report e le ricerche hanno appurato che i vaccini anti-COVID-19 hanno totalmente infranto i già alti ed usuali profitti che si generano nella redditizia industria farmaceutica. Lo studio del SOMO, considerando quattro delle sette società che hanno realizzato profitti straordinari, Pfizer, BionTech, Moderna e Sinovac, ha stimato che i margini di profitto netti per il 2021 sono addirittura compresi tra il 62% e il 76%.</p>



<p>Segnaliamo un altro meccanismo di “mercato” molto interessante. Nonostante i ricchi finanziamenti e pre-acquisti conferiti alle Big Pharma dagli enti statali, il prezzo dei vaccini è stato stabilito a livelli tutt’altro che popolari. Inoltre, in previsione della fine della pandemia e della diminuzione delle forniture, lo stesso prezzo è balzato repentinamente. Se tra luglio 2020 e luglio 2022, il prezzo del vaccino Pfizer/BioNTech è aumentato da 19,9-24,4 dollari a 30,5 dollari per dose e il prezzo di Moderna da 16,5 a 26,4 dollari, nel 2023 i listini sono stati enormemente ritoccati e “<em>Pfizer, insieme alla tedesca BioNtech,&nbsp;venderà il suo vaccino a 120&nbsp;dollari per dose.&nbsp;Moderna&nbsp;a 129 dollari, Novavax a&nbsp;130 dollari.&nbsp;Cifre che sono&nbsp;dieci volte tanto rispetto ai primi vaccini immessi&nbsp;sul mercato. Certo, le nuove dosi includono una protezione per le nuove varianti, ma è difficile che questo giustifichi i super rincari. Il prezzo di produzione dei vaccini viene stimato&nbsp;in pochi dollari a dose</em><em>.&nbsp;Sempre utile non dimenticare che questi medicinali sono stati sviluppati soprattutto grazie&nbsp;ad ingenti finanziamenti pubblici,&nbsp;erogati in varia forma, che hanno pagato la prima fase dello sviluppo,&nbsp;quella più rischiosa&nbsp;da un punto di vista imprenditoriale poiché le spese sono ingenti e i risultati molto incerti</em>”. (fonte <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/09/13/maxi-rincari-per-i-vaccini-covid-almeno-120-dollari-a-dose-il-costo-di-produzione-per-le-case-farmaceutiche-e-di-pochi-dollari/7290473/">il Fatto Quotidiano</a>)&nbsp;</p>



<p>Questo dato è utile per sottolineare ancora una volta il fatto che i privati non hanno tanto a cuore la salute dei malati ma il livello di profitti che si riescono ad ottenere da un prodotto farmaceutico. Altra ragione per lottare contro il processo della privatizzazione della salute che è oramai una solida realtà del sistema in cui viviamo.</p>



<p>Seguendo lo stesso criterio di massimizzazione dei profitti, il meccanismo di mercato ha generato anche una disparità nella diffusione geografica dei vaccini. Mentre le organizzazioni governative parlavano della necessità di una forte accessibilità dei vaccini a livello globale, in base alle esigenze e indipendentemente dallo status economico, in realtà le cose sono andate molto diversamente. A fine 2021 solo il 3% della popolazione nei paesi poveri era stata vaccinata con almeno una dose, mentre, nello stesso periodo, nei paesi ricchi la fetta di popolazione vaccinata si attestava intorno al 60%. A fine 2022 nel Sud economico del mondo ci si è fermati al 28%. Leggendo questi dati, quale umanità e filantropismo dimostrano multinazionali e burocrazia mondiale?</p>



<p>È evidente che le aziende farmaceutiche hanno destinato vaccini e farmaci ai paesi ad alto reddito visto che venivano anticipatamente e comunque velocemente pagati, mentre molto a rilento è andata la distribuzione di vaccini a ‘prezzo di costo’ nei paesi poveri dai quali ci si aspettava l’incapacità di onorare le forniture. Il principio, dunque, che ha prevalso nelle dinamiche di mercato a livello globale non è stato certamente quello della pubblica incolumità ma unicamente quello del mero profitto. Anche in questo caso la divina mano invisibile equilibratrice dei processi economici non si è palesata.</p>



<p>I dati dello studio del centro di ricerche SOMO sono sostanzialmente confermati da uno studio del 28/04/2023 e commissionato dal Parlamento Europeo e dalla ‘Commissione speciale sugli insegnamenti da trarre dalla pandemia’ (COVI) ai docenti di Scienze della Finanza dell&#8217;Università di Milano, Massimo Florio, Simona Gamba e a Chiara Pancotti del Center of Industrial Studies, Csil. Il documento si intitola “<a href="https://www.europarl.europa.eu/committees/en/managing-public-and-private-investments-/product-details/20230428CAN69605">Mappatura degli investimenti pubblici e privati ​​a lungo termine nello sviluppo di vaccini anti-COVID-19</a>”.</p>



<p><em>“Anche se di solito ci vuole un decennio o più, i primi vaccini per le nuove malattie sono stati sviluppati in meno di 12 mesi: al 3 febbraio 2021, c’erano 289 vaccini sperimentali contro il COVID-19 in fase di sviluppo, di cui 20 nella fase 3 dei test clinici. (Wouters, 2021). A marzo 2021, meno di un anno dopo che la pandemia aveva colpito i paesi europei, nell’Unione europea erano state somministrate più di 34 milioni di dosi, numero che aumenterà rapidamente nelle settimane successive (all’inizio di aprile 2021, 74 milioni di dosi erano state somministrate nell’UE, e un anno dopo più di 844 milioni di dosi). Questi straordinari risultati sono stati raggiunti grazie a due fattori decisivi: a) più di due decenni di ricerca di base e, b) agli ingenti investimenti da parte di una serie di finanziatori nel periodo della pandemia. Per entrambi questi aspetti è stato fondamentale un forte coinvolgimento del settore pubblico. In effetti, la ricerca di base e lo sviluppo in fase iniziale sono spesso sostenuti dal settore pubblico (vedi, tra gli altri, Galkina et al., 2018)”. (op. cit., p. 9)</em></p>



<p>I dati resi disponibili dall’Europa ai professori milanesi portano a dire che dal 2020, inizio della pandemia, ai primi mesi del 2022, i fondi esterni&nbsp;utilizzati per la ricerca e sviluppo dei vaccini (fondi governativi, ma anche di enti filantropici, terzi privati, partenariati internazionali pubblico-privato e banche multilaterali di sviluppo)&nbsp;ammontavano a circa 9 miliardi di euro a cui si sommano circa 21 miliardi di euro di APA. Gli investimenti delle aziende private in ricerca e sviluppo, invece, si stimano intorno ai 4 o 5 miliardi di euro. Dunque, la parte pubblica ha messo a disposizione oltre l’80% del totale dei fondi utilizzati. La massa dei finanziamenti pubblici si suddivide in sovvenzioni a fondo perduto per il 27%, prestiti per lo 0,6% e APA per il 54% per un totale dell’81,6%. I restanti fondi (18,4%) sono stati forniti da enti filantropici, società private terze, partenariati pubblico-privati ​​e dalla Banca europea per gli investimenti (BEI).&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXeNQITyZukFWn-MRRbK3qqtWn7Hw73AGNKjmCUrZl1V0t19VQZbhBBZzDO8-PF4m4U7Npw9rau9DBQb-Uobt34zDdEwLjRZZdJv57DOHQjK9UpZggBPnITyLxVPy5wzI8ImZ6G6-Y3FqaWj0GKQcJlqQeRdN5w2U0VY_hMd?key=NvJ8iJu6VGBjCPsxZtBK4A" alt=""/></figure>



<p>Anche lo studio europeo arriva alla conclusione che il finanziamento pubblico diretto e indiretto alla produzione dei vaccini “ha notevolmente ridotto i rischi degli investimenti aziendali […]&nbsp;e di conseguenza ha aumentato i rendimenti per gli investitori, in particolare per quelle aziende che non hanno affermato di fissare il prezzo della dose in base ai costi. Gli APA hanno svolto un importante ruolo di riduzione del rischio, spostando parte del rischio dalle aziende private al settore pubblico e [&#8230;] hanno consentito alle aziende di pianificare meglio la propria capacità produttiva e logistica”. (op. cit. p. 10)</p>



<p>Marginale il ruolo dell’UE nel finanziamento della fase di Ricerca &amp; Sviluppo dei vaccini dove gli Stati Uniti hanno pesato per un 78% delle risorse complessive. L’Europa invece è intervenuta, come abbiamo già visto, molto pesantemente con i contratti di acquisto anticipato (APA).&nbsp;</p>



<p>Oltre ai finanziamenti diretti e ai preacquisti degli enti pubblici e statali, l’industria farmaceutica privata da decenni si avvale delle acquisizioni scientifiche fatte grazie a finanziamenti pubblici e laboratori universitari e ospedalieri. Per lo sviluppo sia del vaccino Moderna che di quello Pfizer-BioNTech (vedi Lalani et al.&nbsp; 2021) si sono avvalsi di due decenni di ricerca da parte di enti pubblici e no-profit sulla tecnologia dell’mRNA. Anche per i vaccini basati su vettori virali, ad esempio AstraZeneca, l’industria ha utilizzato la precedente ricerca fatta presso l’Università di Oxford.&nbsp;</p>



<p>Analizzando il trend degli ultimi decenni, lo studio che stiamo esaminando afferma che solo con l’emergenza Covid l’industria farmaceutica ha invertito la scelta di un sostanziale disinvestimento nella ricerca sulle malattie infettive e sul relativo sviluppo di vaccini. Le Big Pharma si sono buttate nella lotta per lo sviluppo record del vaccino anti COVID-19 solo quando si sono decisi finanziamenti pubblici che hanno, come dicevamo, di fatto annullato gran parte del rischio d’impresa. Questa evidenza si accompagna negativamente al sistema dei brevetti per cui le industrie private del farmaco possono attingere gratuitamente alle acquisizioni scientifiche della ricerca finanziate principalmente con denaro pubblico per poi brevettarne il risultato finale condensato nel farmaco o nel vaccino. L’esempio portato dallo studio è quello del sequenziamento fatto in Cina del genoma del SARS-CoV-2 e subito reso pubblico; sequenziamento che poi è servito come base per arrivare alla nascita dei vaccini. Questa è la ricetta indigesta che pone nello stesso piatto la ricerca finanziata dal pubblico, i finanziamenti degli enti governativi a fondo perduto e i preacquisti alle aziende private che alla fine decidono di brevettare e vendere la pietanza così assemblata al prezzo che più gli aggrada senza alcun ritorno per le casse statali.</p>



<p><em>“È necessario un nuovo quadro politico per evitare che la futura scienza dei vaccini, sostenuta dai contribuenti, venga completamente privatizzata senza alcuna garanzia in materia di diritti di proprietà intellettuale (DPI), distribuzione equa e prezzi accessibili. Durante la pandemia i negoziati si sono svolti sotto pressione e in un contesto di asimmetria informativa. Il panorama attuale consentirebbe invece accordi più equi tra fornitori e beneficiari dei fondi, inclusa la possibilità che i diritti di proprietà intellettuale e il potere di concessione di licenze siano attribuiti, in tutto o in parte, alle istituzioni pubbliche che hanno sostenuto la ricerca e lo sviluppo. Gli accordi con le aziende dovrebbero essere stipulati in modo molto più trasparente, in un quadro giuridico più stabile, al fine di offrire linee guida chiare alle parti interessate e responsabilità nei confronti dei cittadini”. (op. cit. </em><a href="https://www.europarl.europa.eu/committees/en/managing-public-and-private-investments-/product-details/20230428CAN69605">Mappatura degli investimenti pubblici e privati ​​a lungo termine nello sviluppo di vaccini anti-COVID-19</a>).</p>



<p>Secondo i ricercatori il COVID-19 non è stato vinto ma ci avremo ancora a che fare per molto tempo a causa delle sue mutazioni. Sono necessari altri studi e forti investimenti, capire le reali dinamiche e le cause delle pandemie per combatterle alla radice piuttosto che limitarsi a lenirne gli effetti. Non dovrebbe essere più possibile per le multinazionali, ma qui le lobby del farmaco non sarebbero d’accordo, accampare diritti di proprietà intellettuale senza tenere in debito conto dell’impatto dei fondi pubblici e dei preacquisti su tutto il processo. Anche sulle politiche dei prezzi e della distribuzione dei farmaci dovrebbero tener conto dei precedenti investimenti e sostegni pubblici in ricerca e sviluppo.&nbsp;</p>



<p><em>“Si dovrebbe elaborare un quadro normativo e normativo favorevole. Dovrebbe essere perseguito un ambiente infrastrutturale per le sperimentazioni cliniche condotte all’interno dell’UE.&nbsp;Nel breve termine, il disegno e il ruolo di HERA dovrebbero essere rivisti&nbsp;per garantire che possa diventare un ente autonomo con un proprio budget. Come suggerito da uno studio STOA (Florio&nbsp;et al&nbsp;., 2021),&nbsp;nel lungo periodo, la creazione di un’infrastruttura paneuropea di ricerca e sviluppo e di un’organizzazione di fornitura incentrata sulle minacce e sulle aree di ricerca e sviluppo che sono sottoinvestite nell’attuale modello di business dovrebbe essere considerato.&nbsp;L’infrastruttura dovrebbe avere le dimensioni di bilancio e l’ambizione scientifica degli NIH statunitensi ed essere dotata di capacità di ricerca e sviluppo interne, con uno sforzo congiunto delle istituzioni dell’UE e degli Stati membri”. (Ibidem)</em></p>



<p>Se non possiamo non essere d’accordo con l’istituzione di una struttura pubblica capace di monitorare l’intero processo e magari dar vita ad una ricerca autonoma intorno alla pandemie e alle malattie in generale; se non possiamo non essere d’accordo sul ritorno nelle mani pubbliche della salute dei cittadini europei e del mondo intero, sul primato della politica sul mercato, non possiamo essere d’accordo sulla individuazione della soluzione nel modello americano che genera queste conseguenze e non riesce a bloccare, anzi sta alla base dell’intero meccanismo di accumulazione di extraprofitti nelle tasche dei privati azionisti della multinazionali del farmaco. In questo senso non possiamo che sottolineare nuovamente l’unica soluzione sensata: finanziare la ricerca scientifica nel campo della salute e mantenere un forte controllo pubblico sulla produzione e distribuzione dei farmaci affinché sia assolutamente bandita la possibilità di fare profitti sulla vita stessa delle persone.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-b7b7608b2ec710f5a2b11ac684de7461"><strong>ALLEGATO</strong></p>



<p><em>Visto il recente ritiro del vaccino Oxford/Astrazeneca, proponiamo una delle schede incluse nello studio commissionato dal Parlamento Europeo per avere una traccia che orienti il nostro approfondimento relativo alla relazione tra finanziamento pubblico e profitto privato.&nbsp;</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">SCHEDA&nbsp;RIASSUNTIVA​​</h3>



<p><strong>ASTRAZENECA</strong>‌‌</p>



<p>L&#8217;azienda ha preferito non commentare questa Fiche né informazioni di pubblico dominio</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXeyX-a3r2yxIE4wkmNliXlzn-YBInKCIG6e3cJcyEJr-GXutzs5jH7mUBcM73SXztH0r0HCCmzN0GPzNfgpRmz13PrjOD05Boqh8uDbrhAlVrtdLyv-a8gJHkE4ptDe8JhUX-kwAAjEGN_eyg7r4xbkUkwIoM4X0CBVpOOiYRSmBZx4Q3Iodyw?key=NvJ8iJu6VGBjCPsxZtBK4A" alt="Immagine"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading">INFORMAZIONI CHIAVE</h3>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Nome</td><td>AstraZeneca plc</td></tr><tr><td>Sede centrale</td><td>Cambridge, Inghilterra, Regno Unito</td></tr><tr><td>Anno di fondazione</td><td>1999</td></tr><tr><td>Tipo di azienda</td><td>Società per azioni</td></tr><tr><td>Elencato</td><td>LSE: AZN</td></tr></tbody></table></figure>



<p><img loading="lazy" decoding="async" alt="Immagine" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXf8WLUsc7R9o9lvBKEBZqDCb7y8pKQZt6ZjNxY4NpUMbFRgvJsxHnKOvV2uqGLOmnDIwV-zMJnkBgDz2PySrpbqkQts1hXgMCRyFJS-ZlEN3XTZocWpBDncWgttSmF9EhJR-DHbrAaAbhfoA6yiyGyWxYTpeOnWdsdr6siVRl04HS2UFt73YNM?key=NvJ8iJu6VGBjCPsxZtBK4A" width="17" height="15">&nbsp;<strong>PRODOTTI E FATTURATO (MILIONI £)</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Portafoglio prodotti</td><td>Oncologia, biofarmaceutica, cardiovascolare, renale, metabolismo, respiratoria e immunologia, vaccini, malattie rare</td><td><a href="https://www.astrazeneca.com/our-therapy-areas/pipeline.html">Sito web</a></td></tr><tr><td>Entrate (utile netto) 2019</td><td>19114 (+1046)</td><td>Relazione finanziaria</td></tr><tr><td>Entrate (utile netto) 2020</td><td>21518 (+2492)</td><td>Relazione finanziaria</td></tr><tr><td>Entrate (utile netto) 2021</td><td>27509 (+81)</td><td>Relazione finanziaria</td></tr></tbody></table></figure>



<p><img loading="lazy" decoding="async" alt="Immagine" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXexiZsKWPyY6Aishmx5l7zfw9hP7gskv0-y5J598dRaLZAkaOwN5L9YpHMKJEhi4XNtECAEus34hDnvnMVWu-lQCfYKidN8yA5RP7QJH7wuZf7KV-FVvsuVznD9EbDrdPYD175KAYunxgl2-jVbD93JW8-J7sK-qZSLTlmNwlQ3THrx4ITzGmU?key=NvJ8iJu6VGBjCPsxZtBK4A" width="17" height="15">&nbsp;<strong>VACCINO CONTRO IL COVID-19</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Nome</td><td>Vaxzevria o vaccino COVID-19 AstraZeneca</td></tr><tr><td>Tipo</td><td>Vettore virale</td></tr><tr><td>Stato dell&#8217;EMA</td><td>Approvato</td></tr><tr><td>Data della richiesta di autorizzazione</td><td>01/2021</td></tr><tr><td>Data dell&#8217;autorizzazione all&#8217;immissione in commercio condizionata da parte dell&#8217;EMA</td><td>29/01/2021</td></tr><tr><td>Data dell&#8217;autorizzazione all&#8217;immissione in commercio standard dell&#8217;EMA</td><td>31/10/2022</td></tr><tr><td>Data dell&#8217;autorizzazione all&#8217;immissione in commercio da parte della FDA</td><td>/</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXc0_vpN4BhGHDt1-bKL7v2iWwWPrtCzpZ2NMOo6Gyr_3pOOb9Vy1BJKbrrkMw64KatW-gCQvTh6FcMIvFCNmLt2qGaORGj8B0Qd6C4RvwT3vOa5OS-_neu_80Qb--94RldsF6DWp_VNamCg2Q_-eb281oZjDOvKGxaSAfBaLoLi8rUpE2M4ZKw?key=NvJ8iJu6VGBjCPsxZtBK4A" alt="Immagine"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading">FONTI DI FINANZIAMENTO ESTERNE</h3>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td colspan="5">FINANZIAMENTI PER R&amp;S + CAPACITÀ PRODUTTIVA</td></tr><tr><td>Data</td><td>Finanziatore</td><td>Importo (milioni di dollari)</td><td>Tipologia</td><td>Fonte</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td></td><td></td><td></td><td></td><td></td></tr><tr><td>04/2020</td><td>CEPI</td><td>384</td><td>Finanziamenti per ricerca e sviluppo</td><td><a href="https://cepi.net/research_dev/our-portfolio/">Portafoglio CEPI</a></td></tr><tr><td><br>10/2020</td><td><br>governo degli Stati Uniti</td><td><br>1600</td><td><br>Finanziamento diretto (R&amp;S+produzione)</td><td><a href="https://www.medicalcountermeasures.gov/app/barda/coronavirus/COVID19.aspx">BARDA in espansione</a><a href="https://www.medicalcountermeasures.gov/app/barda/coronavirus/COVID19.aspx">Portafoglio&nbsp;di contromisure mediche COVID-19</a></td></tr></tbody></table></figure>



<p><strong>Nota:&nbsp;</strong>la tabella non comprende i finanziamenti erogati all&#8217;Università di Oxford dal governo del Regno Unito, per un totale di circa 77 milioni di euro.</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td colspan="7">CONTRATTI DI ACQUISTO ANTICIPATO (APA)</td></tr><tr><td><br>Data</td><td><br>Finanziatore</td><td>Numero di dosi</td><td>Prezzo per dose</td><td>Importo (milioni)</td><td><br>Tipologia</td><td><br>Fonte</td></tr><tr><td><br>08/2020</td><td><br>governo degli Stati Uniti</td><td><br>mancante</td><td><br>Mancante</td><td><br>1200 $</td><td><br>APA</td><td><a href="https://www.reuters.com/article/us-health-coronavirus-eu-vaccine-price-idUKKBN25N25X">Guarascio, 2020, l&#8217;UE paga&nbsp;336 milioni di euro per garantire il potenziale&nbsp;vaccino anti-COVID-19&nbsp;di AstraZeneca</a></td></tr><tr><td><br>08/2020</td><td><br>Governo del Regno Unito</td><td><br>mancante</td><td><br>Mancante</td><td><br>65,5£</td><td><br>APA</td><td><a href="https://www.reuters.com/article/us-health-coronavirus-eu-vaccine-price-idUKKBN25N25X">Guarascio, 2020, l&#8217;UE paga&nbsp;336 milioni di euro per garantire il potenziale&nbsp;vaccino anti-COVID-19&nbsp;di AstraZeneca</a></td></tr><tr><td><br>2020</td><td><br>Unione Europea</td><td><br>300milioni</td><td><br>2,90 euro</td><td><br>870 euro</td><td><br>APA</td><td><a href="https://commission.europa.eu/sites/default/files/commission-decision-implementing-advance-purchase-agreements-covid-19-vaccines.pdf">Contratti di acquisto anticipati per&nbsp;i vaccini&nbsp;anti-Covid-19</a></td></tr></tbody></table></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2024/11/06/le-big-pharma-e-i-finanziamenti-pandemici-covid-19/">Le Big Pharma e i finanziamenti pandemici Covid-19</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La politica sanitaria europea: azzerare i debiti di bilancio aumentando la mortalità</title>
		<link>https://www.malanova.info/2024/08/01/la-politica-sanitaria-europea-azzerare-i-debiti-di-bilancio-aumentando-la-mortalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2024 09:32:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA E FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La difficile situazione della Sanità italiana colpisce anche altri Stati europei in una morsa che pare proprio derivare da una strategia ideologico-politica ben precisa che si chiama privatizzazione. Secondo l&#8217;Oms, nel 2021, in piena pandemia, in tutto il mondo mancavano sei milioni di infermieri.&#160; &#160;“Gli infermieri e le infermiere sono la spina dorsale del nostro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2024/08/01/la-politica-sanitaria-europea-azzerare-i-debiti-di-bilancio-aumentando-la-mortalita/">La politica sanitaria europea: azzerare i debiti di bilancio aumentando la mortalità</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La difficile situazione della Sanità italiana colpisce anche altri Stati europei in una morsa che pare proprio derivare da una strategia ideologico-politica ben precisa che si chiama privatizzazione.</p>



<p>Secondo l&#8217;Oms, nel 2021, in piena pandemia, in tutto il mondo mancavano sei milioni di infermieri.&nbsp;</p>



<p>&nbsp;“<em>Gli infermieri e le infermiere sono la spina dorsale del nostro sistema sanitario</em>”, disse durante la pandemia il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, nello stesso momento in cui la realtà italiana manifestava l’assurdità di strutture private convenzionate che chiudevano alla disponibilità di intervenire per l’emergenza Covid mentre quelle pubbliche annaspavano essendo a corto di personale per rispondere positivamente all’emergenza.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-408d3cd8fe95653675bf7b95f52e9603"><strong><em>Un po’ di numeri</em></strong></p>



<p>Nel 2020 la media europea si attestava a 8,3 infermieri ogni mille abitanti.&nbsp;Mentre in Finlandia si può fare affidamento su 13,6 infermieri ogni mille abitanti, in Irlanda il dato scende a 12,8 mentre è quasi dimezzato in Italia 6,3 e 6,1 in Spagna, fino a scendere sotto i 5 infermieri in Polonia e Bulgaria. Il fanalino di coda è la Grecia con 3,4 infermieri per mille abitanti, dato che risentiva del trattamento iperliberista dei tagli lineari imposti dall’Unione Europea. Si ritiene che negli ultimi anni sia scomparso il 25 per cento dei posti di lavoro infermieristici in Grecia. Il dato fa tremare le vene ai polsi e nello stesso tempo evidenzia l’estremo cinismo con cui la governance europea tratta le materie economiche. Il ciclo di&nbsp;<em>austerity</em>&nbsp;sotto il controllo della Troika ha portato la Grecia a dover rispettare impegni molto duri terminati nel 2022. Come sottolineato dal primo ministro Kyiriakos Mitsotakis, il popolo greco &#8211; per colpe non sue ma dei suoi governi &#8211; ha sopportato&nbsp;tasse alte, tagli a salari e pensioni, all’istruzione pubblica e soprattutto alla sanità.</p>



<p><em>“Carenza di farmaci e presidi medico-sanitari, mancanza di medici e infermieri&nbsp;negli ospedali, strumentazioni diagnostiche non adeguate. A pagare la crisi della Grecia è anche il suo sistema sanitario – che in questi sette anni sembra conoscere solo tagli – e, ovviamente, i suoi cittadini. Quelli che in questi anni hanno perso il lavoro hanno perso anche l’assicurazione sanitaria: le stime ne contano oltre 2,5 milioni. In aumento anche la depressione, i suicidi e la diagnosi fai-da-te. Non ultimo, i medici che emigrano all’estero perché’ in patria non hanno più prospettive. È un quadro a tinte fosche quello che tratteggia al ‘Sir’ Nikolaos Platanisiotis, presidente dell’Associazione medica del Pireo, una delle più grandi e importanti associazioni mediche greche composta da 4mila medici attivi sia nella sanità pubblica che in quella privata. […] Mancano personale, farmaci e attrezzature diagnostiche. In passato è successo anche che molti nosocomi restassero senza pasti per i ricoverati e senza medicine, acquistate direttamente dai parenti per poter consentire le cure necessarie. In altri casi la mancanza di strumentazioni ha richiesto il rinvio di operazioni chirurgiche”.<a href="#_ftn1" id="_ftnref1"><strong>[1]</strong></a></em></p>



<p>Parlavamo del cinismo dell’Unione Europea che come una matrigna guarda all’economia solo nel verso dei puri numeri che compongono i bilanci nazionali senza leggere in controluce cosa quei numeri significano per la vita delle persone.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-386677a392af3f9c42582bf7b3570144"><strong><em>Una guerra salariale paneuropea</em></strong></p>



<p>Visti i continui disinvestimenti nel settore sanitario, medici ed infermieri sono in continuo vagare alla ricerca di un salario dignitoso in quegli Stati dove questo è ancora garantito.</p>



<p><em>“Gli ospedali olandesi cercano infermieri soprattutto in Spagna. Paloma Garzón Aguilar, infermiera spagnola di 25 anni, studia intensamente la lingua neerlandese da quasi due mesi con l’obiettivo di cominciare a lavorare nel paese a partire dalla prossima primavera.&nbsp;Paloma ha raccontato a&nbsp;El Confidencial&nbsp;che in Spagna non riusciva a far quadrare i conti, dunque ha deciso di lasciare la sua città in Castilla-La Mancha. La ragazza ha trovato su internet una società olandese, Eduployment, che offre agli infermieri stranieri non soltanto corsi di lingua ma anche posti di lavoro a tempo pieno […] Secondo i dati pubblicati dall’Associazione degli infermieri spagnoli, nel 2023 gli infermieri emigrati in un altro paese sono stati 1.473, nonostante nel paese il tasso di disoccupazione nel settore sia pari a zero”.<a href="#_ftn2" id="_ftnref2"><strong>[2]</strong></a>&nbsp;</em></p>



<p>In Ungheria più di mille medici e quasi duemila infermieri lasciano il sistema sanitario nazionale ogni anno. Questo esodo crea una grossa carenza nelle strutture sanitarie che sono costrette ad assumere reclutando in paesi come l’Ucraina, la Serbia e addirittura arrivando fino all’India e alle Filippine.&nbsp;Non è notizia recente il reclutamento di medici cubani attivato dalla Regione Calabria per bypassare i costi stellari dei medici provenienti dalle cooperative<a href="#_ftn3" id="_ftnref3">[3]</a>.</p>



<p>In Bulgaria mancano almeno 29mila infermieri.&nbsp;“Secondo un sondaggio condotto dall’associazione di settore, in Bulgaria oltre metà degli infermieri lavora tra le 41 e le 80 ore la settimana (inclusi i secondi lavori). I salari nel settore pubblico variano tra i 1000 e i 1.500 lev (circa 510-770 euro).<a href="#_ftn4" id="_ftnref4">[4]</a></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-efd78e2289fbea540cf50234617140f4"><strong><em>Un servizio sanitario al collasso</em></strong></p>



<p>Il rapporto tra medici, infermieri e posti letto non è solo un dato statistico. Gli studi effettuati in tutto il mondo non fanno altro che confermare un dato in realtà abbastanza evidente: i pazienti ospitati in strutture con una forte carenza di personale presentano un tasso di mortalità superiore rispetto agli altri.</p>



<p>Inoltre la domanda di servizi sanitari è incomprimibile per cui se non trovi soluzione nell’assistenza pubblica o non ti curi o traslochi in quella privata. Così, una fetta sempre più rilevante della popolazione a reddito medio-basso ha praticamente rinunciato a curarsi e solo una parte della popolazione, quella con reddito medio-alto, può permettersi di saltare le file pagando la prestazione in una clinica privata.&nbsp;</p>



<p>Sempre più utilizzate sono, inoltre, le polizze di assicurazione che hanno cominciato a prendere piede dopo l’entrata in vigore del “<em>Job Acts</em>” che prevede la deducibilità delle polizze di&nbsp;<em>“sanità integrativa</em>”. Un altro tassello verso il modello privatistico statunitense che in qualche modo tutela i lavoratori dipendenti mentre lascia senza copertura partite Iva (spesso sfruttamento mascherato da lavoro autonomo) e disoccupati.</p>



<p>Sempre di più, dunque, la linea di tendenza politica richiama le varie ‘gambe’ del sistema sanitario: non solo il pubblico ma anche il “privato accreditato” ed il “privato-privato”. I Governi che si sono succeduti nel nostro paese hanno mantenuto per il settore una sostanziale “continuità”&nbsp;di politiche portando scientemente il SSN all’implosione.</p>



<p>Nell’ultima “riforma”, inserita nel progetto complessivo dell’Autonomia differenziata,&nbsp;la tutela della salute è diventata “<em>competenza concorrente</em>” tra Stato e Regioni: lo Stato, attraverso il Piano Sanitario Nazionale, stabilisce i LEA, le Regioni e le Provincie Autonome, in piena autonomia, programmano e gestiscono la sanità sui loro territori, mentre le Aziende Sanitarie, pubbliche e private “<em>accreditate</em>”, forniscono i servizi ai cittadini.</p>



<p>Questo lo schema futuribile di una Sanità che vede un continuo decremento, dopo il periodo emergenziale pandemico, degli investimenti.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-full wp-duotone-purple-yellow"><img loading="lazy" decoding="async" width="643" height="260" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/08/image.png" alt="" class="wp-image-10690" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/08/image.png 643w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/08/image-300x121.png 300w" sizes="auto, (max-width: 643px) 100vw, 643px" /></figure>



<p>Il progetto politico dell’Autonomia differenziata sembra, dunque, analogo a quello dello scarica barile finanziario che ha già colpito gli enti locali come i Comuni: aumento dell’autonomia e delle deleghe con diminuzione del budget complessivo.</p>



<p>L’approccio economicista dell’Unione Europea sul bilancio degli Stati membri e sul sistema sanitario in particolare, ha innescato una tendenza aziendalistica della gestione dei servizi sanitari per cui il rispetto “<em>di vincoli di bilancio prevale su criteri di valutazione fondati sulla necessità e l’appropriatezza delle prestazioni per la tutela della salute dei cittadini e che, di conseguenza, pone il medico in posizione subordinata rispetto ai responsabili economico-finanziari della sanità. Il contenimento della spesa come obiettivo primario ha generato il perverso spostamento del costo di una parte non irrilevante di prestazioni appropriate dal bilancio pubblico ai budget privati delle famiglie, creando il presupposto di una sanità differenziata per capacità economica”</em>.<a href="#_ftn5" id="_ftnref5">[5]</a></p>



<p>In conclusione: Autonomia differenziata a finanziamento decrescente e aziendalizzazione della Sanità pubblica &#8211; con una spinta politica cosciente, continua e determinata verso la privatizzazione sanitaria – sta producendo una forte discriminazione tra cittadini con la polarizzazione delle prestazioni sanitarie: ottime per i ricchi, pessime per i poveri.</p>



<div style="height:58px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-e7e2240395912ced7c9515470bd03167"><strong>NOTE:</strong></p>



<p><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> <a href="https://www.ordineinfermieribologna.it/2017/grecia-con-la-crisi-sistema-sanitario-a-picco.html">https://www.ordineinfermieribologna.it/2017/grecia-con-la-crisi-sistema-sanitario-a-picco.html</a></p>



<p><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> <a href="https://www.balcanicaucaso.org/aree/Europa/Europa-infermieri-sempre-piu-rari-e-contesi-232407">https://www.balcanicaucaso.org/aree/Europa/Europa-infermieri-sempre-piu-rari-e-contesi-232407</a></p>



<p><a href="#_ftnref3" id="_ftn3">[3]</a> Qui un’inchiesta fatta da Report sul tema: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=OvSlsHCpxdk">https://www.youtube.com/watch?v=OvSlsHCpxdk</a></p>



<p><a href="#_ftnref4" id="_ftn4">[4]</a> Ibidem</p>



<p><a href="#_ftnref5" id="_ftn5">[5]</a> Report Censis 2024, <a href="https://www.censis.it/sites/default/files/downloads/SINTESI%20DEI%20PRINCIPALI%20RISULTATI%20DEL%20RAPPORTO%20FNOMCEO%20CENSIS.pdf">https://www.censis.it/sites/default/files/downloads/SINTESI%20DEI%20PRINCIPALI%20RISULTATI%20DEL%20RAPPORTO%20FNOMCEO%20CENSIS.pdf</a></p>
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		<title>DIRITTO ALLA SALUTE: UN SUD SEMPRE PIÙ DIPENDENTE DAL NORD</title>
		<link>https://www.malanova.info/2024/02/27/diritto-alla-salute-un-sud-sempre-piu-dipendente-dal-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 09:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appunti sull’ultimo rapporto Svimez  Oggi è il turno di flexman ma durante la pandemia gli eroi cui era stata conferita la corona d’alloro dal media collettivo a reti unificate erano gli infermieri e i medici. Per non parlare di infettivologi, epidemiologi e tuttologi del mondo medico di tutte le risme che spopolavano in tv e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Appunti sull’ultimo rapporto Svimez </strong></p>



<p>Oggi è il turno di flexman ma durante la pandemia gli eroi cui era stata conferita la corona d’alloro dal media collettivo a reti unificate erano gli infermieri e i medici. Per non parlare di infettivologi, epidemiologi e tuttologi del mondo medico di tutte le risme che spopolavano in tv e sulla carta stampata. L’impatto virale aveva mostrato il nervo scoperto di una sanità sempre più privata (soprattutto in Veneto e Lombardia) incapace di dare risposta immediata alle esigenze straordinarie di quella fase. I posti convenzionati con la Regione c’erano ma non erano disponibili all’accoglienza dei malati di Covid (per ulteriori approfondimenti sul tema si rimanda alla <a href="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2021/01/Rivista-MALANOVA-n.2_speciale-sanita_def.pdf">nostra monografia</a>).</p>



<p>Passato il santo, passata la festa! Oggi che la situazione pandemica è notevolmente migliorata, mentre ci prepariamo secondo gli esperti di Davos all’epidemia del futuro che sarà prodotta da un certo virus X, O.S.S., infermieri e medici sono ritornati nella zona grigia, dimenticati dalla storia. La guerra in Ucraina ed una pletora di progettini inutili finanziati tramite i fondi del PNRR, risultano più importanti della sanità pubblica. Di assunzioni di massa, di costruzione di nuovi ospedali o di modernizzazione di quelli esistenti, non si parla più.</p>



<p>Fresco di stampa, l’1 Febbraio u.s. è apparso un report dello Svimez che ci aggiorna sullo stato dell’arte della sanità pubblica, con particolare riferimento al divario tra il nord ed il sud del paese. In un tempo di autonomia differenziata, anche i dati sembrano diversificarsi tra le diverse aree geografiche: <em>I divari territoriali sono aumentati in un contesto di generalizzata debolezza del Sistema Sanitario Pubblico italiano che, nel confronto europeo, risulta sottodimensionato per stanziamenti di risorse pubbliche (in media 6,6% del PIL contro il 9,4% di Germania e l’8,9% di Francia), a fronte di un contributo privato comparativamente elevato (24% della spesa sanitaria complessiva, il doppio di Francia e Germania). Da un lato, il bilancio nazionale della sanità non copre integralmente il costo dei LEA, quelle prestazioni e servizi che dovrebbero essere offerti in quantità e qualità uniformi in tutto il territorio nazionale. Dall’altro, la distribuzione regionale delle risorse, basata su dimensione e struttura per età della popolazione, non rispecchia gli effettivi bisogni di cura e assistenza dei diversi territori, condizionati anche da fattori socio-economici non contemplati nei criteri di riparto</em> (Svimez, <em>I divari Nord-Sud nel diritto alla Salute</em>, p. 2).</p>



<p>Un sistema sanitario, dunque, che soffre di mancanza di finanziamenti ed è inoltre sbilanciato verso il settore privato. <a href="https://www.malanova.info/2024/02/13/salute-scenari-globali-tra-pubblico-e-privato/">Scrivevamo pochi giorni fa</a> su questo tema prendendo spunto proprio dalle recenti aperture di Pronto Soccorso e Medici di Base privati.&nbsp;</p>



<p>I dati riferiti ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) non fanno che rispecchiare in maniera freddamente statistica l’esperienza quotidiana dei cittadini del Sud costretti a continui pellegrinaggi sanitari verso i santuari ospedalieri del nord per sperare non tanto nel miracolo della guarigione ma almeno in quello di una relativa celerità nell’espletamento degli esami laboratoriali. Per gli esami di routine, infatti, ci si rivolge al privato visti i lunghissimi tempi di attesa nel pubblico, ma per esami più complessi non c’è che il ricovero nelle strutture settentrionali. Per le patologie oncologiche il 43% di cittadini Calabresi decide di farsi ospitare dai parenti precedentemente emigrati al nord per questioni lavorative e trovare così un ‘aggancio’ per essere curati a livelli accettabili.</p>



<p>Nel complesso, il finanziamento al Sistema Sanitario Nazionale italiano (6,6% del PIL) tra il 2010 ed il 2019 è molto al di sotto delle nazioni europee trainanti, Francia e Germania (8,9% e 9,4%). A parte il leggero aumento relativo agli investimenti causa Covid del 2022, le previsioni 2024-2026 parlano di un ulteriore definanziamento dello 0,3% del PIL. La spesa pro-capite nel 2022 è stata di 2.200€ in Italia contro i 5.085€ della Germania. Bisogna segnalare poi, all’interno della media italiana, un’importante forbice che vede una spesa pro-capite di 1.748 € in Calabria a fronte di una media di 2.495 € dell’Emilia Romagna.</p>



<p>Il 2010 per la Calabria è stato un anno fatidico. Per motivi di bilancio, il debito sanitario ammontava a quasi 900 milioni di euro, il Presidente della Regione Scopelliti, nonché Commissario della sanità calabrese, decideva di razionalizzare la spesa sanitaria. Nella sola provincia di Cosenza furono chiusi 9 ospedali: San Marco Argentano, Rogliano, San Giovanni in Fiore, Acri, Mormanno, Trebisacce, Cariati, Praia a Mare, Lungro. Molti altri presidi sanitari di prossimità venivano cancellati o depotenziati cancellando di fatto il diritto alla cura per vaste fette di popolazione. Per la grande provincia cosentina è rimasto praticamente solo il pronto soccorso dell’Ospedale di Cosenza, anch’esso in sofferenza per mancanza di personale. Di recente il governatore Occhiuto ha chiesto ausilio a medici provenienti da Cuba e meno costosi dei medici aderenti alle cooperative qui in Italia (Cfr. l’articolo “<a href="https://www.lacnews24.it/attualit/in-calabria-vietato-ammalarsi-viaggio-nelle-5-province_169496/">In Calabria vietato ammalarsi</a>”).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://lh7-us.googleusercontent.com/lXQQgUI4WGD4JXc7ItNeaw4tGxmKenmrFxfOW24jD5a6l3oizA5_9SctWZOP9wMD07YpxsuETugDRypSJCxy1ZBNAvbwg5W4RWB5rGF8yUoK5tBrVljfuLM-GmQG-k1uSbpU8GKAyShmNTS2myhRyds" alt=""/></figure>



<p><em>In Italia, nel 2022 la spesa pubblica rappresentava il 76% della spesa sanitaria complessiva, a fronte dell’82, 85 e 87% di Regno Unito, Francia e Germania (Fig. 3). Nello stesso anno, dunque, in Italia la componente privata contribuiva per una quota quasi doppia rispetto agli altri paesi: poco meno di 1 euro su 4 della spesa sanitaria italiana è un costo sostenuto dai cittadini. In Italia la componente privata di spesa è aumentata dal 22 al 24% dal 2010 al 2022. Nello stesso periodo, in Germania si è ridotta dal 24 al 15%, in Francia dal 17 al 13% </em>(Svimez, <em>Un Paese due cure. I divari Nord-Sud nel diritto alla Salute</em>, p. 6).</p>



<p>Il taglio dei finanziamenti alla sanità pubblica ha visto in questi stessi anni il contraltare di l&#8217;indubbia crescita della sanità privata. Fenomeni come le assicurazioni sanitarie private di stampo americano, quasi del tutto assenti nel nostro paese, iniziano a prendere piede. In molte contrattazioni decentrate si adottano sempre più misure di welfare aziendale per la copertura di spese mediche. Inutile dire che l’unica possibilità per i ceti meno abbienti e per i disoccupati è spesso la rinuncia alla cura dato che una fetta sempre più grande di prestazioni mediche passano a pagamento.</p>



<p>I dati sull’adempimento dei LEA del 2021 fotografano un Sud generalmente inadempiente con la Calabria al di sotto della soglia minima dei 60 punti in tutti gli ambiti assistenziali (Prevenzione, Distrettuale e Ospedaliera) al contrario di regioni come la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Toscana con indicatori tra gli 80 ed i 95 punti per ambito.</p>



<p>Un altro indicatore importante, come sopra accennato, deriva dal confronto delle compensazioni finanziarie tra regioni. Questo dato mostra l’emigrazione sanitaria dei malati in cerca di cura: un dato oramai consolidato che mostra l’atavico pellegrinaggio della gente del sud verso i nosocomi del nord ed in particolar modo verso la Lombardia. La Calabria vede un debito di 2,71 miliardi di euro maturato tra il 2010 e il 2019 contro gli oltre 6 miliardi di attivo della Lombardia.</p>



<p>Il rapporto dello Svimez ci lascia con un piccolo commento anche sul tema dell’autonomia differenziata: <em>Con l’autonomia differenziata si rischierebbe dunque di aumentare la sperequazione finanziaria tra SSR e di ampliare le disuguaglianze interregionali nelle condizioni di accesso al diritto alla salute</em> (Svimez, op. cit., p. 28).</p>



<p>In particolare l’autonomia differenziata con l’avvio della regionalizzazione con un finanziamento dei servizi trasferiti calcolato sulla “spesa storica”, rischia di sottrarre ulteriori risorse ai territori del Sud già impoveriti. Inoltre, le regioni più ricche potrebbero stornare più liberamente quota del maggiore gettito fiscale per sviluppare la propria sanità su base territoriale e rompendo ogni idea di perequazione. Pensiamo alla possibilità di aumentare gli stipendi di medici, infermieri e OSS e quindi incentivare un dumping sanitario che porterebbe molte delle professionalità dal Sud a Nord o l’impossibilità di fatto di portare a termine delle procedure concorsuali nei nosocomi del mezzogiorno. Già oggi, molti medici preferiscono aderire a cooperative private piuttosto che presentarsi ai concorsi pubblici visto i maggiori stipendi garantiti dalle prime. Anche il presidente del Gimbe Cartabellotta precisa sull’autonomia differenziata: “Oggi si parla di Lep (Livelli essenziali delle prestazioni), ma la sanità con i Lea è stata un laboratorio naturale dei Lep&#8221;, rimarca il presidente Gimbe. &#8220;I Lea oggi non sono esigibili su tutto il territorio nazionale. Varie regioni del Centro-Sud sono in dissesto o in commissariamento da anni; questo vuol dire che gli strumenti messi in campo dallo Stato non sono adeguati. Il meccanismo non ha funzionato Prima di introdurre le autonomie bisognerebbe riequilibrare le differenze regionali. I problemi non si risolveranno facendo correre chi è già più forte. Le regioni del Sud e del Centro Italia finiranno per diventare clienti della sanità settentrionale. Il turismo sanitario, già diffuso, si aggraverebbe ulteriormente&#8221; (intervista a<a href="https://www.rainews.it/articoli/2023/02/autonomia-differenziata-gimbe-aumenter-il-divario-sanitario-tra-nord-e-sud-2423d55f-356a-4dbf-8498-a6bed9e1afc1.html"> Rainews24</a>).</p>
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		<title>AGGRESSIONI AL PERSONALE SANITARIO TRA AUSTERITY E TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2023 11:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da alcuni mesi tiene banco una sorta di bollettino di guerra che riporta a ritmo serrato le aggressioni ai danni del personale sanitario, soprattutto per quanto concerne le astanterie dei pronto soccorso.&#160; Sembra che la pandemia abbia reso assai più violente le persone, o se non proprio più aggressive assai meno inclini alla pazienza. Non [&#8230;]</p>
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<p>Da alcuni mesi tiene banco una sorta di bollettino di guerra che riporta a ritmo serrato le aggressioni ai danni del personale sanitario, soprattutto per quanto concerne le astanterie dei pronto soccorso.&nbsp;</p>



<p>Sembra che la pandemia abbia reso assai più violente le persone, o se non proprio più aggressive assai meno inclini alla pazienza. Non tardano le risposte: dal Governo agli apparati ministeriali, fino ai sindacati di polizia, la ricetta appare sovrapponibile, ossia più sicurezza negli ospedali e riaprire i posti di polizia nei pronto soccorso. Negli articoli e nei vari dibattiti radiotelevisivi, solo raramente si accenna a quelle che possono essere le cause scatenanti tale aggressività. Premesso che le teste calde esistono e appartengono tanto agli operatori quanto agli astanti, non crediamo sia solo un questione di animosità di spirito o temperamente iracondo a provocare le aggressioni. Riteniamo assai più probabile che l’innesco vada ricercato nelle carenze, ormai endemiche, del sistema sanitario. Solo sporadicamente si fa accenno alle ore di attesa nelle astanterie e al superlavoro del personale che perennemente sotto organico deve comunque visitare e verbalizzare ogni singolo individuo che si presenti al PS, sia per motivi seri che estremamente futili. Il problema quindi appare avere il solo connotato della sicurezza e dell’incolumità per come riportato dai giornali e comunicati ufficiali. A tal proposito riportiamo il comunicato integrale, pubblicato sul sito del Ministero della Salute il 32 Gennaio scorso:</p>



<p><strong><em>Violenze contro gli operatori sanitari: riunito l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza.</em></strong></p>



<p><em>Si è riunito questa mattina l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie alla presenza del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, del Direttore della Direzione generale professioni sanitarie del Ministero della Salute, Rossana Ugenti, con la partecipazione di rappresentanti dell’Osservatorio. Il Ministro ha sottolineato “l’importanza dell’Osservatorio per la piena applicazione della legge 113 del 2020 sulla sicurezza degli operatori. A fronte del numero crescente di episodi di violenza segnalati a danno di operatori sanitari, 60 nel 2021 e 85 nel 2022, è indispensabile – ha detto – mappare le strutture più a rischio anche alla luce della collaborazione avviata con il Ministero degli Interni per garantire maggiore sicurezza negli ospedali”. Inoltre il Ministro ha ricordato che a breve partirà anche il tavolo dedicato ai pronto soccorso, dove si verificano con più frequenza i casi di aggressione, per dare risposte concrete in termini di riorganizzazione con particolare attenzione al problema del sovraffollamento. L’Osservatorio sta concludendo i lavori di redazione della Relazione annuale che sarà inviata al Parlamento entro il 31 marzo e ha sottoposto all’attenzione del Ministro le principali problematiche su cui sono impegnati i gruppi di lavoro: raccolta dei dati per un monitoraggio puntuale del fenomeno delle aggressioni, anche attraverso una più stretta collaborazione con le regioni; campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini per una maggiore consapevolezza del rapporto di fiducia con i medici e gli operatori sanitari; formazione per il personale sanitario</em>[1]<em>.</em></p>



<p>Ora a noi non sembra che si faccia il minimo accenno alle varie cause che possono scatenare la furia di pazienti o parenti degli stessi. Eppure chi meglio degli apparati ministeriali ha contezza della situazione reale delle strutture sanitarie, eppure da quanto si apprende si cerca di individuare&nbsp; quota parte delle responsabilità nella mancanza di sensibilità da parte del cittadino. Crediamo che questa emergenza sia in effetti l’epifenomeno di un problema assai più complesso e profondo, che non può risolversi, e non si risolverà mettendo più&nbsp; agenti di polizia negli ospedali.</p>



<p>Proviamo ad andare a ritroso nelle possibili motivazioni di tali comportamenti, la principale causa sembra imputabile alle lunghe ore di attesa, quindi sarebbe utile parlare di sovraffollamento. Il sovraffolamento dei pronto soccorso è questione che viene dibattuta anche all’interno delle analisi ministeriali, non solo da organizzazioni sindacali e associazioni di categoria, tipo ordine dei medici, associazioni degli operatori infermieristici, ecc.&nbsp;</p>



<p>È interessante notare come il problema vada di pari passo con la progressiva aziendalizzazione del sistema sanitario, e come in nome dell’efficienza e della razionalizzazione dei costi, si finisce per ridurre, posti letto, personale e depotenziare le strutture. Su questa linea si trovano le deduzioni di alcune riviste di riferimento per la popolazione infermieristica, e nello specifico si ritiene che il sovraffollamento dei pronto soccorso derivi da:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la progressiva riduzione della dotazione di posti letto in corsia, che ha drasticamente ridotto la possibilità di assorbire i ricoveri d’emergenza non programmati come sono quelli provenienti dai Pronto Soccorso;</li>



<li>il blocco del turn over per il personale. I carichi di lavoro sempre più pesanti si ripercuotono ovviamente di più nell’attività dei Pronto Soccorso, per definizione più stressante e comunque attiva 24 ore su 24;</li>



<li>l’ancora incompiuta riforma dell’assistenza territoriale, dalla quale ci si aspetta un filtro dell’emergenza con la possibilità di gestire a domicilio o in strutture ambulatoriali le piccole emergenze, riducendo così gli accessi ai Pronto Soccorso ospedalieri, soprattutto quelli non appropriati che sono ancora il 30% del totale[2].&nbsp;</li>
</ul>



<p>Questi aspetti sono parte attiva del problema e riguardano in un certo modo il “back office” rispetto al Pronto Soccorso, ossia la capacità di assorbimento immediato nei reparti dei vari problemi che si presentano, più o meno gravi che siano. La vera inappropriatezza per il Pronto Soccorso, da quanto è dato vedere, non è tanto il paziente con un codice bianco o verde, ma il paziente in barella in attesa di essere ricoverato in un altro reparto dell’ospedale. Ciò è suffragato da alcuni dati interessanti sull’incidenza dei codici a basso rischio vitale e il numero totale di pazienti che si presentano per ricevere delle cure. Definendo “accessi inappropriati” quelli riferiti a persone che si rivolgono all’ospedale per varie ragioni, comprese l’irreperibilità del medico di base o l’assenza della guardia medica (perchè magari è stato eliminato il presidio), persone quindi che potrebbero trovare risposta in sedi diverse dal pronto soccorso, sono circa il 30% del totale. Di questi la maggior parte sono codici bianchi e circa un 20% codici verdi. In ogni caso questi accessi inappropriati, pur costituendo il 30% del totale, sono gestiti solitamente in tempi ragionevolmente brevi e impegnano limitatamente il personale dell’emergenza, circa il 15% delle ore totali[3].</p>



<p>Si potrebbe ipotizzare, dal momento che questi rilevamenti li fa un sito dedicato al personale infermieristico, possa essere un po’ di parte. Vediamo quindi un attento studio scientifico del Ministero condotto nel 2019&nbsp; cosa imputa il sovraffollamento. Facendo riferimento ad uno dei più noti modelli di flusso del sistema di emergenza basato su 3 macro fasi, nei quali vengono individuati (i) fattori in ingresso, (ii) fattori interni e (iii) fattori in uscita, è stato dimostrato che il maggior contributo al sovraccarico del sistema è determinato non solo dai fattori di ingresso, quanto dai fattori di processo e di uscita, quindi quel dato del 30% di pazienti inappropriati ha si un peso nella generale gestione dei flussi ma limitato rispetto ai fattori interni e d’uscita. Tra i fattori in <em>entrata</em>, si devono enumerare l’insorgenza di nuovi bisogni assistenziali o non soddisfatti in ambiti appropriati di presa in carico del territorio, dal progressivo invecchiamento della popolazione, dall’aumento del numero di pazienti complessi, dall’avvento di nuove tecnologie di diagnosi e cura. Tra i fattori <em>interni</em> quello che incide maggiormente sul progressivo aumento dei tempi di permanenza in PS è la necessità di attivare consulenze specialistiche ed accertamenti diagnostici strumentali, in particolare quelli di livello più avanzato (es. TAC). Tali elementi intervengono sempre con maggiore frequenza, sia per l’aumento dell’età media dei pazienti e delle comorbilità, sia per le evidenti necessità del sistema di dover garantire ricoveri appropriati e dimissioni sicure.</p>



<p>Tra i fattori in <em>uscita</em> pesa maggiormente la difficoltà a ricoverare tempestivamente, per carenza di posti letto disponibili a favore dei ricoveri urgenti da PS per inefficiente gestione degli stessi. L’effetto, come già definito, è noto con il termine di “boarding” ossia la “cattiva pratica” di tenere pazienti da ricoverare sulle barelle nei corridoi del Pronto Soccorso per ore o giorni per la mancanza di posti letto; rappresenta la causa primaria del sovraffollamento del PS[4].</p>



<p>Seppur espresso in maniera più rigorosa, il succo del discorso è sempre lo stesso, ossia la carenza strutturale del sistema ospedaliero passato sotto la falce dei tagli indiscriminati. Questo è uno degli esiti infausti dell’austerity. Qualcuno aveva sperato che la Pandemia avesse mostrato la corda e che ci fosse in atto un ripensamento sui tagli alla sanità. Vane speranze, solo iniezioni momentanee per passare la fase acuta, poi si chiudono i rubinetti per aprirne di altri, come la difesa e la canea di cantieri e cantierini, sovente inutili e vetusti, del PNRR.&nbsp;</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Note</p>



<p>[1] Ministero della Salute, Comunicato n. 5, 23 gennaio 2023. Il comunicato è consultabile al seguente url: <a href="https://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=salastampa&amp;p=comunicatistampa&amp;id=5925">https://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=salastampa&amp;p=comunicatistampa&amp;id=5925</a></p>



<p>[2] Infermiere online, 10 marzo 2020. L’articolo è consultabile al seguente url: <a href="https://infermiereonline.it/pronto-soccorso-sovraffollamento-e-accessi-impropri/">https://infermiereonline.it/pronto-soccorso-sovraffollamento-e-accessi-impropri/</a></p>



<p>[3] ibid.</p>



<p>[4] Ministero della Salute “LINEE DI INDIRIZZO NAZIONALI PER LO SVILUPPO DEL PIANO DI GESTIONE DEL SOVRAFFOLLAMENTO IN PRONTO SOCCORSO”. Il documento è consultabile al seguente url: <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3143_allegato.pdf">https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3143_allegato.pdf</a></p>
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		<title>CI HANNO TOLTO ANCHE LA RABBIA!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2022 06:59:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIRITTO ALLA SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[PENSIERI AD ALTA VOCE]]></category>
		<category><![CDATA[CURE/SALUTE/SANITÀ]]></category>
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<p>Solo rassegnazione! Così è se vi pare, non ci sono medici, mancano infermieri, le barelle sono rotte, attendete nel corridoio. Queste le parole che si odono tra le stanze del Pronto Soccorso del nosocomio cosentino. Di domenica quando tutto il mondo della salute è chiuso, tre medici per un servizio rivolto, praticamente, a tutta la Provincia di Cosenza. Un medico per i casi Covid e due per il mare magnum che arriva dalla porta principale spesso trasportato in ambulanza. Casi rossi e casi bianchi, salette piene con pazienti doloranti che aspettano per ore su una seggiola, attaccati l’un l’altro, in attesa di una parola di conforto che tarda a venire.</p>



<p>Entrato alle 12,30 con un fortissimo e intollerabile dolore allo stomaco, con la preoccupazione che fosse un infarto, presa la pressione e fatto un primo elettrocardiogramma sono stato invitato ad accomodarmi in saletta. Sarei stato chiamato dai medici. Nel frattempo via vai di ambulanze, due o tre ogni 15-20 minuti. Molte non possono ripartire perché mancano le barelle per ricevere i degenti. Nella saletta poche persone che sarebbero diventate presto molte. Incidenti, traumi agli arti e persino una persona anziana che perdeva copiosamente sangue dal naso, emorragia aggravata dall’assunzione del ‘Cumadin’. Tre ore di attesa con la figlia che chiedeva disperatamente fazzoletti per tamponare il sangue. Alla fine, non calcolate da nessuno, sono dovute andare via per cercare altrove qualcuno che fermasse l’emorragia copiosa; una guardia medica, una farmacia.</p>



<p>Nel frattempo passano le ore e il mio dolore è costante, non cessa di tormentarmi, ormai anche il cervello si era disattivato, non c’era modo di placare la sofferenza. Solo dopo le 17, dopo cinque ore di sala d’aspetto, si aprono le porte del medico che in cinque minuti mi pone le domande di rito, mi fa un prelievo per controllare gli ‘enzimi’ e finalmente una puntura che gradualmente fa scemare il dolore (forse poteva essere fatta cinque ore prima?). Poi di nuovo in salette. Ancora le stesse persone, alle quali se ne erano nel frattempo aggiunte altre, nessuno se ne era andato via se non un ragazzo che aveva un forte dolore al piede a causa di un trauma e portato via dalla madre per imbottirlo a casa di antidolorifico sperando che l’indomani mattina il dolore fosse passato oppure per ritentare la fortuna il lunedì.</p>



<p>La saletta è piena e continuano ad arrivare, irrefrenabili, le ondate di ambulanze. Codice rosso, Codice rosso. La media di attesa era ormai arrivata a sette/otto ore che diventeranno dieci per me quando finalmente si riapriranno le porte del medico. Dalla mattina ne erano già cambiati tre seguendo la consueta turnazione. Bisogna ricapitolare al nuovo medico il motivo per cui ti sei presentato e senza effettuare altri esami diagnostici vengo spedito a casa, meno dolorante ma senza capire il motivo per cui mi ero trovato, di domenica, al Pronto Soccorso. “Qui non facciamo gastroscopie se non nei casi di emorragia”, la sentenza. Visto quello che hai avuto, prendi questa pillola, in caso di dolori aggiungi un antispastico e poi prenota un esame da un privato. Dieci ore di attesa di cui cinque con dolori atroci per avere il verdetto: qui non possiamo fare nulla (ricordo che siamo in Ospedale non al cinema) prenotate una visita da un privato.</p>



<p>Questa mia disavventura personale è solo un esempio di quello che passano i cosentini e tutte le persone della provincia di Cosenza (vista la chiusura indiscriminata di tanti ospedali e Pronto Soccorso) e molti in situazioni ben più drammatiche della mia. Poco tempo fa toccò a mia madre aspettare due giorni su una panca perché non cerano posti nella terapia intensiva; aveva un infarto in corso! Per fortuna la sorte anche per lei ha voluto che resistesse. Di fatto il tempo e la fortuna sono i farmaci più utili quando si entra all’Annunziata. Pochi anni fa toccò a mio padre emigrare per un intervento al cuore che altrove facevano meglio che alle nostre latitudini. E tante esperienze, testimonianze e disavventure abbiamo raccolto e raccogliamo con le associazioni rendesi, di tempi interminabili per fare un esame urgente, alla chiusura di interi servizi… altro che PNRR, altro che resilienza. Qui si continua a smantellare la sanità pubblica per favorire il privato. Da tempo stiamo andando verso un’americanizzazione della salute, dovremmo presto ricorrere alle assicurazioni private.</p>



<p>Fatti salvi i medici e gli operatori di Pronto Soccorso che non hanno gli strumenti e i numeri per meglio operare, la rabbia sale verso le “istituzioni” che dovrebbero salvaguardare la salute della collettività e invece hanno solo sfruttato l’Ospedale per le proprie assunzioni clientelari e le proprie mazzette sulle forniture di macchinari, sulle attrezzature e sui farmaci. Attendiamo le mirabolanti novità da parte del governatore Occhiuto che al momento non si vedono in concreto: rimangono delle slide belle da vedere, ma ancora purtroppo irrealizzate. Ci auguriamo tutti che tra l’idea e la realizzazione non passi molto tempo perché nel frattempo la gente semplicemente muore! Nessun medico, mi dicevano al Pronto Soccorso, era stato sentito dal Governatore che, pare, abbia preferito la consulenza di un’azienda specializzata della Lombardia, la stessa che, pare, abbia fatto parecchi danni sia in quella regione sia in Sicilia. Caro Governatore, ora sei anche commissario, non c’è più tempo. I medici e gli operatori sanitari sono al collasso e la gente muore, non è uno scherzo!</p>



<p>Nel quadro dato, l’unica cosa che non si nota è la rabbia. Ci sarebbe da spaccare tutto, chiedere conto ai mascalzoni politici che hanno permesso tutto questo, ai grandi ‘manager’ della sanità pubblica, ai commissari che si sono susseguiti, ma le persone sono ormai abituate, scoraggiate, e pochi singoli <em>indignados</em> non servono a cambiare le carte in tavola. Alziamo la voce, ma siamo isolati e facciamo sempre la figura di <em>ciotariaddhri</em> della situazione. Tanto alle elezioni emergono sempre loro, tanto le denunce si cancellano, tanto è inutile, a loro non fanno mai nulla! Questi i commenti. E allora si continua ad arrivare al Pronto Soccorso, ad aspettare dieci ore, a tornarsene a casa senza avere una diagnosi e a prenotarsi per un consulto privato. Perché se prenoti nel pubblico passerebbe un anno!</p>



<p>VERGOGNA a voi che fate quello che vi pare, ladri e assassini, e VERGOGNA a noi che permettiamo che tutto ciò avvenga in maniera inesorabilmente ripetitiva!</p>



<p><em><strong>Stefano Ammirato</strong></em></p>
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