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	<title>comunità di senso Archivi | MALANOVA</title>
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	<description>Solo cattive notizie per il Mondo di Sopra</description>
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	<title>comunità di senso Archivi | MALANOVA</title>
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		<title>Subalternità, egemonia e “comunità di senso”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 09:32:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[KRITIK]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[comunità di senso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuamo con questo articolo l&#8217;approfondimento sulle &#8220;comunità di senso&#8221; viste attraverso le categorie gramsciane di &#8216;egemonia culturale&#8217; delle classi dominanti e &#8216;subalternità&#8217; dei gruppi/istituzioni dei dominati. Gli articoli precedenti della stessa ricerca sono riprosposti a fine articolo. &#8220;La competizione rappresenta la più completa espressione della battaglia di tutti contro tutti che governa la moderna società [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2024/11/11/subalternita-egemonia-e-comunita-di-senso/">Subalternità, egemonia e “comunità di senso”</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-0523e48c38c475258707deecdad7bf8c">Continuamo con questo articolo l&#8217;approfondimento sulle &#8220;comunità di senso&#8221; viste attraverso le categorie gramsciane di &#8216;egemonia culturale&#8217; delle classi dominanti e &#8216;subalternità&#8217; dei gruppi/istituzioni dei dominati. Gli articoli precedenti della stessa ricerca sono riprosposti a fine articolo.</p>



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<p></p>



<p>&#8220;La competizione rappresenta la più completa espressione della battaglia di tutti contro tutti che governa la moderna società civile. Questa battaglia, una battaglia per la vita, per l&#8217;esistenza, per tutto, in caso di necessità una battaglia per la vita o la morte, viene combattuta non solo tra le diverse classi sociali, ma anche fra gli individui che appartengono a queste classi. [&#8230;] Ma questa competizione dei lavoratori tra di loro è il lato peggiore del presente stato di cose nel suo effetto sul lavoratore, l&#8217;arma più affilata contro il proletariato nelle mani della borghesia&#8221;. (Friedrich Engels, &#8220;La condizione della classe operaia in Inghilterra&#8221;, 1845)</p>



<p>La lotta operaia, che tanto guadagno ha portato alle classi subalterne, è stata scientificamente incanalata nella competizione intra-operaia. La favoletta costituente raccontata dall’élite capitalista si innerva sul cosiddetto sogno americano che ha fatto enorme presa sulle masse popolari. Il nemico non è il miliardario che “si è fatto da solo” partendo con le pezze al culo dal mitico garage dei genitori e arrivando, per meriti, alla condizione di ricchezza attuale. Il nemico è l’altro uguale a me, il poveraccio che compete nella scalata al paradiso dei milionari.</p>



<p><strong>“</strong><strong><em>Se sei a terra non strisciare mai</em></strong><strong><em><br></em></strong><strong><em> Se ti diranno, &#8220;Sei finito&#8221;, non ci credere</em></strong><strong><em><br></em></strong><strong><em> Devi contare solo su di te…</em></strong></p>



<p><strong><em>Uno su mille ce la fa</em></strong><strong><em><br></em></strong><strong><em>Ma quanto è dura la salita</em></strong><strong><em><br></em></strong><strong><em>In gioco c&#8217;è la vita</em></strong><strong>”</strong></p>



<p>cantava Gianni Morandi al Festival di Sanremo proponendo artisticamente il tema della meritocrazia, una delle virtù del sistema liberal-occidentale. “Devi contare solo su di te”, “Uno su mille ce la fa” con il corollario che gli altri 999 sono tuoi antagonisti alla scalata sociale. E chi sono questi antagonisti? Quelli che sono già in vetta o quelli che come te provano a non strisciare mai?</p>



<p>La lotta tra classi, quindi, è divenuta una lotta interclasse. I subalterni si spintonano e sgomitano per raggiungere i pochi posti rimasti liberi nel paradiso capitalista.</p>



<p>L’intero quaderno 25 &#8211; <em>Ai margini della storia. Storia dei gruppi sociali subalterni</em> &#8211; scritto nel 1934 da Antonio Gramsci si occupa del concetto di subalternità. Nel paragrafo 2 afferma:</p>



<p>“La storia dei gruppi sociali subalterni è necessariamente disgregata ed episodica. È indubbio che nell’attività storica di questi gruppi c’è la tendenza all’unificazione sia pure su piani provvisori, ma questa tendenza è continuamente spezzata dall’iniziativa dei gruppi dominanti e pertanto può essere dimostrata solo a ciclo storico compiuto, se esso si conchiude con un successo. I gruppi subalterni subiscono sempre l’iniziativa dei gruppi dominanti, anche quando si ribellano e insorgono […]. Ogni traccia di iniziativa autonoma da parte dei gruppi subalterni dovrebbe perciò essere di valore inestimabile per lo storico integrale […]”</p>



<p>L’azione propria dei gruppi dominanti è, dunque, quella di disgregare la classe antagonista, atomizzarla, liquefarla, in modo che non abbia quella solidità che permette un’azione politica autonoma. Quest’azione è sinteticamente accennata da Gramsci nel paragrafo 4 dello stesso quaderno intitolato “<em>Alcune note generali sullo sviluppo storico dei gruppi sociali subalterni nel Medio Evo e a Roma</em>”. Nell’analisi storica gramsciana si evince un accentramento politico, sociale e culturale crescente.&nbsp;</p>



<p>Se “<em>nello Stato antico e in quello medioevale, l’accentramento sia politico-territoriale, sia sociale (e l’uno non è poi che funzione dell’altro) era minimo” </em>e composto meccanicamente da gruppi sociali con una certa autonomia e, per questo motivo,<em> </em>accadeva che<em> “i gruppi subalterni avevano una vita propria, a sé, istituzioni proprie ecc. e talvolta queste istituzioni avevano funzioni statali, che facevano dello Stato una federazione di gruppi sociali con funzioni diverse non subordinate, ciò che nei periodi di crisi dava un’evidenza estrema al fenomeno del «doppio governo»</em>”. Gli unici esclusi da questa relativa autonomia erano gli schiavi a Roma ed i servi della gleba ed i proletari nel mondo medioevale. La situazione cambia notevolmente con l’avvento dello Stato moderno che, secondo Gramsci, “<em>sostituisce al blocco meccanico dei gruppi sociali una loro subordinazione all’egemonia attiva del gruppo dirigente e dominante, quindi abolisce alcune autonomie, che però rinascono in altra forma, come partiti, sindacati, associazioni di cultura. Le dittature contemporanee aboliscono legalmente anche queste nuove forme di autonomia e si sforzano di incorporarle nell’attività statale: l’accentramento legale di tutta la vita nazionale nelle mani del gruppo dominante diventa «totalitario»</em>”.</p>



<p>L’iniziativa totalitaria consiste proprio nella soppressione di ogni “comunità di senso” autonoma per aggregarla al progetto egemonico culturale e politico delle classi dirigenti. I gruppi subalterni che godono di una certa solidità e una relativa autonomia (famiglia, sindacati, associazioni, cooperative, parrocchie, partiti) devono liquefarsi o addirittura gassificarsi per essere meglio assimilati nel meccanismo statale-totalitario a servizio dei gruppi governanti. Se un tempo il totalitarismo si manifestava nell’oppressione anche violenta, oggi passa per il tramite della persuasione, sviluppando egemonia culturale e tradizioni nuove capaci di generare meccanismi non coatti di adesione ‘libera’ dei gruppi subalterni alla logica del sistema che li opprime. Chi aderisce alla cultura dominante ha in realtà la sensazione di rompere tabù, di affrancarsi progrerssivamente dalla schiavitù, di essere più liberi.&nbsp;</p>



<p><em>“Ebbene, mi sembra che la natura della rivoluzione definitiva che ci troviamo di fronte sia proprio questa: che stiamo sviluppando tutta una serie di tecniche che consentiranno all’oligarchia un tipo di controllo – che è sempre esistito e presumibilmente esisterà sempre – per convincere le persone ad amare davvero la propria servitù”. (</em>Aldous Huxley, L’ultima rivoluzione)</p>



<p>La disgregazione, liquefazione/gassificazione, delle “comunità di senso”, non si sviluppa ai nostri giorni in maniera manifesta e violenta ma instillando un senso di emancipazione e liberazione nelle masse al raggiungimento degli obiettivi prefissati dalle élite. Il fascismo attuale non ha il volto del fascismo mussoliniano delle purghe o hitleriano delle camere a gas. Il fascismo del XXI secolo ha il volto dell’emancipazione familiare, sessuale, partitica, sindacale, religiosa. L’azione principale non è quella della chiusura violenta delle “comunità di senso” (sedi di partito, parrocchie, associazionismo sovversivo o mutualistico) ma quella della dispersione. Ogni ‘solidificazione’ come il processo di liquefazione di un gas, in effetti, prevede l’applicazione di una qualche forma di energia, di compressione, di violenza. Il gas deve essere forzato per essere irreggimentato nella sua bombola. Il gas deve essere costretto in un piccolo spazio. Al contrario, se apriamo la bombola, il processo di fuoriuscita prevede una sorta di liberazione dall’angusto contenitore ed un senso di emancipazione del gas che è così libero di disperdersi ovunque nell’atmosfera. Ma questo processo di liberazione è anche un processo di rarefazione: quando le singole molecole di metano si sparpagliano nell’aere si faranno sempre più distanti e rarefatte; in ultima analisi diventano sole, isolate!“L’effetto naturale [della società moderna] è di fare in modo che ogni individuo sia il suo proprio centro. Ma quando ciascuno è il centro di se stesso tutti sono isolati. Quando tutti sono isolati, non c’è che polvere. Quando arriva la tempesta la polvere diventa fango”. (Benjamin Constant, <em>De la religion</em>, citato in M. Tronti, <em>Dello spirito libero</em>, Milano, il Saggiatore, 2015)</p>



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<p></p>



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<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2024/11/11/subalternita-egemonia-e-comunita-di-senso/">Subalternità, egemonia e “comunità di senso”</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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		<title>Processi di liquefazione della residuale “comunità di senso” familiare</title>
		<link>https://www.malanova.info/2024/10/31/processi-di-liquefazione-della-residuale-comunita-di-senso-familiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stam]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 09:45:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA E FINANZA]]></category>
		<category><![CDATA[MALANOVA]]></category>
		<category><![CDATA[comunità di senso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scrivevamo, nell’articolo precedente, di un processo di liquefazione delle comunità di senso che nascono tradizionalmente come solide: processo che vorrebbe esondare dai confini del liquido per condurre tutto, gradualmente, ad un effervescente stato gassoso. Una di queste comunità di senso è certamente la famiglia. Comunità solidissima e spesso totalizzante capace certamente di condizionare o “incanalare” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2024/10/31/processi-di-liquefazione-della-residuale-comunita-di-senso-familiare/">Processi di liquefazione della residuale “comunità di senso” familiare</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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<p></p>



<p>Scrivevamo, <a href="https://www.malanova.info/2024/10/07/comunita-di-senso-negli-stati-solido-liquido-e-gassoso/">nell’articolo precedente</a>, di un processo di liquefazione delle comunità di senso che nascono tradizionalmente come solide: processo che vorrebbe esondare dai confini del liquido per condurre tutto, gradualmente, ad un effervescente stato gassoso.</p>



<p>Una di queste comunità di senso è certamente la famiglia. Comunità solidissima e spesso totalizzante capace certamente di condizionare o “incanalare” la libertà delle nuove generazioni. Comunità di senso sempre contestata, generazione dopo generazione, ma poi riprodotta, ogni volta, quasi fedelmente. Comunità imputata politicamente di essere la cinghia di trasmissione della società borghese (anche se preesistente ad essa) o socialmente accusata di procrastinare una società patriarcale (non considerando la sua esistenza anche in società matriarcali).</p>



<p>Non dimenticando, dunque, le potenziali negatività, non bisogna neanche trascurare le positività. Innanzi tutto, come dicevamo, il fatto di garantire ai bambini quell’ambiente sociale e relazionale fondamentale nel loro divenire propriamente umani. “Senza la trasmissione culturale di migliaia di generazioni che ci hanno preceduto, noi torneremmo probabilmente a vivere come scimmie”. Se è vero che le comunità e le istituzioni umane (scuola, associazioni, parrocchie, famiglie) possono rappresentare una cinghia di trasmissione di disvalori, di tradizioni malate, di ipocrisie collettive, è anche vero che senza queste istituzioni comunitarie non salveremmo neanche il patrimonio culturale e scientifico che in positivo ha portato ad avanzamenti importanti della nostra vita nel mondo; saremmo costretti a ricominciare daccapo ad ogni generazione. </p>



<p>Dato questo cappello introduttivo sull’importanza della solidità delle comunità di senso, passiamo all’analisi di un dato puramente economico che però potrebbe far luce su una parte del processo di gassificazione della famiglia e delle altre istituzioni comunitarie.&nbsp;</p>



<p>“Osservatorio Single” è un’analisi redatta da <a href="https://www.ipsos.com/it-it">Ipsos</a> che arriva alla conclusione che nei prossimi 20 anni si registrerà un +9% di genitori single e -18% di famiglie con figli. Il primo processo di trasformazione dal solido al liquido aveva visto il frammentarsi della famiglia tradizionale maggioritaria (uomo, donna sposati in chiesa e due figli) in una serie di altre varianti più o meno estese che vanno dalle coppie non sposate, a quelle sposate in municipio, alle unioni civili e fino ai mononuclei o ai single. Il processo di liquefazione familiare lo potremmo coloritamente tratteggiare attraverso quella risposta/battuta di Franco Califano alla domanda se lui volesse trovare moglie: “il matrimonio dura se marito e moglie dormono in stanze diverse, per i poveri, in case diverse per i più abbienti…ma meglio ancora sarebbe se dormissero in città diverse”. Una battuta tratta dal bagaglio esperienziale del cantante romano che potrebbe assurgere quasi a profezia del processo in corso di gassificazione della famiglia e delle altre comunità di senso. Pensiamo solo di passaggio al fenomeno della personalizzazione dei partiti con la chiusura delle sedi territoriali o alla novella del superamento dei sindacati per una individualizzazione della contrattazione lavoratore-padrone o nell’aziendalizzazione dei centri sociali e dell’associazionismo.&nbsp;</p>



<p>Comunque, riprendendo il filo del discorso, il fenomeno delle coppie LAT, Living Apart Together, si sta diffondendo nella società. Film, Vip e influenzer certificano questa propensione ad avere relazioni aperte o comunque a continuare a vivere ognuno per proprio conto.</p>



<p>I dati del 2023 fotografano il fatto che le famiglie composte da una sola persona sono in netto aumento tanto da rappresentare in Italia il 33% della popolazione nazionale. Una persona su cinque ha meno di 45 anni, non solo vedovi dunque. In Italia, i nuclei familiari monopersonali saranno sempre più diffusi e, nei prossimi 20 anni, aumenteranno del 17% le persone sole, diminuiranno del 18% le coppie con figli, ma aumenteranno del 9% i genitori single. La tendenza culturale è molto chiara: “Famiglie” single o mononucleari.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXfQzI5slxZV4tQf4XOGDRFD7CvE4HZgINTm_GDK59B2Ws11Deyg5QXk8ksdc9zEw5ZKoN4xhaqAq3Fp-d7nYOkUYzcfyPLiTqnufTJeLp9tQYSw3EtALomyCkuQDJl7OQy4pENGjgs-VGNnQwE7oiEi3PPH?key=KLPJeKS3DoudIZfsnxTG7g" alt=""/></figure>



<p>La persona single nella contemporaneità, secondo Ipsos, è percepita come completa, indipendente, libera, sicura e con la piena consapevolezza di sé e nel pieno possesso della gestione del proprio tempo. Il fattore tempo, infatti, gioca un ruolo di grande importanza: prendersi dei momenti in solitaria è percepito come arricchimento del proprio valore alimentando un senso di autonomia e di orgoglio. Ma quanta depressione, solitudine e smarrimento possono nascondersi nelle maglie di questa società a responsabilità limitata? Questa autonomia, libertà e gestione personale del tempo non nascondono piuttosto una mancanza di capacità relazionale per occuparsi dell’altro da sé che sia il partner o i figli?&nbsp;</p>



<p>Il rischio della solitudine e dell’estraniamento, così come quello dell’incapacità di generare relazioni emotivamente stabili, è rilevato da un altro fattore analizzato da Ipsos: il successo presso questi single delle app di dating, di incontri. Secondo i dati dell’inchiesta, il Match Group, l’azienda madre di Tinder, Hinge, OKCupid, Meetic conta più di 16,5 milioni <strong>di utenti paganti</strong>. Gli strumenti e le piattaforme di incontro, inoltre, hanno perso la loro aurea negativa essendo state sdoganate socialmente e percepite sempre più come mere occasioni per connettersi e aprirsi all’altro, per ampliare la propria cerchia di amicizie e conoscenze. La relazione amorosa, solida e duratura della tradizione è evoluta nel rapporto liquido di una o più sere, senza complicazioni, mercificato e mediato da un’app. Il prossimo stato gassoso potrebbe essere rappresentato dalle app di sesso virtuale praticato nel multiverso rimanendo a casa da soli muniti di un visore 3D e vari accessori multimediali.</p>



<p>Questa percezione individuale (o sociale) ottimistica della singletudine, a nostro avviso sostenuta dalle campagne comunicative della propaganda global-capitalistica, si scontrano, secondo Ipsos, con “l’altro lato della medaglia che racconta di sfide, incertezze, difficoltà economiche e il rischio di isolamento”.</p>



<p>Il costo della vita che si scarica sulle risorse del single è percepito come maggiore rispetto a quello delle famiglie tradizionali. il 45% del campione afferma di avere difficoltà a mantenere il proprio tenore di vita.</p>



<p>Tutti i dati, ma anche il semplice buon senso, affermano che la singletudine fa bene al mercato. Sulla base dei dati ISTAT si nota che alcune voci di spesa sono molto differenti tra single e coppie. La prima voce è la casa. Una casa può ospitare nuclei familiari anche importanti e plurireddito o gravare su una singola persona. Anche nel caso di coppie divorziate, quando il marito non va a dormire in auto, si è costretti a dividersi su più abitazioni e magari pagare fitti prima non necessari. Inoltre, per tutti i servizi essenziali casalinghi, chi è solo spende il 66% in più (non poco) rispetto a una coppia. “Solo sommando queste prime due voci”, secondo il rapporto moneyfarm, “chi convive spende 530 euro al mese, contro i 904 euro dei single. Anche per quanto riguarda i generi alimentari, bisogna tenere presente che il costo al chilo aumenta al diminuire della quantità acquistata, penalizzando i single: per cibo e bevande, chi vive solo spende in media ben 304 euro al mese, contro i 236 euro a testa di chi convive, con un maggior costo di 68 euro (+29%). Questa voce è anche quella che, in valore assoluto, incide di più sulle spese mensili, dopo la casa”.</p>



<p>Un single, inoltre, si incontra più frequentemente con gli amici o le amiche in locali o ristoranti per passare la serata che normalmente le coppie stabili passano, risparmiando, in famiglia. Oltretutto, il single, deve essere più performante fisicamente e esteticamente per fare breccia nel cuore di eventuali partner occasionali. Si sommano quindi spese di palestra, parrucchiere, estetista etc. etc..&nbsp;</p>



<p>Secondo l’Istat, i single dedicano in media 4,3 ore alla settimana in più alle attività di tempo libero. Il settore del fitness specificamente progettato per single è un settore in forte espansione.</p>



<p>Quindi, tutto sommato, la propaganda della libertà, della singletudine, dell’autonomia degli spazi e del tempo, è molto utile al mercato e alle imprese affamate di consumatori frizzanti e compulsivi.</p>



<p>“Uscendo dalla sfera dell&#8217;ideale ed entrando in quella del reale e dell’economico, anche il viaggio assume un connotato diverso: una persona su due dichiara, infatti, che viaggiare è più costoso come single. Importantissimo anche il tema del benessere e della salute mentale che può essere intaccata se dalla solitudine ricercata si scivola nell’isolamento; un rischio ad alta probabilità per chi vive da solo. Otto persone su dieci affermano che avere qualcuno con cui condividere le esperienze è essenziale per viverle appieno”.</p>



<p>Anche in questo senso, una persona atomizzata, che vive nello stato liquido o addirittura gassoso delle relazioni comunitarie, rischia l’isolamento e un continuo e non evidente stato di depressione e abbattimento che cerca una compensazione nel consumo di merci e servizi.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Il dato analizzato in occidente pare essere confermato anche dai dati cinesi a testimonianza che è una tendenza capitalista globale al di là dei confini territoriali. Secondo una ricerca di Nielsen Cina, i single tendono ad avere una propensione all’acquisto maggiore, socializzano e trascorrono più tempo all&#8217;aperto rispetto alle famiglie tradizionali, il che li rende più propensi a mangiare fuori che a cucinare a casa, ad esempio. Il report datato 2020 parla di una vera e propria “single economy”.</p>



<p>Justin Sargent, presidente di Nielsen Cina, ha affermato: &#8220;La single economy è il risveglio della consapevolezza dei consumi da parte delle persone single, che riflette la loro ricerca di una migliore qualità della vita. [&#8230;] Per conquistare questo gruppo di consumatori, che ha un potere d&#8217;acquisto estremamente forte e un grande potenziale di consumo, è di vitale importanza rispondere alle loro esigenze di consumo uniche e ascoltare le loro voci&#8221;.</p>



<p>Anche in Cina, dove vige un sistema capitalistico molto avanzato anche se legato alle politiche governative, le persone single sono più propense ad acquistare prodotti di alta qualità. Il 75% dei single comunica di aver intenzione di acquistare vestiti, una percentuale più alta rispetto al 65% dei non single. Circa il 35% dei single intervistati ha affermato che acquisterà vestiti di qualità a un prezzo relativamente alto, mentre solo il 25% dei non single farà una scelta del genere, secondo il rapporto. Inoltre circa il 41% dei single esprime l’intenzione di acquistare elettronica di consumo, una percentuale più alta rispetto al 28% dei non single. Circa il 52% dei single consuma per comodità e risparmio di tempo, una percentuale più alta rispetto al 39% dei non single. I single sono, inoltre, grandi promotori della &#8220;night economy&#8221;. L&#8217;undici percento dei single solitamente si dedica ad attività culturali e ricreative dalle 11 di sera fino a tarda notte, rispetto a solo il 6 percento dei non single.</p>



<p>Tutti i dati ci portano a pensare che una vita imperniata su valori etici improntati all’individualismo e all’edonismo sono certamente più affini ad un sistema capitalistico di mercato fondato sulla commercializzazione di merci e servizi. Una propaganda spinta per il <em>divertissement, </em>per<em> </em>l’autonomia e la gestione del tempo e dello spazio<em>, </em>spinge le nuove generazioni a sposarsi o convivere con il proprio partner molto tardi o a rimanere, come dicevamo, single. Il senso di isolamento e solitudine, pubblicizzato come libertà e autonomia, alla fine nasconde un’incapacità sempre più diffusa di assumersi responsabilità rispetto ad altre persone che si traduce molto spesso in forme di acquisto compulsivo utilizzato come antidepressivo e svago e che favorisce le imprese multinazionali nella collocazione delle loro merci e dei loro servizi appositamente pensati per questo target.</p>



<p>Da qui una forte propaganda dei valori della libertà e dell’autonomia, che sono gli alter ego dell’individualismo e dell’egocentrismo, che caratterizzano la specifica antropologia dell’homo economicus globalizzato con il relativo bombardamento delle residue comunità di senso (famiglia, comunità, associazione, partito) che passano sempre più da uno stato solido ad uno liquido per arrivare, in un futuro prossimo, allo stato gassoso proprio della fase sociale del metaverso virtuale modulato dall’intelligenza artificiale.</p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="zhKALENc79"><a href="https://www.malanova.info/2024/10/07/comunita-di-senso-negli-stati-solido-liquido-e-gassoso/">&#8220;Comunità di senso&#8221; negli stati solido, liquido e gassoso</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;&#8220;Comunità di senso&#8221; negli stati solido, liquido e gassoso&#8221; &#8212; MALANOVA" src="https://www.malanova.info/2024/10/07/comunita-di-senso-negli-stati-solido-liquido-e-gassoso/embed/#?secret=ljOGf1aPgv#?secret=zhKALENc79" data-secret="zhKALENc79" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>&#8220;Comunità di senso&#8221; negli stati solido, liquido e gassoso</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 08:29:45 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.malanova.info/2024/10/07/comunita-di-senso-negli-stati-solido-liquido-e-gassoso/">&#8220;Comunità di senso&#8221; negli stati solido, liquido e gassoso</a> proviene da <a href="https://www.malanova.info">MALANOVA</a>.</p>
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<p>Il processo di liquefazione di ogni microsistema relazionale e comunitario segue il principio del ‘divide et impera’ sempre caro alle élite governanti. Il processo alchemico di trasformazione della materia comunitaria pare svolgersi partendo da uno stato solido per raggiungere quello liquido e quindi procedere verso lo stato più etereo, quello gassoso. I legami tra gli atomi sub-sociali devono essere quanto più rarefatti possibile per mantenere caoticità, confusione ed una certa effervescenza che produce inconsistenza: di basi, di progetti, di forme anche basiche di cooperazione.</p>



<p>L’individuo scardinato dalle sue basi relazionali risulta meglio manipolabile, più fragile rispetto alla costruzione di un orizzonte di senso calato dall’alto, sempre alla ricerca di consenso da parte dei pari. Un consenso, certo, non biunivoco ma egocentrato: sono gli altri che mi devono riconoscere in quanto ‘cool’, rappresentando in pieno, imitandolo, il modello del vincente proposto dalla ‘società’. Porsi in antitesi alla weltanschauung imposta dal sistema, significa porsi in una situazione di esclusione fino all’eremitismo sociale. Senza una comunità di senso come possono essere la famiglia, l’associazione, il partito, la parrocchia, il centro sociale, una tale condizione di straniamento sociale risulterebbe assolutamente impraticabile insieme all’insita possibilità di ribellione all’orizzonte imposto. In un mondo uniformato puoi solo scappare nel deserto sociale autoimposto &#8211; se se ne posseggono le qualità caratteriali e le risorse psicologiche &#8211; come nell’esempio dei primi eremiti cristiani nell’Egitto imperiale: vivere da emarginato o da folle nella città degli uomini oppure omologarsi convintamente alla visione imposta dai “padroni del senso”.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Tutte le comunità di senso alternative o potenzialmente resistenti allo status quo sono state ugualmente bombardate dalla propaganda etico-valoriale massificante del nuovo umanesimo globalista. I mezzi della propaganda sono troppo potenti per permettere una qualunque resistenza di pensiero per la gran parte della popolazione mondiale. Solo gli eremiti resistono nelle loro grotte esistenziali come anche nella loro assoluta incapacità trasformativa dello stato delle cose presenti. Solo per questo possono essere tollerati dal sistema ed anzi forniscono la prova di una sorta di pluralismo.</p>



<p>La parrocchia è divenuta luogo di spaccio di merci psichiche alla ricerca di un lavaggio di coscienza che altrove, più laicamente, avviene nello studio degli psicologi. Le associazioni, i centri sociali come i partiti sono divenuti solo lo strumento di personalità forti capaci di catalizzare il consenso intorno alla loro persona. Non esistono praticamente più le sedi di partito diffuse e territoriali, le assemblee ed i congressi, ma solo le ospitate televisive del leader di turno, carismatico e ottimo paroliere, capace di dettare la linea e capitalizzare il voto di parti cospicue della popolazione. Le capacità del leader unite ai cospicui finanziamenti in comunicazione dei gruppi di riferimento producono l’effetto catalizzatore dell’attenzione popolare. Tutto in linea, ovviamente, con l’orizzonte di senso imposto. Destra e sinistra sono solo colorazioni, tonalità diverse di una stessa tavolozza. Il programma è scritto, lo si può decorare con un pò di diritti civili, globalismo e ambientalismo a sinistra e con un pò di xenofobia, nazionalismo e securitarismo a destra. Ma per il resto, per le cose che contano, il quadro è già stabilito. Che sia del periodo blu o del periodo rosa, l’artista dell’opera è sempre Picasso!</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="538" src="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/10/pngtree-old-tvs-and-other-old-equipment-stacked-on-top-of-each-image_2532412.jpg" alt="" class="wp-image-10757" srcset="https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/10/pngtree-old-tvs-and-other-old-equipment-stacked-on-top-of-each-image_2532412.jpg 960w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/10/pngtree-old-tvs-and-other-old-equipment-stacked-on-top-of-each-image_2532412-300x168.jpg 300w, https://www.malanova.info/wp-content/uploads/2024/10/pngtree-old-tvs-and-other-old-equipment-stacked-on-top-of-each-image_2532412-768x430.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Anche la famiglia, primo ed ultimo baluardo di relazionalità solida, ha subito diversi bombardamenti. Dalla critica politica a sinistra che la considerò come una cellula capace di riprodurre per meiosi la società borghese, alla critica sociale dei “movimenti” che l’accusavano e l’accusano di riprodurre la società patriarcale. Ovviamente sono punti di vista veri ma che partono assumendo solo una parte della realtà dei fatti.&nbsp;</p>



<p>Ma se queste critiche si possono leggere e comprendere nell’ambito dello stesso processo filosofico-politico di produzione dell’homo economicus, egoista, egocentrico ed individualista, questa lettura parziale, anche se maggioritaria, si rivela come intrinsecamente ideologica. Seppur ammantata delle vesti della scienza, della sociologia e della statistica, il rifiuto della famiglia non considera la natura sociale che sta alla base dell’essenza stessa dell’umanità. Il cucciolo d’uomo che viene al mondo non è capace di camminare, di nutrirsi e di imparare a parlare se non attraverso la relazione con individui adulti della sua stessa specie.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Non servirebbe andare, per stabilire come vero questo postulato, alla vicenda di Victor dell&#8217;Aveyron un trovatello che viveva nei boschi da solo, nel Massiccio centrale in Francia, e che dimostrava fisicamente circa dodici anni pur non essendo capace di parlare e anche di camminare eretto. Nel 1801, il medico e pedagogista Jean Itard prese in carico il giovane per tentarne la rieducazione, ma Victor non compì mai che limitati progressi e soprattutto non imparò mai a parlare.</p>



<p id="1">“<em>I bambini che si ritiene siano stati allevati da animali, come Kamala, e quelli vissuti soli nella foresta come Victor dell’Aveyron, hanno avuto tutti un recupero difficile e molto parziale, soprattutto nella verbalizzazione. Anche quando impararono alcune parole, non riuscirono a usarle se non davanti agli oggetti reali e ai loro bisogni immediati. «E tanto più uno di loro è stato a contatto con gli animali, tanto più è difficile il suo recupero» spiega Anna Ludovico, autrice di un libro dedicato all’argomento. «Lo studio dei bambini selvaggi ci porta alla scomoda considerazione che senza il linguaggio verbale, che ci viene dato dall’ambiente sociale in cui viviamo, viene meno la più importante caratteristica della nostra specie, vale a dire la possibilità di pensare in modo astratto». Questi casi ci dicono quindi che, in un certo senso, esseri umani si diventa, non si nasce. Senza la trasmissione culturale di migliaia di generazioni che ci hanno preceduto, noi torneremmo probabilmente a vivere come scimmie</em>”.&nbsp;[1]</p>



<p>Basterebbero queste poche note per sbaragliare l’ideologia globalista e capitalista imperante di chi ci vorrebbe “isole infelici”, tutti egocentrati ed individualisti capaci solo di utilizzare per i propri scopi gli altri individui egocentrati appartenenti alla stessa specie. Basterebbero queste povere righe per sbaragliare quell’ideologia della libertà individuale del “faccio ciò che mi pare” bypassando ogni normatività naturale o sociale e che imporrebbe l’estinzione della famiglia cisgender &#8211; meglio ancora di qualunque famiglia o comunità umana &#8211; o comunque “suggerirebbe” ai genitori di non usare violenza ai propri figli parlandogli di sé, della loro eterosessualità, dei propri ideali, della propria religione o fede politica. Che la famiglia non educhi, dunque, non usi violenza, meglio lasciare i pargoli alla mercé di uno smartphone o della tv: questi strumenti tecnologici dotati di intelligenza artificiale sapranno insegnare al meglio ed in maniera imparziale il linguaggio, la postura ed il giusto orizzonte di senso, ovviamente uniforme e calato dall’alto! Saltiamo a piè pari la satellizzazione primaria e secondaria di bambini ed adolescenti per inserirli, fin da subito, nella galassia dei media e dei social.</p>



<p>Al contrario della teoria etico-politco-valoriale dominante, invece di bombardare le solide comunità di senso tradizionali per renderle prima liquide e poi gassose, sarebbe meglio lavorare nuovamente allo loro solidificazione per dare una base sociale e comunitaria ad ogni individuo umano e anche per relativizzare le singole comunità totali con comunità di senso plurime capaci davvero di permettere una scelta libera alle nuove generazioni. Non un’unica narrazione totalizzante, che sia la famiglia, la scuola, l’associazione, la parrocchia o il sistema, ma tante narrazioni, solide, capaci di dar prova della propria correttezza e di concedere un’autentica possibilità di scelta ad ogni persona che solo così può diventare veramente libera in quanto inserita in una comunità.</p>



<p>Il bambino abbandonato nel bosco da solo e accolto dalla comunità totale dei lupi potrà diventare solo lupo, così come il bambino abbandonato davanti ad uno smartphone potrà solo diventare un influenzer!</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>NOTE:</p>



<p>[<a href="#1">1</a>] <a href="https://www.focus.it/ambiente/animali/le-vere-storie-dei-ragazzi-selvaggi">https://www.focus.it/ambiente/animali/le-vere-storie-dei-ragazzi-selvaggi</a></p>
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